{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20204291,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20204291,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"20.4291","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Per quanto tempo la Svizzera potrebbe sostenere un permanente e massiccio dispiegamento dei suoi militari di milizia?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 invitato a fornire ragguagli sul modo in cui la Svizzera potrebbe sostenere un permanente e massiccio dispiegamento dell'esercito. Per quanto tempo l'esercito e la protezione civile possono svolgere il loro ruolo con un apporto di effettivi insufficienti? Concretamente</p><p>- nell'attuale persistente crisi COVID-19;</p><p>- in uno scenario di accresciute tensioni, comparabile a quello dell'esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 19, se infrastrutture critiche a livello nazionale dovessero essere protette per mesi; </p><p>- in caso di difesa, se, oltre alle prestazioni di protezione da fornire ulteriormente, un avversario dovesse essere dissuaso o respinto con mezzi convenzionali e ibridi. </p><p>Per i singoli militari e militi della protezione civile quale dovrebbe essere la durata dei servizi attivi, se a causa di effettivi troppo esigui fossero possibili pochi avvicendamenti? </p><p>Nei confronti delle persone soggette all'obbligo di prestare servizio non sarebbe pi\u00f9 corretto e tollerabile per l'economia e la societ\u00e0, se l'onere di un permanente e massiccio dispiegamento potesse di nuovo essere ripartito tra un maggiore numero di persone?</p>","ReasonText":"<p>La COVID-19 ci ha ricordato che l'esercito e la protezione civile rappresentano l'unica riserva strategica del Paese. Negli ultimi due secoli l'esercito ha dovuto prestare servizio a pi\u00f9 riprese per lunghi periodi con un massiccio dispiegamento di effettivi. Le esperienze di allora tuttavia non possono pi\u00f9 essere traslate nel contesto attuale, a causa dei profondi cambiamenti avvenuti nella societ\u00e0 (ruolo delle donne, immigrazione), nell'economia (il settore terziario comprende pi\u00f9 persone professionalmente attive rispetto ai primi due settori e alle ultime guerre mondiali) e nella difesa (soltanto circa dieci classi d'et\u00e0 sono soggette all'obbligo di prestare servizio militare nei gradi di truppa). </p><p>L'USEs ha permesso di ripristinare appena in tempo un sistema di mobilitazione. \u00c8 tuttavia necessario essere di nuovo consapevoli del fatto che per garantire la sostenibilit\u00e0 di una pi\u00f9 vasta chiamata in servizio l'esercito dipende dai preparativi messi in atto nella societ\u00e0 e nell'economia. Dalla sua risposta alla domanda 14.5119 si evince che il Consiglio federale ha fiducia nel fatto che un numero sufficiente di militari obbedisca ad una chiamata in servizio. Tuttavia i nostri soldati potrebbero fare affidamento sul fatto che nell'ambito dell'impiego a favore del nostro Paese non siano svantaggiati rispetto a coloro i quali possono sottrarsi a questo obbligo per motivi non sempre legittimi?</p><p>Tra gli scenari di minaccia particolarmente probabili vanno annoverati compiti di (auto)protezione, sorveglianza e di guardia dell'esercito onerosi dal punto di vista del personale e della durata (cfr. parere del Consiglio federale all'interpellanza urgente 08.3466). Soltanto una percentuale estremamente esigua della popolazione complessiva verrebbe chiamata in servizio attivo per trascorrere mesi lontano dalla famiglia e dall'attivit\u00e0 civile. Nel contempo sarebbe a disposizione un numero altrettanto ingente di uomini e donne in et\u00e0 di prestare servizio, che \u00e8 gi\u00e0 stato prosciolto dall'esercito o trasferito al servizio civile. I militari in servizio attivo possono contare sulla solidariet\u00e0 della societ\u00e0 e dell'economia?</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>L'attuale pandemia di COVID-19 mostra che le persone soggette all'obbligo di prestare servizio obbediscono a una chiamata in servizio in un periodo di crisi e che l'esercito e la protezione civile sono in grado di sostenere a titolo sussidiario le autorit\u00e0 civili per un lungo periodo.</p><p>Non \u00e8 possibile fornire una risposta di carattere generale alla domanda sulla durata durante cui l'esercito e la protezione civile sono in grado di svolgere i propri compiti nei diversi scenari. Secondo l'attuale profilo prestazionale dell'esercito gli impieghi devono essere possibili per settimane o mesi a seconda del compito. La prontezza \u00e8 finalizzata in tal senso e l'esercito dispone di un effettivo regolamentare di 100 000 militari. Per raggiungere tale soglia in caso di mobilitazione, nell'esercito devono essere effettivamente incorporate 140 000 persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare. Al momento attuale tale condizione \u00e8 soddisfatta.</p><p>Secondo l'articolo 70 capoverso 1 della Legge militare (LM; RS 510.10) il Consiglio federale decide sull'effettivo di militari che vengono chiamati in un servizio d'appoggio e sulla durata dello stesso. L'Assemblea federale deve approvare l'impiego, se dura pi\u00f9 di tre settimane o se la chiamata in servizio concerne pi\u00f9 di 2000 militari (art. 70 cpv. 2 LM). I militi della protezione civile vengono chiamati in servizio dai Cantoni. Secondo l'articolo 46 capoverso 1 lettera a della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC; RS 520.1) allo scopo di aumentare le capacit\u00e0 dei Cantoni il Consiglio federale pu\u00f2 chiamare in servizio i militi nel caso di catastrofi e situazioni d'emergenza che colpiscono diversi Cantoni o l'intera Svizzera.</p><p>L'impiego dura fino a quando la minaccia o il pericolo \u00e8 ridotto in modo che le autorit\u00e0 civili non necessitino pi\u00f9 dell'appoggio dell'esercito o della protezione civile. \u00c8 possibile aumentare la capacit\u00e0 di resistenza dell'esercito, licenziando e avvicendando le formazioni impiegate dopo un determinato periodo. \u00c8 anche possibile concedere congedi ai militari, se prestano servizio in una formazione, che \u00e8 impiegata da lungo tempo.</p><p>Le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare, che hanno assolto il totale obbligatorio dei giorni di servizio d'istruzione, non devono pi\u00f9 svolgere i corsi di ripetizione. Rimangono tuttavia incorporati, finch\u00e9 non hanno assolto l'obbligo di prestare servizio militare e possono essere chiamati in servizio per impieghi di servizio d'appoggio e di servizio attivo. Sono quindi stati chiamati in servizio per svolgere l'impiego volto a fronteggiare la pandemia di COVID-19 anche militari, che hanno assolto il totale obbligatorio dei giorni di servizio d'istruzione. Per quanto riguarda i militi della protezione civile il cui obbligo di prestare servizio di protezione civile giunge a conclusione durante un intervento in caso di catastrofe o una situazione d'emergenza, la durata di tale obbligo \u00e8 prolungata sino alla fine dell'intervento (art. 31 cpv. 6 LPPC).</p><p>La LM e la LPPC consentono in caso di necessit\u00e0 di aumentare entro un termine relativamente breve gli effettivi dell'esercito e della protezione civile. Secondo l'articolo 13 capoverso 2 lettera b LM il Consiglio federale pu\u00f2 quindi aumentare l'obbligo di prestare servizio militare di cinque anni al massimo. Per quanto riguarda la protezione civile secondo l'articolo 31 capoversi 7 e 8 o l'articolo 32 LPPC, a seconda della situazione il Governo pu\u00f2 prolungare l'obbligo di prestare servizio di protezione civile. Con l'ulteriore apporto di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare e servizio di protezione civile, \u00e8 possibile, tra l'altro, garantire avvicendamenti per aumentare la capacit\u00e0 di resistenza. Anche le persone tenute a prestare servizio civile possono essere obbligate a prestare servizio in caso di catastrofe o situazione d'emergenza. Il servizio civile straordinario pu\u00f2 essere predisposto anche oltre la durata del servizio civile ordinario (art. 9 cpv. d ed e LSC).</p><p>Al momento attuale e in un prossimo futuro le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare incorporate nell'esercito sono sufficienti. Alla fine del decennio tuttavia la situazione degli effettivi presumibilmente peggiorer\u00e0. Per quanto riguarda la protezione civile l'apporto di effettivi \u00e8 gi\u00e0 ora problematico. Per questo motivo il 28 giugno 2017 il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di analizzare la situazione relativa all'apporto di effettivi dell'esercito e della protezione civile in collaborazione con il DEFR. Questo rapporto dovr\u00e0 essere disponibile nell'estate 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1612310400000)\/","SubmittedBy":"Tuena Mauro","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1671148800000)\/","ResponsibleDepartment":6,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DDPS","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9|2841","Category":null,"Modified":"\/Date(1690505678027)\/","SubmissionDate":"\/Date(1604016000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5106,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza|Salute"}}