{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210504,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20210504,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"21.504","BusinessType":4,"BusinessTypeName":"Iniziativa parlamentare","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. pa.","Title":"Garantire la prassi dei casi di rigore secondo l'articolo 50 LStrI in caso di violenza nel matrimonio","Description":null,"InitialSituation":"<h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa della commissione&nbsp;delle istituzioni politiche&nbsp;del Consiglio nazionale del 13.10.2023</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>I cittadini di Stati terzi che sono vittime di violenza domestica possono in molti casi essere confrontati con la perdita dei loro diritti di soggiorno in caso di scioglimento del matrimonio o della comunit\u00e0 familiare. Mediante l\u2019estensione e la precisazione delle norme relative ai casi di rigore contenute nella legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI), la Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale intende meglio tutelare queste persone.</strong></p><p class=\"Standard_d\">La regolamentazione relativa ai casi di rigore prevista dalla LStrI deve essere modificata in modo tale che in caso di violenza domestica non vengano garantiti, come avviene attualmente, soltanto i diritti di soggiorno dei coniugi di cittadini svizzeri e di persone che dispongono di un permesso di domicilio. In futuro dovranno infatti poter beneficiare di una migliore protezione anche i coniugi di persone che dispongono di un permesso di dimora o di un permesso di soggiorno di breve durata e di persone ammesse temporaneamente. Oltre che alle persone che vivono in una unione coniugale, la regolamentazione si applica anche a coloro che hanno contratto una unione domestica registrata e ai concubini.</p><p class=\"Standard_d\">Con il suo progetto, la Commissione intende rendere al contempo pi\u00f9 concreta la nozione di violenza domestica, introducendo nella legge esempi di indizi e caratteristiche che la contraddistinguono. L\u2019applicazione delle nuove disposizioni sar\u00e0 di competenza dei Cantoni. Come per le attuali norme sull'ammissione dei casi personali particolarmente gravi, i Cantoni dovranno richiedere l\u2019approvazione delle autorit\u00e0 federali anche per l\u2019applicazione della nuova regolamentazione.</p><p class=\"Standard_d\">Gi\u00e0 in occasione della sua seduta del 17 agosto 2023, la Commissione ha preso atto dei pareri perlopi\u00f9 positivi scaturiti dalla procedura di consultazione (24.11.22 \u2013 15.3.23) e ha apportato alcune precisazioni al suo progetto preliminare, che ha poi approvato nella votazione sul complesso con 16 voti contro 7. Con l\u2019approvazione del relativo rapporto, rielaborato in alcuni punti, la CIP-N ha adottato definitivamente il progetto all\u2019attenzione della propria Camera e nel contempo lo ha sottoposto per parere al Consiglio federale. Il Consiglio nazionale tratter\u00e0 l\u2019oggetto presumibilmente durante la sessione invernale.</p><p class=\"Standard_d\">Chi si oppone al progetto teme che la prevista estensione dei diritti in materia di soggiorno comporti il rischio di abusi. Inoltre il progetto di legge non assicurerebbe l\u2019oggettivazione della violenza domestica.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa&nbsp;del Consiglio federale del 29.11.2023</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) propone di modificare la legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) per migliorare la situazione delle vittime di violenza domestica nell\u2019ambito della legislazione sugli stranieri. Nel suo parere del 29 novembre 2023, il Consiglio federale sostiene il progetto.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Il progetto di legge della CIP-N prevede di modificare la LStrI estendendo la disciplina dei casi di rigore applicabile alle vittime di violenza domestica. In caso di scioglimento della comunit\u00e0 familiare, \u00e8 previsto che in futuro i familiari dei titolari di un permesso di dimora (permesso B), di un permesso di soggiorno di breve durata (permesso L) nonch\u00e9 delle persone ammesse provvisoriamente (permesso F) abbiano diritto alla disciplina del soggiorno se sono stati vittima di violenza domestica. Finora questi gruppi di persone potevano chiedere una disciplina del soggiorno, ma non pretenderla legalmente. Questo diritto spettava solo ai familiari stranieri di cittadini svizzeri e di titolari di un permesso di domicilio (permesso C).</p><p class=\"Standard_d\">La CIP-N propone pure di sostituire l'espressione \u00abviolenza nel matrimonio\u00bb con \u00abviolenza domestica\u00bb al fine di precisare che il nuovo diritto legale si applica, oltre che ai coniugi, anche ai loro figli, alle persone che hanno contratto un'unione domestica registrata e ai concubini. Occorre inoltre completare l'elenco degli elementi previsti dalla legge che lasciano supporre l'esistenza di violenza domestica. Attualmente ci\u00f2 \u00e8 disciplinato in un'ordinanza.</p><p class=\"Standard_d\"><br>Il Consiglio federale sostiene la proposta</p><p class=\"Standard_d\">La grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione ha approvato le modifiche di legge proposte. Nel suo parere, il Consiglio federale ha proposto al Parlamento di dare seguito al progetto e di accoglierlo.</p><p class=\"Standard_d\">Per evitare problemi di interpretazione, chiede tuttavia lo stralcio di un capoverso che prevede un'eccezione alle condizioni per l'adempimento dei criteri d'integrazione in caso di proroga del diritto di soggiorno di una vittima di violenza domestica. La LStrI prevede gi\u00e0 una disposizione derogatoria per questi casi. Secondo l'Esecutivo la nuova normativa \u00e8 quindi superflua. Inoltre si mantiene cos\u00ec un margine di manovra per prevedere anche per le vittime di violenza domestica misure d'integrazione necessarie e ragionevolmente esigibili. &nbsp;</p>","Proceedings":"<h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><span style=\"color:#221E1F;\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 19.12.2023</strong></span></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Violenza domestica, proteggere meglio coniuge straniero</strong><br><strong>Le vittime straniere di violenza domestica devono essere meglio protette. Lo prevede un progetto di legge adottato oggi dal Consiglio nazionale per 129 voti a 65. Contraria l'UDC per il timore di abusi. Il dossier va agli Stati.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Il progetto di legge prevede di modificare la Legge federale sugli stranieri estendendo le regole per i casi di rigore applicabili alle vittime di violenza domestica, ha affermato a nome della commissione Damien Cottier (PLR/NE).</p><p class=\"Standard_d\">Dopo un divorzio uno straniero pu\u00f2 rimanere in Svizzera e prolungare il suo permesso di soggiorno a certe condizioni, ossia se l'unione \u00e8 durata almeno tre anni e la persona interessata \u00e8 ben integrata. Tuttavia, le condizioni sono difficili da soddisfare. La vittima deve provare che la violenza c'\u00e8 stata. Per paura di perdere l'autorizzazione di soggiorno, alcune donne rimangono quindi col coniuge violento.</p><p class=\"Standard_d\">In futuro, in caso di divorzio \u00e8 previsto che i familiari dei titolari di un permesso di dimora (permesso B), di un permesso di soggiorno di breve durata (permesso L) nonch\u00e9 delle persone ammesse provvisoriamente (permesso F) possano rimanere in Svizzera se sono stati vittima di violenza domestica. Finora questi gruppi di persone potevano chiedere di rimanere, ma non pretenderlo legalmente. Tale diritto spettava solo ai familiari stranieri di cittadini svizzeri e di titolari di un permesso di domicilio (permesso C).</p><p class=\"Standard_d\">L'UDC, che chiedeva la non entrata nel merito, teme che la legge, abbassando i requisiti per rimanere in Svizzera, dia luogo ad abusi. Baster\u00e0 affermare di essere vittima di violenze per poter rimanere, hanno dichiarato vari oratori.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.02.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Vittime straniere violenza domestica pi\u00f9 protette</strong><br><strong>Le vittime straniere di violenza domestica vanno meglio protette. Lo ha stabilito oggi (31 voti a 8) il Consiglio degli Stati, che ha adottato un progetto di legge che concede alle vittime il diritto di regolarizzare il proprio soggiorno. Contraria l'UDC, che teme abusi. Il dossier ritorna al Nazionale per le divergenze.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Concretamente, nella Legge federale sugli stranieri vanno estese le regole per i casi di rigore anche alle vittime di violenza domestica. Dopo un divorzio uno straniero pu\u00f2 rimanere in Svizzera e prolungare il suo permesso di soggiorno a certe condizioni, ossia se l'unione \u00e8 durata almeno tre anni e la persona interessata \u00e8 ben integrata.</p><p class=\"Standard_d\">\"Tuttavia, le condizioni sono difficili da soddisfare. La vittima deve provare che la violenza c'\u00e8 stata. Per paura di perdere l'autorizzazione di soggiorno, alcune donne rimangono col coniuge violento\", ha affermato a nome della commissione Marianne Binder-Keller (Centro/AG).</p><p class=\"Standard_d\">In futuro, in caso di divorzio \u00e8 previsto anche che i familiari dei titolari di un permesso di dimora (permesso B), di un permesso di soggiorno di breve durata (permesso L) nonch\u00e9 delle persone ammesse provvisoriamente (permesso F) possano rimanere in Svizzera se sono stati vittima di violenza domestica. Finora questi gruppi di persone potevano chiedere di rimanere, ma non pretenderlo legalmente. Tale diritto spettava solo ai familiari stranieri di cittadini svizzeri e di titolari di un permesso di domicilio (permesso C). Oltre che alle persone che vivono in un'unione coniugale, la regolamentazione si applicher\u00e0 anche a coloro che hanno contratto un'unione domestica registrata e ai concubini, nonch\u00e9 ai loro figli.</p><p class=\"Standard_d\">Per quanto riguarda le vittime, queste ultime dovranno rispettare i criteri di integrazione durante i tre anni di proroga del permesso di soggiorno, come chiesto dall'UDC.</p><p class=\"Standard_d\">L'applicazione delle nuove norme spetter\u00e0 ai Cantoni. Come gi\u00e0 avviene per la concessione di un permesso di soggiorno in casi individuali di estrema gravit\u00e0, i Cantoni dovranno ottenere l'approvazione delle autorit\u00e0 federali per concedere o prorogare il soggiorno alle vittime di violenza domestica.</p><p class=\"Standard_d\">Beat Rieder (Centro/VS), col sostegno della destra, ha ridotto i criteri per la proroga dei permessi di soggiorno. Con 24 voti a 16, i \"senatori\" hanno stralciato dall'elenco dei criteri la conferma di una consulenza, assistenza o protezione da parte di un servizio specializzato.</p><p class=\"Standard_d\">Per Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU), depennare questo criterio equivale a ignorare la realt\u00e0 sul terreno. \"Spesso la violenza domestica non pu\u00f2 essere dimostrata concretamente\", ha sostenuto la \"senatrice\", secondo cui la violenza domestica \u00e8 un fenomeno sommerso che emerge in superficie a fatica. Pascal Broulis (PLR/VD) ha rammentato nel suo intervento che diversi Cantoni hanno chiesto espressamente, durante la procedura di consultazione, il mantenimento di questa disposizione.</p><p class=\"Standard_d\">Come accennato, l'UDC non ha mancato di esprimere il proprio scetticismo nei confronti del progetto. Esther Friedli (UDC/SG) ha parlato di possibili abusi insiti nella proroga del diritto di soggiorno, in particolare per quanto attiene al ricongiungimento familiare. Il diritto al ricongiungimento si applicher\u00e0 non solo alle coppie sposate ma anche ai conviventi, i requisiti di prova saranno ridotti e per tre anni i beneficiari non avranno alcun obbligo di integrazione.</p><p class=\"Standard_d\">Mauro Poggia (MCG-UDC/GE) ha invece criticato il fatto che il diritto di riconoscere una persona quale vittima di violenza domestica venga delegato a istituzioni private o semi-pubbliche, come i centri di assistenza.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><span style=\"color:#221E1F;\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 27.05.2024</strong></span></h3><p class=\"Standard_d\">Il consiglio nazionale ha mantenuto una divergenza in merito alla revisione di legge per rafforzare la protezione delle vittime straniere di violenza domestica. Le due camere sono divise sul peso da dare all'assistenza alla vittima. Oggi il Nazionale ha proposto una soluzione di compromesso: le autorit\u00e0 competenti dovranno tenere conto del parere di un centro di assistenza alle vittime in grado di confermare il bisogno di protezione di una persona.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.05.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Meglio proteggere vittime straniere di violenza domestica</strong><br><strong>Occorre meglio tutelare le vittime straniere di violenza domestica. Il Consiglio degli Stati ha appianato oggi l'ultima divergenza rimasta con il Nazionale, che riguarda i criteri su cui le autorit\u00e0 devono basarsi per determinare lo statuto di vittima. Il dossier \u00e8 pronto per le votazioni finali.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Luned\u00ec la Camera del popolo aveva formulato una proposta di compromesso, accolta oggi da quella dei cantoni con 36 voti a 7 e 5 astensioni. Prevede che sia considerata vittima chi riceve assistenza da un centro specializzato o cerca protezione in una struttura specializzata, come un rifugio. La richiesta di consulenza, invece, non \u00e8 sufficiente.</p><p class=\"Standard_d\">Dopo un divorzio una donna straniera pu\u00f2 rimanere in Svizzera e prolungare il suo permesso di soggiorno solo a certe condizioni, ossia se l'unione \u00e8 durata almeno tre anni e la persona interessata \u00e8 ben integrata. Inoltre, \u00e8 richiesta la prova di una violenza di una certa intensit\u00e0 e durata. Il timore di perdere il permesso di soggiorno \u00e8 pertanto grande.</p><p class=\"Standard_d\">A volte dimostrare l'esistenza di una violenza domestica \u00e8 difficile, poich\u00e9 questo reato si verifica nell'intimit\u00e0 della casa ed \u00e8 generalmente difficile da provare, ha sottolineato Marianne Binder-Keller (Cento/AG) a nome della commissione, aggiungendo che alcune vittime sono riluttanti a porre fine a relazioni violente per paura di essere espulse.</p><p class=\"Standard_d\">Le Camere erano gi\u00e0 d'accordo sugli elementi principali della riforma, che terr\u00e0 maggiormente in considerazione le vittime. Esse dovranno comunque soddisfare i criteri di integrazione per i tre anni successivi alla proroga del permesso di soggiorno, come gi\u00e0 previsto dalla legge.</p><p class=\"Standard_d\">La modifica della legge riguarda i titolari di un permesso di soggiorno (permesso B) o di un permesso di breve durata (permesso L) e le persone ammesse a titolo temporaneo (permesso F). \u00c8 previsto che il concetto di \"violenza coniugale\" sia sostituito da quello di \"violenza domestica\". Ci\u00f2 significa che la nuova legge si applicher\u00e0 non solo alle persone che vivono in un'unione coniugale, ma anche ai figli nati da tali unioni, ai partner registrati e ai conviventi.</p><p>&nbsp;</p>","DraftText":null,"SubmittedText":"<p>La legge federale sugli stranieri e la loro integrazione \u00e8 modificata come segue: </p><p>Art. 50 Scioglimento della comunit\u00e0 familiare</p><p>1 Dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunit\u00e0 familiare, i coniugi e i figli hanno diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora originariamente ottenuto in virt\u00f9 degli articoli 42, 43, 44, 45 e 85 capoverso 7 se:</p><p>a. l'unione coniugale \u00e8 durata almeno tre anni e sono soddisfatti i criteri d'integrazione di cui all'articolo 58a; o</p><p>b. gravi motivi personali rendono necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera.</p><p>2 Pu\u00f2 in particolare essere un grave motivo personale secondo il capoverso 1 lettera b il fatto che:</p><p>a. il coniuge \u00e8 stato vittima di violenza nel matrimonio, segnatamente dimostrato da </p><p>1. il riconoscimento dello statuto di vittima da parte di un consultorio secondo la legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati, o</p><p>2. l'assistenza o la protezione da parte di un servizio specializzato contro la violenza domestica finanziato da fondi pubblici, o</p><p>3. misure di polizia o giudiziarie a protezione della vittima;</p><p>b. il matrimonio contratto non \u00e8 espressione della libera volont\u00e0 di uno degli sposi;</p><p>c. la reintegrazione sociale nel Paese d'origine risulta seriamente compromessa.</p><p>2bis In caso di violenza nel matrimonio nonch\u00e9 in caso di matrimonio contratto senza la libera volont\u00e0 di uno degli sposi, il permesso di dimora \u00e8 prorogato annualmente per tre anni dalla data della separazione affinch\u00e9 la persona possa soddisfare i criteri di integrazione di cui all'articolo 58a.</p><p>2ter Le conseguenze sulla capacit\u00e0 di integrazione della violenza nel matrimonio e del matrimonio contratto senza la libera volont\u00e0 di uno degli sposi sono disciplinate all'articolo 58a capoverso 2.</p><p>3 Il termine per il rilascio del permesso di domicilio \u00e8 retto dall'articolo 34.</p><p>Art. 52 Unione domestica registrata e concubinato</p><p>Le disposizioni del presente capitolo concernenti il coniuge straniero si applicano per analogia in caso di unione domestica registrata secondo la legge sull'unione domestica registrata nonch\u00e9 ai concubini a cui \u00e8 stato garantito il ricongiungimento familiare.</p><p>Art. 58aCriteri d'integrazione</p><p>1 Nel valutare l'integrazione l'autorit\u00e0 competente si basa sui criteri seguenti:</p><p>a. il rispetto della sicurezza e dell'ordine pubblici;</p><p>b. il rispetto dei valori della Costituzione federale;</p><p>c. le competenze linguistiche; e</p><p>d. la partecipazione alla vita economica o l'acquisizione di una formazione.</p><p>2 Si tiene in debito conto la situazione degli stranieri che non soddisfano o stentano a soddisfare i criteri d'integrazione di cui al capoverso 1 lettere c e d a causa di una disabilit\u00e0, di una malattia o di altre circostanze personali rilevanti, come la violenza nel matrimonio o il matrimonio forzato.</p><p>3 Il Consiglio federale definisce le competenze linguistiche necessarie al rilascio o alla proroga di un permesso.</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1718358454000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"28|1216|2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1747315833197)\/","SubmissionDate":"\/Date(1636070400000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5112,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Questioni sociali|Diritto penale|Migrazione"}}