{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194191,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20194191,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"19.4191","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Nessun diritto di soggiorno in caso di aggressioni sessuali e violenza contro donne e bambini","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Le basi legali vanno integrate in modo da prevedere l'espulsione obbligatoria degli stranieri che commettono violenza domestica contro donne e bambini.</p>","ReasonText":"<p>Occorre finalmente intervenire in maniera tempestiva in caso di violenza e aggressioni sessuali contro donne e bambini. </p><p>Secondo uno studio, in Svizzera un musulmano su cinque sostiene la violenza contro le donne. Illir B. ha massacrato sua moglie Luiza (\"Blick\", 28 agosto 2019). Secondo quanto riportato dal quotidiano, la polizia cantonale di Zurigo ha comunicato che Illir B. era gi\u00e0 stato registrato nel febbraio 2018 per violenza domestica e minacce nei confronti della moglie. L'uomo era stato arrestato, trasferito dinanzi al Ministero pubblico e infine gli era stato inflitto un divieto di avere contatti e di accedere ad aree determinate. Oppure, a maggio 2019 nel Cantone di Berna un tunisino ha dovuto rispondere in tribunale poich\u00e9 nel 2016 aveva ucciso la moglie con innumerevoli coltellate. Gi\u00e0 in precedenza la polizia era dovuta intervenire per violenza domestica. </p><p>Secondo uno studio della ZHAW, tra i migranti \u00e8 diffuso il ricorso a violenze gravi a fini educativi. Secondo le statistiche, vi ricorrono in misura particolare i genitori provenienti dallo Sri Lanka, dall'Africa, dal Brasile e dal mondo arabo. Le sofferenze causate non vanno tollerate. </p><p>Sempre secondo le statistiche, non sono violenti gli uomini in generale, bens\u00ec soprattutto gli uomini stranieri, con forte preponderanza dei migranti. La situazione \u00e8 analoga nel caso dei reati sessuali. Secondo la statistica sulla criminalit\u00e0, nel 2018 sono state denunciate 626 violenze carnali; circa il 60 per cento dei 527 imputati era straniero. Nel 2017 circa il 75 per cento degli adulti condannati per violenza carnale era straniero. Per la fattispecie della coazione sessuale, la quota di stranieri ammontava a circa il 50 per cento. Tra le persone condannate nel 2017 per questo reato, circa i due terzi era di nazionalit\u00e0 straniera. La provenienza \u00e8 rilevante anche nell'ambito della violenza domestica, che \u00e8 infatti diffusa in particolare tra i migranti. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2016 gli uomini stranieri sono stati registrati dalla polizia per violenza domestica con una frequenza 3,7 volte superiore a quella degli svizzeri. Un quadro analogo risulta per la violenza nei confronti dell'ex partner, cui gli uomini stranieri ricorrono in misura tre volte pi\u00f9 frequente rispetto agli svizzeri.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>L'articolo 66a del Codice penale (CP; RS 311.0) prevede gi\u00e0 l'espulsione obbligatoria degli stranieri che commettono reati violenti e sessuali gravi in ambito domestico.</p><p>L'autore della mozione chiede di prevedere l'espulsione obbligatoria anche in caso di violenza domestica meno grave, ad esempio in caso di lesioni lievi o minacce, quindi anche per delitti che nei casi meno gravi possono essere sanzionati soltanto con una pena pecuniaria.</p><p>In molti casi l'interesse della vittima di violenza domestica non risiede nel perseguimento e nella punizione dell'autore, bens\u00ec nel miglioramento della propria situazione. In caso di determinati reati violenti meno gravi commessi nella relazione di coppia il procedimento pu\u00f2 pertanto essere sospeso, su domanda della vittima, e archiviato una volta trascorsi sei mesi. In base a una recente revisione di legge, l'archiviazione non dipender\u00e0 pi\u00f9 soltanto dalla volont\u00e0 della vittima. Le autorit\u00e0 dovranno invece esaminare se l'archiviazione permette di stabilizzare o migliorare la situazione della vittima, che in tal modo \u00e8 meno esposta alle pressioni dell'imputato. Sar\u00e0 inoltre possibile obbligare l'imputato a seguire un programma rieducativo contro la violenza durante la sospensione del procedimento. Queste modifiche entreranno in vigore il 1\u00b0 luglio 2020.</p><p>Nella maggior parte dei casi, le violenze domestiche sono perseguite soltanto su denuncia della vittima. Le vittime straniere sono gi\u00e0 oggi alquanto restie a sporgere denuncia a causa di barriere linguistiche e culturali. La minaccia di un'espulsione obbligatoria potrebbe scoraggiare ulteriormente le vittime a sporgere denuncia ed esporle a una pressione ancora maggiore da parte dell'autore della violenza. Inoltre, anche nell'ambito della violenza domestica non si pu\u00f2 partire dal presupposto che un atto meno grave sar\u00e0 sempre seguito da violenze pi\u00f9 gravi. La normativa chiesta nella mozione implicherebbe in molti casi un'espulsione sproporzionata e separazioni ingiustificate di famiglie. Potrebbe quindi comportare risultati controproducenti, che potrebbero a loro volta sollevare interrogativi sul piano del diritto internazionale e di quello in materia di migrazione.</p><p>Per i crimini e delitti che non rientrano nella disposizione sull'espulsione obbligatoria \u00e8 attualmente possibile ricorrere all'espulsione non obbligatoria secondo l'articolo 66abis CP. Per ragioni di proporzionalit\u00e0, questa misura \u00e8 di norma applicata soltanto se la persona autorizzata a soggiornare in Svizzera \u00e8 stata condannata a una pena detentiva di almeno 12 mesi. Se tuttavia una condanna ripetuta in un caso concreto - eventualmente correlata a un divieto di avere contatti e di accedere ad aree determinate - non basta a impedire la commissione di altri reati eventualmente pi\u00f9 gravi e se prevale l'interesse pubblico all'espulsione, ai sensi della legge l'espulsione pu\u00f2 essere ordinata anche se l'autore \u00e8 stato condannato a una pena meno severa.</p><p>Oltre a una sanzione penale, in presenza di deficit in materia di integrazione possono essere adottate misure di diritto degli stranieri che tengano conto del singolo caso, quali un ammonimento di diritto degli stranieri, la stipula di un accordo d'integrazione, la conversione di un permesso di domicilio in un permesso di dimora come pure la revoca del permesso di dimora.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1574812800000)\/","SubmittedBy":"Schl\u00e4pfer Therese","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1632700800000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"28|1216|2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1718108876677)\/","SubmissionDate":"\/Date(1569456000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5019,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Questioni sociali|Diritto penale|Migrazione"}}