{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20210524,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20210524,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"21.524","BusinessType":4,"BusinessTypeName":"Iniziativa parlamentare","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. pa.","Title":"Divieto dell'utilizzo pubblico di simboli che esaltano i movimenti estremisti istigando alla violenza e alla discriminazione razziale","Description":null,"InitialSituation":"<h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa della commissione&nbsp;degli affari giuridici del Consiglio nazionale del 23.02.2024</strong></h2><p class=\"Standard_d\">La Commissione si esprime a favore di una rapida attuazione di un divieto dell\u2019uso di simboli nazionalsocialisti. \u00c8 senz\u2019altro del parere che il divieto possa essere esteso ad altri simboli razzisti, inneggianti alla violenza ed estremisti. Sarebbe tuttavia favorevole a un approccio graduale che dia la precedenza al divieto di simboli collegati al Terzo Reich. Propone pertanto alla sua Camera di accogliere la mozione <a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20234318\">23.4318</a>, di pi\u00f9 ampia portata, della sua Commissione omologa (con 16 voti contro 2 e 4 astensioni), ma di mantenere al contempo la propria iniziativa <a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20230400\">23.400</a> (con 15 voti contro 2 e 5 astensioni) e l\u2019iniziativa <a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20210524\">21.524</a> dell\u2019ex consigliere nazionale Angelo Barrile (con 14 voti contro 2 e 6 astensioni). Qualora il Consiglio federale seguisse la proposta della Commissione e attuasse il divieto gradualmente, le due iniziative potrebbero essere tolte dal ruolo in una prossima fase.&nbsp;</p>","Proceedings":"<p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.04.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Vietare simboli razzisti e nazionalsocialisti</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Vietare in Svizzera l'utilizzo di simboli nazisti o razzisti che inneggiano alla violenza e fomentano l'estremismo. \u00c8 quanto chiedono tre interventi parlamentari approvati oggi a larga maggioranza dalla camera dal popolo.</strong></p><p class=\"Standard_d\">In occasione della terza e ultima giornata dedicata alla sessione speciale, il Consiglio nazionale ha deciso di sostenere con 133 voti favorevoli, 38 contrari e 17 astensioni una mozione - depositata dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) - volta a vietare esplicitamente i simboli di matrice nazionalsocialista e razzista in pubblico. Parallelamente sono state approvate anche due iniziative parlamentari simili (con 132 voti a favore, 41 contrari e 15 astensioni).</p><p class=\"Standard_d\">Alla luce del crescente numero di episodi di antisemitismo, il Consiglio nazionale ha deciso di difendere l'atto parlamentare, peraltro gi\u00e0 accolto senza voti contrari lo scorso 20 dicembre dalla camera dei cantoni con la benedizione del Consiglio federale.</p><p class=\"Standard_d\">La mozione chiede all'esecutivo di definire le basi legali in modo tale da rendere punibile l'uso, l'esposizione e la diffusione pubblica di segni e simboli di propaganda razziale o che inneggiano alla violenza e all'estremismo, tenendo conto anche di gesti, slogan, saluti e bandiere, in particolare di matrice nazionalsocialista.</p><p class=\"Standard_d\">Il dibattito odierno \u00e8 stato acceso: alcune voci hanno criticato il fatto che s'intendano vietare solo i simboli nazisti. Una parte del plenum ha sostenuto invece che sia necessario rendere punibile l'uso di altre rappresentazioni di tipo estremista, come ad esempio simboli legati al comunismo, quale la falce e il martello, o che istighino all'odio. Una minoranza si \u00e8 espressa invece contro qualsiasi divieto chiedendo di non dare seguito n\u00e9 alla mozione n\u00e9 alle altre due iniziative parlamentari.</p><p class=\"Standard_d\">La mozione prevede che il divieto venga in futuro esteso anche ad altri simboli razzisti ed estremisti che inneggiano alla violenza. La commissione del Nazionale ha dunque proposto alla camera un approccio graduale, ovvero procedendo a tappe in modo da consentire un'attuazione rapida del divieto di simboli chiaramente associabili al Terzo Reich.</p><p class=\"Standard_d\">Il consigliere federale Beat Jans ha invitato i deputati a nome del Consiglio federale ad accogliere la mozione. Il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha dichiarato che l'introduzione di nuove misure sar\u00e0 fattibile, ma non ha nascosto che formulare una nuova legge sar\u00e0 comunque giuridicamente impegnativo. \"In linea di principio, l'attuazione nel Codice penale sarebbe possibile. Tuttavia, il Consiglio federale sarebbe favorevole ad una legge speciale che preveda una multa disciplinare\" ha detto Jans.</p><p class=\"Standard_d\">Una mozione simile venne proposta 20 anni fa (depositata nell'aprile del 2004) ma poi definitivamente stralciata nel 2011 su raccomandazione dell'esecutivo poich\u00e9 il progetto, a suo avviso, non rispondeva a un'esigenza reale della societ\u00e0 in quel momento. Inoltre, il Consiglio federale riteneva difficile stilare un elenco e catalogare i vari simboli razzisti. Tra le motivazioni di allora anche il fatto che solo alcuni simboli erano noti al pubblico, mentre altri lo erano solo per i simpatizzanti. Da allora, per\u00f2, secondo la maggioranza del plenum, la situazione \u00e8 drasticamente.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.06.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\">Non e dato seguito</p>","DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Le basi legali devono essere modificate, affinch\u00e9 l'utilizzo pubblico di mezzi di propaganda, in particolare del nazionalsocialismo o di un'associazione intesa a discreditare o calunniare sistematicamente i membri di una razza, etnia o religione, sia punito. Il divieto \u00e8 diretto contro tutti i simboli ben noti al pubblico come la croce uncinata.</p><p>La modifica della legge deve ispirarsi ai concetti di altri ordinamenti giuridici.</p>","ReasonText":"<p>L'utilizzo e la diffusione di simboli razzisti sono punibili a condizione che simboleggino un'ideologia razzista e siano oggetto di propaganda pubblica per conquistare terzi.</p><p>La Svizzera \u00e8 uno dei pochi Paesi a non punire l'utilizzo pubblico di croci uncinate, del saluto nazista e di simboli del Ku-Klux-Klan.</p><p>La mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale 04.3224, che conteneva richieste pi\u00f9 estese e il Consiglio federale proponeva di accogliere, \u00e8 stata stralciata nel 2011 su raccomandazione dello stesso, con la motivazione, tra le altre cose, che il progetto non rispondeva a un'esigenza urgente della societ\u00e0. Inoltre il Consiglio federale riteneva difficile stilare un elenco dei simboli razzisti, in quanto alcuni simboli sono noti al pubblico, mentre altri sono rilevanti solo per i simpatizzanti. La mia mozione 19.3270 \u00e8 stata stralciata dopo due anni senza essere discussa in Parlamento.</p><p>Dal parere del Consiglio federale che risale al 2011 le esigenze della societ\u00e0 sono mutate. La diffusione pubblica di questi simboli non fa che aumentare. Nel 2016 in Toggenburgo si \u00e8 tenuto il pi\u00f9 grande concerto di estremisti di destra mai organizzato in Europa (6000 partecipanti), durante il quale sono stati diffusi musica, parole e scritti di matrice razzista e antisemita inneggianti alla violenza. Nel 2019 estremisti di destra hanno abusato del carnevale di Svitto per diffondere un'ideologia razzista-antisemita, sfilando indisturbati con tuniche del Ku-Klux-Klan e croci celtiche. In Europa e in Nord America l'uso di simboli razzisti in occasione di eventi pubblici, i discorsi d'odio e i reati violenti contro le minoranze religiose, come le aggressioni contro persone di fede ebraica, sono in aumento da anni, e dall'inizio della pandemia di coronavirus sono anche inflazionati.</p><p>Con l'esposizione pubblica di simboli noti del nazionalsocialismo come la croce uncinata, usati per presentare la propria ideologia di estrema destra, si promuove inevitabilmente anche questa ideologia antidemocratica. Per le minoranze colpite ci\u00f2 rappresenta un attacco diretto alla loro integrit\u00e0 e alla loro partecipazione alla societ\u00e0 Svizzera.</p><p>L'attuale legislazione non considera a sufficienza l'effetto di determinati simboli su terzi. La nostra societ\u00e0 in generale e le vittime di violenza razzista nonch\u00e9 i loro discendenti in particolare associano automaticamente la croce uncinata, il saluto nazista o le tuniche del Ku-Klux-Klan a un'ideologia, anche senza slogan o manifesti. Il fatto di tollerare questi simboli riconoscibili per tutti significa tollerare la pubblicizzazione della relativa ideologia; l'utilizzo pubblico di tali simboli va pertanto reso punibile.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Barrile Angelo","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1748848670000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|9|1216|1236","Category":"IIIb/IV","Modified":"\/Date(1749047673400)\/","SubmissionDate":"\/Date(1639612800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5112,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Politica di sicurezza|Diritto penale|Diritti umani"}}