{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204164,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20204164,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"20.4164","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Accelerare il risanamento dei siti contaminati dismessi","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>L'ordinanza federale sui siti contaminati (OSiti), entrata in vigore nel 1998, mira in particolare a individuare e risanare i siti inquinati che causano effetti dannosi o molesti per l'ambiente. Nel messaggio che accompagnava l'ordinanza, il Consiglio federale esprimeva l'intenzione di risolvere il problema entro una o due generazioni, ossia entro il 2040 circa. Ci\u00f2 significa che siamo gi\u00e0 a met\u00e0 di un processo complesso e oneroso, ma estremamente necessario.</p><p>Il sito dell'Ufficio federale dell'ambiente mostra una situazione incoraggiante. Il numero totale di siti inquinati in Svizzera \u00e8 inferiore a quello inizialmente stimato e, grazie all'impegno della maggior parte delle autorit\u00e0 responsabili, il loro risanamento prosegue deciso, soprattutto nel confronto con gli Stati confinanti.</p><p>Tuttavia, si pu\u00f2 ragionevolmente presumere che l'obiettivo di completare il risanamento dei siti inquinati entro il 2040 non potr\u00e0 essere raggiunto senza accelerare l'attuale ritmo dei lavori. Il progetto di modificare l'articolo 32e della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) al fine di fissare delle scadenze per l'indennit\u00e0 OTaRSi \u00e8 un primo passo verso la loro accelerazione. Ne consegue che i Cantoni dovranno compiere rapidamente ulteriori sforzi per portare a termine i risanamenti futuri.</p><p>Se il ritmo dei risanamenti non \u00e8, nel complesso, del tutto soddisfacente, lo \u00e8 ancor meno per una particolare categoria di siti, ovvero i siti industriali dismessi. Si tratta di siti il cui inquinamento \u00e8 stato generato da imprese che nel frattempo hanno cessato la propria attivit\u00e0 e la cui bonifica deve essere finanziata principalmente, se non interamente, dalla collettivit\u00e0.</p><p>Per questo tipo di siti, il contributo della Confederazione ai costi di risanamento attraverso il fondo OTaRSi \u00e8 fissato al 40 per cento dei costi scoperti; tale contributo \u00e8 corrisposto in funzione della spesa. Tuttavia, nonostante il sostegno della Confederazione, si osserva che in molti casi il finanziamento del risanamento dei siti inquinati dismessi rimane complicato, se non impossibile. I Cantoni, e talvolta i Comuni, devono trovare il modo di finanziare quasi il 60 per cento dei costi, garantendo al contempo anche la direzione dei lavori. A titolo di esempio, la regione del Giura sta ancora pagando le conseguenze della crisi dell'orologeria della fine degli anni Settanta, poich\u00e9 la collettivit\u00e0 ha ereditato da detta industria numerosi vecchi siti contaminati che ora devono essere risanati.</p><p>In questo contesto, considerando da un lato la necessit\u00e0 di agire in termini di sviluppo sostenibile e di favorire la densificazione edilizia nelle localit\u00e0 conformemente a un obiettivo importante della politica in materia di pianificazione del territorio e, dall'altro, che al 31 dicembre 2019 il fondo OTaRSi presentava un saldo di circa 160 milioni di franchi dato dalla differenza tra i suoi impegni (480 mio.) e le entrate accumulate (642 mio.), il Consiglio federale \u00e8 invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui, a met\u00e0 percorso nell'attuazione dell'OSiti, il risanamento dei siti contaminati abbandonati procede a un ritmo particolarmente ridotto?</p><p>2. Un aumento dei contributi federali per questo tipo di siti contaminati costituirebbe una misura efficace per accelerare la protezione dell'ambiente e per sostenere le regioni industriali che devono farsi carico di un numero elevato di siti da risanare?</p><p>3. Dalle informazioni in nostro possesso, il numero di siti bonificati \u00e8 esiguo. Per non penalizzare i Cantoni che hanno gi\u00e0 effettuato dei risanamenti, sarebbe ipotizzabile una misura retroattiva?</p><p>4. Per adempiere le richieste e le proposte di cui sopra, si potrebbe prevedere una modifica della LPAmb, segnatamente dell'articolo 32e, nel quadro della procedura di revisione di detta legge attualmente in corso?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1 e 3.</p><p>Dei circa 1300 siti contaminati gi\u00e0 risanati, circa 300 sono siti industriali, di cui 48 siti industriali dismessi. Il risanamento dei siti contaminati sta procedendo, ma se non si aumenta il ritmo attuale, non tutti i siti potranno essere risanati entro il 2040. Per raggiungere l'obiettivo del 2040 \u00e8 quindi necessario accelerare le misure. Finch\u00e9 le indagini sui siti inquinati non saranno completate, non ci \u00e8 dato sapere quanti siti industriali dismessi devono ancora essere risanati. </p><p>Dal fondo OTaRSi sono stati erogati complessivamente 22,5 milioni di franchi per i siti dismessi. Un finanziamento retroattivo di un ulteriore 20 per cento ammonterebbe quindi a 11,3 milioni di franchi.</p><p>2 e 4.</p><p>Accelerare il ritmo del risanamento dei siti contaminati \u00e8 una misura concreta per la protezione dell'ambiente, in quanto consente di eliminare danni spesso significativi, in particolare alle acque sotterranee.</p><p>Un aumento del tasso di indennit\u00e0 dal 40 al 60 per cento per i siti industriali dismessi sarebbe in effetti un incentivo per i Cantoni e consentirebbe di accelerare il risanamento di questi siti. Il Consiglio federale sta esaminando una modifica della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) con l'obiettivo di accelerare il risanamento dei siti contaminati. Sono allo studio diverse misure, come l'introduzione di scadenze per le indennit\u00e0 OTaRSi. Poich\u00e9 non tutti i siti contaminati beneficiano delle indennit\u00e0 OTaRSi, e non sarebbero quindi interessati dalle scadenze, si stanno prendendo in considerazione anche misure aggiuntive. In linea di principio, questa revisione della legge consentirebbe anche di includere un aumento del tasso di indennit\u00e0 dal 40 al 60 per cento per i siti dismessi.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1606262400000)\/","SubmittedBy":"Baume-Schneider Elisabeth","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1607385600000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"52","Category":null,"Modified":"\/Date(1690506593493)\/","SubmissionDate":"\/Date(1600905600000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":5105,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Ambiente"}}