{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20194525,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20194525,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"19.4525","BusinessType":6,"BusinessTypeName":"Postulato","BusinessTypeAbbreviation":"Po.","Title":"Licenziamento di madri al termine del periodo di protezione di 16 settimane successivo al parto","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di elaborare un rapporto che analizzi il fenomeno del licenziamento di madri nelle settimane a ridosso del termine del periodo di protezione di 16 settimane successivo al parto. Il fenomeno \u00e8 confermato dalle statistiche ufficiali e necessita di un approfondimento che inquadri la situazione, le regole normative vigenti ed eventuali possibili misure sia federali sia cantonali utili a rafforzare la protezione delle madri.</p>","ReasonText":"<p>Secondo uno studio commissionato dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, \"per oltre il 10 per cento delle donne la comunicazione della gravidanza ha come conseguenza la disdetta del contratto di lavoro d'intesa con il datore di lavoro oppure il preannuncio di quest'ultimo della disdetta al rientro dal congedo maternit\u00e0\". Inoltre dopo il parto, il datore di lavoro d\u00e0 disdetta nel 3 per cento dei casi. </p><p>Questo quadro necessita di un approfondimento che raccolga e verifichi i dati disponibili, le regole normative vigenti ed eventuali possibili misure sia federali sia cantonali utili a rafforzare la protezione delle madri.</p><p>Il numero di nascite \u00e8 costantemente in calo, tuttavia il desiderio di maternit\u00e0 e paternit\u00e0 non diminuisce. Ci\u00f2 significa che le condizioni socioeconomiche e la capacit\u00e0 di accoglienza della maternit\u00e0 da parte della societ\u00e0 e del mondo del lavoro non sono adeguati e frenano le aspirazioni delle famiglie.</p><p>Ogni giorno, in Svizzera, si registrano licenziamenti ingiusti di mamme al termine dell'attuale periodo di protezione di 16 settimane (tra i pi\u00f9 brevi in Europa). Un rapporto che approfondisca il fenomeno permetter\u00e0 di sensibilizzare maggiormente tanto le famiglie quanto il mondo del lavoro. L'analisi della situazione rappresenta poi un'occasione per valutare possibili correttivi e miglioramenti a beneficio delle madri e in termini generali della conciliabilit\u00e0 tra attivit\u00e0 professionale e impegno famigliare. La piena integrazione delle donne nel mondo del lavoro, senza discriminazioni generate dalla maternit\u00e0, permette di sfruttare al meglio il potenziale di manodopera indigena nel nostro Paese e di valorizzare l'elevato valore aggiunto dato dall'equa rappresentanza di genere.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale ha gi\u00e0 sottolineato la sua posizione sulle interruzioni non volute dei rapporti di lavoro nelle mozioni 19.3058 Aumentare le sanzioni in caso di licenziamento di giovani madri per maternit\u00e0 o gravidanza e 19.3059 Prolungare la durata di protezione dal licenziamento per le donne che rientrano dal congedo maternit\u00e0, entrambe depositate dal consigliere nazionale Reynard Mathias. La conciliabilit\u00e0 tra lavoro e famiglia rappresenta per la Confederazione una priorit\u00e0 politica ed \u00e8 estremamente importante anche dal punto di vista economico.</p><p>Il Consiglio federale condivide quindi l'obiettivo di mantenere l'occupabilit\u00e0 delle madri dopo un'interruzione del rapporto di lavoro. La tendenza va del resto nella giusta direzione: secondo la rilevazione annuale sulle forze di lavoro in Svizzera, negli ultimi 25 anni la quota delle madri non occupate si \u00e8 dimezzata, e corrisponde oggi al 20 per cento. Nel 2018, inoltre, il 63 per cento delle madri attive professionalmente aveva un grado d'occupazione superiore al 50 per cento.</p><p>Lo studio del 2018, commissionato dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e a cui fa riferimento l'autore del postulato, riguardava soprattutto le interruzioni dei rapporti di lavoro prima del parto (Rudin/Stutz/Bischof/J\u00e4ggi/Bannwart, \"Erwerbsunterbr\u00fcche vor der Geburt\", UFAS, Rapporto di ricerca 2/18, 65). Ciononostante, al suo interno si trovano anche statistiche dettagliate sulla situazione delle lavoratrici dopo il rientro dal congedo di maternit\u00e0, dalle quali risulta che, sul numero complessivo delle donne impiegate prima del congedo, il 5,6 per cento ha rescisso il rapporto di lavoro di propria iniziativa, mentre il 3,2 per cento \u00e8 stato licenziato. La grande maggioranza delle neomadri (81 %) ha tuttavia ricominciato a lavorare entro un anno dal parto e un ulteriore 4 per cento prevedeva di rientrare alla scadenza dei 12 mesi. Il resto delle donne interpellate (15%), senza un'occupazione al momento del sondaggio, ha giustificato la propria situazione adducendo le seguenti ragioni: il 36 per cento non desidera lavorare, almeno per il momento; al 22 per cento non \u00e8 stata offerta la possibilit\u00e0 di ridurre il proprio grado d'occupazione; il 13 per cento vuole prolungare il congedo maternit\u00e0; il 12 per cento non ha trovato un posto di custodia adatto; l'11 per cento \u00e8 stato licenziato dal datore di lavoro e il 6 per cento ha sviluppato problemi di salute.</p><p>Le ragioni della situazione occupazionale dopo il congedo di maternit\u00e0 identificate nello studio suggeriscono che la grande maggioranza delle donne decide di non rientrare sul mercato del lavoro, a medio o lungo termine, per scelta propria e facendosi carico delle spese che ne conseguono. In generale, risulta che le donne che tornano al lavoro si trovano in un clima incoraggiante e favorevole a soluzioni consensuali. L'82 per cento delle donne interpellate afferma infatti che, dopo l'annuncio della gravidanza, ha ricevuto un trattamento corretto e incoraggiante. Il fatto che, nel 62 per cento dei casi, le donne intervistate rientrate al lavoro dopo la loro prima gravidanza abbiano ridotto il loro grado di occupazione, lascia intendere che, ove possibile, il datore di lavoro \u00e8 venuto incontro a questa loro esigenza. Tali risultati non devono per\u00f2 nascondere il fatto che in una minoranza dei casi continuano a esservi problemi. Come il Consiglio federale ha sottolineato nei pareri relativi alle menzioni di cui sopra (19.3058 e 19.3059), a suo parere le disposizioni legali in vigore sembrano offrire nel complesso una buona protezione.</p><p>I motivi e le circostanze delle interruzioni dei rapporti di lavoro dopo la nascita di un figlio sono quindi gi\u00e0 stati ben esplorati. Il Consiglio federale ritiene che una nuova analisi della situazione non apporterebbe alcun valore aggiunto. Continuer\u00e0 tuttavia ad analizzare i dati disponibili e a dare alta priorit\u00e0 all'integrazione dei lavoratori qualificati nel mercato del lavoro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposal":20,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1583452800000)\/","SubmittedBy":"Romano Marco","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1639699200000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"28|44|1211|2836|2841","Category":null,"Modified":"\/Date(1716281925580)\/","SubmissionDate":"\/Date(1576713600000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5101,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Questioni sociali|Occupazione e lavoro|Diritto civile|Protezione sociale|Salute"}}