{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183037,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20183037,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"18.3037","BusinessType":9,"BusinessTypeName":"Interpellanza urgente","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.u.","Title":"Da imprese di servizio pubblico a concorrenti statali dell'economia privata?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 invitato a fornire informazioni in merito alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene anch'esso che in linea di principio lo Stato non dovrebbe detenere quote partecipative in imprese fornitrici di servizi in regime di (libero) mercato? Eventualmente per quali motivi ritiene plausibile una simile partecipazione?</p><p>2. Rileva problemi sul piano della politica della concorrenza o della politica finanziaria per le imprese a maggioranza statale che prestano servizi a carattere monopolistico nonch\u00e9 servizi in regime di (libero) mercato?</p><p>3. In caso affermativo, come intende affrontarli?</p><p>4. In caso negativo, come si pone nei confronti dell'accusa che tali imprese, grazie al regime di monopolio assicurato, abbiano dei vantaggi rispetto ai concorrenti privati quanto al potere di mercato, alla capacit\u00e0 finanziaria e all'accesso alla clientela?</p>","ReasonText":"<p>Il caso di Auto postale SA \u00e8 emblematico di un problema di fondo: numerosi gruppi, prevalentemente con quote di partecipazione della Confederazione, prestano oggi sia servizi a carattere monopolistico che servizi in regime di (libero) mercato.</p><p>Da un lato, ci\u00f2 \u00e8 l'effetto della progressiva espansione del settore di attivit\u00e0 dei gruppi, dall'altro, quei servizi che un tempo avevano carattere monopolistico si sono trasformati con lo sviluppo tecnologico sempre pi\u00f9 in servizi che possono essere forniti anche da imprese concorrenti del settore privato. Un classico esempio sono le telecomunicazioni.</p><p>Per svariati motivi questa commistione pone problemi: dal punto di vista della politica della concorrenza \u00e8 problematico che le imprese a partecipazione statale possano operare come concorrenti di imprese private, a maggior ragione perch\u00e9 non si tratta di una concorrenza a pari condizioni. Le imprese pubbliche beneficiano grazie al regime di monopolio di un enorme potere di mercato e capacit\u00e0 finanziaria. Hanno un accesso assicurato a tutta la clientela del settore del monopolio e, come dimostra il caso di Auto postal, si possono verificare finanziamenti trasversali distorsivi della concorrenza.</p><p>In termini di politica finanziaria \u00e8 problematico che la Confederazione si assuma il rischio finanziario di queste imprese, tanto pi\u00f9 in mercati caratterizzati da incertezza. I futuri sviluppi delle telecomunicazioni (Swisscom) e del settore bancario (Postfinance) rimangono altamente incerti. Pertanto, non pu\u00f2 essere una strategia considerare tali societ\u00e0 come \"cash cow\" delle casse federali. Cos\u00ec facendo si chiudono gli occhi di fronte ai rischi e inoltre, con questa argomentazione, la Confederazione potrebbe detenere quote di partecipazioni in qualsiasi impresa operante sul libero mercato.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1.-4. Il Consiglio federale rimanda al suo rapporto \"Staat und Wettbewerb - Auswirkungen staatlich beherrschter Unternehmen auf die Wettbewerbsm\u00e4rkte\" dell'8 dicembre 2017 in adempimento dei postulati del gruppo liberale-radicale 12.4172 del 13 dicembre 2012 e Schilliger 15.3880 del 22 settembre 2015. Nel suddetto rapporto la tematica affrontata nella presente interpellanza urgente \u00e8 trattata in modo esaustivo.</p><p>Il rapporto giunge alle seguenti conclusioni:</p><p>Le attivit\u00e0 imprenditoriali dello Stato poggiano prevalentemente su fondamenti di ordine storico e politico. Seguendo lo sviluppo economico e tecnologico, le imprese parastatali hanno diversificato le proprie attivit\u00e0, operando sempre pi\u00f9 in settori diversi dall'iniziale settore d'attivit\u00e0 principale. Questa evoluzione era stata prevista e resa possibile dal legislatore.</p><p>L'attivit\u00e0 delle imprese parastatali sui mercati in regime di concorrenza \u00e8 politicamente voluta malgrado le eventuali distorsioni della concorrenza e i potenziali svantaggi per le imprese private concorrenti. A ci\u00f2 si aggiunge che lo Stato pu\u00f2 essere esposto a diversi conflitti d'interesse, aspetto di cui il legislatore era anche consapevole. Questi problemi sono stati affrontati e in ampia misura risolti attraverso un governo d'impresa coerente e trasparente nonch\u00e9 una regolamentazione, che prevede un accesso non discriminatorio all'infrastruttura delle imprese parastatali aventi una posizione dominante sul mercato, la rinuncia a una garanzia statale esplicita oppure il divieto di sovvenzionamento trasversale. Come risulta dai casi studiati, permangono alcune distorsioni della concorrenza legate inevitabilmente all'attivit\u00e0 imprenditoriale dello Stato.</p><p>L'eliminazione totale di queste distorsioni della concorrenza presupporrebbe la completa privatizzazione delle imprese pubbliche. Una misura di questo tipo dovrebbe essere ponderata con il rischio che implica la perdita del controllo diretto dei poteri pubblici sulla qualit\u00e0 delle infrastrutture critiche gestite da tali imprese. Il rapporto ha esaminato altre soluzioni radicali, quali il divieto di svolgere attivit\u00e0 al di fuori del mandato di fornitura del servizio universale, respingendole per motivi di ordine aziendale ed economico.</p><p>Un approccio ragionevole e fattibile nella gestione delle distorsioni della concorrenza derivanti dall'attivit\u00e0 imprenditoriale dello Stato \u00e8 quello della neutralit\u00e0 della concorrenza. A livello federale, importanti elementi di questo approccio sono attuati a livello giuridico e istituzionale. Il Consiglio federale non ravvisa gravi lacune riguardanti la garanzia della neutralit\u00e0 della concorrenza tra le imprese private e le imprese della Confederazione. Tuttavia, tenuto conto dei cambiamenti in atto (mercato, tecnologia, servizio universale, sicurezza) verifica costantemente se si vengono a creare nuovi margini di manovra per garantire e assicurare la neutralit\u00e0 della concorrenza tra le imprese pubbliche e le imprese private, senza mettere a repentaglio l'interesse pubblico nei confronti delle imprese infrastrutturali dello Stato.</p><p>In ultima analisi, per ogni singolo caso occorre una ponderazione tra l'obiettivo di ordine politico, che consiste nell'evitare possibilmente qualsiasi distorsione della concorrenza, e il compito di pertinenza dello Stato, che consiste nel garantire un approvvigionamento con servizi infrastrutturali efficace, sicuro e affidabile in tutte le regioni della Svizzera. Le imprese pubbliche necessitano di un'adeguata libert\u00e0 imprenditoriale per poter adempiere il proprio mandato pubblico nel modo pi\u00f9 efficace ed economico possibile.</p><p>Questa ponderazione avviene delimitando con legittimit\u00e0 democratica le attivit\u00e0 delle imprese pubbliche mediante leggi e ordinanze. Anche se in questo modo i conflitti di obiettivi e di interesse non possono essere del tutto evitati, sugli stessi viene fatta trasparenza in modo da poter fissare priorit\u00e0 plausibili a livello politico.</p><p>Un presupposto fondamentale per istituire uguali condizioni di concorrenza per le imprese pubbliche e le imprese private nonch\u00e9 per prevenire le distorsioni della concorrenza \u00e8 che lo Stato separi completamente, sul piano giuridico, istituzionale e amministrativo, i suoi ruoli di proprietario delle imprese parastatali, di autorit\u00e0 di regolamentazione del mercato e di sorveglianza del mercato, nonch\u00e9 di patrocinatore di obiettivi con rilevanza di politica pubblica e di politica industriale. A livello della Confederazione, questo presupposto \u00e8 ampiamente soddisfatto secondo le direttive dell'OCSE.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1520553600000)\/","SubmittedBy":"Gruppo verde liberale","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1520985600000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|15","Category":null,"Modified":"\/Date(1690516171087)\/","SubmissionDate":"\/Date(1519776000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5012,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Economia"}}