{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20183666,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20183666,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"18.3666","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Negare l'aiuto allo sviluppo ai Paesi in cui i cristiani vengono perseguitati","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di vincolare l'erogazione di fondi per l'aiuto allo sviluppo al trattamento riservato ai cristiani. L'invio di fondi in Paesi nei quali chi professa il cristianesimo viene discriminato o perseguitato dallo Stato o da terzi in virt\u00f9 della sua fede deve essere limitato o revocato, a seconda dell'entit\u00e0 di tali vessazioni.</p>","ReasonText":"<p>Secondo l'indice pubblicato a gennaio del 2018 dall'organizzazione Porte Aperte/Open Doors, nel mondo circa 200 milioni di cristiani sono esposti a persecuzione. Per il periodo compreso tra il 1\u00b0 novembre 2016 e il 31 ottobre 2017 Porte Aperte, il cui lavoro viene globalmente considerato serio e affidabile, ha individuato circa sessanta Paesi nei quali la libert\u00e0 religiosa \u00e8 talora fortemente limitata. Due indicatori centrali per riconoscere la violenza nei confronti dei cristiani sono il numero di fedeli assassinati e gli attentati alle chiese. I cristiani uccisi a causa della loro appartenenza religiosa sono stati, nel lasso di tempo in esame, circa 3000; la percentuale pi\u00f9 elevata di uccisioni si \u00e8 registrata in Africa. Gli edifici religiosi attaccati sono invece stati 793. La natura degli attacchi spazia da atti di vandalismo alla completa distruzione di luoghi di culto.</p><p>L'odio nei confronti dei cristiani \u00e8 particolarmente diffuso anche nei Paesi che ricevono abbondanti fondi per l'aiuto allo sviluppo dalla Svizzera. Soltanto nei dieci Stati pi\u00f9 ostili ai cristiani secondo l'indice summenzionato (Corea del Nord, Afghanistan, Somalia, Sudan, Pakistan, Eritrea, Libia, Iraq, Yemen, Iran), tra il 1960 e il 2016 la Svizzera ha fornito aiuto pubblico allo sviluppo per un totale di 2,4 miliardi di franchi. Nel 2016 gli aiuti in questi Paesi hanno quasi raggiunto 116 milioni di franchi.</p><p>Non \u00e8 ammissibile che Stati che non proteggono i cristiani da discriminazioni o persecuzioni e che non riconoscono la libert\u00e0 religiosa beneficino di contributi in denaro per lo sviluppo da parte della Svizzera.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Come illustrato a pi\u00f9 riprese in passato dal Consiglio federale (cfr. pareri in merito alle mozioni 14.3826 e 11.3198), la promozione della libert\u00e0 di religione e la protezione delle minoranze religiose ed etniche, tra cui i cristiani perseguitati nel mondo, sono parte integrante della politica di collaborazione internazionale della Svizzera.</p><p>L'aiuto umanitario della Svizzera in Paesi come l'Afghanistan, la Corea del Nord, l'Iraq, la Libia, il Pakistan, la Somalia, il Sudan e lo Yemen si basa sui principi fondamentali del diritto internazionale umanitario ed \u00e8 rivolto a tutte le persone bisognose, indipendentemente dalla provenienza, dal sesso, dalla lingua, dalla religione e dall'appartenenza politica e sociale. L'aiuto \u00e8 commisurato alle esigenze delle rispettive popolazioni e non \u00e8 destinato agli attori statali del Paese che lo riceve. Vincolarlo al comportamento dello Stato sarebbe inopportuno, inadeguato e in contrasto con la tradizione umanitaria della Svizzera.</p><p>Nell'ambito della politica di collaborazione internazionale con Paesi come l'Afghanistan, la Libia e la Somalia, accanto all'aiuto d'emergenza la Svizzera porta avanti programmi per la promozione civile della pace, nel tentativo di porre fine a conflitti, e per la protezione delle fasce vulnerabili della popolazione, in virt\u00f9 dei quali s'impegna per il rispetto dei diritti umani, la promozione della libert\u00e0 di religione e la protezione delle minoranze religiose ed etniche.</p><p>Quanto al Pakistan, il Consiglio federale ha deciso, nell'ottica di una maggiore focalizzazione geografica, di abbandonare il relativo programma di cooperazione bilaterale allo sviluppo nel 2019. In Eritrea, invece, nell'ottobre 2017 la DSC ha lanciato la fase pilota di tre progetti di formazione professionale; un impegno, questo, che persegue anche obiettivi di politica migratoria e risponde a numerose richieste del Parlamento (cfr. parere del Consiglio federale sul postulato Pfister Gerhard 15.3954). L'Iran non \u00e8 un Paese nel quale la Svizzera \u00e8 attiva nell'ambito della sua politica di collaborazione internazionale.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 del parere che la mozione comporterebbe inopportune conseguenze negative per il programma di cooperazione allo sviluppo della Svizzera e ritiene che, qualora l'impegno della Svizzera nei Paesi summenzionati dovesse venire meno, questo andrebbe a discapito, in primo luogo, di quelle persone che gi\u00e0 vivono nelle condizioni pi\u00f9 disagiate.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1534291200000)\/","SubmittedBy":"Wobmann Walter","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1568764800000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|1236|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1690515356667)\/","SubmissionDate":"\/Date(1529020800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5013,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Diritti umani|Cultura"}}