{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183309,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20183309,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"18.3309","BusinessType":6,"BusinessTypeName":"Postulato","BusinessTypeAbbreviation":"Po.","Title":"Sanzioni mirate contro gli autori di crimini di guerra in Siria","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di verificare mediante un rapporto se le sanzioni adottate in virt\u00f9 dell'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria (RS 946.231.172.7) colpiscono in modo mirato le persone effettivamente responsabili e se la popolazione civile \u00e8 protetta dagli effetti negativi delle misure sanzionatorie.</p>","ReasonText":"<p>Il 18 maggio 2011 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria (RS 946.231.172.7). L'8 giugno 2012 questa ordinanza \u00e8 stata oggetto di una revisione totale. La Svizzera ha cos\u00ec adottato le medesime sanzioni decise dall'UE contro la Siria in seguito allo scoppio della crisi in quel Paese. A sostegno della loro decisione, UE e Svizzera hanno addotto principalmente la \"repressione violenta, da parte delle forze antisommossa e di polizia, contro la popolazione civile\".</p><p>Dopo pi\u00f9 di sei anni, lo scenario della guerra in Siria \u00e8 fortemente mutato. Pur essendo state adeguate ai cambiamenti in atto, le sanzioni di UE e Svizzera mirano sempre soprattutto a punire le brutali violenze perpetrate da Bashar al-Assad e dal suo regime contro la popolazione siriana. Esse risparmiano per\u00f2 le potenze che alimentano dall'esterno il conflitto e partecipano a crimini di guerra. </p><p>Rispondendo all'interpellanza 17.3061, il Consiglio federale rileva che \"\u00e8 fondamentale che siano evitate le conseguenze umanitarie negative delle sanzioni\" e che \"le sanzioni mirate devono possibilmente colpire in maniera diretta le persone alle quali sono rivolte e proteggere la popolazione civile dalle conseguenze negative\": a maggior ragione occorre valutare se la loro impostazione sia adeguata a queste finalit\u00e0. Questo era l'obiettivo perseguito espressamente anche dalla modifica dell'ordinanza del 10 marzo 2017. \u00c8 stato raggiunto?</p><p>Inoltre, sarebbe opportuno verificare congiuntamente con gli Stati partner dell'UE l'efficacia complessiva delle sanzioni contro la Siria. I provvedimenti colpiscono realmente tutti coloro che non si attengono alla risoluzione 2401 del Consiglio di sicurezza dell'ONU del 24 febbraio 2018? Quest'ultima chiede a tutte le parti belligeranti di cessare le ostilit\u00e0 sull'intero territorio siriano per almeno 30 giorni consecutivi.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il 18 maggio 2011 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria (RS 946.231.172.7), allineandosi cos\u00ec alle sanzioni dell'UE contro Damasco. Da allora le misure sono state accentuate a pi\u00f9 riprese, l'ultima volta il 27 marzo scorso, a carico di quattro persone coinvolte nel programma siriano di armi chimiche. Le sanzioni continuano dunque ad essere pertinenti.</p><p>N\u00e9 le sanzioni mirate dell'UE n\u00e9 quelle della Svizzera possono pretendere di colpire tutte le persone, dentro e fuori la Siria, responsabili di intensificare il conflitto bellico, di violare sistematicamente il diritto internazionale - in particolare mediante attacchi alla popolazione civile - o di ostacolare gli aiuti umanitari d'urgenza in Siria. Le sanzioni fanno parte di uno strumentario di politica estera che si prefigge di contribuire a una soluzione politica del conflitto. Al riguardo la Svizzera, esattamente come l'UE, adotta provvedimenti mirati. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ne ha presi nei confronti di diversi Stati coinvolti e ha chiesto a pi\u00f9 riprese il rispetto rapido ed effettivo del cessate il fuoco in linea con la risoluzione 2401 del Consiglio di sicurezza dell'ONU (v. p. es. comunicato stampa del 7 marzo 2018). La Svizzera, schieratasi a favore di questo appello nella sessione di marzo del Consiglio dei diritti dell'uomo a Ginevra, da anni ormai si adopera a vari livelli per una soluzione politica del conflitto, per un aiuto umanitario effettivo, nonch\u00e9 a favore della lotta contro l'impunit\u00e0 in Siria.</p><p>In risposta all'interpellanza 17.3061 Ingold il Consiglio federale ha gi\u00e0 illustrato dettagliatamente che \u00e8 fondamentale evitare le conseguenze umanitarie negative delle sanzioni. Le iniziative di aiuto indipendenti non devono essere colpite dalle sanzioni, n\u00e9 tantomeno essere tacciate di forme di sostegno al terrorismo.</p><p>In generale, i generi alimentari e i medicinali non sono assoggettati alle sanzioni. Inoltre l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria contiene tutta una serie di deroghe umanitarie. Da parecchio tempo i servizi competenti dell'Amministrazione federale si occupano delle conseguenze delle sanzioni internazionali sull'aiuto umanitario, comprese le misure necessarie per lottare contro il finanziamento del terrorismo. Sono in contatto diretto con gli attori umanitari per trovare soluzioni concrete in caso di problemi. \u00c8 lecito chiedersi in che misura le agevolazioni sancite dalla modifica dell'ordinanza del 10 marzo 2017 a favore degli attori umanitari per l'acquisto, il trasporto e il finanziamento di prodotti petroliferi (es. benzina) siano effettivamente sfruttate in Siria, ma non si pu\u00f2 rispondere in modo esaustivo perch\u00e9 non \u00e8 obbligatorio comunicare alle autorit\u00e0 federali l'utilizzo di quella deroga.</p><p>Detto questo, un conto \u00e8 emanare deroghe, un altro \u00e8 fornire beni importanti alla popolazione civile. In effetti, oltre a una base legale per questo tipo di transazioni serve anche che gli attori privati - p. es. banche, esportatori, trasportatori e societ\u00e0 commerciali - siano disposti a effettuarle.</p><p>In proposito il Consiglio federale constata che gli attori privati sono molto restii a concludere affari con la Siria, anche legali, proprio in considerazione dei rischi che da anni ormai questo conflitto comporta, sicch\u00e9 le esportazioni svizzere verso la Siria sono crollate dai circa 271 milioni di franchi del 2010 a soli 28 milioni di franchi nel 2017. Nel 2017, i prodotti farmaceutici hanno costituito la stragrande maggioranza delle esportazioni (circa 20 millioni franchi).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposal":20,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1525824000000)\/","SubmittedBy":"Reynard Mathias","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1592524800000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|9","Category":null,"Modified":"\/Date(1690515788227)\/","SubmissionDate":"\/Date(1521158400000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5012,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica di sicurezza"}}