{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20190464,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20190464,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"19.464","BusinessType":4,"BusinessTypeName":"Iniziativa parlamentare","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. pa.","Title":"Eliminare e impedire le discriminazioni degli svizzeri nell'ambito del ricongiungimento familiare","Description":null,"InitialSituation":"<h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 23.06.2023</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>Nel caso del ricongiungimento di familiari provenienti da Paesi terzi, i cittadini svizzeri dovranno avere gli stessi diritti dei cittadini dell'UE o dell'AELS. Dopo i risultati in maggioranza positivi scaturiti dalla consultazione, la Commissione delle istituzioni politiche (CIP) ha adottato il progetto di modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione all'attenzione del Consiglio nazionale.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Il progetto di legge della CIP, che si rif\u00e0 a un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Angelo Barrile (S, ZH) (<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20190464\">19.464</a> n Eliminare e impedire le discriminazioni degli Svizzeri nell'ambito del ricongiungimento familiare), chiede che, nel caso del ricongiungimento di familiari provenienti da Paesi terzi, i cittadini svizzeri non siano pi\u00f9 discriminati rispetto ai cittadini di Paesi dell'UE o dell'AELS.</p><p class=\"Standard_d\">Mediante una modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) dovr\u00e0 essere sancita la parit\u00e0 di trattamento a livello giuridico rispetto a persone che possono ricongiungersi in Svizzera con i loro familiari provenienti da Paesi terzi secondo le regole dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone o dell'Accordo AELS.</p><p class=\"Standard_d\">Secondo il diritto vigente, gli Svizzeri possono portare in Svizzera da Stati terzi soltanto i coniugi e i figli di et\u00e0 inferiore a 18 anni. La modifica di legge proposta mira a consentire ora il ricongiungimento di tutti i figli di Svizzeri, dei relativi coniugi come pure dei parenti e degli affini in linea ascendente. La condizione \u00e8 che sia loro garantito il mantenimento, che dispongano di un'abitazione conforme ai loro bisogni e che si integrino in Svizzera.</p><p class=\"Standard_d\">I contrari sostengono che un'estensione delle possibilit\u00e0 di ricongiungimento per i familiari provenienti da Stati terzi celi il rischio di un ulteriore aumento dei beneficiari di aiuti sociali. Mediante la modifica di legge proposta si violerebbe inoltre la base costituzionale concernente la regolazione dell'immigrazione (art. 121a della Costituzione federale).</p><p class=\"Standard_d\">Dopo che l'11 maggio 2023 la Commissione ha approvato il progetto di legge nella votazione sul complesso con 17 voti contro 7 e 1 astensione, ha adottato nella sua seduta del 22 giugno 2023 il progetto di rapporto all'attenzione del Parlamento sottoponendolo in pari tempo per parere al Consiglio federale.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 23.08.2023</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>Eliminare le discriminazioni degli svizzeri nell\u2019ambito del ricongiungimento familiare</strong><br><strong>Si intende migliorare la parit\u00e0 di trattamento nel caso di ricongiungimento con familiari provenienti dall\u2019estero. Secondo diverse sentenze giudiziarie i cittadini dell\u2019UE/AELS godono di alcuni vantaggi rispetto agli svizzeri. L\u2019iniziativa parlamentare 19.464 depositata da Angelo Barrile intende eliminare queste differenze. Nel suo parere del 23 agosto 2023, il Consiglio federale propone di entrare nel merito sul progetto, ma chiede ulteriori accertamenti.</strong><br>Il messaggio del Consiglio federale concernente l\u2019elaborazione della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione puntava gi\u00e0 alla parit\u00e0 di trattamento. La normativa vigente sul ricongiungimento familiare ai sensi dell\u2019Accordo sulla libera circolazione delle persone dovrebbe quindi in linea di principio applicarsi anche ai cittadini svizzeri con familiari stranieri. Le diverse regolamentazioni esistenti si basano sulle decisioni di principio della Corte di giustizia europea e del Tribunale federale concernenti la libera circolazione delle persone.</p><p class=\"Standard_d\">La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha elaborato una modifica di legge con l\u2019obiettivo di migliorare la parit\u00e0 di trattamento nell\u2019ambito del ricongiungimento familiare. Le agevolazioni previste riguardano il ricongiungimento dei familiari in linea ascendente e a carico nonch\u00e9 i parenti in linea discendente aventi tra i 18 e i 21 anni o a carico.</p><p class=\"Standard_d\">Secondo il progetto in questi casi non \u00e8 pi\u00f9 necessario che essi siano gi\u00e0 titolari di un permesso di dimora duraturo in uno Stato con cui \u00e8 stato concluso un accordo sulla libera circolazione delle persone. Inoltre si intende abrogare il termine per il ricongiungimento familiare e sostituire l\u2019obbligo di coabitazione dei familiari con il requisito di un\u2019abitazione conforme ai bisogni.</p><p class=\"Standard_d\">Il progetto prevede tuttavia di vincolare il rilascio di un permesso di soggiorno alla conclusione di un accordo d\u2019integrazione e impone di dimostrare che gli interessati dispongono dei mezzi finanziari necessari per mantenersi.</p><p class=\"Standard_d\">Nel suo parere il Consiglio federale propone al Parlamento di entrare nel merito, procedendo tuttavia a ulteriori accertamenti prima di prendere una decisione. Nel trattare il progetto il Parlamento dovr\u00e0 esaminare la questione della costituzionalit\u00e0, in particolare la compatibilit\u00e0 con l\u2019articolo 121a della Costituzione, e tenere conto delle pertinenti statistiche delle autorit\u00e0 cantonali competenti per il ricongiungimento familiare.</p><p>&nbsp;</p>","Proceedings":"<h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 10.06.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Ricongiungimento familiare, non discriminare cittadini svizzeri</strong><br><strong>Anche i cittadini svizzeri, come quelli Ue e Aels, devono poter far venire pi\u00f9 facilmente nella Confederazione parenti che vivono in paesi terzi, ossia non coperti dall'Accordo sulla libera circolazione (ALC). Lo prevede una modifica della legge sugli stranieri adottata oggi dal Consiglio nazionale con 104 voti contro 86 e 7 astenuti.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Durante il dibattito, una minoranza essenzialmente composta da esponenti dell'UDC e del Centro ha chiesto la non entrata in materia denunciando l'allentamento delle condizioni che gli stranieri devono rispettare per beneficiare del ricongiungimento famigliare.</p><p class=\"Standard_d\">La riforma comporta \"un ulteriore allentamento delle regole, gi\u00e0 deboli, sul controllo dell'immigrazione\", ha affermato Piero Marchesi (UDC/TI) sostenendo che ci\u00f2 \"causer\u00e0 un disastro sociale e culturale\". Il ticinese ha denunciato il fatto che il progetto \"ignora crassamente\" le disposizioni costituzionali approvate dal popolo con l'iniziativa \"contro l'immigrazione di massa\".</p><p class=\"Standard_d\">Marchesi ha anche detto di temere un aumento della spesa sociale a carico dei cantoni. Secondo i democentristi, fra i cittadini di Paesi terzi giunti in Svizzera tramite il ricongiungimento familiare si rileva infatti un tasso di assistenza sociale superiore alla media. Andreas Glarner (UDC/AG) ha detto di respingere il progetto in quanto non si dispone con precisione del numero delle persone potenzialmente interessate.</p><p class=\"Standard_d\">Per il relatore commissionale Giorgio Fonio (Centro/TI) il progetto permetter\u00e0 invece di correggere una \"vergognosa disparit\u00e0 di trattamento\" subita dai cittadini svizzeri rispetto agli stranieri in materia di ricongiungimento famigliare. Jean Tschopp (PS/VD), riferendosi al gruppo UDC, ha detto di trovare \"curioso che gli autoproclamati difensori della Nazione siano disposti a tollerare le discriminazioni subite dai cittadini svizzeri\".</p><p class=\"Standard_d\">La maggioranza ha anche ritenuto esagerate le preoccupazioni in merito all'aumento delle spese dello stato sociale. Il progetto prevede infatti una salvaguardia contro una sollecitazione eccessiva dell'aiuto sociale. Il ricongiungimento famigliare \u00e8 permesso solo se si pu\u00f2 assicurare il mantenimento delle persone che ne beneficiano. Queste ultime devono anche disporre di un alloggio appropriato.</p><p class=\"Standard_d\">Nel suo intervento, il consigliere federale Beat Jans ha ricordato il parere espresso dall'Ufficio federale di giustizia, che ha confermato la costituzionalit\u00e0 del progetto, a condizione che la prevista facilitazione dell'autorizzazione e l'ampliamento del gruppo di beneficiari riguardino solo un numero limitato di persone.</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.09.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Ricongiungimento familiare, no entrata in materia</strong><br><strong>I cittadini svizzeri continueranno ad essere penalizzati, rispetto a quelli Ue/Aels, nell'ambito del ricongiungimento familiare per quanto attiene all'ammissione dei membri stranieri della loro famiglia provenienti da Stati terzi.</strong></p><p class=\"Standard_d\">\u00c8 quanto deciso oggi dal Consiglio degli Stati che, per 27 voti a 14, non \u00e8 entrato in materia su un progetto di legge frutto di un'iniziativa parlamentare mediante la quale s'intende eliminare questa disparit\u00e0 di trattamento. Il dossier ritorna alla Camera del popolo.</p><p class=\"Standard_d\">Stando alla maggioranza, non \u00e8 possibile valutare le conseguenze del progetto - che riguarda per esempio i figli fra i 18 e 21 anni, o i genitori di un partner straniero - in termini d'immigrazione supplementare verso la Svizzera. Senza avere certezza a questo proposito, la sua adozione significherebbe fare un salto nel buio indifendibile dal punto di vista politico, ha spiegato a nome della commissione Esther Freidli (UDC/SG).</p><p class=\"Standard_d\">Secondo la maggioranza non \u00e8 infatti possibile escludere che questa modifica di legge generi un'ondata imprevedibile di nuovi arrivi nel nostro Paese e ulteriori costi per le assicurazioni sociali, hanno aggiunto altri oratori, come Daniel F\u00e4ssler (Centro/AI), che ha rammentato le decine di migliaia di naturalizzazioni di persone provenienti dallo Sri Lanka, dalla Turchia o dall'ex Jugoslavia.</p><p class=\"Standard_d\">Anche se non abbiamo certezze sui numeri, possiamo immaginare che sarebbero parecchie migliaia le persone interessate che potrebbero giungere nel nostro Paese, ha affermato il \"senatore\" appenzellese, con tutti i problemi connessi di integrazione nel tessuto economico e sociale.</p><p class=\"Standard_d\">Nel suo intervento, Pirmin Schwander (UDC/SZ) ha sostenuto che l'abolizione di questa disparit\u00e0 di trattamento non far\u00e0 che esacerbare il problema della forte immigrazione in Svizzera e dei problemi legati, per esempio, alla penuria di alloggi, un fenomeno quest'ultimo che lo Svittese imputa al forte incremento della popolazione residente negli ultimi decenni.</p><p class=\"Standard_d\">Sul fronte opposto, Daniel Jositsch (PS/ZH) non ha perso l'occasione per sottolineare come proprio l'UDC si batta per mantenere una \"discriminazione\" dei cittadini elvetici nei confronti di quelli provenienti dai Paesi Ue/Aels. A suo parere, in questo sostenuto anche dal collega di partito Pierre-Yves Maillard (VD), \u00e8 del tutto naturale che i cittadini svizzeri sposati con uno straniero/straniera vogliano far venire in Svizzera i parenti pi\u00f9 stretti. Secondo i due \"senatori\" socialisti, i numeri sarebbero trascurabili. A loro parere, qui non si tratta di svolgere un dibattito sull'immigrazione, bens\u00ec semplicemente di mettere sullo stesso piano i cittadini svizzeri con quelli comunitari.</p><p class=\"Standard_d\">Tra l'altro, hanno fatto notare i sostenitori della modifica legislativa, per potersi stabilire da noi sono previste condizioni abbastanza severe: i cittadini svizzeri e i loro coniugi potrebbero, per esempio, far venire nella Confederazione i rispettivi genitori provenienti da uno Stato terzo a condizione che il loro mantenimento sia garantito, che dispongano di un alloggio appropriato e che si integrino nel nostro Paese. I Cantoni avrebbero inoltre la possibilit\u00e0 di obbligare i famigliari esteri a sottoscrivere un contratto di integrazione.</p><p class=\"Standard_d\">Nonostante le riflessioni dei fautori del progetto, compreso il consigliere federale Beat Jans, al voto l'ha spuntata la maggioranza della commissione, che non vuol sentire parlare di un potenziale aumento dell'immigrazione. Ora il dossier ritorna alla Camera del popolo che aveva approvato il disegno di legge lo scorso giugno per 104 voti a 86 e 7 astenuti. Anche in quella occasione, una minoranza essenzialmente composta di esponenti dell'UDC e del Centro aveva chiesto la non entrata in materia denunciando l'allentamento delle condizioni che gli stranieri devono rispettare per beneficiare del ricongiungimento famigliare.</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.03.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>CN: ricongiungimento familiare, nessuna entrata in materia</strong><br><strong>Nell'ambito del ricongiungimento familiare i cittadini svizzeri continueranno ad essere penalizzati rispetto a quelli provenienti dall'UE e dall'AELS. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale, che con 113 voti contro 71 e 2 astensioni non \u00e8 voluto entrare in materia su progetto che prevedeva una modifica di legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI).</strong></p><p class=\"Standard_d\">Scaturito da un'iniziativa parlamentare depositata nel 2019 da Angelo Barrile (PS/ZH), il progetto oggi sui banchi del Nazionale prevedeva una modifica di legge in modo da eliminare e impedire tali discriminazioni.</p><p class=\"Standard_d\">\"Oggi i cittadini svizzeri hanno solo diritto a ricongiungersi con i propri coniugi e i loro figli minorenni provenienti da Stati terzi\", ha ricordato Beat Flach (PVL/AG) a nome della minoranza. \"Mentre cittadini dell'UE o dell'AELS godono di maggiori diritti\", ha aggiunto. \"\u00c8 tempo di porre fine a questa discriminazione\", ha fatto eco C\u00e9line Widmer (PS/ZH).</p><p class=\"Standard_d\">A nome della maggioranza della commissione, Piero Marchesi (UDC/TI) ha chiesto alla Camera di non dar seguito all'iniziativa. \"Un tale intervento rischia di diventare un potente incentivo migratorio\", ha detto il ticinese, evocando ingenti costi supplementari che andrebbero a pesare sulle casse dei contribuenti qualora il testo venisse approvato. \"Gi\u00e0 oggi il sistema vigente permette a circa 7'000 persone all'anno di accedere al ricongiungimento familiare\", ha sottolineato Marchesi, precisando che il testo \u00e8 in contrasto con il volere del popolo espresso con l'iniziativa contro l'immigrazione accolta il 9 febbraio 2014.</p><p class=\"Standard_d\">Per una bocciatura del progetto si \u00e8 espresso a nome della commissione anche Peter Schilliger (PLR/LU), che ha sottolineato che \"non si pu\u00f2 escludere che la modifica di legge conduca a un'immigrazione incontrollata\".</p><p class=\"Standard_d\">L'atto parlamentare era stato adottato con modifiche minori in prima lettura dal Consiglio nazionale nella scorsa sessione estiva. Nell'autunno del 2024, gli Stati hanno invece deciso di non entrare in materia. Il Consiglio federale - per il quale oggi ha preso la parola il \"ministro\" della giustizia e polizia Beat Jans - si \u00e8 detto favorevole all'entrata in materia.</p><p class=\"Standard_d\">Con la decisione odierna la modifica di legge \u00e8 stata definitivamente affossata.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":"<p>La legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) sar\u00e0 adeguata all'attuale prassi concernente l'autorizzazione di soggiorno per familiari di cittadini svizzeri, vale a dire alla decisione del Tribunale federale del 29 settembre 2009. In tal modo sar\u00e0 eliminata la discriminazione dei cittadini svizzeri rispetto a cittadini di altre nazionalit\u00e0.</p>","ReasonText":"<p>Nella sua decisione 2C_196/2009 il Tribunale federale ha ripreso la prassi della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE). Il diritto al ricongiungimento familiare non dipende pi\u00f9 da un precedente soggiorno legale in uno Stato membro dell'UE/AELS.</p><p>Nell'emanare la LStrI l'intento del legislatore era di impedire la cosiddetta discriminazione inversa, vale a dire la discriminazione nei confronti dei cittadini svizzeri. In particolare gli Svizzeri e i loro familiari stranieri non devono subire svantaggi a causa del loro statuto di stranieri rispetto a cittadini dell'UE o dell'AELS e a loro familiari.</p><p>Nel corso delle deliberazioni, il legislatore ha pertanto inserito nel disciplinamento relativo al ricongiungimento familiare due disposizioni (art. 42 cpv. 2 e art. 47 cpv. 2 LStrI) che consentiranno ai familiari di cittadini svizzeri di poter ricongiungersi alla loro famiglia alle stesse condizioni garantite ai cittadini dell'UE/AELS. A prescindere dal fatto che la parit\u00e0 di trattamento voluta dal legislatore non sia stata attuata in modo coerente, la formulazione dell'articolo 42 capoverso 2 LStrI (condizione del precedente soggiorno di familiari in uno Stato contraente) rispecchia la situazione giuridica vigente al momento dell'emanazione, senza considerare possibili sviluppi dinamici della giurisprudenza relativa alla convenzione sulla libera circolazione delle persone. Ne conseguono situazioni giuridiche non paritarie per gli Svizzeri rispetto ai cittadini dell'UE/AELS ancora 10 anni dopo la decisione del Tribunale federale.</p><p>Con la decisione del 22 gennaio 2010 (2C_135/2009) il Tribunale federale aveva stabilito che non vi sono motivi oggettivi per ammettere una disparit\u00e0 di trattamento. Considerata la separazione dei poteri spetta dapprima al legislatore eliminare la disparit\u00e0 di trattamento. A questo proposito il Tribunale federale rimanda alla mia precedente iniziativa parlamentare, dimostrando cos\u00ec che il legislatore aveva gi\u00e0 riconosciuto il problema. Dopo che il Tribunale federale aveva ripreso la giurisprudenza Metock, il legislatore avrebbe dovuto esaminare nuovamente eventuali adeguamenti legislativi. In questo senso il Tribunale federale ha preso una cosiddetta decisione d'appello. Ci\u00f2 significa che spetterebbe al legislatore eliminare la disparit\u00e0 di trattamento mediante una corrispondente modifica. In caso contrario vi sarebbe il rischio che il Tribunale federale corregga autonomamente una violazione della Convenzione in virt\u00f9 dell'articolo 14 CEDU e della preminenza del diritto internazionale.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Barrile Angelo","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1742201916000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"10|28|1236|2811","Category":"IV","Modified":"\/Date(1744159350610)\/","SubmissionDate":"\/Date(1561075200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5018,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica europea|Questioni sociali|Diritti umani|Migrazione"}}