{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20193474,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20193474,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"19.3474","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Aumentare la quota dei risanamenti energetici degli immobili in affitto","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Le disposizioni di legge devono essere adattate in modo che i proprietari di immobili in affitto</p><p>a. possano fatturare agli inquilini solo i costi di riscaldamento effettivi e al massimo una somma equivalente ai costi di riscaldamento (determinati sulla base di valori empirici) di un immobile che beneficia di un certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) di tipo D,</p><p>b. siano obbligati a risanare gli immobili, fino ad almeno il livello D degli standard CECE, entro un termine determinato dopo l'entrata in vigore delle disposizioni corrispondenti,</p><p>c. ricevano una sovvenzione per la parte di risanamento che supera i valori del CECE di tipo D,</p><p>d. possano dedurre dalle tasse la parte dei costi di risanamento energetico che supera i valori del CECE di tipo D.</p>","ReasonText":"<p>In Svizzera, circa il 45 per cento del consumo energetico \u00e8 da imputare agli edifici e, di conseguenza, grazie a misure mirate vi sono i potenziali per risparmiare enormi quantit\u00e0 di energia e per ridurre le emissioni di gas serra. Sebbene si conoscano tutte le possibili misure di efficienza energetica e di risparmio, la quota dei risanamenti energetici di edifici si situa a tutt'oggi ancora al di sotto del 2 per cento all'anno. </p><p>L'incentivo a risanare gli immobili in affitto \u00e8 minimo, poich\u00e9 i costi di riscaldamento anche elevati possono ricadere completamente sugli inquilini. Nel contempo, visto che i risanamenti energetici giustificano aumenti degli affitti, anche gli inquilini non sono per forza di cose a favore di un risanamento energetico e di un consumo pi\u00f9 contenuto, se poi gli affitti nel complesso aumentano (differenza negativa tra l'aumento dell'affitto e la riduzione dei costi di riscaldamento).</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 pertanto tenuto ad adeguare le disposizioni legali concernenti il consumo energetico, il diritto di locazione e la deducibilit\u00e0 fiscale affinch\u00e9 si creino incentivi per risanamenti energetici che tengano conto delle ripercussioni sugli affitti. Inoltre, occorre definire i valori empirici per immobili secondo gli standard CECE di tipo D e fissare un termine per l'obbligo di risanamento. In questo modo sar\u00e0 pure possibile generalizzare la dichiarazione CECE degli edifici.</p><p>Le nuove disposizioni devono tutelare gli inquilini e fare in modo che non debbano sopportare la parte pi\u00f9 importante dei costi connessi alla svolta energetica nel settore degli edifici. In ambito fiscale, si dovrebbero incentivare i risanamenti pi\u00f9 efficienti possibili; l'obiettivo si potrebbe raggiungere sovvenzionando risanamenti globali con valori CECE pi\u00f9 efficienti dal punto di vista energetico piuttosto che singole misure.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale accoglie con favore nuove soluzioni per il risanamento energetico del parco immobiliare svizzero, in particolare degli immobili in affitto. Nell'ambito del Programma Edifici, infatti, la Confederazione sostiene gi\u00e0, insieme ai Cantoni, il risanamento energetico degli edifici. Ci\u00f2 anche alla luce del fatto che circa il 60 per cento della popolazione vive in affitto e che un quarto delle emissioni totali di CO2 in Svizzera \u00e8 prodotto dal settore immobiliare. Gli incentivi agli investimenti sono un buon strumento per motivare i proprietari di immobili ad avviare i lavori necessari.</p><p>Nell'ambito del suo Programma Svizzera Energia la Confederazione promuove inoltre in diversi ambiti tematici la formazione continua degli specialisti del settore edilizio (architetti, costruttori di facciate, installatori di impianti di riscaldamento, progettisti di tecnica degli edifici) per attuare misure volte ad aumentare l'efficienza energetica e lo sfruttamento delle energie rinnovabili.</p><p>Nella normativa in materia di formazione professionale si cerca inoltre di integrare i diversi temi energetici gi\u00e0 nella formazione per le rispettive professioni.</p><p>a. La proposta di modifica del diritto di locazione creerebbe indubbiamente, da una parte, incentivi per gli investimenti nel risanamento energetico degli edifici, ma dall'altra violerebbe il principio della pigione commisurata ai costi sancito nel Codice delle obbligazioni. I proprietari interessati dovrebbero, infatti, sostenere da s\u00e9 una parte dei costi di riscaldamento invece di poterli addossare interamente ai locatari. In pratica ci\u00f2 equivarrebbe all'obbligo per i proprietari di richiedere un certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) per gli immobili in affitto. Come illustrato nel rapporto dell'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) \"Pflicht der Vermietenden, Mietenden einen vorhandenen GEAK vorzulegen\" del 13 maggio 2015 (non disponibile in italiano), una simile norma sarebbe anticostituzionale. La sua attuazione, inoltre, comporterebbe un onere notevole.</p><p>b. Ai sensi dell'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione federale, le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai Cantoni. La Confederazione non pu\u00f2 pertanto interferire nella sfera di competenza cantonale istituendo un obbligo di risanamento per gli edifici. Per cambiare questa ripartizione dei compiti sarebbe prima necessaria una modifica costituzionale. La nuova norma comporterebbe inoltre l'obbligo di richiedere il rilascio di una dichiarazione CECE per ogni immobile in affitto, ma anche in questo caso la competenza \u00e8 dei Cantoni. I controlli che i Cantoni dovrebbero eseguire per verificare se un immobile in affitto dispone del CECE e a quale classe \u00e8 stato attribuito sarebbero molto onerosi.</p><p>c. La promozione del risanamento degli edifici rientra nelle competenze cantonali. Il modello d'incentivazione armonizzato dei Cantoni del 21 agosto 2015 prevede gi\u00e0 la possibilit\u00e0 di incentivi corrispondenti alle diverse classi CECE. Il Consiglio federale sostiene questo impegno dei Cantoni.</p><p>d. Secondo l'attuale diritto vigente le somme investite in misure energetiche rientrano tra i costi di manutenzione deducibili fiscalmente, a prescindere dal fatto che accrescano o semplicemente mantengano il valore dell'edificio interessato. Con l'introduzione di uno standard energetico minimo (valore CECE classe D) gli investimenti per interventi di risanamento energetico migliorativi potrebbero essere dedotti fiscalmente solo soddisfacendo requisiti elevati. Le Camere federali hanno gi\u00e0 respinto una simile norma nell'ambito del dibattito sulla Strategia energetica 2050 (affare del Consiglio federale 13.074).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1567555200000)\/","SubmittedBy":"Hardegger Thomas","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1623888000000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"2446|2846","Category":null,"Modified":"\/Date(1690511812443)\/","SubmissionDate":"\/Date(1557360000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5017,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Imposte|Pianificazione territoriale e alloggi"}}