{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190076,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20190076,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"19.076","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Legge sulla tariffa delle dogane. Modifica (Abolizione dei dazi doganali su prodotti industriali)","Description":"Messagio del 27 novembre 2019 concernente la modifica della legge sulla tariffa delle dogane (Abolizione dei dazi doganali su prodotti industriali)","InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 27.11.2019</b></p><p><b>Il Consiglio federale propone l'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali</b></p><p><b>Il Consiglio federale propone l'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali per migliorare le condizioni quadro economiche delle imprese e favorire i consumatori. Il 27 novembre 2019 ha preso conoscenza dei risultati della procedura di consultazione e sottoposto al Parlamento il messaggio relativo alla misura proposta. L'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali fa parte del pacchetto di misure adottate per contenere il livello dei prezzi in Svizzera. </b></p><p>La maggior parte dei partecipanti alla consultazione si \u00e8 espressa senza riserve in favore dell'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali (dazi industriali). In particolare sono stati rilevati i vantaggi che ne deriverebbero per le imprese grazie allo sgravio finanziario e amministrativo.</p><p>L'abolizione dei dazi industriali permetter\u00e0 alle aziende in Svizzera di beneficiare di costi intermedi pi\u00f9 bassi e di ridurre i costi di produzione. L'economia svizzera \u00e8 strettamente legata alle catene globali del valore: perci\u00f2 l'abolizione dei dazi industriali consentir\u00e0 alle nostre imprese di essere pi\u00f9 competitive. Nel complesso migliorer\u00e0 l'efficienza degli scambi commerciali e aumenter\u00e0 la concorrenza. Ne beneficeranno anche i consumatori, perch\u00e9 l'importazione di svariati beni di consumo \u00e8 ancora soggetta a dazio. \u00c8 il caso, ad esempio, di automobili, biciclette, prodotti per la cura del corpo, elettrodomestici, scarpe, tessili e abbigliamento. Sar\u00e0 istituito un apposito monitoraggio affinch\u00e9 questi vantaggi vadano effettivamente a favore dei consumatori.</p><p>Nel 2018 i proventi doganali realizzati con i dazi industriali ammontavano a 560 milioni di franchi (inclusa l'imposta sugli autoveicoli e l'IVA); negli ultimi anni superavano mediamente i 500 milioni di franchi. Grazie agli effetti positivi che la misura avr\u00e0 per l'economia in generale (quantificabili in circa 860 mio. CHF), e alla conseguente crescita delle attivit\u00e0 economiche e commerciali, le minori entrate verranno parzialmente compensate dall'aumento degli introiti fiscali. L'abolizione dei dazi industriali rientra nel pacchetto di misure che il Consiglio federale aveva deciso il 20 dicembre 2017 per agevolare le importazioni e ridurre cos\u00ec i fattori di maggiorazione dei prezzi in Svizzera. </p><p>La decisione in merito all'abolizione dei dazi industriali spetta ora al Parlamento. Nel caso in cui venisse approvata entrerebbe in vigore il 1o gennaio 2022. L'abolizione dei dazi industriali consentirebbe inoltre di semplificare la parte della tariffa doganale relativa ai prodotti in questione.</p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 04.06.2020</b></p><p><b>Bocciata abolizione dazi doganali su prodotti industriali </b></p><p><b>I dazi doganali sui prodotti industriali vanno mantenuti. Una loro abolizione causerebbe importanti perdite all'erario, non andrebbe a beneficio dei consumatori e indebolirebbe il potere negoziale della Confederazione. Ne \u00e8 convinto il Consiglio nazionale che, con 108 voti contro 83 e 4 astenuti, ha bocciato l'entrata in materia sulla modifica della legge sulla tariffa delle dogane proposta dal governo.</b></p><p>Questa proposta, ha spiegato il relatore commissionale Markus Ritter (PPD/SG), giunge nel momento sbagliato: la crisi del coronavirus ha avuto un forte impatto sulle casse della Confederazione, da una fase di eccedenza strutturale si \u00e8 passati a una prospettiva di deficit e programmi di austerit\u00e0 non sono da escludere.</p><p>Considerando che il Consiglio federale non ha previsto compensazioni per i mancati introiti, stimati in 560 milioni di franchi all'anno, non \u00e8 il caso di ridurre ora le entrate della Confederazione. A subirne le conseguenze sarebbero le spese non vincolate, come l'aiuto allo sviluppo, la formazione, l'agricoltura e l'esercito.</p><p>Ritter ha poi fatto notare che le imprese hanno gi\u00e0 beneficiato di sgravi fiscali per due miliardi nell'ambito della Riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA). Sarebbe ora il momento di pensare a sgravi per persone fisiche, ha aggiunto.</p><p>Il relatore commissionale ha anche messo in dubbio l'efficacia della misura: \"negli anni '90, quando erano stati ridotti i dazi sui prodotti agricoli, i consumatori non ne approfittarono\". Insomma, le riduzione dei dazi spesso servono solo ad accrescere i margini di guadagno delle imprese. Ci sarebbe inoltre un notevole aumento della pressione sui dazi agricoli. La soppressione unilaterale dazi doganali sui prodotti industriali indebolirebbe anche il potere negoziale della Svizzera nelle trattative per nuovi accordi di libero scambio, ha fatto notare Samuel Bendahan (PS/VD).</p><p>Per la minoranza \u00e8 invece adesso che occorre abolire questi dazi. \"Bisogna sostenere ora le nostre imprese duramente toccate dalla crisi\", ha sostenuto Petra G\u00f6ssi (PLR/SZ). La riforma permetterebbe un sgravio amministrativo per le PMI per circa 100 milioni di franchi, ha aggiunto.</p><p>Per Magdalena Martullo-Blocher (UDC/GR) \u00e8 assolutamente necessario migliorare le condizioni quadro per le imprese per affrontare la concorrenza internazionale in modo da evitare la delocalizzazione e mantenere i posti di lavoro in Svizzera. Per la democentrista i dazi sono misure protezionistiche retaggio di un passato che non c'\u00e8 pi\u00f9. \"Sono stati introdotti per proteggere dei settori che non esistono pi\u00f9 e non torneranno pi\u00f9\", ha aggiunto.</p><p>Si tratta insomma della misura pi\u00f9 importante e di quella pi\u00f9 utile per aiutare l'industria svizzera ad uscire da questa crisi, ha sostenuto il ministro dell'economia Guy Parmelin. Si tratta insomma di una \"vera e propria riforma strutturale, che sar\u00e0 utile sul lungo termine\".</p><p>G\u00f6ssi ha anche ricordato come l'abolizione dei dazi, eliminando uno degli ostacoli al commercio, \u00e8 una delle misure adottate dal governo per combattere l'isola prezzi elevati che \u00e8 la Svizzera. Sono inoltre previsti meccanismi per verificare che gli sgravi vadano a beneficio anche dei consumatori, che, grazie a una riduzione dei prezzi, risparmieranno 350 milioni di franchi.</p><p>Parmelin ha poi detto di non credere a un indebolimento del potere negoziale della Confederazione. La somma i gioco non \u00e8 infatti sufficientemente elevata per poterla mettere sul piatto della bilancia. Agendo in modo unilaterale, la Svizzera sarebbe poi in buona compagnia: secondo Parmelin altri Paesi hanno gi\u00e0 abolito questi dazi, come l'Islanda, il Canada, la Nuova Zelanda e la Norvegia.</p><p>Al voto, come detto la maggioranza - composta da PS, Verdi e parte dei gruppi UDC e del Centro - ha respinto l'abolizione dei dazi. L'oggetto passa ora agli Stati. Qualora i \"senatori\" dovessero pure loro bocciarne l'entrata in materia, il disegno di legge sarebbe definitivamente archiviato. La Commissione delle finanze degli Stati, in un voto consultivo, si \u00e8 per\u00f2 schierata a favore con 7 voti contro 5.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 23.09.2020</b></p><p><b>Prodotti industriali, dazi import, abolizione va discussa </b></p><p><b>La proposta del Consiglio federale di abolire i dazi sull'importazione di prodotti industriali va discussa: dopo il \"niet\" del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati ha accolto oggi per 29 voti a 14 l'entrata in materia sul progetto governativo.</b></p><p>La decisione odierna \u00e8 contraria alla raccomandazione della commissione preparatoria, secondo cui il progetto non comporta alcuno sgravio essenziale per le imprese e che l'effetto positivo per i consumatori sarebbe minimo. </p><p>L'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali sarebbe pertanto non soltanto inutile, ma arriverebbe nel momento sbagliato, viste le forti spese generate dalla pandemia di coronavirus.</p><p>Un'opinione difesa da diversi esponenti sia di destra che di sinistra nel plenum, secondo cui un taglio di oltre 500 milioni sulle entrate della Confederazione andrebbe perlomeno compensato da un'altra parte. Tagliare ora sulle entrate, alla luce del buco di bilancio che si annuncia, \u00e8 irresponsabile, \u00e8 stato dichiarato in aula.</p><p>I favorevoli al disegno governativo, come Martin Schmid (PLR/GR), Ruedi Noser (PLR/ZH) o Erich Ettlin (PPD/OW), hanno invece sostenuto l'entrata nel merito, sottolineando le ricadute positive di un taglio dei dazi - \"un relitto del passato\" lo ha definito Schmid - per i consumatori, ma anche per le imprese elvetiche, che potrebbero cos\u00ec procurarsi a prezzi inferiori macchine e altri prodotti.</p><p>Per Ettlin, la crisi attuale causata dalla pandemia rappresenta l'occasione propizia per dare un impulso alla produzione. I vantaggi di un taglio dei dazi sui prodotti industriali verrebbero pi\u00f9 che compensati dal maggior dinamismo dell'economia elvetica.</p><p>Un argomento ripreso in aula dal ministro dell'economia Guy Parmelin, secondo cui le imprese beneficerebbero di un taglio dei dazi, specie quelle attive nell'agricoltura. Agli oltre 500 milioni di sgravi andrebbero aggiunti i risparmi generati dalla minore burocrazia per lo sdoganamento, calcolati in 100 milioni all'anno, ha specificato il consigliere federale democentrista.</p><p>Secondo Paul Rechsteiner (PS/SG), l'idea nata nel 2017 aveva ancora un senso allora, quando l'economia era in crescita, ma ora la situazione \u00e8 cambiata. A causa della pandemia, la Confederazione ha messo a disposizione miliardi per l'economia; non vi \u00e8 quindi bisogno di altri programmi d'impulso, specie se le mancate entrate non potranno essere compensate.</p><p>Al voto, tuttavia, la camera ha preferito entrare in materia. Qualora il Nazionale dovesse ribadire il suo \"no\", il progetto verrebbe archiviato.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.12.2020</b></p><p><b>Abolire dazi industriali malgrado opposizione Nazionale </b></p><p><b>Automobili, elettrodomestici, vestiti e altri articoli importati potrebbe presto costare di meno in Svizzera. Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi (28 voti a 14) l'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali. Il condizionale rimane per\u00f2 d'obbligo: il Consiglio nazionale ha infatti gi\u00e0 fatto sapere di non volere tale riforma.</b></p><p>Attualmente i prezzi praticati in Svizzera sono in media del 30% superiori a quelli dei nostri vicini. Per contrastare il fenomeno dei prezzi alti, il governo ha cos\u00ec proposto la soppressione unilaterale di tutti i dazi industriali, seguendo l'esempio di altri Paesi come l'Islanda, il Canada, la Nuova Zelanda e la Norvegia.</p><p>La riforma, effettuata tramite una revisione della Legge sulla tariffa delle dogane, ha tre obiettivi principali. Il primo \u00e8 diminuire i prezzi dei prodotti importati per le imprese, ma anche per i consumatori. Oggi vengono infatti ancora pagati dazi sulle importazioni di vari beni di consumo quali ad esempio automobili, biciclette, prodotti per la cura del corpo, elettrodomestici e capi d'abbigliamento.</p><p>Il secondo obiettivo \u00e8 ridurre l'onere burocratico per le imprese, in particolare per le PMI, ha spiegato Ruedi Noser (PLR/ZH) a nome della commissione. La revisione legislativa permetter\u00e0 infine di rafforzare la competitivit\u00e0 della piazza economica svizzera.</p><p>Con l'abolizione dei dazi la Confederazione dovr\u00e0 fare i conti con una diminuzione degli introiti di svariate centinaia di milioni di franchi: nel 2018 i proventi doganali realizzati con i dazi industriali ammontavano ad esempio a 560 milioni di franchi, pari allo 0,7% delle entrate.</p><p>In giugno il Consiglio nazionale aveva invece bocciato il progetto, respingendo l'entrata in materia con 108 voti contro 83 e 4 astenuti. Diversi i motivi che avevano spinto la Camera del popolo ad affossare la riforma, non da ultimo la necessit\u00e0 di non privare l'erario di importanti introiti in un momento di crisi come quello attuale.</p><p>Era anche stata messa in dubbio l'efficacia della misura: negli anni '90, quando erano stati ridotti i dazi sui prodotti agricoli, i consumatori non ne approfittarono, era stato sottolineato. Le riduzioni dei dazi rischierebbero dunque di accrescere i margini di guadagno delle imprese. Ci sarebbe inoltre un notevole aumento della pressione sui dazi agricoli. La soppressione unilaterale dei dazi sui prodotti industriali indebolirebbe anche il potere negoziale della Svizzera nelle trattative per nuovi accordi di libero scambio, come ha ricordato oggi anche Christian Levrat (PS/FR).</p><p>Il friburghese ha poi fatto notare che le imprese hanno gi\u00e0 beneficiato di sgravi fiscali per due miliardi nell'ambito della Riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA). Sarebbe ora il momento di pensare a sgravi per le persone fisiche, ha aggiunto.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.09.2021</b></p><p><b>CN: s\u00ec all'abolizione dei dazi industriali</b></p><p><b>Automobili, capi d'abbigliamento e altri articoli importati potrebbero presto costare di meno in Svizzera. Seguendo il Consiglio degli Stati, oggi anche il Nazionale ha approvato - con 106 voti a 75 e 15 astensioni - l'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali, dopo che nel giugno del 2020 aveva respinto l'entrata in materia.</b></p><p>Attualmente i prezzi praticati in Svizzera sono in media del 30% superiori a quelli dei nostri vicini. Per contrastare il fenomeno dei prezzi alti, il governo ha proposto la soppressione unilaterale di tutti i dazi industriali, seguendo l'esempio di altri Paesi come l'Islanda, il Canada, la Nuova Zelanda e la Norvegia.</p><p>Oltre alla riduzione dei prezzi per imprese e consumatori, la riforma, effettuata tramite una revisione della Legge sulla tariffa delle dogane, mira a ridurre l'onere burocratico per le aziende, ha ricordato in entrata a nome della commissione preparatoria J\u00fcrg Grossen (PVL/BE).</p><p>La sinistra sosteneva la non entrata in materia. Jacqueline Badran (PS/ZH) ha fatto notare che l'80% dei beni importati non sono soggetti a dazi. Il governo ha parlato di una riduzione dei prezzi dello 0,1%, i consumatori non ne avranno dunque alcun vantaggio, ha poi rilevato. \"Perderemmo inoltre la protezione di settori innovativi, come ad esempio quello delle biciclette, in pieno boom.\"</p><p>Regula Rytz (Verdi/BE) ha messo in guardia contro le mancate entrate: circa 560 milioni all'anno, proprio in un momento difficile e proposto, senza successo, un rinvio del progetto al Consiglio federale affinch\u00e9 rivedesse il testo in modo da renderlo in linea con gli obiettivi di protezione del clima.</p><p>Sull'altro fronte Petra G\u00f6ssi (PLR/SZ) ha ricordato che il progetto mira a lottare contro l'\"isola dei prezzi elevati\". La diminuzione \u00e8 complessivamente dello 0,1%, ha ammesso, rilevando per\u00f2 che per alcuni settori sar\u00e0 maggiore. \"Questo aumenter\u00e0 la nostra concorrenzialit\u00e0.\" Per Magdalena Martullo-Blocher (UDC/GR) si tratta di introdurre una misura a favore degli importatori ma anche per il consumo. \"Possiamo semplificare la vita alle piccole e medie imprese\", ha dichiarato.</p><p>L'Alleanza del Centro ha proposto di procedere in due fasi, con un'abolizione dapprima dei dazi sulle materie prime industriali e sui semilavorati. I rimanenti in seguito, ma solo se le finanze federali lo permetteranno, ha spiegato Leo M\u00fcller (LU). La sua proposta \u00e8 stata bocciata di misura, con 98 voti a 97 e 2 astensioni.</p><p>Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha snocciolato i vantaggi che questa misura dovrebbe generare: migliori condizioni quadro per le aziende, meno costi amministrativi per i vari settori, effetto positivo su tutta l'economia svizzera, che potrebbe investire di pi\u00f9 e creare posti di lavoro, e infine vantaggi per i consumatori.</p><p>\"Vi posso garantire che la situazione attuale del bilancio della Confederazione permette di abolire questi dazi\", ha poi aggiunto. \"Non ho tendenze suicide\", ha infine concluso il ministro dell'economia, garantendo che il Consiglio federale non ha alcuna intenzione di abolire in futuro anche i dazi agricoli.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1633046400000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|24|2446","Category":"IIIa/IV","Modified":"\/Date(1770757077130)\/","SubmissionDate":"\/Date(1574812800000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5101,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Finanze|Imposte"}}