{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20200069,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20200069,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"20.069","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Legge federale","Description":"Messaggio del 11 settembre 2020 concernente la legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi","InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 11.09.2020</b></p><p><b>Protezione dei minori in materia di film e videogiochi: il Consiglio federale adotta il messaggio e il disegno della nuova legge </b></p><p><b>Per proteggere meglio i minorenni dai contenuti mediali inadeguati, in occasione della sua seduta dell'11 settembre 2020 il Consiglio federale ha adottato il messaggio e il disegno della nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. In futuro, l'indicazione dell'et\u00e0 minima e i controlli dell'et\u00e0 per film e videogiochi saranno cos\u00ec disciplinati uniformemente a livello svizzero. </b></p><p>La nuova legge federale ha lo scopo di proteggere i minori dai contenuti mediali di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale, in particolare da rappresentazioni di violenza, sesso e scene minacciose. Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta in Svizzera saranno tenuti a indicare l'et\u00e0 minima necessaria e a svolgere controlli dell'et\u00e0. L'obbligo varr\u00e0 anche per i fornitori di servizi di piattaforma per video e videogiochi (p. es. YouTube, Twitch).</p><p></p><p>Coregolamentazione </p><p>I sistemi di classificazione in base all'et\u00e0 e le regole per l'indicazione dell'et\u00e0 minima e per il controllo dell'et\u00e0 saranno definiti dagli operatori dei settori dei film e dei videogiochi. A tal fine essi dovranno associarsi in un'organizzazione per la protezione dei minori nel proprio settore, la quale elaborer\u00e0 una regolamentazione in materia di protezione dei minori, che sottoporr\u00e0 al Consiglio federale affinch\u00e9 la dichiari vincolante per tutti gli operatori del settore in questione. La Confederazione e i Cantoni avranno una funzione di vigilanza. I Cantoni controlleranno tramite test di acquisto se le indicazioni dell'et\u00e0 minima sui prodotti sono adeguate e se i negozi, i cinema ecc. svolgono i controlli dell'et\u00e0; inoltre, presenteranno annualmente all'UFAS un rapporto in cui renderanno conto della loro attivit\u00e0 di vigilanza. L'UFAS eserciter\u00e0 la vigilanza per quanto riguarda gli acquisti online. L'attuazione concreta della protezione della giovent\u00f9 dai rischi dei media spetter\u00e0 alle organizzazioni per la protezione dei minori. Se due anni dopo l'entrata in vigore della nuova legge nessuna regolamentazione in materia di protezione dei minori sar\u00e0 stata dichiarata vincolante per il settore dei film o quello dei videogiochi, sar\u00e0 il Consiglio federale a emanare le prescrizioni necessarie. </p><p></p><p>Adeguamento al livello di protezione dell'UE</p><p>Anche i fornitori di servizi di piattaforma per video e videogiochi avranno obblighi da rispettare. In linea con la direttiva dell'UE sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA), riveduta alla fine del 2018, la nuova legge prevede la creazione di una base giuridica per i fornitori svizzeri di tali piattaforme e portali. Nel settore dei film, i fornitori di servizi a richiesta o di piattaforma con sede in Svizzera saranno soggetti a obblighi legali analoghi a quelli previsti per i fornitori aventi sede o filiali in uno Stato dell'UE. Essi dovranno pertanto allestire un sistema di controllo dell'et\u00e0. I portali video dovranno inoltre prevedere un sistema di controllo parentale e i servizi di piattaforma anche un sistema che permetta ai genitori di segnalare contenuti non appropriati per i minorenni. In questo modo il Consiglio federale intende garantire un livello di protezione dei minori comparabile a livello europeo. </p><p>Con la piattaforma Giovani e media (www.giovaniemedia.ch), la Confederazione promuove gi\u00e0 da diversi anni l'alfabetizzazione mediatica dei bambini e dei giovani in Svizzera. La legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi \u00e8 un'ulteriore tappa verso una migliore protezione dei minorenni dai contenuti mediali inadeguati.</p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.03.2021</b></p><p><b>Videogiochi e film inappropriati, giovani vanno pi\u00f9 protetti</b></p><p><b>Proteggere i minorenni dai contenuti mediali inadeguati, uniformando per esempio a livello nazionale l'et\u00e0 minima per guardare un film o acquistare un videogioco.</b></p><p>Ne \u00e8 convinta una maggioranza del Consiglio nazionale che oggi ha respinto (115 voti a 69 e 2 astensioni) una proposta di non entrata nel merito dell'UDC, sostenuta da diversi PLR, su un progetto governativo in tal senso. Il dibattito dettagliato sul progetto \u00e8 stato spostato a un'altra sessione, non si sa ancora quale ha sottolineato il presidente della camera Andreas Aeby (UDC/BE), per mancanza di tempo. </p><p>Per i democentristi, la protezione dei minori in questi settori \u00e8 una questione privata. Tocca ai genitori porre dei limiti e sorvegliare la prole, ha affermato Verena Herzog (UDC/TG), spiegando che padri e madri non vanno messi sotto tutela da una legge dello Stato. I mezzi tecnici per farlo ci sono gi\u00e0, ha aggiunto.</p><p>Questa legge non impedir\u00e0 ai giovani di avere accesso a video o film violenti oppure contenuti sessuali espliciti. Si tratta di una \"falsa sicurezza\", ha sottolineato la deputata turgoviese.</p><p>La maggioranza \u00e8 invece convinta che occorrano nuove disposizioni legali al fine di proteggere i minori da contenuti di film e di videogiochi inappropriati. \"La maggior parte dei giovani \u00e8 gi\u00e0 stata confrontata con contenuti a rischio - droga odio, pornografia - ha affermato Mathias Reynard (PS/VS).</p><p>Purtroppo in Svizzera, ha spiegato il vallesano, la regolamentazione a protezione dei giovani in quest'ambito \u00e8 confusa, specie per il consumo di video su richiesta: molto \u00e8 lasciato all'autoregolamentazione del settore, per non parlare che le disposizioni, quando esistono, cambiano da Cantone a Cantone. Ci vuole insomma un minimo comune denominatore a livello nazionale, ha sottolineato il deputato vallesano.</p><p>Reynard ha insistito anche sulla necessit\u00e0 di adoperarsi a livello di prevenzione per ridurre il rischio di dipendenza da videogiochi, un fenomeno che viene agevolato dalla possibilit\u00e0 di eseguire micro transazioni. I minorenni incominciano sempre pi\u00f9 presto a consumare contenuti sui media elettronici e dedicano sempre pi\u00f9 ore a questo passatempo, ha sostenuto Sandra Locher Benguerel (PS/GR).</p><p>Anche per Stefania Prezioso Batou (Verdi/VD) \u00e8 indispensabile una regolamentazione a livello nazionale, come chiedono 5 Cantoni che dispongono di leggi in materia, ma che deplorano questa frantumazione del diritto. Il progetto del Consiglio federale risponde a questa richiesta e a una mozione sul tema.</p><p>Dello stesso parere Simone de Montmollin (PLR/GE) che ha per\u00f2 criticato alcuni aspetti del disegno, da lei giudicati \"complessi\", che rischiano di creare problemi nell'applicazione della legge, specie da parte dei Cantoni. Per questo motivo, il PLR \u00e8 diviso su questo progetto.</p><p>Simon Stadler (Centro/UR) ha sottolineato il bisogno di una regolamentazione nazionale: molti genitori sono del tutto impreparati per far fronte al problema, che va ben oltre le loro capacit\u00e0. Tuttavia, il progetto non intende mettere sotto tutela padre e madri, bens\u00ec dare una risposta alle loro preoccupazioni. Ai genitori si aggiungono anche le associazioni a protezione dei giovani.</p><p>Thomas Brunner (SG) dei Verdi liberali ha insistito nel suo intervento sulla dipendenza causata dal videogiochi e da Internet in generale, e dai rischi che ci\u00f2 comporta in fatto di manipolazione. I Verdi liberali auspicano tuttavia un maggior coinvolgimento del settore per determinare ci\u00f2 che \u00e8 pericoloso e inappropriato da ci\u00f2 che non lo \u00e8.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2021</b></p><p><b>Videogiochi e film, protezione minori va migliorata</b></p><p><b>I minorenni vanno protetti dai contenuti mediali inadeguati, per esempio uniformando a livello nazionale l'et\u00e0 minima per guardare un film o acquistare un videogioco. Ne \u00e8 convinto il Consiglio nazionale, che ha accolto per 112 voti a 74 una nuova legge federale in materia. Il dossier va agli Stati.</b></p><p>L'oggetto era gi\u00e0 stato trattato dalla Camera del popolo nel corso della sessione primaverile, ma, per questioni di tempo, ci si era fermati alla discussione di entrata in materia. Il dibattito dettagliato era stato rinviato e si \u00e8 dunque svolto durante la seduta odierna.</p><p>La nuova legge federale ha lo scopo di tutelare i pi\u00f9 giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.</p><p>Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta (\"on demand\") in Svizzera saranno tenuti a indicare l'et\u00e0 minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L'obbligo varr\u00e0 pure piattaforme quali YouTube e Twitch.</p><p>L'obiettivo \u00e8 anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto \u00e8 lasciato all'autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema \u00e8 quindi molto frammentario ed eterogeneo.</p><p><b></b></p><p>UDC scettica</p><p>A non essere convinta dal progetto era l'UDC, sostenuta da diversi PLR, che ha detto no alla legge. Per i democentristi, i quali avevano gi\u00e0 proposto senza successo la non entrata nel merito a marzo; la protezione dei minori in tali settori \u00e8 una questione privata, di competenza della famiglia.</p><p>\"Il problema \u00e8 serio, ma l'accento va messo sulla parola efficace. Non si pu\u00f2 disciplinare tutto, va data fiducia ai giovani\", ha detto Verena Herzog (UDC/TG). \"\u00c8 strano che gli stessi partiti che invocano la responsabilit\u00e0 dei genitori poi si oppongano a misure sociali come la parit\u00e0 salariale. Li si vuole sia far lavorare oltre 50 ore a settimana sia gestire da soli questi aspetti\", le ha replicato Stefania Prezioso Batou (Verdi/GE).</p><p><b></b></p><p>Microtransazioni</p><p>I deputati hanno optato per inserire qualche aggiunta al disegno governativo. Per 98 voti a 67 hanno per esempio scelto di disciplinare gli acquisti addizionali opzionali, ovvero le cosiddette microtransazioni, prevedendo tra l'altro la possibilit\u00e0 di limitare quelle effettuate da minori.</p><p>\"Si compra un gioco per uno o due franchi, poi vengono chiesti altri soldi per passare di livello o sbloccare dei vantaggi\", ha dichiarato a nome della commissione preparatoria Matthias Aebischer (PS/BE), spiegando il meccanismo.</p><p><b></b></p><p>Regolamentazione</p><p>Per quanto riguarda la regolamentazione, spetter\u00e0 agli operatori del settore, in associazione con le organizzazioni per la protezione dei minori, fissare le norme per l'et\u00e0 minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccher\u00e0 poi dichiararle vincolanti per tutti.</p><p>I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell'et\u00e0 minima sono rispettate. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) eserciter\u00e0 la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40'000 franchi.</p><p><b></b></p><p>Rischio mostro burocratico</p><p>La destra ha avanzato una serie di proposte di minoranza con l'idea di rendere meno stringente il disegno. Stando a Christian Wasserfallen (PLR/BE), \"va evitata una densit\u00e0 di norme esagerate, privilegiando la flessibilit\u00e0. La vigilanza deve essere snella e decidere se una regola ha senso o meno spetta a chi lavora nel campo\".</p><p>\"Un'autoregolamentazione simile significa introdurre un conflitto d'interesse\", ha replicato Prezioso Batou, incassando il supporto del consigliere federale Alain Berset, preoccupato dal rischio di \"indebolire e rimettere in questione il progetto\".</p><p>Pure Mauro Tuena (UDC/ZH) ha insistito sulla necessit\u00e0 di scongiurare la creazione di uno strumento eccessivo. \"Non si pu\u00f2 dar vita a un mostro burocratico\", ha affermato. \"I parametri devono essere chiari\", ha seccamente ribattuto a questi timori Simon Stadler (Centro/UR).</p><p><b></b></p><p>Pacchetto contro ciberdipendenze</p><p>I tentativi della destra sono tutti stati rispediti al mittente in sede di votazione. Il Nazionale ha infatti, tra le altre cose, seguito la maggioranza di commissione per adeguare i requisiti delle organizzazioni per la protezione dei minori affinch\u00e9 siano tenute a ricorrere a esperti quali membri permanenti e per obbligare l'ufficio federale competente ad adottare provvedimenti per la promozione delle competenze mediali e della prevenzione.</p><p>Infine, il plenum si \u00e8 pronunciato su un postulato della sua Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura, approvandolo per 123 voti a 60, che chiede all'esecutivo di elaborare un pacchetto di misure per lottare contro le diverse forme di ciberdipendenza.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2022</b></p><p><b>Videogiochi, minorenni pi\u00f9 tutelati da prodotti inadatti</b></p><p><b>In futuro, i minorenni dovrebbero essere meglio protetti dai contenuti mediali inadeguati, per esempio uniformando a livello nazionale l'et\u00e0 minima per guardare un film o acquistare un videogioco. Ne \u00e8 convinto il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato all'unanimit\u00e0 un progetto in materia, gi\u00e0 accolto dal Nazionale nel giugno 2021. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per le divergenze.</b></p><p>\"Il sistema in vigore \u00e8 incoerente e lacunoso\", ha dichiarato in apertura delle discussioni, a nome della commissione, Matthias Michel (PLR/ZG). L'obiettivo \u00e8 anche quello di trattare tutti i fornitori allo stesso modo. Da parte sua Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU) ha sottolineato che la situazione \u00e8 cambiata radicalmente a causa delle nuove possibilit\u00e0 tecniche offerte da Internet. Molto pi\u00f9 spesso rispetto ai miei tempi giovanili, ha spiegato la \"senatrice\" giurassiana, i bambini e i ragazzi di oggi consumano i contenuti mediatici da soli.</p><p>D'accordo sul fondo del problema, ossia proteggere i giovani, gli Stati sono tuttavia contrari ad estendere il progetto di legge come deciso invece dal Consiglio nazionale nel giugno scorso. La Camera del popolo vuole infatti regolamentare anche le cosiddette microtransazioni - acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco, come l'acquisto di oggetti, costumi, aggiornamenti, ecc. - prevedendo la possibilit\u00e0 di limitare tali operazioni da parte dei minori. Si tratta dei cosiddetti acquisti in-app, che sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.</p><p>Senza opposizione, il Consiglio degli Stati ha quindi deciso oggi di stralciare tale disposizione introdotta dal Nazionale. Bench\u00e9 tale aspetto della legge sia importante, ha ammesso lo stesso Michel, secondo gli esperti qui ci troviamo nel campo della prevenzione dalla dipendenza dai giochi, non dai contenuti inappropriati. Secondo la maggioranza, e la stessa commissione preparatoria, la questione dovrebbe quindi essere regolamentata in un quadro diverso.</p><p>A differenza del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati non vuole nemmeno obbligare legalmente l'ufficio federale competente ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media. Con 24 voti a 18 contrari ha adottato una proposta presentata da una minoranza della commissione che chiede di rinunciare a tale requisito.</p><p>Michel ha difeso invece questo punto del dossier, sostenendo che non si tratta solo di inserire nella legge divieti e restrizioni, ma di agire anche a livello di informazione ed educazione ai media, al fine di rafforzare la responsabilit\u00e0 individuale. Questo aspetto \u00e8 particolarmente importante per quanto riguarda il problema della dipendenza da gioco e da Internet, ha sostenuto invano.</p><p>A nome della minoranza, Jakob Stark (UDC/TG) ha ravvisato invece un elemento estraneo al progetto con questo articolo sull'educazione ai media. \"Anche fare la cosa giusta nel posto sbagliato \u00e8 sbagliato\", ha spiegato il turgoviese. Inoltre, tale articolo assegnerebbe compiti al Confederazione senza la necessaria base costituzionale.</p><p>Secondo la volont\u00e0 del Consiglio degli Stati, le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovrebbero essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, ma solo durante lo sviluppo dei piani di tutela. Il Consiglio nazionale era di parere diverso.</p><p>La nuova legge federale in materia ha lo scopo di tutelare i pi\u00f9 giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.</p><p>Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta (\"on demand\") in Svizzera saranno tenuti a indicare l'et\u00e0 minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L'obbligo varr\u00e0 pure piattaforme quali YouTube e Twitch.</p><p>L'obiettivo \u00e8 anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto \u00e8 lasciato all'autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema \u00e8 quindi molto frammentario ed eterogeneo.</p><p>Per quanto riguarda la regolamentazione, spetter\u00e0 agli operatori del settore fissare le norme per l'et\u00e0 minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccher\u00e0 poi dichiararle vincolanti per tutti. I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell'et\u00e0 minima sono rispettate. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) eserciter\u00e0 la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40'000 franchi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.09.2022</b></p><p><b>Legge videogiochi, ancora divergenze</b></p><p><b>Permangono delle differenze dopo il secondo passaggio al Consiglio nazionale della nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Delle cinque emerse dopo il dibattito agli Stati, la Camera del popolo ne ha mantenute oggi tre.</b></p><p>Il Nazionale ha in particolare nuovamente ribadito - con 103 voti contro 82 e 8 astenuti - la necessit\u00e0 di regolamentare anche le cosiddette microtransazioni - acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco, come l'acquisto di oggetti, costumi, aggiornamenti, ecc. - prevedendo la possibilit\u00e0 di limitare tali operazioni da parte dei minori. Si tratta dei cosiddetti acquisti in-app, che sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.</p><p>La Camera del popolo ha poi ribadito la necessit\u00e0 di obbligare legalmente l'ufficio federale competente ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media. Altra divergenza rimasta: le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani dovranno essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione.</p><p>Eliminate per contro le divergenze concernenti la partecipazione a tornei di videogiochi e le eccezioni per l'et\u00e0 minima richiesta dei minorenni accompagnati a degli eventi. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 20.09.2022</b></p><p><b>Videogiochi, divergenze su come proteggere i minori</b></p><p><b>Continuano a permanere divergenze nella nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Oggi il Consiglio degli Stati ha in particolare ribadito che non vuole regolamentare le cosiddette microtransazioni, acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco. Il dossier torna al Nazionale.</b></p><p>Matthias Michel (PLR/ZG), parlando a nome della commissione, ha riconosciuto che i problemi della dipendenza giovanile dal gioco d'azzardo non devono essere sottovalutati, aggiungendo per\u00f2 che la regolamentazione non \u00e8 la strada giusta. Si tratta di un settore in rapida evoluzione e la legislazione diventerebbe in breve tempo obsoleta, ha sostenuto. I \"senatori\" lo hanno seguito, mantenendo tacitamente il loro punto di vista.</p><p>Restano altre due differenze con il Nazionale. Per la Camera dei cantoni, le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovrebbero essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione.</p><p>Inoltre l'ufficio federale competente non dovrebbe essere obbligato per legge ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media, come invece chiesto dal Nazionale. Su questo punto, gli Stati si sono espressi con 24 voti a 20, contro il parere della loro commissione preparatoria.</p><p>Per quanto riguarda il resto della legge c'\u00e8 affinit\u00e0 di vedute tra i due rami del parlamento.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2022</b></p><p><b>Videogiochi e minori, divergenza su prevenzione</b></p><p><b>Non c'\u00e8 ancora unit\u00e0 di vedute tra i due rami del parlamento in merito alla nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Oggi il Consiglio nazionale ha ribadito - con 108 voti a 75 e 2 astensioni - che l'ufficio federale competente deve essere obbligato per legge ad adottare misure di prevenzione.</b></p><p>Gli Stati vorrebbero eliminare del tutto la disposizione. Una minoranza di PLR e UDC avrebbe voluto seguire i \"senatori\" ritenendo che si tratti di una competenza delle scuole. Christian Wasserfallen (PLR/BE) ha chiesto invano di non creare un nuovo compito federale, aggiungendo che tocca anche ai genitori operare in questo senso.</p><p>Il Nazionale si \u00e8 invece allineato agli Stati per quanto riguarda altre due divergenze. Il plenum ha stabilito di non regolamentare le cosiddette microtransazioni, acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco. Ma la proposta torner\u00e0 sotto forma di mozione al Consiglio federale entro la fine dell'anno, ha dichiarato Fabien Fivaz (Verdi/NE).</p><p>Il plenum ha pure rinunciato a introdurre norme vincolanti sull'autoregolamentazione. Le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovranno essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 26.09.2022</b></p><p><b>CSt: film e videogiochi, trovata intesa su come proteggere giovani</b></p><p><b>I due rami del Parlamento hanno trovato un'intesa sugli ultimi dettagli della legge volta a proteggere meglio i minorenni dai film e dai videogiochi inappropriati. Il Consiglio degli Stati ha eliminato oggi l'ultima divergenza che ancora sussisteva con il Nazionale in materia di prevenzione.</b></p><p>La Camera del popolo ha sempre voluto che la Confederazione sostenga progetti di sensibilizzazione presso i gruppi target. A suo avviso, i genitori devono essere sostenuti nei loro sforzi per la protezione dei figli.</p><p>Alla fine anche i \"senatori\" - con 23 voti contro 20 - hanno accettato di introdurre questo obiettivo nella legge. Una minoranza formata da UDC e PLR era contraria, sostenendo che si tratta di un compito che spetta in primis alle scuole e ai cantoni.</p><p>La settimana scorsa, il Nazionale aveva gi\u00e0 accettato diversi compromessi. I parlamentari hanno rinviato a pi\u00f9 tardi la regolamentazione delle micro-transazioni che prosperano nei giochi online. Rilanceranno il tema entro la fine dell'anno sotto forma di una mozione. A loro avviso, questo tipo di acquisti aumenta il rischio di dipendenza.</p><p>La Camera del popolo ha pure rinunciato a regole vincolanti in materia di autoregolamentazione. Le organizzazioni del settore non dovranno integrare esperti a titolo permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione. Ma unicamente consultarli.</p><p></p><p><b>Comunicato stampa della commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale del 20.01.2023</b></p><p>Nel quadro dell'esame della legge sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200069\">20.069</a>), alcuni membri della Commissione hanno espresso la volont\u00e0 di approfondire la questione delle microtransazioni. Reputando di avere bisogno di informazioni supplementari, la Commissione ha incaricato il Consiglio federale, mediante un postulato (<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20233004\">23.3004</a>) accolto con 14 voti favorevoli e 9 contrari, di stilare un rapporto in cui illustri quali tipi di microtransazioni comportano un rischio in termini di dipendenza e di comportamenti patologici e con quali mezzi la Confederazione potrebbe contrastarlo. Una minoranza si oppone invece al mandato ritenendo che si tratti di una questione di responsabilit\u00e0 individuale. </p><p><b></b></p><p><b>Informazioni</b></p><p>Marcello Fontana, segretario della commissione, </p><p>058 322 97 35,</p><p><a href=\"mailto:wbk.csec@parl.admin.ch\">wbk.csec@parl.admin.ch</a></p><p><a href=\"https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-csec\">Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC)</a></p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1664496000000)\/","ResponsibleDepartment":4,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'interno","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFI","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"28|34|1211|2831","Category":"IIIa/IV","Modified":"\/Date(1770755673310)\/","SubmissionDate":"\/Date(1599782400000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5105,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Questioni sociali|Media e comunicazione|Diritto civile|Cultura"}}