{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20184361,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20184361,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"18.4361","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"DNA del settore umanitario o partenariati per aiutare al meglio le vittime dei conflitti?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Come concepisce il Consiglio federale le priorit\u00e0 in materia di aiuto alle vittime della guerra? I loro bisogni sono molti e vanno spesso al di l\u00e0 delle attivit\u00e0 tradizionali dell'ambito umanitario. All'aiuto d'emergenza (tende, cibo, medicine ecc.) si aggiungono compiti con un orizzonte temporale pi\u00f9 lungo, pi\u00f9 onerosi e che richiedono sovente la presenza di competenze tecniche. Un esempio: la ricostruzione di un sistema di fornitura di acqua potabile e di raccolta delle acque reflue a Mossul. In molti casi, questo tipo di progetto richiede mezzi di cui le autorit\u00e0 locali non dispongono. Finch\u00e9 mancher\u00e0 l'acqua, la popolazione non far\u00e0 ritorno e continuer\u00e0 a incrementare il flusso di profughi, con le conseguenze che conosciamo.</p><p>Occorre dunque consentire che le organizzazioni di aiuto umanitario escano dal loro ruolo tradizionale per riuscire ad aiutare un maggior numero di vittime? Ci\u00f2 potrebbe implicare una parziale \"diluizione\" della loro essenza e la conclusione di partenariati. Questi ultimi (ad es. tra il CICR e la Banca Mondiale) potrebbero richiedere alle parti di scendere a compromessi per raggiungere un'intesa. Permetterebbero per\u00f2 di mettere a disposizione molti pi\u00f9 mezzi - e competenze - per favorire un ritorno alla normalit\u00e0. Ci\u00f2 porterebbe anche al rafforzamento del legame tra l'aiuto umanitario e l'aiuto allo sviluppo a lungo termine.</p><p>Una nuova configurazione dell'aiuto fornito si rende necessaria alla luce dell'evoluzione delle crisi: le ostilit\u00e0 si protraggono per mesi o anni, indebolendo gli Stati - spesso di per s\u00e9 instabili - sotto il peso della minaccia costante di un ritorno a un conflitto violento. Questi contesti privi di prospettive di rappacificazione impediscono alle agenzie per lo sviluppo di stabilirsi nei Paesi colpiti per avviare la ricostruzione in quanto non sono soddisfatte le condizioni di sicurezza necessarie. Da qui sorge l'idea di rivolgersi agli attori del settore umanitario che, invece, sono gi\u00e0 presenti in loco.</p><p>Qual \u00e8 l'opinione del Consiglio federale in materia? Fino a che punto \u00e8 opportuno ampliare il mandato degli attori del settore umanitario a progetti di ricostruzione delle infrastrutture fondamentali o di sviluppo socio economico a lungo termine (abitazioni, sanit\u00e0, scuole, risorse idriche, energia ecc.)? \u00c8 possibile che questo ampliamento implichi una collaborazione con il settore privato? E quando la situazione sar\u00e0 quasi tornata alla normalit\u00e0, a che punto si dovr\u00e0 trasferire la competenza di questi progetti alle agenzie per lo sviluppo specializzate?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Nel fornire aiuto nelle zone di guerra, la priorit\u00e0 per il Consiglio federale \u00e8 salvare vite umane e soddisfare i bisogni pi\u00f9 urgenti. In molte regioni di crisi, per\u00f2, l'aiuto d'emergenza si \u00e8 trasformato in una necessit\u00e0 duratura: le crisi si protraggono per lungo tempo e diventano sempre pi\u00f9 complesse. In situazioni di conflitto come quella in Siria, l'aiuto d'emergenza va oggi inteso come un sostegno pluriennale. Oltre agli aiuti immediati e di sopravvivenza (fornitura di base di acqua potabile, servizi sanitari, generi alimentari, alloggi temporanei, assistenza medica di urgenza, misure di protezione e offerta formativa per bambini e giovani vulnerabili ecc.), l'attenzione si concentra anche sul rafforzamento della resilienza della popolazione locale e sulla gestione sostenibile delle risorse naturali.</p><p>Questo lavoro deve essere avviato il prima possibile. L'aiuto d'emergenza si trova quindi ben presto ad affrontare anche questioni strutturali ed \u00e8 necessario mettere in piedi in parallelo istituzioni, strategie e politiche. Pertanto, nel contesto di grandi crisi che perdurano nel tempo, sono richiesti sia l'aiuto umanitario sia la cooperazione allo sviluppo. In situazioni di questo tipo la cooperazione allo sviluppo concorre a fare in modo che gli sfollati dipendano in misura minore dall'aiuto d'emergenza, ad esempio seguendo una formazione professionale o iniziando a svolgere un'attivit\u00e0 lavorativa. La Svizzera si adopera inoltre affinch\u00e9 gli attori che lavorano per lo sviluppo a livello multilaterale, come la Banca Mondiale, intervengano maggiormente nelle regioni di conflitto.</p><p>Il nostro Paese cerca dunque gi\u00e0 di impiegare i propri strumenti di cooperazione internazionale (CI) in modo complementare al fine di massimizzarne gli effetti. Una valutazione indipendente ha esaminato l'impiego integrativo degli strumenti dell'aiuto umanitario e della cooperazione allo sviluppo (il cosiddetto nesso) da parte della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017. Da questa analisi \u00e8 emerso che il lavoro della DSC tiene conto della realt\u00e0 locale e si concentra sulle esigenze concrete. Il personale che impiega i vari strumenti della CI sul posto collabora in modo efficiente. Tuttavia, la valutazione propone modifiche strutturali che dovranno essere attuate in maniera mirata mediante il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 e raccomanda alla DSC di dare una definizione istituzionale al nesso tra aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo. I risultati della valutazione saranno pubblicati a marzo del 2019 (www.dsc.admin.ch &gt; Risultati ed effetti &gt; Risultati &gt; Rapporti di valutazione).</p><p>Il 30 novembre 2018 il Consiglio federale ha definito i punti chiave strategici del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 e ha stabilito che in caso di crisi di lunga durata gli strumenti della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario dovranno essere coordinati utilizzando un approccio flessibile. Inoltre, in futuro l'Esecutivo intende ricorrere maggiormente alle capacit\u00e0 innovative, alle conoscenze specialistiche e alle possibilit\u00e0 di investimento del settore privato.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1550016000000)\/","SubmittedBy":"B\u00e9gl\u00e9 Claude","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1575504000000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|9","Category":null,"Modified":"\/Date(1690513427103)\/","SubmissionDate":"\/Date(1544745600000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5015,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica di sicurezza"}}