{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183070,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20183070,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"18.3070","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Rafforzare la pluralit\u00e0 mediatica svizzera grazie a una politica mediatica solida e lungimirante","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 invitato ad adottare le misure e gli adeguamenti di legge seguenti:</p><p>1. Il tetto di 1,2 miliardi di franchi per i proventi del canone destinati alla SSR, gi\u00e0 deciso dal Consiglio federale, e un aumento della quota del canone destinata ai media elettronici regionali e locali, sono attuati e sanciti nella nuova legge sui media.</p><p>2. Il sostegno indiretto ai media stampati regionali e locali \u00e8 rafforzato attraverso l'impiego a tale scopo di una parte adeguata del canone radiotelevisivo.</p><p>3. L'espansione della SSR nel mercato pubblicitario a spese dei media privati svizzeri \u00e8 bloccata mediante misure adeguate (restrizioni pubblicitarie dalle ore 19.30 e determinazione di un limite massimo, collaborazione priva di discriminazioni nell'ambito delle piattaforme pubblicitarie).</p><p>4. L'espansione dell'offerta on line della SSR e dei media privati finanziati mediante il canone \u00e8 fortemente limitata nel settore scritto, allo scopo di dare un'opportunit\u00e0 commerciale agli abbonamenti digitali dei media stampati regionali e di altri giornali.</p>","ReasonText":"<p>Nell'ambito delle discussioni concernenti l'iniziativa \"No Billag\" si \u00e8 riusciti a garantire e rafforzare la comprovata combinazione dei contenuti mediatici finanziati tramite fondi pubblici e quelli dei media privati. La politica mediatica della Svizzera, in quanto fondamento di un servizio pubblico funzionante, ha saputo mobilitare la gente creando una solida maggioranza a favore di una pluralit\u00e0 mediatica costruttiva e lungimirante. Questa maggioranza ha opposto un rifiuto allo smantellamento. Si fida delle dichiarazioni rilasciate dal Consiglio federale e dalla SSR durante la campagna sulla votazione.</p><p>Ora \u00e8 quindi essenziale che alle parole seguano i fatti: il canone annuale per la SSR deve essere ridotto a 365 franchi, come approvato dal Consiglio federale. Per ripristinare la fiducia nel finanziamento della SSR, il tetto massimo dei proventi del canone destinati alla SSR, fissato dal Consiglio federale a 1,2 miliardi, deve essere sancito nella legge sulla radiotelevisione. Inoltre, i media elettronici regionali e locali devono poter beneficiare di quote del canone pi\u00f9 elevate. La promessa che la SSR non acceder\u00e0 a nuove forme digitali di pubblicit\u00e0 deve essere mantenuta concretamente.</p><p>Le limitazioni pubblicitarie applicate alla SSR (ad es. nessuno spot dalle ore 19.30 e un tetto massimo per la pubblicit\u00e0) devono essere attuate il pi\u00f9 presto possibile, in linea con le considerazioni esposte dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Vonlanthen 17.4207, \"L'opzione No Billag \u00e8 da escludere, ma come evitare il disastro?\", del 14 dicembre 2017. Quanto alle piattaforme pubblicitarie della SSR come ad esempio Admeira, occorre fare in modo che sia garantita una partecipazione senza discriminazione per tutti i media interessati e che questi contribuiscano al rafforzamento della pluralit\u00e0 mediatica svizzera.</p><p>In aggiunta, per il futuro della pluralit\u00e0 mediatica in Svizzera \u00e8 determinante che a livello economico vi sia la possibilit\u00e0 di finanziare i media on line tramite abbonamenti e introiti pubblicitari. In linea di principio ci\u00f2 \u00e8 per\u00f2 realizzabile soltanto se le informazioni non sono messe a disposizione gratuitamente. Occorre pertanto limitare la SSR e i media privati che beneficiano di proventi del canone: infatti, essendo sempre pi\u00f9 attivi nel settore giornalistico on line, mettono a repentaglio la sopravvivenza economica dei media stampati regionali tradizionali, quella dei nuovi e promettenti media on line (ad es. watson.ch, nau.ch) e quella della stampa quotidiana sovraregionale che vende sempre pi\u00f9 abbonamenti digitali, impedendo loro di sviluppare un modello commerciale sostenibile.</p><p>La SSR e le radio e televisioni regionali finanziate tramite il canone devono ridurre la propria offerta scritta on line, ma al contempo devono poter diffondere i propri contributi radiotelevisivi con tecniche moderne. \u00c8 ipotizzabile una soluzione comprovata come quella del Teletext, con testi limitati a circa 650 caratteri o un tetto finanziario per le spese destinate alle offerte on line. Grazie alla pubblicit\u00e0 e agli altri accessi a pagamento i fornitori privati avrebbero maggiori possibilit\u00e0 di realizzare un margine commerciale. Per le piccole regioni linguistiche in cui non vi sono alternative private all'offerta giornalistica on line della SSR e di altri media che beneficiano di quote del canone, il Consiglio federale pu\u00f2 eventualmente prevedere deroghe volte a garantire un servizio pubblico adeguato in ambito mediatico.</p><p>I media stampati regionali e locali costituiscono un pilastro essenziale della pluralit\u00e0 mediatica svizzera e, grazie ai loro rendiconti, svolgono un compito di politica statale estremamente importante. Da alcuni anni sono confrontati con una forte pressione economica e in alcuni casi lottano persino per la sopravvivenza. Gli introiti pubblicitari sono in continuo calo e la pressione esercitata dai concorrenti on line finanziati dal canone nonch\u00e9 da alcune misure della SSR (Admeira) aggravano la situazione. A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che anche la Posta, nell'ambito del limitato sostegno indiretto alla stampa, contribuisce in modo insufficiente a far s\u00ec che i media stampati possano continuare ad adempiere ai propri importanti compiti di servizio pubblico a livello regionale e locale.</p><p>Lo sviluppo di offerte on line fa parte del futuro. Al momento attuale questi modelli non possono ancora essere esercitati in modo economico. Ci vorr\u00e0 ancora un po' di tempo prima che questa fruizione on line di contenuti mediatici si affermi su larga scala. \u00c8 possibile rafforzare la pluralit\u00e0 mediatica sfruttando una parte del canone radiotelevisivo, che pu\u00f2 essere trasformato in un canone sui media. Al contempo, i media in questione dispongono del margine di manovra finanziario necessario per testare autonomamente la redditivit\u00e0 e la sopravvivenza a lungo termine di modelli on line concreti. L'aiuto \u00e8 consapevolmente orientato al sostegno indiretto alla stampa e non dovrebbe rompere gli argini istituzionali dei sussidi diretti dei media privati.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>I lavori preparatori per la futura legge sui media elettronici sono in corso. Questa legge dovrebbe un giorno sostituire la legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40). Le richieste dell'autore della mozione sono per la maggior parte trattate nell'ambito di tali lavori legislativi. L'apertura della consultazione pubblica in merito alla nuova legge \u00e8 prevista per giugno 2018. Successivamente, in occasione delle deliberazioni relative al messaggio sull'avamprogetto di legge, il Parlamento potr\u00e0 affrontare la tematica dell'assetto e del finanziamento di un servizio pubblico in ambito mediatico orientato al futuro. Il Consiglio federale ritiene prematuro e inutilmente pregiudizievole stabilire gi\u00e0 ora direttive vincolanti quanto al contenuto della futura legge.</p><p>1. Il Consiglio federale ha fissato un tetto di 1,2 miliardi di franchi per la quota dei proventi del canone radiotelevisivo destinata alla SSR per il periodo 2019-2022. Le emittenti locali e regionali riceveranno gi\u00e0 un importo massimo del 6 per cento come previsto dalla LRTV. La possibilit\u00e0 di stabilire un limite massimo potrebbe essere sancita espressamente nella nuova legge. Tuttavia, secondo il Consiglio federale stabilire una quota massima a livello legislativo renderebbe il tutto troppo rigido, poich\u00e9 anche in futuro la quota destinata alla SSR continuer\u00e0 a dipendere da diversi fattori, in particolare dall'estensione del mandato di prestazioni e dalla portata finanziaria delle limitazioni e dei divieti in materia di pubblicit\u00e0 a scapito della SSR. La determinazione della futura quota per i fornitori di media locali e regionali dipender\u00e0 anch'essa dalla definizione dei loro mandati di prestazioni in ambito mediatico. Di conseguenza, nella prevista legge sui media elettronici la chiave di ripartizione proporzionale pu\u00f2 essere adeguata.</p><p>2. Il sostegno indiretto alla stampa e il canone radiotelevisivo hanno orientamenti completamente diversi: il primo \u00e8 a favore della stampa scritta e si fonda sull'articolo 92 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), mentre il secondo garantisce il servizio pubblico nell'ambito dei media elettronici sulla base dell'articolo 93 della Costituzione. In base all'articolo 16 capoverso 7 della legge sulle poste del 17 dicembre 2010 (LPO; RS 783.0), per il sostegno indiretto alla stampa sono a disposizione 50 milioni di franchi (30 milioni a favore della stampa locale e regionale, 20 milioni per la stampa associativa e delle fondazioni). Un'ulteriore estensione del sostegno indiretto alla stampa o un trasferimento dei fondi da una categoria all'altra necessiterebbero di un adeguamento della legge sulle poste. Sebbene l'effetto del sostegno indiretto alla stampa sia controverso, l'accoglimento della mozione Bulliard-Marbach 13.3048, \"Contro la soppressione del sovvenzionamento indiretto della stampa in mancanza di una proposta alternativa convincente\", garantisce il mantenimento di tale sostegno fintanto che non vi sar\u00e0 un'alternativa convincente. In mancanza di basi costituzionali, un aumento del sostegno indiretto alla stampa mediante mezzi finanziari provenienti dal canone radiotelevisivo non pu\u00f2 essere preso in considerazione.</p><p>3. Come \u00e8 gi\u00e0 il caso per la LRTV, anche la futura legge sui media elettronici sar\u00e0 strutturata in modo tale da garantire alla stampa il dovuto rispetto previsto dalla Costituzione. Le misure richieste dall'autore della mozione (limite massimo e restrizioni in materia di pubblicit\u00e0) sono esaminate in tale ambito. Si constata che le entrate pubblicitarie della stampa, attualmente in calo, non finiscono alla SSR. La cifra d'affari conseguita dalla SSR tramite la pubblicit\u00e0 ammonta cos\u00ec a circa 360 milioni di franchi l'anno e rimane stabile, mentre nel settore on line, in forte crescita, si raggiunge in Svizzera un fatturato di oltre un miliardo di franchi l'anno. Di questi introiti beneficiano soprattutto le grandi piattaforme estere. Nell'interesse della piazza economica svizzera occorre quindi esaminare attentamente ulteriori restrizioni in materia di pubblicit\u00e0.</p><p>Infine, anche la collaborazione della SSR con altri attori nel settore giornalistico e pubblicitario sar\u00e0 un tema della futura legge sui media elettronici.</p><p>4. Oggi per la SSR vige una limitazione del numero di caratteri per l'offerta on line. Il progetto per una nuova concessione SSR, attualmente in fase di consultazione pubblica, riprende tale regolamentazione. L'offerta on line delle emittenti radiotelevisive locali e regionali che beneficiano di proventi del canone non \u00e8 invece disciplinata dalla LRTV, salvo per il fatto che pu\u00f2 essere finanziata mediante proventi del canone solamente se pu\u00f2 dimostrare l'esistenza di un riferimento diretto alla trasmissione. Poich\u00e9 in base alla futura legge sui media elettronici anche i media on line adempiono a un mandato di prestazioni e possono essere sostenuti mediante il canone sui media, il Consiglio federale proporr\u00e0 misure adeguate a tutela della stampa. Come per le richieste precedenti \u00e8 tuttavia ancora prematuro vincolarsi a misure concrete.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1524009600000)\/","SubmittedBy":"Vonlanthen Beat","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1528934400000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"34|2446","Category":null,"Modified":"\/Date(1690516202677)\/","SubmissionDate":"\/Date(1520208000000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":5012,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Media e comunicazione|Imposte"}}