{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193324,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20193324,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"19.3324","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Promozione della pace e rafforzamento dei diritti umani in Bosnia Erzegovina","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>1. Come giudica il Consiglio federale la situazione economica, politica e sociale in Bosnia Erzegovina? Ventitr\u00e9 anni dopo la conclusione dell'Accordo di Dayton - che nel 1995 pose fine a tre anni e mezzo di una sanguinosa guerra etnico-nazionalista costata la vita a molte persone - nota progressi nel lungo processo di riconciliazione, di ottenimento della parit\u00e0 dei diritti e di superamento delle divisioni sociali? L'accordo di Dayton, cos\u00ec come concepito, agevola oppure ostacola questi passi avanti?</p><p>2. Nel suo rapporto del 10 settembre 2018 (CERD/C/BIH/CO/12-13) il Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale dell'ONU giunge alla conclusione che le tensioni etniche e nazionali e la suddivisione della Bosnia Erzegovina continuano a intralciare i progressi giuridici, istituzionali e politici volti a costruire una societ\u00e0 integrativa e a promuovere la riconciliazione. Il Comitato esorta il Governo ad adottare nuovi provvedimenti concreti per far s\u00ec che la societ\u00e0 diventi inclusiva e si fondi su valori quali la non discriminazione e la partecipazione equa. In che modo la Svizzera sostiene gli sforzi tesi a raggiungere questo risultato?</p><p>3. I rapporti di organizzazioni della societ\u00e0 civile come Civil Rights Defenders (precedentemente Swedish Helsinki Committee) o Transparency International evidenziano che negli ultimi anni in Bosnia Erzegovina le libert\u00e0 fondamentali e lo Stato di diritto sono stati messi sempre pi\u00f9 spesso sotto pressione. Inoltre, il sostegno di parte della Russia e della Cina ha acuito le tensioni etniche e nazionali come pure la divisione all'interno del Paese. La pace e la stabilit\u00e0 nella regione sono messe a repentaglio? La Svizzera si coordina con l'Unione europea per fare in modo che in Bosnia Erzegovina e nell'intera regione si concretizzi la prospettiva europea e vengano meno le tensioni?</p><p>4. Secondo l'articolo 6a capoverso 2 lettera a della legge sull'asilo il Consiglio federale designa come Stati d'origine o di provenienza sicuri gli Stati in cui, in base ai suoi accertamenti, non vi \u00e8 pericolo di persecuzioni e, conformemente al capoverso 3, verifica periodicamente le decisioni di cui al capoverso 2. Da quanto la Bosnia Erzegovina \u00e8 considerata sicura ai sensi della legge sull'asilo? Quando \u00e8 stata effettuata l'ultima verifica al riguardo da parte dell'Esecutivo? Quali sono i criteri? Tenuto conto del peggioramento della situazione, la Bosnia Erzegovina continua a essere effettivamente \"sicura\"? Di recente vi sono stati respingimenti dalla Svizzera di persone provenienti dalla Bosnia Erzegovina?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. La Bosnia Erzegovina ha fatto registrare considerevoli progressi dalla fine della guerra nel 1995. Tuttavia, negli ultimi anni il dinamismo iniziale si \u00e8 indebolito: dopo le elezioni di ottobre 2018 governi e parlamenti di tutti i livelli non sono ancora costituiti o lo sono solo in parte. L'economia continua a essere caratterizzata da un settore statale sovradimensionato e da un'elevata disoccupazione. Riforme politiche ed economiche procedono con lentezza. Investitori stranieri e del Paese sono titubanti a causa delle condizioni quadro difficili. Dal punto di vista politico e sociale, la situazione continua a essere caratterizzata da tensioni tra le tre principali etnie (Bosgnacchi, Serbi e Croati). Inoltre, le strutture statali che si basano sull'Accordo di pace di Dayton risultano essere molto complesse, in particolare gli ampi sistemi di quote che si fondano sull'appartenenza a gruppi della popolazione.</p><p>2. La Svizzera sostiene la Bosnia Erzegovina dalla fine della guerra nell'ambito dell'impegno per lo sviluppo e la cooperazione. I progetti sono organizzati in modo tale da promuovere la collaborazione a tutti i livelli statali coinvolgendo i cittadini delle varie etnie senza distinzione. Come misura di promozione della pace la Svizzera sostiene inoltre ancora oggi la distruzione di munizioni e lo sminamento del Paese. Circa venti membri dell'Esercito svizzero si trovano in Bosnia Erzegovina nell'ambito della missione internazionale European Union Force (EUFOR) e sono stazionati dove potrebbero esserci potenziali focolai di conflitto. Sono in contatto con la popolazione locale e contribuiscono alla stabilizzazione del Paese. La Svizzera si \u00e8 inoltre impegnata intensamente per 15 anni, fino al 2017, nell'ambito dell'analisi del passato e sostiene ancora oggi questo settore con attivit\u00e0 specifiche.</p><p>3. La Svizzera ha un grande interesse affinch\u00e9 nei Paesi della regione vi siano pace, stabilit\u00e0 e sviluppo economico e fa il possibile per promuoverli. Il suo programma di cooperazione allo sviluppo mira, nell'ambito della strategia di cooperazione 2017-2020, all'integrazione sociale, economica e politica del Paese e alla creazione di un'economia di mercato sociale nonch\u00e9 di un sistema politico democratico. Alla luce del processo di integrazione dell'UE della Bosnia Erzegovina, la Svizzera assume maggiormente un ruolo di coordinatrice e si accorda con altri attori di sviluppo bilaterali e multilaterali come l'ONU e la Banca mondiale.</p><p>4. Conformemente all'articolo 2 capoverso 1 dell'ordinanza 1 sull'asilo, per determinare se lo Stato d'origine o di provenienza \u00e8 sicuro il Consiglio federale tiene conto della stabilit\u00e0 politica, del rispetto dei diritti umani, della valutazione di altri Stati membri dell'UE, dell'AELS e dell'ACNUR e di altre caratteristiche specifiche del Paese. La Bosnia Erzegovina \u00e8 ritenuta sicura dall'agosto del 2003. La Segreteria di Stato della migrazione controlla periodicamente, almeno una volta all'anno, la situazione e, se necessario, chiede al Consiglio federale di apportare una modifica. Per la Bosnia Erzegovina l'ultimo controllo \u00e8 stato effettuato nel giugno del 2018; da allora la situazione politica e dei diritti umani non \u00e8 cambiata in modo rilevante.</p><p>Dal 1\u00b0 luglio 2009 \u00e8 in vigore l'accordo di riammissione tra la Svizzera e la Bosnia Erzegovina. La collaborazione con le autorit\u00e0 bosniache relativa al rilascio di documenti per le persone in posizione irregolare in Svizzera \u00e8, in linea di massima, buona. Nel 2018, 25 persone sono tornate volontariamente in Bosnia Erzegovina (nel 2017: 32 persone) e 65 sono state rimpatriate (nel 2017: 64 persone).</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1557878400000)\/","SubmittedBy":"Naef Martin","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1561075200000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|1236|2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1690512986363)\/","SubmissionDate":"\/Date(1553212800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5016,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Diritti umani|Migrazione"}}