{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210047,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20210047,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"21.047","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Legge federale","Description":"Messaggio del 18 giugno 2021 concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili","InitialSituation":"<p><strong>Nell\u2019ambito dell\u2019attuazione e dello sviluppo della Strategia energetica 2050, durante l\u2019estate 2021 il Consiglio federale ha adottato un messaggio con l\u2019obiettivo principale di rafforzare a lungo termine la sicurezza dell\u2019approvvigionamento elettrico attraverso l\u2019energia rinnovabile indigena. Al fine di garantire la coerenza legislativa, le modifiche della legge sull\u2019energia e della legge sull\u2019approvvigionamento elettrico sono contenute in un unico </strong><i><strong>atto mantello</strong></i><strong>.</strong></p><p><strong>Il disegno \u00e8 stato oggetto di intense deliberazioni parlamentari da ottobre 2021 a settembre 2023. L\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022 e il conseguente rischio di situazioni di penuria energetica nel corso dell\u2019inverno 2022/23 hanno influenzato i dibattiti, protrattisi ogni volta per diversi giorni. Le Camere federali hanno fissato obiettivi ambiziosi per quanto riguarda la produzione di elettricit\u00e0 e il consumo pro capite di energia. Nella fase di appianamento delle divergenze \u00e8 stato possibile trovare una serie di compromessi che hanno consentito al progetto di essere adottato nella votazione finale, all\u2019unanimit\u00e0 dal Consiglio degli Stati e a larga maggioranza dal Consiglio nazionale.&nbsp;</strong></p><p><strong>Contro il progetto \u00e8 stato chiesto il referendum e pertanto il Popolo sar\u00e0 chiamato alle urne il 9 giugno 2024.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>Situazione iniziale</strong></p><p>Nella sua seduta del 18 giugno 2021 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Con questo progetto, che comprende la revisione della legge sull'energia e della legge sull'approvvigionamento elettrico, il Collegio governativo intende rafforzare il potenziamento delle energie rinnovabili indigene e la sicurezza di approvvigionamento in Svizzera, in particolare anche nei mesi invernali.</p><p>Per raggiungere gli obiettivi della Strategia energetica 2050 e della strategia climatica della Svizzera a lungo termine, serve un'ampia elettrificazione dei settori dei trasporti e del calore. A tale proposito \u00e8 necessario un forte e tempestivo potenziamento della produzione indigena di elettricit\u00e0 da fonti rinnovabili. La sicurezza di approvvigionamento e della rete deve inoltre essere incrementata con ulteriori misure specifiche. Con la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, il Consiglio federale propone le modifiche della legge sull'energia e della legge sull'approvvigionamento elettrico necessarie a tale scopo. Istituisce inoltre un quadro giuridico che garantisce sicurezza pianificatoria cos\u00ec come incentivi agli investimenti per il potenziamento della produzione di elettricit\u00e0 da energie rinnovabili e alla sua integrazione nel mercato.</p><p>&nbsp;</p><p>Principali contenuti del progetto</p><p>Obiettivi: in futuro la legge sull'energia comprender\u00e0 obiettivi vincolanti per gli anni 2035 e 2050. Gli obiettivi definiscono l'auspicato potenziamento della forza idrica e delle altre energie rinnovabili nonch\u00e9 la riduzione del consumo di energia ed elettricit\u00e0 pro capite. In tal modo la legge risulter\u00e0 maggiormente orientata agli obiettivi della sicurezza di approvvigionamento e della politica climatica, creando la necessaria sicurezza pianificatoria per gli investimenti.</p><p>&nbsp;</p><p>Strumenti di promozione: gli attuali strumenti di promozione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili giungono a termine alla fine del 2022 e nel 2030. Con questo progetto di legge, gli strumenti di promozione sono prorogati fino al 2035, in linea con l'obiettivo del 2035 fissato nella legge, e strutturati in modo pi\u00f9 aderente al mercato. Ad esempio i grandi impianti fotovoltaici saranno sostenuti attraverso gare pubbliche. Il sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricit\u00e0 giunge a termine, come previsto, e viene sostituito da contributi d'investimento. Ci\u00f2 consentir\u00e0 di ridurre l'onere amministrativo e di incrementare la produzione per ogni franco investito. Per i grandi impianti idroelettrici saranno a disposizione pi\u00f9 mezzi finanziari. Il finanziamento degli strumenti di promozione si baser\u00e0 anche in futuro su un supplemento rete pari a 2,3 centesimi&nbsp;/&nbsp;chilowattora. Il supplemento rimane invariato ma, proporzionalmente, sar\u00e0 riscosso per un periodo pi\u00f9 lungo.</p><p>&nbsp;</p><p>Sicurezza di approvvigionamento a pi\u00f9 lungo termine in inverno: anche dopo l'abbandono del nucleare deve essere garantita l'autosufficienza dell'approvvigionamento in Svizzera. Per raggiungere questo obiettivo, \u00e8 necessario oltre all'aumento mirato della produzione di elettricit\u00e0 rinnovabile (valore obiettivo entro il 2050: 39 TWh) gi\u00e0 entro il 2040 anche un incremento di 2 TWh della produzione di elettricit\u00e0 neutrale sotto il profilo climatico, a cui si possa ricorrere in modo sicuro anche in inverno. Il Consiglio federale intende finanziare questi tipi di impianti, in via prioritaria i grandi impianti ad accumulazione, attraverso un \u00absupplemento invernale\u00bb. Nella legge sull'approvvigionamento elettrico tale supplemento \u00e8 gi\u00e0 contemplato e serve a prevenire eventuali lacune nella sicurezza di approvvigionamento. A questo riguardo sar\u00e0 riscosso dai consumatori un importo massimo di 0,2 centesimi&nbsp;/&nbsp;chilowattora. Inoltre sar\u00e0 istituita una riserva strategica che, in aggiunta ai meccanismi del mercato elettrico, garantir\u00e0 sufficiente disponibilit\u00e0 di energia anche verso la fine dell'inverno. Oltre a ci\u00f2, anche il rapido incremento delle energie rinnovabili contribuir\u00e0 in misura crescente alla sicurezza di approvvigionamento a lungo termine anche nei mesi invernali.</p><p>&nbsp;</p><p>Apertura del mercato elettrico: l'apertura totale del mercato elettrico rafforza la produzione di elettricit\u00e0 a partire dalle fonti rinnovabili. Essa consente modelli commerciali innovativi (per es. comunit\u00e0 energetiche), vietati nell'attuale regime di monopolio, integrando cos\u00ec meglio l'elettricit\u00e0 rinnovabile nel mercato. I consumatori finali che producono la propria elettricit\u00e0 (cosiddetti \u00abprosumer\u00bb), i produttori e i fornitori di energia elettrica ottengono cos\u00ec delle libert\u00e0 importanti sotto il profilo economico. Al fine di proteggere i piccoli consumatori, come le economie domestiche, da abusi di prezzo, anche in futuro sar\u00e0 mantenuto il regime del servizio universale nel quale sar\u00e0 offerto un prodotto elettrico composto esclusivamente da energia rinnovabile indigena.</p><p>&nbsp;</p><p>Regolazione delle reti, dati e metrologia: l'utilizzazione e il potenziamento delle reti elettriche deve diventare pi\u00f9 efficiente sotto il profilo dei costi. A riguardo, il Consiglio federale crea le basi legali affinch\u00e9 i consumatori finali e i gestori di impianti di stoccaggio possano sfruttare la propria flessibilit\u00e0 al servizio del sistema, e provvede a un sistema tariffario basato sul principio di causalit\u00e0. Vengono inoltre creati un quadro normativo per lo scambio e la protezione dei dati e un'infrastruttura nazionale dei dati energetici comprendente un hub di dati. Infine nel settore della metrologia sono chiarite le responsabilit\u00e0 e le libert\u00e0 di scelta previste dalla legge.</p><p>(Fonte: comunicato stampa del Consiglio federale, 18.6.2021)</p>","Proceedings":"<p>A partire dall\u2019ottobre 2021, la competente Commissione del <strong>Consiglio degli Stati</strong>, la CAPTE-S, \u00e8 tornata pi\u00f9 volte ad occuparsi del progetto. Beat Rieder (M-E/VS), relatore della Commissione, ha spiegato la lunghezza delle deliberazioni con la difficolt\u00e0 nel tenere il passo con i costanti mutamenti nella situazione di mercato. In occasione del dibattito di entrata in materia davanti al Consiglio degli Stati, Simonetta Sommaruga ha affermato che la guerra in Ucraina ha permesso di chiarire cosa significhi realmente garantire la sicurezza dell\u2019approvvigionamento.</p><p>Nella sessione autunnale 2022 le discussioni in seno al Consiglio degli Stati sono durate quasi dodici ore, ripartite su due giorni. Per il relatore commissionale Beat Rieder, la sicurezza dell\u2019approvvigionamento elettrico va rafforzata a medio e lungo termine, prevedendo un incremento della produzione annua di due terawattora entro il 2035. La Camera ha aderito alla proposta della maggioranza della Commissione ed ha quindi accettato di iscrivere nella legge obiettivi di incremento della produzione di elettricit\u00e0 da energie rinnovabili per il 2035 due volte superiori a quelli raccomandati dal Consiglio federale (art. 2 della legge sull\u2019energia). Il consumo medio annuo pro capite di energia dev\u2019essere ridotto, rispetto al 2000, del 43 per cento entro il 2035 e del 53 per cento entro il 2050 (art. 3 cpv. 1). Nella ponderazione degli interessi tra la produzione di energia e la protezione della natura, il Consiglio degli Stati non intendeva accordare una priorit\u00e0 di principio alla produzione di energia. Ciononostante, con 24 voti contro 20 si \u00e8 pronunciato a favore della possibilit\u00e0 di costruire impianti di produzione di energia elettrica in biotopi d\u2019importanza nazionale (art. 12). Per rafforzare la sicurezza dell\u2019approvvigionamento nei mesi invernali, entro il 2040 deve essere realizzato e sostenuto un incremento della produzione di elettricit\u00e0 generata da energie rinnovabili pari almeno a sei terawattora. Nel caso dell\u2019attuazione di 15 progetti idroelettrici gi\u00e0 definiti da una tavola rotonda, l\u2019interesse nazionale alla realizzazione di questi impianti \u00e8 in linea di principio fatto prevalere su altri interessi nazionali (art. 9<i>a</i> della legge sull\u2019approvvigionamento elettrico e relativo allegato). Nell\u2019elenco \u00e8 successivamente stato incluso un sedicesimo progetto (art. 9<i>a</i> cpv. 3).&nbsp;</p><p>Nel voto sul complesso il Consiglio degli Stati ha adottato il progetto con 43 voti favorevoli, nessun contrario e un\u2019astensione.</p><p>&nbsp;</p><p>Durante i tre giorni di dibattiti della sessione primaverile 2023 il <strong>Consiglio nazionale</strong> ha seguito in larga misura il parere della sua Commissione incaricata dell\u2019esame preliminare, che proponeva un compromesso tra economia e protezione della natura. Come per il Consiglio degli Stati, l\u2019entrata in materia non \u00e8 stata contestata. Per quanto concerne gli obiettivi in termini di produzione e di consumo rivisti verso l\u2019alto dal Consiglio degli Stati, la Camera bassa si \u00e8 allineata alla decisione della Camera prioritaria. A nome del Consiglio federale, anche Albert R\u00f6sti, da poco a capo del Dipartimento competente, ha accolto favorevolmente i nuovi obiettivi, definendoli ambiziosi ma giusti e importanti poich\u00e9 iscrivono per la prima volta in una legge la misura concreta delle sfide che ci attendono. La questione dei deflussi residuali \u00e8 stata particolarmente dibattuta. Con 95 voti contro 94 e un\u2019astensione, la Camera ha deciso di sospendere l\u2019applicabilit\u00e0 delle disposizioni sui deflussi residuali in caso di rilascio di nuove concessioni idroelettriche, per permettere l\u2019auspicato aumento della produzione di elettricit\u00e0 (art. 2<i>a</i> della legge sull\u2019energia). Diversamente dal Consiglio degli Stati, il Consiglio nazionale ha voluto sancire il divieto di principio di costruire nuovi impianti per l\u2019impiego di energie rinnovabili nei biotopi d\u2019importanza nazionale e nelle riserve per uccelli acquatici e di passo (art. 12). Una possibile eccezione \u00e8 rappresentata dai margini proglaciali recenti e dalle pianure alluvionali alpine.</p><p>Una proposta individuale della consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (RL/VD) riguardante l\u2019obbligo di installare pannelli solari nel settore degli edifici ha ottenuto la maggioranza dei consensi. Essa prevede che non sar\u00e0 obbligatorio installare questo tipo di impianti su tutti gli edifici esistenti di grandi dimensioni, bens\u00ec unicamente sulle costruzioni nuove e in caso di trasformazioni e riattazioni di ampia portata, in particolare nell\u2019ambito del risanamento di un tetto (art. 45<i>a</i> della legge sull\u2019energia). Il Consiglio nazionale ha inoltre deciso che, i nuovi parcheggi all\u2019aperto permanenti con una superficie di oltre 250 m<sup>2</sup> e quelli gi\u00e0 esistenti di almeno 500 m<sup>2</sup> dovranno essere muniti di impianti solari, rispettivamente entro il 2030 e entro il 2035. L\u2019incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili dovr\u00e0 avvenire soprattutto attraverso il potenziamento della forza idrica. La Camera bassa ha aderito alla decisione della Camera alta per quanto attiene ai 15 progetti idroelettrici gi\u00e0 definiti da una tavola rotonda.&nbsp;</p><p>Nel voto sul complesso il Consiglio nazionale ha adottato la legge federale con 104 voti contro 54 e 33 astensioni. L\u2019Unione democratica di Centro si \u00e8 opposta, mentre i Verdi hanno scelto la strada dell\u2019astensione.</p><p>&nbsp;</p><p>Nel corso della sessione estiva e della sessione autunnale 2023 si \u00e8 svolta la <strong>procedura di appianamento delle divergenze</strong>. La Commissione del <strong>Consiglio degli Stati</strong> incaricata dell\u2019esame preliminare ha discusso 90 nuove proposte e commissionato 14 richieste di chiarimenti all\u2019Amministrazione, a riprova della complessit\u00e0 dell\u2019oggetto. Sulla controversa questione dei deflussi residuali, con 22 voti contro 22 e il voto decisivo della presidente della Camera si \u00e8 imposta la proposta individuale del senatore Stefan Engler (M-E/GR). Quest\u2019ultima prevede la possibilit\u00e0 per il Consiglio federale di obbligare i gestori di centrali idroelettriche ad aumentare temporaneamente la produzione di elettricit\u00e0 ai fini del raggiungimento degli obiettivi di produzione e importazione nonch\u00e9 in caso di penuria imminente. I deflussi minimi previsti dall\u2019attuale legge sulla protezione delle acque continueranno comunque ad essere applicati (art. 2<i>a</i> della legge sull\u2019energia). La Camera ha inoltre deciso di limitare l\u2019obbligo solare ai nuovi edifici con una superficie superiore a 300 m<sup>2</sup> (art. 45<i>a</i> della legge sull\u2019energia), fermo restando che i Cantoni avranno la possibilit\u00e0 di estendere tale obbligo anche agli edifici con una superficie determinante pari o inferiore a 300 m<sup>2</sup>. Il Consiglio degli Stati non ha voluto introdurre l\u2019obbligo di installare pannelli solari nei parcheggi all\u2019aperto permanenti. Per quanto concerne la costruzione di centrali nei biotopi d\u2019importanza nazionale e nelle riserve per uccelli acquatici e di passo, il Consiglio degli Stati si \u00e8 allineato alla posizione della Camera bassa.</p><p>&nbsp;</p><p>Durante la sessione autunnale 2023, davanti al <strong>Consiglio nazionale</strong> la maggioranza della Commissione ha proposto di mantenere la volont\u00e0 di introdurre un obbligo solare generale per tutte le costruzioni nuove. Con 98 voti contro 95, \u00e8 tuttavia prevalsa la proposta di minoranza che chiedeva di allinearsi alla decisione del Consiglio degli Stati. La Camera non ha invece seguito il Consiglio degli Stati per quanto concerne gli impianti solari nei parcheggi, optando invece per una soluzione di compromesso che prevede un obbligo di installazione unicamente per le superfici di una determinata dimensione. Le due Camere non sono ancora una volta riuscite ad accordarsi in merito alle disposizioni sui deflussi residuali (art. 2<i>a</i> della legge sull\u2019energia). Per il Consiglio nazionale una riduzione del deflusso residuale va ammessa solo in caso di penuria imminente, situazione in cui il Consiglio federale si era del resto gi\u00e0 trovato l\u2019inverno precedente di fronte al prospettato rischio di penuria di elettricit\u00e0. Il Consiglio degli Stati voleva di contro assicurare al Consiglio federale la possibilit\u00e0 di obbligare i gestori di centrali idroelettriche ad aumentare temporaneamente la produzione di elettricit\u00e0 in vista del raggiungimento degli obiettivi di produzione e importazione nonch\u00e9 in caso di penuria imminente, nel rispetto dei deflussi minimi previsti dalla legge sulla protezione delle acque.</p><p>&nbsp;</p><p>In seconda lettura, su questo punto il <strong>Consiglio degli Stati</strong> ha deciso di allinearsi alla posizione della Camera bassa: sar\u00e0 quindi possibile allentare le prescrizioni in materia di deflusso residuale per le centrali idroelettriche solo in caso di penuria imminente. Per converso, il <strong>Consiglio nazionale</strong> ha seguito la decisione della Camera alta per quanto riguarda l\u2019installazione di impianti solari nei parcheggi, abbandonando l\u2019idea di introdurre un obbligo in questo senso.</p><p>In una sorta di bilancio al termine delle deliberazioni, il consigliere nazionale Matthias Jauslin (RL/AG), relatore della Commissione, ha definito questa legge un importante passo nella direzione della sicurezza dell\u2019approvvigionamento e della certezza del diritto, soprattutto dal punto di vista degli investitori. A suo dire, inoltre, la Commissione ritiene che in particolare il miglioramento dell\u2019efficienza energetica contribuir\u00e0 in modo determinante a mantenere un approvvigionamento elettrico sicuro nel Paese. In seno alla Commissione le discussioni hanno quasi sempre permesso di giungere a un accordo. I gruppi parlamentari, le organizzazioni, l\u2019Amministrazione, il Consiglio federale, tutti hanno dovuto accettare dei compromessi.</p><p><strong>Nella votazione finale la legge \u00e8 stata approvata da una chiara maggioranza. Il Consiglio degli Stati l\u2019ha adottata con 44 voti favorevoli e nessun contrario. Il Consiglio nazionale ha dal canto suo adottato la legge con 177 voti contro 19. Il gruppo dell\u2019Unione democratica di Centro ha espresso 36 voti favorevoli e 18 contrari, mentre gli altri gruppi parlamentari hanno sostenuto il progetto.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>Il 9 giugno 2024 il progetto \u00e8 stato accolto in votazione popolare dal 68,7&nbsp;% dei votanti.</strong></p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">---------------------------------------------------------------------------------------------</h4><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizie ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 22.09.2022</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Rinnovabili, potenziamento nel rispetto della natura</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>La produzione di corrente \"verde\" va senz'altro potenziata per ridurre la dipendenza dall'estero e rispettare gli obiettivi climatici, ma non a scapito della protezione della natura e del paesaggio. Le grandi installazioni rivestiranno tuttavia un interesse nazionale e potranno essere realizzate mediante procedure accelerate.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Lo ha deciso oggi, nel corso di un lungo dibattito che si concluder\u00e0 solo la settimana prossima, il Consiglio degli Stati, giudicando anticostituzionale, e politicamente esplosivo, il progetto della sua commissione volto a subordinare le disposizioni sulla protezione delle acque e del paesaggio alla realizzazione in queste aree di dighe o altri impianti per la produzione di energia pulita.</p><p class=\"Standard_d\">Su questo aspetto centrale della Legge federale sull'approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, sottoposta oggi all'attenzione dei \"senatori\", l'ha quindi spuntata la consigliera federale Simonetta Sommaruga, secondo cui la commissione \u00e8 andata troppo lontano nella sua volont\u00e0 di agevolare la costruzione di impianti per la produzione di corrente pulita.</p><p class=\"Standard_d\">Un aggiunta che non avrebbe alcuna possibilit\u00e0 di riuscita davanti al popolo, ha sottolineato la ministra dell'energia, sostenuta dal campo rosso-verde al quale si sono aggiunti diversi senatori del PLR e del Centro, preoccupati per una legge che farebbe a pezzi disposizioni legali ancorate nella Costituzione federale frutto di faticosi compromessi, come nel caso dei deflussi minimi, importanti per la fauna acquatica e per la \"lobby\" dei pescatori che su questo aspetto in passato aveva lanciato un'iniziativa popolare (iniziativa \"Acqua Viva\" poi ritirata a favore di un controprogetto indiretto).</p><p class=\"Standard_d\">Un elemento, quest'ultimo, evocato anche da Lisa Mazzone (Verdi/GE), che ha deplorato l'obiettivo di realizzare dighe, dallo scarso rendimento, in zone protette quando invece varrebbe la pena puntare maggiormente sul solare, sfruttando le superfici degli edifici.</p><p class=\"Standard_d\">Secondo Ruedi Noser (PLR/ZH), tuttavia, per raggiungere gli obiettivi posti dalla commissione circa la produzione di energia verde - quasi il doppio di quelli fissati dal Consiglio federale - l'incremento di corrente prodotta dalle centrali idroelettriche \u00e8 indispensabile. Da solo il solare non baster\u00e0 poich\u00e9 troppo condizionato dalle stagioni: in inverno la produzione cala fortemente.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Gli obiettivi di produzione</p><p class=\"Standard_d\">Prima di questo voto, il plenum ha fissato i nuovi valori riguardanti la produzione di corrente da energie rinnovabili. Bench\u00e9 alcune minoranze volessero rivederli al ribasso - o non fissarli del tutto come l'UDC - la maggioranza ha optato per i valori presentati dalla commissione preparatoria, da molto giudicati assai ambiziosi.</p><p class=\"Standard_d\">In futuro, la produzione annuale di elettricit\u00e0 da fonti pulite (esclusa l'energia idroelettrica) dovrebbe quindi raggiungere i 35'000 GWh nel 2035 e almeno 45'000 GWh nel 2050, invece di 17'000 GWh e 39'000 GWh come previsto nel progetto governativo.</p><p class=\"Standard_d\">Circa l'energia idroelettrica, il plenum vuole raggiungere una produzione annuale di almeno 37'900 GWh (al posto di 37'400 GWh rispetto al progetto dell'esecutivo) entro il 2035 e di almeno 39'200 GWh (al posto di 38'600 GWh) entro il 2050.</p><p class=\"Standard_d\">Oltre a ci\u00f2 l'importazione netta di elettricit\u00e0 nel semestre invernale (dal primo di ottobre al 31 marzo) non potr\u00e0 superare il valore indicativo di 5 TWh (mille miliardi di wattora). In caso contrario, allo scopo di aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, il plenum ha stabilito che l'interesse nazionale nella costruzione di impianti di energia rinnovabile abbia la precedenza su altri interessi nazionali.</p><p class=\"Standard_d\">Il presupposto \u00e8 che gli impianti siano in gran parte neutrali dal punto di vista climatico, abbiano un alto livello di disponibilit\u00e0 e contribuiscano in modo significativo alla produzione di energia elettrica durante il semestre invernale. La Confederazione dovrebbe sostenere tali progetti. In questo caso, la protezione dei biotopi non sarebbe assoluta.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Consumi individuali, maggiori risparmi</p><p class=\"Standard_d\">Il plenum ha anche ritoccato verso l'alto gli obiettivi di riduzione dei consumi individuali di energia. Il consumo medio annuo pro capite di energia dovr\u00e0 ridursi, rispetto al 2000, del 43% entro il 2035 e del 53% entro il 2050. Il consumo medio annuo pro capite di elettricit\u00e0 \u00e8 ridotto, rispetto al 2000, del 13% entro il 2035 e del 5% entro il 2050.</p><p class=\"Standard_d\">Stando alla normativa in vigore, per il consumo medio annuo pro capite di energia \u00e8 perseguita, rispetto al livello del 2000, una riduzione pari al 16% entro il 2020 e al 43% entro il 2035. Per il consumo medio annuo pro capite di elettricit\u00e0 \u00e8 perseguita, rispetto al livello del 2000, una riduzione pari al 3% entro il 2020 e al 13% entro il 2035.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Sostegno finanziario</p><p class=\"Standard_d\">Allontanandosi dal disegno del Consiglio federale, i \"senatori\" hanno poi deciso di diversificare i meccanismi di sostegno finanziario. Hanno approvato i contributi agli investimenti per gli impianti idroelettrici, eolici, fotovoltaici, di biogas e geotermici, adottati nell'ottobre 2021 come parte di una soluzione transitoria.</p><p class=\"Standard_d\">\u00c8 stato approvato anche un contributo per le centrali di cogenerazione (che sviluppano elettricit\u00e0 e calore assieme) poich\u00e9 anche questi impianti possono contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento, soprattutto in inverno. Tuttavia, le centrali nucleari non beneficeranno di questo contributo se saranno ammodernate, come proposto dall'UDC.</p><p class=\"Standard_d\">Inoltre, per l'elettricit\u00e0 immessa in rete \u00e8 previsto il pagamento di un premio di mercato fluttuante. Queste misure promozionali saranno finanziate dal sovrapprezzo di rete. Saranno quindi a carico di tutti i consumatori di energia elettrica. La sinistra ha cercato, invano, di aumentare il sovrapprezzo di 0,5 ct/kWh per finanziare il risanamento ecologico delle centrali elettriche.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.09.2022</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Rinnovabili da potenziare per approvvigionamento sicuro</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Dopo due giorni di intensi dibattiti, il Consiglio degli Stati ha concluso ed approvato (43 voti e una astensione) oggi la Legge federale sull'approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Il corposo dossier va al Nazionale.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Nonostante le diverse posizioni emerse durante i dibattiti su alcuni aspetti centrali del progetto, il plenum \u00e8 stato unanime nella volont\u00e0 di potenziare la produzione di corrente \"verde\" per ridurre la dipendenza dall'estero, specie in inverno, e rispettare gli obiettivi climatici. La guerra in Ucraina ha poi reso impellente rendersi il pi\u00f9 possibile indipendenti dalle fonti fossili, e no, importate.</p><p class=\"Standard_d\">Nonostante il desiderio condiviso di migliorare l'approvvigionamento di energia, il plenum non ha voluto allentare le norme ambientali, subordinandole alla necessit\u00e0 di costruire nuovi impianti. Rimangono insomma in vigore le norme ambientali per la costruzione, l'ampliamento e il rinnovo degli impianti di produzione di energia rinnovabile. I deflussi minimi previsti dalla legge continuano ad essere applicati al rinnovo della concessione in base al diritto vigente.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Edifici</p><p class=\"Standard_d\">Per quanto attiene alla giornata odierna, in merito agli edifici i Cantoni non dovranno attuare alcuna nuova misura. I provvedimenti riguardanti il miglioramento dell'efficienza energetica, come il rinnovo obbligatorio dei sistemi di riscaldamento ad elettricit\u00e0 o l'installazione di controlli intelligenti del riscaldamento, sono state respinti.</p><p class=\"Standard_d\">Circa gli immobili dell'amministrazione federale, in futuro dovranno essere installati sui tetti, o sulla facciate, impianti fotovoltaici. Ci\u00f2 varr\u00e0 anche per le aziende associate alla Confederazione. Spetter\u00e0 al Consiglio federale regolare le eccezioni. In linea di principio, la Confederazione e i Cantoni dovranno fungere da modello circa l'efficienza energetica.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Mercato</p><p class=\"Standard_d\">Altro aspetto controverso riguarda il mercato. Come gi\u00e0 raccomandato dalla commissione preparatoria, il plenum si \u00e8 espresso contro la completa apertura del mercato dell'energia elettrica proposto dal governo. Attualmente, solo i consumatori finali con acquisti superiori a 100 megawattora l'anno hanno accesso al mercato libero.</p><p class=\"Standard_d\">Anche nel settore della misurazione, la Commissione propone di rinunciare alla liberalizzazione. I gestori della rete di distribuzione dovrebbero continuare ad avere il monopolio in questo settore.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Riserve energetica</p><p class=\"Standard_d\">Allo scopo di proteggersi da situazioni straordinarie, come quella che stiamo vivendo con il conflitto in Ucraina, ogni anno dovr\u00e0 venir istituita una riserva energetica mediante una gara d'appalto.</p><p class=\"Standard_d\">A tale scopo sono gi\u00e0 state adottate misure urgenti per tentare di superare questo inverno indenni o quanto meno senza eccessive ambasce. Ora, nella legge sull'approvvigionamento elettrico \u00e8 stata iscritta la pertinente base legale.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">15 progetti</p><p class=\"Standard_d\">Allo scopo di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento in inverno \u00e8 necessario, secondo gli Stati, realizzare entro il 2040 un'espansione delle centrali per l'ottenimento di energia verde per almeno 6 terawattora. Di questi, almeno due terawattora dovranno essere disponibili in modo affidabile.</p><p class=\"Standard_d\">Il quadro giuridico esistente viene sostanzialmente mantenuto. Per l'attuazione di 15 progetti idroelettrici gi\u00e0 definiti da una tavola rotonda, l'interesse nazionale nella realizzazione di questi impianti avr\u00e0 in linea di principio la precedenza. Il Parlamento potr\u00e0 prevedere ulteriori privilegi per altri progetti energetici, in particolare per gli impianti solari alpini, in una data successiva.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Obiettivi di produzione</p><p class=\"Standard_d\">Il plenum ha fissato i nuovi valori riguardanti la produzione di corrente da energie rinnovabili. In futuro, la produzione annuale di elettricit\u00e0 da fonti pulite (esclusa l'energia idroelettrica) dovrebbe quindi raggiungere i 35'000 GWh nel 2035 e almeno 45'000 GWh nel 2050, invece di 17'000 GWh e 39'000 GWh come previsto nel progetto governativo.</p><p class=\"Standard_d\">Circa l'energia idroelettrica, il plenum vuole raggiungere una produzione annuale di almeno 37'900 GWh (al posto di 37'400 GWh rispetto al progetto dell'esecutivo) entro il 2035 e di almeno 39'200 GWh (al posto di 38'600 GWh) entro il 2050. Oltre a ci\u00f2 l'importazione netta di elettricit\u00e0 nel semestre invernale (dal primo di ottobre al 31 marzo) non potr\u00e0 superare il valore indicativo di 5 TWh (mille miliardi di wattora).</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Biotopi e interesse nazionale</p><p class=\"Standard_d\">In caso contrario, allo scopo di aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, il plenum ha stabilito che l'interesse nazionale nella costruzione di impianti di energia rinnovabile abbia la precedenza su altri interessi nazionali.</p><p class=\"Standard_d\">Il presupposto \u00e8 che gli impianti siano in gran parte neutrali dal punto di vista climatico, abbiano un alto livello di disponibilit\u00e0 e contribuiscano in modo significativo alla produzione di energia elettrica durante il semestre invernale. La Confederazione dovrebbe sostenere tali progetti. In questo caso, la protezione dei biotopi non sarebbe assoluta.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Consumi individuali</p><p class=\"Standard_d\">I \"senatori\" hanno anche ritoccato verso l'alto gli obiettivi di riduzione dei consumi individuali di energia. Il consumo medio annuo pro capite di energia dovr\u00e0 ridursi, rispetto al 2000, del 43% entro il 2035 e del 53% entro il 2050. Il consumo medio annuo pro capite di elettricit\u00e0 \u00e8 ridotto, rispetto al 2000, del 13% entro il 2035 e del 5% entro il 2050.</p><p class=\"Standard_d\">Stando alla normativa in vigore, per il consumo medio annuo pro capite di energia \u00e8 perseguita, rispetto al livello del 2000, una riduzione pari al 16% entro il 2020 e al 43% entro il 2035. Per il consumo medio annuo pro capite di elettricit\u00e0 \u00e8 perseguita, rispetto al livello del 2000, una riduzione pari al 3% entro il 2020 e al 13% entro il 2035.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Sostegno finanziario</p><p class=\"Standard_d\">Allontanandosi dal disegno del Consiglio federale, i \"senatori\" hanno poi deciso di diversificare i meccanismi di sostegno finanziario. Hanno approvato i contributi agli investimenti per gli impianti idroelettrici, eolici, fotovoltaici, di biogas e geotermici, adottati nell'ottobre 2021 come parte di una soluzione transitoria.</p><p class=\"Standard_d\">\u00c8 stato approvato anche un contributo per le centrali di cogenerazione (che sviluppano elettricit\u00e0 e calore assieme) poich\u00e9 anche questi impianti possono contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento, soprattutto in inverno. Tuttavia, le centrali nucleari non beneficeranno di questo contributo se saranno ammodernate, come proposto dall'UDC.</p><p class=\"Standard_d\">Inoltre, per l'elettricit\u00e0 immessa in rete \u00e8 previsto il pagamento di un premio di mercato fluttuante. Queste misure promozionali saranno finanziate dal sovrapprezzo di rete (2,3 cts. per KW, come oggi). Saranno quindi a carico di tutti i consumatori di energia elettrica.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 13.03.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>S\u00ec a potenziamento energie rinnovabili, ma preservare biotopi</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Il Consiglio nazionale ha iniziato oggi ad affrontare la Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, volta a potenziare la produzione di corrente \"verde\" per ridurre la dipendenza dall'estero, specie in inverno, e rispettare gli obiettivi climatici. La volont\u00e0 del plenum \u00e8 di ampliare rapidamente tali fonti, tuttavia non a discapito della preservazione dei biotopi. Il dibattito riprender\u00e0 domani mattina.</strong></p><p class=\"Standard_d\">I deputati non hanno voluto rinunciare alla protezione assoluta dei biotopi di importanza nazionale e delle riserve per uccelli acquatici e migratori. Concretamente, non saranno ammessi nuovi impianti per l'impiego delle energie rinnovabili su queste aree. Eccezioni sono rappresentate dalle zone golenali del tipo margine proglaciale e dalle pianure alluvionali alpine. Lo scorso settembre, quando si era occupato del voluminoso dossier, il Consiglio degli Stati aveva invece aperto uno spiraglio, ammorbidendo tale divieto totale.</p><p class=\"Standard_d\">Gli impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici di grandi dimensioni, cos\u00ec come le centrali di pompaggio, riconosciuti di interesse nazionale saranno comunque pi\u00f9 facili da costruire. Avranno parzialmente la precedenza sulla protezione della natura. Nel caso in cui gli obiettivi non fossero raggiungibili, anche strutture pi\u00f9 piccole potrebbero ricevere tale menzione e godere di privilegi.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Controversia su deflussi residuali</p><p class=\"Standard_d\">Durante le discussioni odierne, a tenere banco \u00e8 stata anche la questione dei deflussi residuali, ovvero la quantit\u00e0 minima di acqua che deve rimanere nei fiumi. Gli Stati avevano scelto di mantenere le disposizioni attuali, ma il Nazionale ha appoggiato al fotofinish (95 voti a 94 e un astenuto) una minoranza borghese, che propone una loro sospensione fino al 31 dicembre 2035 in caso di approvazione di concessioni per centrali idroelettriche e di ampliamento o rinnovo delle stesse. \"Altrimenti sarebbe pura utopia raggiungere gli obiettivi energetici\", ha motivato Nicolo Paganini (Centro/SG).</p><p class=\"Standard_d\">Questo voto \u00e8 stato etichettato da sinistra ed ecologisti come il superamento di una linea rossa. Nadine Masshardt (PS/BE) lo ha definito un \"attacco inutile alla protezione delle acque e alla biodiversit\u00e0\", mentre per Christophe Clivaz (Verdi/VS) tale decisione \u00e8 \"inaccettabile\" e rischia di portare a un referendum degli ambientalisti, potenzialmente in grado di far deragliare l'intero progetto.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Obiettivi pi\u00f9 ambiziosi</p><p class=\"Standard_d\">I deputati si sono invece tacitamente allineati ai \"senatori\" riguardo agli obiettivi per la produzione annuale di elettricit\u00e0 da fonti pulite (esclusa l'energia idroelettrica), che dovrebbe quindi raggiungere i 35'000 gigawattora (GWh) nel 2035 e i 45'000 GWh nel 2050. Nel suo progetto originale, il Consiglio federale aveva fissato valori meno ambiziosi (17'000 GWh e 39'000 GWh).</p><p class=\"Standard_d\">Anche circa l'idroelettrico, il plenum ha avvallato quanto votato dagli Stati. Si punta dunque a una produzione annuale netta di 37'900 GWh (al posto dei 37'400 GWh stabiliti dal governo) entro il 2035 e di 39'200 GWh (al posto di 38'600 GWh) per il 2050. UDC e Centro avrebbero voluto alzare ulteriormente l'asticella, ma hanno fallito.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">R\u00f6sti contro la \"sua\" minoranza</p><p class=\"Standard_d\">Oltre a ci\u00f2, i consiglieri nazionali hanno deciso che l'importazione netta di elettricit\u00e0 nel semestre invernale - che va dal 1\u00b0 di ottobre al 31 marzo - non potr\u00e0 superare il 20% del consumo finale medio sull'arco di tre anni. L'altro ramo del Parlamento, invece di una quota, aveva suggerito di fissare un valore indicativo assoluto da non oltrepassare (5 terawattora, ossia 5000 gigawattora).</p><p class=\"Standard_d\">Trattando questo punto il consigliere federale Albert R\u00f6sti, presente in aula, \u00e8 stato protagonista di un siparietto. Il ministro bernese, non senza un filo d'imbarazzo, ha dovuto infatti esprimersi contro una minoranza che porta il suo nome (retaggio di quando era al Nazionale) e che voleva seguire la proposta degli Stati.</p><p class=\"Standard_d\">La Camera del popolo si \u00e8 allineata sia al governo sia ai \"senatori\" sugli obiettivi di riduzione dei consumi individuali. Quello medio annuo pro capite di energia dovr\u00e0 scendere, rispetto al 2000, del 43% entro il 2035 e del 53% entro il 2050, mentre quello di elettricit\u00e0 del 13% e del 5%.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Entrata in materia non combattuta</p><p class=\"Standard_d\">Prima della discussione di dettaglio, il progetto non ha riscontrato opposizioni in fase di entrata in materia. Nonostante le posizioni diverse fra gli schieramenti, il plenum concorda infatti che sia necessario agire sul tema.</p><p class=\"Standard_d\">\"Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di tergiversare\", ha detto Jacques Bourgeois (PLR/FR), chiedendo per\u00f2 \"soluzioni pragmatiche\". \"Raccomandiamo l'entrata in materia, ma il progetto avr\u00e0 successo solo con delle modifiche\", ha dichiarato dal canto suo Christian Imark (UDC/SO), alludendo per esempio alla volont\u00e0 del suo partito di abolire il divieto assoluto per la costruzione di centrali atomiche.</p><p class=\"Standard_d\">La sinistra si muove invece fra la necessita di potenziare le fonti rinnovabili e quella di tutelartutelare l'nte. \"Non bisogna mietere vittime a livello di natura\", ha confermnte. \"Non bisogna mietere vittime a livello di natura\", ha confermato Bastien Girod (Verdi/ZH). \"Dobbiamo liberarci dalla dipendenza delle energie fossili e per farlo \u00e8 opportuno puntare sullo sviluppo delle infrastrutture non solo nelle zone di campagna e montagna, ma anche in quelle popolate\", gli ha dato man forte Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR).</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.03.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Pannelli solari, no a obbligo per edifici esistenti</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>L'offensiva solare va estesa, ma non deve riguardare gli edifici gi\u00e0 esistenti. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale, proseguendo l'esame della Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Il dibattito, iniziato ieri, continuer\u00e0 domani.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Vista la mole mastodontica del dossier, il calendario prevede infatti che le discussioni siano spalmate su tre giorni. L'atto mantello, gi\u00e0 approvato dal Consiglio degli Stati lo scorso settembre, riunisce le revisioni di varie leggi. Punta a garantire la fornitura di elettricit\u00e0 a lungo termine, evitando penurie e conseguenti blackout tramite il potenziamento della produzione di corrente \"verde\", cos\u00ec da ridurre la dipendenza dall'estero, specie in inverno.</p><p class=\"Standard_d\">Dopo le prime decisioni cadute ieri, che hanno riguardato ad esempio la tutela assoluta di biotopi e riserve di uccelli, la sospensione delle disposizioni attuali sui deflussi residuali minimi e gli obiettivi futuri per la produzione di elettricit\u00e0 da fonti pulite, in mattinata il plenum ha affrontato il capitolo edifici.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Costruzioni nuove e rinnovamenti</p><p class=\"Standard_d\">Riguardo all'applicazione di pannelli solari sugli immobili, la Camera del popolo ha scelto una via di mezzo, proposta da Jacqueline de Quattro (PLR/VD). Questi dovranno essere installati sulle costruzioni nuove e in caso di rinnovamenti importanti. La commissione preparatoria avrebbe voluto estendere l'imposizione anche agli edifici gi\u00e0 esistenti con una superficie superiore a 300 metri quadrati (fatto eccetto per quelli abitativi), ma \u00e8 stata sconfitta per 159 a 32.</p><p class=\"Standard_d\">La destra - come governo e Stati - puntava invece a confermare il diritto vigente, che prevede impianti solari unicamente per gli stabili nuovi con una superficie determinante di oltre 300 metri quadrati. \"Economia e proprietari non vogliono troppi obblighi, sarebbe controproducente e costoso\", ha avvertito Christian Imark (UDC/SO), mentre il consigliere federale Albert R\u00f6sti, presente in aula, si \u00e8 detto preoccupato del giudizio popolare su questo punto in un eventuale scrutinio federale. Al voto la soluzione de Quattro si \u00e8 per\u00f2 imposta ancora (103 a 87).</p><p class=\"Standard_d\">Un'altra minoranza, di stampo ecologista, avrebbe al contrario preferito spingersi pi\u00f9 in l\u00e0 e veder sorgere i pannelli sui tetti o le facciate di tutti gli edifici, sia nuovi sia esistenti, ma a sua volta non ha avuto chance in fase di votazione. \"C'\u00e8 molto potenziale in questo ambito\", ha cercato di convincere i colleghi Kurt Egger (Verdi/TG).</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Confederazione e Cantoni da esempio</p><p class=\"Standard_d\">Inoltre, visto che Confederazione e Cantoni dovranno assumere un ruolo esemplare in materia di efficacia energetica, saranno dotati di pannelli gli spazi che vi si prestano delle infrastrutture dell'Amministrazione federale e delle imprese parastatali. L'esecutivo discipliner\u00e0 le eccezioni.</p><p class=\"Standard_d\">Il Nazionale intende poi coprire entro il 2030 con tetti dotati di impianti in grado di sfruttare l'energia del Sole i nuovi parcheggi all'aperto permanenti di grandi dimensioni (pi\u00f9 di 250 metri quadrati). Ha sostenuto cos\u00ec una proposta di Lorenz Hess (Centro/BE).</p><p class=\"Standard_d\">Ulteriori provvedimenti riguardanti il miglioramento dell'efficienza sono invece stati respinti, come gi\u00e0 successo durante il passaggio del dossier agli Stati. Niente da fare dunque per l'obbligo di sostituire i riscaldamenti e i boiler elettrici che la sinistra voleva inserire nella legge, cos\u00ec come per quello di installare sistemi intelligenti di controllo del riscaldamento nelle residenze di vacanza, perorato dalla maggioranza della commissione ma murato (per 102 a 90) dal campo borghese.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Progetti prioritari</p><p class=\"Standard_d\">Tra le decisioni successive, il plenum, come gli Stati, ha dato la priorit\u00e0 a 15 progetti di centrali idroelettriche gi\u00e0 definiti nel quadro dell'espansione delle fonti energetiche indigene. Fra questi figura l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia, sul territorio del comune di Lavizzara.</p><p class=\"Standard_d\">Per assicurare che vengano portati a termine il pi\u00f9 rapidamente possibile, le procedure saranno accelerate. L'interesse alla realizzazione avr\u00e0 fondamentalmente la precedenza su altri di importanza nazionale. L'obiettivo di tutto ci\u00f2 \u00e8 rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale: entro il 2040 bisogner\u00e0 aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 terawattora.</p><p class=\"Standard_d\">Sar\u00e0 inoltre creata una base legale per una riserva di energia. I gestori di centrali idroelettriche ad accumulazione di grandi dimensioni saranno obbligati a partecipare alla sua costituzione.</p><p class=\"Standard_d\">Altro tema abbordato \u00e8 stato quello del mercato dell'elettricit\u00e0: sul tavolo c'era una proposta di apertura completa, che per\u00f2, imitando quanto gi\u00e0 fatto dai \"senatori\", i deputati hanno scartato. Solo i consumatori finali con un consumo annuo superiore a 100 megawattora continueranno quindi ad aver accesso al libero mercato. Un'estensione di tale diritto a tutti, che compariva nel disegno originale del Consiglio federale, \u00e8 stata sostenuta unicamente dal PLR.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.03.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Ok legge energie rinnovabili, nessuno spiraglio per nucleare</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>La costruzione di nuove centrali nucleari in Svizzera rimarr\u00e0 vietata. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale durante l'ultimo giorno di dibattiti riguardanti la Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Nella votazione d'insieme, l'oggetto \u00e8 stato accettato per 104 voti a 54 (33 astenuti). Il dossier torna al Consiglio degli Stati per l'esame delle numerose divergenze.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Iniziata luned\u00ec, la discussione sul mastodontico dossier - volto a potenziare la produzione di corrente \"verde\" per ridurre la dipendenza dall'estero, specie in inverno - \u00e8 stata spalmata su tre giorni. Il progetto punta a garantire la fornitura di elettricit\u00e0 a lungo termine, evitando penurie e conseguenti blackout. Al voto finale, l'UDC si \u00e8 espressa contro, mentre i Verdi hanno scelto la strada dell'astensione.</p><p class=\"Standard_d\">L'atto mantello, gi\u00e0 approvato dagli Stati lo scorso settembre, riunisce le revisioni di varie leggi. In mattinata, in aula si \u00e8 parlato in particolare di nucleare. Secondo il diritto attuale, che sia il governo sia i \"senatori\" non volevano ritoccare, \u00e8 vietato rilasciare autorizzazioni di massima per nuovi impianti.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">UDC isolata su atomo</p><p class=\"Standard_d\">Rispolverando un suo vecchio cavallo di battaglia, l'UDC ha tentato di intaccare questo divieto assoluto, ma si \u00e8 trovata senza sorprese isolata e in inferiorit\u00e0 numerica. Le proposte di minoranza presentate dal partito sono tutte state rispedite chiaramente al mittente.</p><p class=\"Standard_d\">I democentristi hanno provato invano a fare breccia con diverse formulazioni. Una prima minoranza puntava a un'autorizzazione con procedura semplificata per nuovi impianti su siti esistenti, un'altra a inserire nella legge la possibilit\u00e0 di permettere la realizzazione di centrali a partire dalla terza generazione, un'altra ancora a escludere dall'interdizione quelle intrinsecamente sicure e una quarta a escludere quelle la cui frequenza di danneggiamento del nocciolo rispetta il valore limite di 1 ogni 100'000 anni di esercizio.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Pareri agli antipodi</p><p class=\"Standard_d\">\"Il nucleare non \u00e8 un capriccio o una moda, \u00e8 un bisogno impellente che non deve spaventare\", ha detto Pierre-Andr\u00e9 Page (UDC/FR). \"Mettete da parte le ideologie, non perdete questa occasione di porre fine alla crisi energetica\", ha aggiunto rivolto ai colleghi Michael Graber (UDC/VS).</p><p class=\"Standard_d\">\"Questa fonte non \u00e8 la soluzione, bens\u00ec il problema\", ha replicato Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE), citando \"gli incidenti che si verificano mensilmente\" negli impianti elvetici. \"Si tratta di un cattivo investimento\", ha tagliato corto la consigliera nazionale ecologista. \"Non \u00e8 vero che permetterebbe di essere indipendenti, non ci sono miniere di uranio nel nostro Paese\", ha rincarato la dose Baptiste Hurni (PS/NE). \"Nella legge si parla di promozione delle rinnovabili, cosa c'entra con questo il nucleare?\", si \u00e8 dal canto suo chiesto Stefan M\u00fcller-Altermatt (Centro/SO).</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Magari in futuro</p><p class=\"Standard_d\">Stando a Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG), ora non \u00e8 il momento giusto di rilanciare il dibattito sul tema. Il discorso potrebbe eventualmente essere diverso in futuro, con l'avvento di tecnologie di quarta generazione, ha precisato la sangallese. Proprio pensando ai progressi della tecnica in un domani, Christian Wasserfallen (PLR/BE) ha depositato una proposta con l'intento di non chiudere del tutto la porta a nuove centrali. Nemmeno tale rivendicazione ha per\u00f2 fatto abbastanza proseliti.</p><p class=\"Standard_d\">Malgrado in passato, prima di entrare nell'esecutivo, non abbia certo fatto mistero di essere un sostenitore dell'atomo, dovendo indossare le vesti di rappresentante del governo in aula il consigliere federale Albert R\u00f6sti ha raccomandato di respingere tutte le minoranze pro nucleare. \"In questa circostanza bisogna concentrarsi sull'ampliamento delle rinnovabili\", ha rapidamente liquidato la questione il ministro.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Disattivazione</p><p class=\"Standard_d\">Per quanto riguarda la disattivazione delle centrali, la Camera del popolo ha bocciato anche altre due minoranze. Una, ancora proveniente dall'UDC, voleva che gli impianti esistenti potessero essere messi fuori esercizio solo in caso di produzione di elettricit\u00e0 sostitutiva garantita in ogni stagione e in ogni fascia mediante corrente prodotta in Svizzera.</p><p class=\"Standard_d\">Una seconda, patrocinata questa volta dal campo rosso-verde, mirava a fissare un calendario per lo spegnimento delle strutture al momento attive nella Confederazione: al pi\u00f9 tardi nel 2027 per Beznau I e II, nel 2032 per G\u00f6sgen e nel 2037 per Leibstadt.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Solare ed eolico</p><p class=\"Standard_d\">Per quel che concerne sempre l'ultimo \"blocco\" del dibattito, il Nazionale ha inoltre deciso di disciplinare le condizioni per la costruzione di impianti solari al di fuori delle zone edificabili. Ad esempio, all'interno di aree agricole essi non potranno pregiudicare gli interessi dei contadini, a meno di non essere utili alla sperimentazione o alla ricerca agricole.</p><p class=\"Standard_d\">Dal canto loro, i parchi eolici saranno da considerarsi vincolati all'ubicazione se provvisti almeno di vie di collegamento stradale rudimentali.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.06.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Energie rinnovabili, prime decisioni</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Limitazione dei deflussi minimi e obbligo di installazione di pannelli solari solo sui nuovi edifici pi\u00f9 grandi. Sono le prime decisioni prese oggi dal Consiglio degli Stati in merito alla nuova Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Lo scopo \u00e8 aumentare la produzione di elettricit\u00e0 da fonti pulite.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Soprattutto in inverno, l'elettricit\u00e0 in Svizzera scarseggia. Da qui la decisione di elaborare un pacchetto legislativo allo scopo di scongiurare al pi\u00f9 presto il pericolo di carenza di energia, ha spiegato il consigliere federale Albert R\u00f6sti.</p><p class=\"Standard_d\">Gi\u00e0 lo scorso settembre, il governo aveva abbassato per sette mesi i deflussi residuali - ovvero la quantit\u00e0 minima di acqua che deve rimanere nei fiumi - per permettere a talune centrali idroelettriche di disporre di una maggiore quantit\u00e0 d'acqua per la produzione di corrente, ha ricordato il ministro dell'energia.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Deflussi minimi</p><p class=\"Standard_d\">Oggi, durante le discussioni agli Stati, a tenere banco \u00e8 stata proprio la questione dei deflussi minimi. Il Nazionale aveva deciso una loro sospensione fino al 31 dicembre 2035 in caso di approvazione di concessioni per centrali idroelettriche e di ampliamento o rinnovo delle stesse.</p><p class=\"Standard_d\">Gli Stati, che in prima lettura volevano mantenere le disposizioni attuali, hanno oggi approvato con un sol voto di scarto (quello decisivo della presidente della Camera) una proposta di compromesso di Stefan Engler (Centro/GR), che lascia un certo margine di manovra al Consiglio federale. Sarebbe cos\u00ec possibile, in taluni casi, continuare ad applicare le disposizioni sui deflussi residuali previsti dalla vecchia legge.</p><p class=\"Standard_d\">Nei prossimi 15-20 anni dovranno essere rinnovate le concessioni delle grandi centrali idroelettriche. Se si applicheranno le nuove disposizioni sui deflussi minimi si avr\u00e0 un calo della produzione di elettricit\u00e0 di 1,9 fino a 4 Terawattora all'anno, \u00e8 stato sottolineato in aula. \"Se confermiamo la nostra decisione precedente, non sar\u00e0 possibile raggiungere l'auspicato potenziamento delle energie rinnovabili\", ha affermato Engler.</p><p class=\"Standard_d\">La sinistra si \u00e8 mostrata scettica sulla proposta del grigionese. \"Prima di votarla si sarebbe dovuto farla esaminare dalla commissione\", ha sostenuto Roberto Zanetti (PS/SO). Per Lisa Mazzone (Verdi/GE), con l'emendamento i problemi all'agricoltura e all'approvvigionamento di acqua potabile causati dalla diminuzione del deflussi residuali non saranno risolti.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Nuovi impianti</p><p class=\"Standard_d\">Gli Stati si sono poi espressi sulle condizioni quadro relative ai nuovi impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici. I \"senatori\" hanno seguito il Nazionale decidendo che queste installazioni non potranno, come finora, essere realizzate nei biotopi d'importanza nazionale e nelle riserve per uccelli acquatici e di passo.</p><p class=\"Standard_d\">A questa regola le due Camere hanno introdotto una eccezione: tali impianti potranno essere realizzati in talune zone golenali proglaciali e pianure alluvionali alpine. I \"senatori\", con 25 voti a 17, hanno poi aggiunto un'ulteriore eccezione: nuovi impianti idroelettrici potranno essere costruiti anche quando il corso d'acqua situato a valle attraversa aree protette, se il torrente sottost\u00e0 al regime del deflusso minimo.</p><p class=\"Standard_d\">Inutile l'opposizione della sinistra: Lisa Mazzone ha sostenuto come questa misura sottrarr\u00e0 acqua ai biotopi che, sebbene rappresentino solo il 2,17% della superficie della nazionale, sono il \"cuore della biodiversit\u00e0\". La ginevrina ha poi sottolineato che la Svizzera ha gi\u00e0 perso il 90% di queste zone alluvionali.</p><p class=\"Standard_d\">Per il consigliere federale Albert R\u00f6sti questo pericolo non esiste: gli eventuali progetti dovranno infatti in ogni caso essere conformi alla Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio. L'emendamento proposto permetter\u00e0 invece una chiarificazione del diritto ed eviter\u00e0 ritardi nelle procedure d'approvazione, ha aggiunto.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Obblighi solari</p><p class=\"Standard_d\">Fra le altre decisioni prese finora, spicca la bocciatura dell'obbligo, deciso dal Nazionale, di installare pannelli solari per tutte le nuove costruzioni e i grandi progetti di ristrutturazione e di rinnovamento. Si tratta, secondo il relatore commissionale Beat Rieder (Centro/VS), di un'ingerenza eccessiva nella propriet\u00e0 privata e nella sovranit\u00e0 dei Cantoni.</p><p class=\"Standard_d\">Per gli Stati l'obbligo deve valere solo per i grandi nuovi immobili, ossia quelli che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati, cos\u00ec come prevedono le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno. I Cantoni potranno per\u00f2 estendere tale obbligo agli edifici pi\u00f9 piccoli.</p><p class=\"Standard_d\">Con 23 voti a 19, gli Stati hanno invece respinto l'obbligo proposto dal Nazionale di coprire con pannelli solari le superfici di parcheggio di veicoli a partire da una determinata dimensione. Per Albert R\u00f6sti, il fabbisogno immediato di impianti solari potr\u00e0 essere soddisfatto anche senza queste esigenze, che oltretutto collidono con le competenze dei singoli Cantoni. Il ministro dell'energia si \u00e8 anche chiesto se c'\u00e8 abbastanza personale qualificato per realizzare quanto chiesto.</p><p class=\"Standard_d\">Nell'ambito della promozione delle energie rinnovabili, la Camera dei cantoni ha in seguito deciso di conferire al Consiglio federale la competenza di fissare, per gli impianti fino a 150 kW, retribuzioni minime per la restituzione al gestore della rete, in modo da creare sicurezza per gli investimenti anche negli impianti pi\u00f9 piccoli e dunque pi\u00f9 costosi. In compenso ha soppresso le disposizioni transitorie con retribuzioni fisse decise dal Nazionale, poich\u00e9 gravano eccessivamente sui gestori di rete e sui consumatori di energia elettrica vincolati.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">15+1 progetti prioritari</p><p class=\"Standard_d\">Uno degli obiettivi del pacchetto di misure in discussione \u00e8 rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale: entro il 2040 bisogner\u00e0 aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 Terawattora. Di questi, almeno due Terawattora dovranno essere disponibili in modo affidabile (leggi: idroelettrico).</p><p class=\"Standard_d\">Come noto, per riuscirci il Parlamento punta su quindici progetti di centrali idroelettriche gi\u00e0 definiti da una tavola rotonda. Fra di loro figura l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco in Valmaggia con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia. Gli Stati hanno per\u00f2 aggiunto (con 20 contro 8 e 5 astenuti) anche l'impianto Chlus, in Prettigovia (GR).</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Approvvigionamento rinnovabili, ancora tante divergenze</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Rimangono divergenze importanti in merito alla nuova Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili - il cui scopo \u00e8 aumentare la produzione di elettricit\u00e0 da fonti pulite, specie in inverno - dopo secondo il passaggio Consiglio degli Stati. Il dossier torna quindi al Nazionale.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Oggi, la Camera dei cantoni era chiamata a discutere di divergenze su aspetti pi\u00f9 tecnici della legge. I \"senatori\" hanno ad esempio deciso che le questioni legate alla misurazione debbano rimanere nell'area di monopolio degli operatori di rete, in quanto strettamente legate al funzionamento della rete e sono decisive per la sicurezza e la stabilit\u00e0 della stessa.</p><p class=\"Standard_d\">Le principali decisioni in merito a questo disegno di legge erano per\u00f2 gi\u00e0 state prese la settimana scorsa, quando i \"senatori\" hanno deciso un allentamento delle disposizioni sui deflussi minimi, ma pi\u00f9 restrittive di quelle approvate in precedenza dal Nazionale. Il Consiglio federale dovrebbe cos\u00ec disporre di un certo margine di manovra.</p><p class=\"Standard_d\">Gli Stati si erano anche espressi sulle condizioni quadro relative ai nuovi impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici, che non potranno, come finora, essere realizzate nei biotopi d'importanza nazionale e nelle riserve per uccelli acquatici e di passo.</p><p class=\"Standard_d\">A questa regola sono per\u00f2 state introdotte delle eccezioni: tali impianti potranno essere realizzati in talune zone golenali proglaciali e pianure alluvionali alpine, nonch\u00e9, per i progetti idroelettrici, quando il corso d'acqua situato a valle attraversa aree protette, se il torrente sottost\u00e0 al regime del deflusso minimo.</p><p class=\"Standard_d\">Fra le altre decisioni prese, spicca la bocciatura dell'obbligo, deciso dal Nazionale, di installare pannelli solari per tutte le nuove costruzioni e i grandi progetti di ristrutturazione e di rinnovamento. Per gli Stati l'obbligo deve valere solo per i grandi nuovi immobili, ossia quelli che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati, cos\u00ec come prevedono le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno. I Cantoni potranno per\u00f2 estendere tale obbligo agli edifici pi\u00f9 piccoli.</p><p class=\"Standard_d\">Uno degli obiettivi del pacchetto di misure \u00e8 rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale: entro il 2040 bisogner\u00e0 aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 Terawattora. Di questi, almeno due Terawattora dovranno essere disponibili in modo affidabile (leggi: idroelettrico).</p><p class=\"Standard_d\">Come noto, per riuscirci il Parlamento punta su quindici progetti di centrali idroelettriche gi\u00e0 definiti da una tavola rotonda. Fra di loro figura l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco in Vallemaggia con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia. Gli Stati hanno per\u00f2 aggiunto anche l'impianto Chlus, in Prettigovia (GR).</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><span style=\"color:black;\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale,&nbsp;</strong></span><strong>11.09.2023</strong></h3><p><strong>Rinnovabili, obbligo solare solo su edifici grandi</strong></p><p><strong>L'obbligo di installare pannelli solari sui tetti o le facciate varr\u00e0 solo per i nuovi grandi edifici. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale allineandosi su questo punto agli Stati nel discutere la nuova Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Il suo scopo \u00e8 aumentare la produzione di elettricit\u00e0 da fonti pulite.</strong></p><p>Oggi il Consiglio nazionale era chiamato a decidere se confermare - come chiedeva la sua commissione preparatoria - o meno la decisione presa in prima lettura secondo la quale i tutti nuovi edifici e quelli che subiscono ristrutturazioni importanti devono esser obbligati ad istallare impianti per la produzione di energia solare.</p><p>Durante i dibattiti alcuni parlamentari, sostenuti anche dal consigliere federale Albert R\u00f6sti, hanno chiesto di non sovraccaricare troppo il progetto. La proposta in discussione, se approvata, aumenterebbe la resistenza della popolazione in caso di referendum, ha sottolineato il ministro dell'energia.</p><p>Per Christian Imark (UDC/SO) tale articolo non \u00e8 necessario: gi\u00e0 oggi molti proprietari vogliono montare pannelli fotovoltaici, tanto che non c'\u00e8 la manodopera necessaria per farlo. L'obbligo coster\u00e0 inoltre caro ai cittadini, poich\u00e9 bisogner\u00e0 rafforzare la rete elettrica, ha aggiunto.</p><p>Durante le discussioni alcuni deputati borghesi hanno chiesto ai Verdi se sono davvero a favore del fotovoltaico, alla luce della votazione di ieri in Vallese (dove la maggioranza della popolazione, con il sostegno degli ecologisti, ha rifiutato il decreto che avrebbe permesso di accelerare le procedure di autorizzazione dei grandi progetti solari alpini).</p><p>Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE) ha replicato sostenendo che l'energia va prodotta laddove viene consumata, ovvero sui tetti delle case. La ginevrina ha invitato il plenum a non gettare alle ortiche il compromesso trovato in commissione, che prevede l'obbligo di installare pannelli solari per tutte le nuove costruzioni e i grandi progetti di ristrutturazione e di rinnovamento.</p><p>Al voto, come detto, il plenum ha cambiato idea e si \u00e8 allineato alla soluzione degli Stati. L'obbligo sar\u00e0 quindi valevole solo per i grandi nuovi immobili, ossia quelli che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati, cos\u00ec come prevedono del resto le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno.</p><p>Posteggi</p><p>Per quel che concerne l'installazione di pannelli solari sopra i posteggi, vista l'opposizione degli Stati, il Nazionale ha elaborato una soluzione di compromesso. Un passo ben accolto da R\u00f6sti.</p><p>Concretamente, l'emendamento prevede l'obbligo, a partire dal 2030, di coprire con tetti dotati di impianti solari i nuovi parcheggi all'aperto permanenti con una superficie superiore a 500 m2 e quelli gi\u00e0 esistenti di almeno 1000 m2. La camera in prima lettura aveva proposto rispettivamente 250 e 500 m2, una decisione come detto respinta dalla Camera dei cantoni.</p><p>Contrario l'UDC Michael Graber (VS), che ha spiegato come i parcheggi possono anche essere utilizzati per altri scopi, incompatibili con la presenza di pannelli solari. Il vallesano invano ha fatto l'esempio del suo comune, dove un grande parcheggio viene utilizzato anche da un circo per montare il tendone.</p><p>&nbsp;</p><p>Deflussi minimi</p><p>Per quanto riguarda i deflussi minimi, altro argomento spinoso del dossier, il Nazionale ha proposto di rendere possibile un allentamento delle prescrizioni in materia di deflusso residuale per le centrali idroelettriche solo in caso di penuria. La decisione \u00e8 stata presa con 122 voti contro 67.</p><p>Nicol\u00f2 Paganini (Centro/AG) aveva da parte sua proposto una soluzione che si avvicinava a quella adottata dagli Stati (che considera anche il raggiungimento degli obiettivi di produzione). \"Nella proposta della maggioranza - ha sostenuto - mancano gli strumenti per garantire il livello attuale della produzione\". La soluzione immaginata dalla commissione non offre a suo dire sufficientemente margine di manovra.</p><p>Nelle scorse sedute, le due Camere avevano deciso le condizioni quadro relative ai nuovi impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici, che non potranno, come finora, essere realizzate nei biotopi d'importanza nazionale e nelle riserve per uccelli acquatici e di passo.</p><p>A questa regola sono per\u00f2 state introdotte delle eccezioni: tali impianti potranno essere realizzati in talune zone golenali proglaciali e pianure alluvionali alpine, nonch\u00e9, per i progetti idroelettrici, quando il corso d'acqua situato a valle attraversa aree protette, se il torrente sottost\u00e0 al regime del deflusso minimo. Oggi Klopfenstein Broggini ha tentano senza successo di stralciare quest'ultimo punto.</p><p>&nbsp;</p><p>15+1 progetti prioritari</p><p>Uno degli obiettivi del pacchetto di misure in discussione \u00e8 rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale: entro il 2040 bisogner\u00e0 aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 Terawattora. Di questi, almeno due Terawattora dovranno essere disponibili in modo affidabile (leggi: idroelettrico).</p><p>Come noto, per riuscirci il Parlamento punta su quindici progetti di centrali idroelettriche gi\u00e0 definiti da una tavola rotonda. Fra di loro figura l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco in Valmaggia con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia. In giugno gli Stati hanno per\u00f2 aggiunto anche l'impianto Chlus, in Prettigovia (GR). Decisione, quest'ultima, approvata oggi anche dal Nazionale, con 112 voti a 81.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.09.2023</strong></h3><p><strong>Rinnovabili, ancora divergenze</strong><br><strong>Rimangono delle divergenze tra le due Camere in merito alla nuova Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili dopo il terzo passaggio del dossier al Consiglio degli Stati. Quest'ultimo ha in particolare ribadito di non voler obblighi concernente l'installazione di pannelli solari sopra i posteggi.</strong></p><p>Il Consiglio nazionale ha per due volte tentato di inserire nella legge l'obbligo, a partire dal 2030, di coprire con tetti dotati di impianti solari i parcheggi. In prima lettura aveva proposto che tale vincolo sia valevole per i posteggi all'aperto permanenti con una superficie superiore a 250 m2 e quelli gi\u00e0 esistenti di almeno 500 m2.</p><p>In seconda lettura la Camera del popolo si era mostrata meno restrittiva, portando tali limiti a rispettivamente 500 m2 e 1000 m2. Invano: oggi, come detto, i \"senatori\" hanno nuovamente detto di \"no\".</p><p>Nelle sedute precedenti, le due Camere avevano invece trovato un accordo in merito a uno dei punti pi\u00f9 controversi del dossier, ovvero l'obbligo di installare pannelli solari sui tetti o le facciate.</p><p>Inizialmente il Nazionale voleva un obbligo generale (ossia tutti i nuovi edifici che si prestano e quelli che subiscono ristrutturazioni importanti), vista l'opposizione degli Stati ha per\u00f2 deciso di limitare tale vincolo agli immobili nuovi che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati (cos\u00ec come prevedono del resto le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno).</p><p>Per quanto riguarda i deflussi minimi, altro argomento spinoso del dossier, oggi gli Stati, con 30 voti a 14, si sono allineati al Nazionale decidendo che l'allentamento delle prescrizioni in materia di deflusso residuale per le centrali idroelettriche vale sar\u00e0 possibile solo in caso di penuria. Daniel F\u00e4ssler (Centro/AI) ha invano proposto di mantenere la soluzione precedente che considerava anche il raggiungimento degli obiettivi di produzione e importazione.</p><p>Dobbiamo assicurarci che l'approvvigionamento energetico possa essere garantito, ha affermato F\u00e4ssler. Bisogna dare pi\u00f9 flessibilit\u00e0 al Consiglio federale, ha aggiunto Ruedi Noser (PLR/ZH). \"Se allentiamo i requisiti per raggiungere gli obiettivi, non si potr\u00e0 fare di pi\u00f9 in caso di penuria\", ha replicato Jakob Stark (UDC/TG). Da parte sua, il consigliere federale Albert R\u00f6sti ha messo in guarda dal rischio di referendum.</p><p>In tema di efficienza energetica, il Parlamento \u00e8 del parere che l'amministrazione federale dovr\u00e0 dare l'esempio, riducendo i propri consumi del 53% rispetto al 2000 entro il 2040. Contrariamente al Nazionale, i \"senatori\" non hanno voluto estendere questo obbligo ai cantoni. Non bisogna invadere le sfere di loro competenza, ha sostenuto Beat Rieder (Centro/VS) a nome della commissione.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><span style=\"color:#221E1F;\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 26.09.2023</strong></span></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>CN: rinnovabili, \"no\" a obbligo fotovoltaico su posteggi</strong><br><strong>Non ci saranno obblighi concernente l'installazione di pannelli solari sopra i posteggi nella nuova Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Vista l'opposizione degli Stati, oggi il Nazionale ha deciso di rinunciarvi. Il dossier \u00e8 cos\u00ec pronto per le votazioni finali.</strong></p><p class=\"Standard_d\">La costruzione di tetti solari sui parcheggi avrebbe permesso di risparmiare superfici ancora non costruite, ha sostenuto Kurt Egger (Verdi/TG). Oltretutto, il potenziale \u00e8 grande, ha aggiunto il turgoviese, che per\u00f2 ha rinunciato a chiedere il voto su questo punto per non prolungare l'iter parlamentare. Ad eccezion fatta dei punti sul fotovoltaico, l'obbiettivo generale della legge \u00e8 comunque buono, ha aggiunto Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE).</p><p class=\"Standard_d\">Anche per Christian Imark (UDC/SO) ci sono alcuni elementi nella legge che vanno nella buona direzione. Ci\u00f2 tuttavia non baster\u00e0 per risolvere i problemi, generati da scelte sbagliate fatte in passato (leggi: Strategia energetica). Per il democentrista non si potr\u00e0 rinviare all'infinito il dibattito sull'energia nucleare. Sebbene l'UDC non sia convinta, ha poi precisato il solettese, una parte del gruppo sosterr\u00e0 la legge al voto finale di venerd\u00ec.</p><p class=\"Standard_d\">Nelle sedute precedenti, le due Camere avevano invece trovato un accordo in merito a uno dei punti pi\u00f9 controversi del dossier, ovvero l'obbligo di installare pannelli solari sui tetti o le facciate.</p><p class=\"Standard_d\">Inizialmente il Nazionale voleva un obbligo generale (ossia tutti i nuovi edifici che si prestano e quelli che subiscono ristrutturazioni importanti), vista l'opposizione degli Stati ha per\u00f2 deciso di limitare tale vincolo agli immobili nuovi che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati (cos\u00ec come prevedono del resto le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno).</p><p class=\"Standard_d\">Per quanto riguarda i deflussi minimi, altro argomento spinoso del dossier, le Camere hanno deciso che l'allentamento delle prescrizioni in materia di deflusso residuale per le centrali idroelettriche vale sar\u00e0 possibile solo in caso di penuria. Gli Stati inizialmente volevano considerare anche il raggiungimento degli obiettivi di produzione e importazione.</p><p class=\"Standard_d\">In tema di efficienza energetica, il Parlamento \u00e8 del parere che l'amministrazione federale dovr\u00e0 dare l'esempio, riducendo i propri consumi del 53% rispetto al 2000 entro il 2040. Previsti anche obiettivi per i gestori delle reti di distribuzione e i fornitori di energia elettrica.</p><p class=\"Standard_d\">Uno degli obiettivi del pacchetto di misure in discussione \u00e8 rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale: entro il 2040 bisogner\u00e0 aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 Terawattora (TWh). Di questi, almeno due TWh dovranno essere disponibili in modo affidabile (leggi: idroelettrico).</p><p class=\"Standard_d\">Pi\u00f9 in generale, 35 TWh di elettricit\u00e0 dovranno essere prodotti nel 2035 utilizzando energie rinnovabili - l'energia idroelettrica esclusa - e 45 TWh nel 2050. Le esigenze per l'idroelettrico sono fissate a 37,9 TWh e 39,2 TWh.</p><p class=\"Standard_d\">Per riuscirci il Parlamento ha deciso che i grandi impianti idroelettrici, fotovoltaici, eolici e di pompaggio-turbinaggio potranno essere costruiti pi\u00f9 facilmente. Essendo ora dichiarati di interesse nazionale, avranno, a determinate condizioni, la priorit\u00e0 sulla tutela della natura e del paesaggio.</p><p class=\"Standard_d\">Se gli obiettivi non verranno raggiunti, anche gli impianti pi\u00f9 piccoli potranno ottenere gli stessi privilegi. Non potranno tuttavia essere realizzate nuove infrastrutture nei biotopi di importanza nazionale o nelle riserve di uccelli acquatici e migratori, ad eccezione dei nuovi margini proglaciali e delle pianure alluvionali alpine.</p><p class=\"Standard_d\">Come noto, sono previsti anche una quindicina di progetti di centrali idroelettriche, peraltro gi\u00e0 definiti da una tavola rotonda. Fra di loro figura l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco in Valmaggia con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia. Durante le discussioni il Parlamento ha anche aggiunto l'impianto Chlus, in Prettigovia (GR).</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1695984820000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"10|15|66","Category":null,"Modified":"\/Date(1770757565693)\/","SubmissionDate":"\/Date(1620345600000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5110,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica europea|Economia|Energia"}}