{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220045,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20220045,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"22.045","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Organizzazione internazionale del lavoro: Convenzione n. 190  e Rapporto sulla Dichiarazione del centenario","Description":"Messaggio del 18 maggio 2022 concernente l\u2019approvazione della Convenzione n. 190 dell\u2019Organizzazione internazionale del lavoro sull\u2019eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro e Rapporto sulla Dichiarazione del centenario dell\u2019Organizzazione internazionale del lavoro per il futuro del lavoro","InitialSituation":"<h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 18.05.2022</strong></h2><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><strong>Il Consiglio federale si impegna per un mondo del lavoro libero da violenza e molestie</strong></p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><strong>Il 18 maggio 2022 il Consiglio federale ha adottato un messaggio concernente la ratifica della Convenzione n. 190 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) del 2019 sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro. La Convenzione contiene la prima definizione di violenza e molestie nel mondo del lavoro riconosciuta a livello internazionale e crea le condizioni quadro per un impegno pi\u00f9 coerente e solidale a favore del lavoro dignitoso su scala globale.</strong></p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">Con la ratifica della Convenzione, la Svizzera riafferma la necessit\u00e0 di rispettare, promuovere e attuare il diritto di tutti a un mondo del lavoro libero da violenza e molestie. La Convenzione prevede un divieto legale di questi fenomeni oltre che misure volte a prevenirli e misure di ricorso e risarcimento nonch\u00e9 di sostegno per le vittime.</p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">La Convenzione n. 190 \u00e8 stata adottata in occasione del centenario dell'OIL, unitamente alla Dichiarazione del centenario dell'OIL per il futuro del lavoro siglata nel 2019. I due strumenti costituiscono una tappa importante verso il rafforzamento del mandato e dell'azione dell'OIL in materia di promozione del lavoro dignitoso nel mondo intero. Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un rapporto sulla Dichiarazione del centenario.</p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.09.2022</strong></p><p><strong>Molestie sul lavoro, \"no\" a convenzione OIL</strong></p><p><strong>Il Consiglio degli Stati vuole maggiori chiarimenti prima di decidere se concedere l'adesione della Svizzera alla convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) contro la violenza e le molestie sul lavoro. Oggi, per 24 voti a 20, il plenum non ha voluto dare il proprio nullaosta. Il dossier va al Nazionale.</strong></p><p>Il Consiglio federale chiede al parlamento di poter ratificare la Convenzione n. 190 del 2019 dell'OIL sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro. Si tratta della prima convenzione che contiene una definizione concordata a livello internazionale su questo tema, precisa il governo nel suo messaggio.</p><p>La Convenzione prevede un divieto legale di violenza e molestie sul posto di lavoro. Il documento menziona anche misure di prevenzione e, per le vittime, provvedimenti di sostegno e riparazione. Le parti sociali sostengono l'accordo, ha dichiarato a nome della commissione preparatoria, Carlo Sommaruga (PS/GE).</p><p>Una minoranza coagulatasi attorno a Philippe Bauer (PLR/NE) ha per\u00f2 espresso scetticismo al riguardo. Bench\u00e9 il governo scriva che, in base allo stato attuale delle cose, non sia necessario adeguare la legislazione svizzera in materia, ci\u00f2 potrebbe cambiare in seguito visto l'ampio ventaglio di situazioni incluso nella convenzione. Dal canto suo, Beat Rieder (Centro/VS) ha aggiunto che la Convenzione \u00e8 infarcita di termini giuridici vaghi. Per questo, ha sottolineato il \"senatore\" vallesano, il testo non va approvato al momento ma sottoposto a una consultazione.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2022</strong></h3><p><strong>Molestie sul lavoro, \"s\u00ec\" a convenzione OIL</strong></p><p><strong>Se la Svizzera non dovesse aderire alla convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) contro la violenza e le molestie sul lavoro farebbe una figuraccia, soprattutto perch\u00e9 Stato sede di questa organizzazione.</strong></p><p>\u00c8 tra l'altro con questa motivazione che il Consiglio nazionale ha deciso oggi per 124 voti a 49 (UDC) di dare il proprio nullaosta a un testo che, secondo la maggioranza, la Svizzera rispetta gi\u00e0 a grandi linee.</p><p>Il dossier ritorna al Consiglio degli Stati. Quest'ultimo, in settembre, aveva deciso di bocciare il testo per 24 voti a 20, poich\u00e9 timoroso che prevedesse nuovi obblighi per la Confederazione a causa della presunta vaghezza di alcune formulazione.</p><p>Oggi, nonostante l'opposizione dell'UDC, il plenum ha prima votato l'entrata nel merito e il testo finale, sostenendo che la Convenzione non prevede nuovi obblighi per la Svizzera in virt\u00f9 della sua legislazione progressista a contrasto degli abusi sul posto di lavoro, specie nei confronti delle persone pi\u00f9 vulnerabili. Sarebbe insomma una \"vergogna\" se la Svizzera non aderisse, si \u00e8 sentito in aula.</p><p>Per il \"ministro\" Guy Parmelin la Svizzera non ci farebbe senz'altro una bella figura se dovesse rimanerne fuori, soprattutto quale paese ospite di questa organizzazione con sede a Ginevra. Il \"ministro\" dell'economia ha rammentato che la Svizzera non dovr\u00e0 adeguare la propria legislazione e che i partner sociali sono unanimi nel sostenere gli scopi di questa Convenzione internazionale.</p><p>La Convenzione n. 190 del 2019 dell'OIL sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro \u00e8 il primo testo del genere che contiene una definizione concordata a livello internazionale su questo tema. La Convenzione prevede un divieto legale di violenza e molestie sul posto di lavoro. Il documento menziona anche misure di prevenzione e, per le vittime, provvedimenti di sostegno e riparazione.</p><p>I contrari hanno mostrato un certo scetticismo dal momento che, a loro avviso, la situazione potrebbe cambiare tenuto conto dell'ampio ventaglio di situazioni incluso nella Convenzione. Al voto, per\u00f2, una chiara maggioranza ha preferito seguire il parere favorevole della propria commissione preparatoria e dell'esecutivo. Adesso spetter\u00e0 ancora ai \"senatori\" esprimersi sul dossier.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 25.09.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Molestie sul lavoro, convenzione OIL va riesaminata</strong><br><strong>Pur di non darsi la \"zappa sui piedi\", rischiando di nuocere all'immagine internazionale della Svizzera, il Consiglio degli Stati ha deciso oggi (34 voti a 6) di rinviare al Consiglio federale la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul lavoro per ulteriori approfondimenti.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Prima di questo voto, contrariamente all'avviso della commissione preparatoria, il plenum \u00e8 entrato nel merito del progetto per 27 voti a 13 e 3 astensioni.</p><p class=\"Standard_d\">Il 19 di settembre 2022, gli Stati avevano gi\u00e0 respinto l'entrata in materia per 24 voti a 20. Il Consiglio nazionale, invece, il 12 dicembre scorso aveva approvato il progetto con 124 a favore e 49 contrari, tutti esponenti dell'UDC. A motivare il primo \"niet\" degli Stati e la raccomandazione negativa della commissione \u00e8 il timore che una ratifica avrebbe avuto sul diritto del lavoro in Svizzera: si teme, infatti, che l'interpretazione della convenzione possa, in futuro, dare adito a richieste diverse e variate, rischiando di appesantire la legislazione elvetica in materia di lavoro.</p><p class=\"Standard_d\">Oggi in aula, il consigliere federale Guy Parmelin ha voluto rassicurare gli scettici: la legislazione svizzera rispetta in tutto e per tutto lo spirito della Convenzione. Una ratifica non impone nessun cambiamento alla nostra legislazione in materia di protezione dei lavoratori. Un eventuale modifica di questo testo negoziato a Ginevra - sede dell'OIL di cui la Svizzera \u00e8 membro dal 1919, ha puntualizzato - ha spiegato il \"ministro\" dell'economia, non ci obbligherebbe ad adeguare automaticamente la nostra legislazione. Parmelin ha poi fatto notare che i partner sociali sono d'accordo con la ratifica.</p><p class=\"Standard_d\">L'esponente UDC in governo ha poi sostenuto che una mancata ratifica metterebbe la Svizzera in difficolt\u00e0, specie quando si tratter\u00e0 di negoziare nuovi accordi di libero scambio. \"Come potremmo chiedere ai nostri partner di rispettare i diritti umani o la sostenibilit\u00e0 se noi stessi abbiamo respinto la ratifica di questa convenzione?\", si \u00e8 chiesto il \"ministro\" vodese. \"Sarebbe difficile spiegare questa particolarit\u00e0 elvetica ai nostri partner\", ha aggiunto Parmelin, secondo cui un \"no\" andrebbe contro i nostri interessi.</p><p class=\"Standard_d\">Per Carlo Sommaruga (PS/GE), un altro rifiuto ad entrare nel merito, che porterebbe all'archiviazione pura e semplice del progetto, equivarrebbe a \"tirarsi la zappa sui piedi\". Sarebbe un duro colpo sia per l'immagine della Svizzera sia per la Ginevra internazionale che ospita l'OIL. Ben 32 paesi hanno finora ratificato la Convenzione, ha aggiunto Sommaruga, tra cui paesi a noi vicini, come l'Italia, la Germania, la Francia, il Belgio o la Gran Bretagna, \"insomma tutti paesi che propugnano un'economia liberale\". Secondo il \"senatore\" socialista, alla luce delle critiche alla Svizzera per la sua neutralit\u00e0 in questi tempi difficili, sarebbe pi\u00f9 saggio evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco.</p><p class=\"Standard_d\">Gli appelli di Sommaruga e Parmelin hanno fine l'hanno spuntata nonostante lo scetticismo della destra. Prima del voto, Parmelin ha spiegato che un rinvio del dossier al Governo per ulteriori approfondimenti sarebbe sempre meglio che un rifiuto puro e semplice da parte del plenum. Un invito infine raccolto da una maggioranza dei \"senatori\", che avr\u00e0 cos\u00ec il tempo necessario per riflettere sulle sue posizioni.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>CF esamini convenzione OIL su molestie sul lavoro</strong><br><strong>Il Consiglio federale dovr\u00e0 condurre un esame approfondito sulla Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul lavoro in vista della sua approvazione. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale sostenendo tacitamente la decisione degli Stati di rinviare il dossier all'esecutivo.</strong></p><p class=\"Standard_d\">La Convenzione, promossa nel 2019 in occasione del centenario dell'OIL, contiene la prima definizione di violenza e molestie nel mondo del lavoro riconosciuta a livello internazionale. Il testo prevede un divieto legale di questi fenomeni oltre che misure volte a prevenirli e misure di ricorso e risarcimento nonch\u00e9 di sostegno per le vittime.</p><p class=\"Standard_d\">Per il consigliere federale Guy Parmelin la legislazione svizzera rispetta in tutto e per tutto lo spirito della Convenzione. Una ratifica non impone nessun cambiamento alla nostra legislazione in materia di protezione dei lavoratori. L'esponente UDC in Governo ha poi sostenuto che una mancata ratifica metterebbe la Svizzera in difficolt\u00e0, specie quando si tratter\u00e0 di negoziare nuovi accordi di libero scambio.</p><p class=\"Standard_d\">Al voto l'UDC si \u00e8 opposta temendo le conseguenze che una ratifica avrebbe avuto sul diritto del lavoro in Svizzera. Per i democentristi, l'interpretazione della Convenzione potrebbe, in futuro, dare adito a richieste diverse e variate, rischiando di appesantire la legislazione elvetica in materia di lavoro.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Informazioni</strong></h2><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">Simone Peter, segretaria della commissione,</p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">058 322 97 47,</p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"mailto:rk.caj@parl.admin.ch\">rk.caj@parl.admin.ch</a></p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cag\">Commissione degli affari giuridici (CAG)</a></p><p>&nbsp;</p><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 08.10.2024</strong></h2><p class=\"Standard_d\">La Commissione ha trattato il messaggio del Consiglio federale concernente l\u2019approvazione della Convenzione n. 191 dell\u2019Organizzazione internazionale del lavoro (<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20240047\">24.047</a>). Secondo il Consiglio federale, questa Convenzione rafforza la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e contribuisce alla strategia svizzera per lo sviluppo sostenibile nell\u2019ambito dell\u2019Agenda 2030. La sua ratifica non richiede una modifica di disposizioni vigenti del diritto svizzero. Con 12 voti contro 8 e 4 astensioni la Commissione ha deciso l\u2019entrata in materia sul progetto, ma con 15 voti contro 8 e 1 astensione propone alla propria Camera il rinvio al Consiglio federale. La Commissione chiede al Consiglio federale di illustrare in un rapporto aggiuntivo quali disposizioni della Convenzione OIL n. 191 sono applicabili direttamente e quali indirettamente, nonch\u00e9 di indire in seguito una consultazione. Dopo la consultazione il progetto andrebbe nuovamente sottoposto al Parlamento unitamente al progetto di Convenzione OIL n. 190 (<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20220045\">22.045</a>), che era stato rinviato al Consiglio federale dalle Camere nel 2023. Una minoranza respinge il rinvio perch\u00e9 non ritiene necessari ulteriori chiarimenti n\u00e9 vede un nesso fra le due convenzioni n. 190 e 191. Un\u2019ulteriore minoranza propone la non entrata in materia poich\u00e9 teme che la Convenzione potrebbe comportare in futuro una perdita di flessibilit\u00e0 per il mercato svizzero del lavoro.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Informazioni</strong></h2><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">Katrin Marti, segretaria della commissione,&nbsp;</p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">058 322 94 72,</p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"mailto:wak.cer@parl.admin.ch\">wak.cer@parl.admin.ch</a></p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cet\">Commissione dell\u2019economia e dei tributi (CET)</a></p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":231,"BusinessStatusText":"Fine delle discussioni della Commissione del Consiglio nazionale","BusinessStatusDate":"\/Date(1698429644000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|44","Category":"IIIb/IV","Modified":"\/Date(1782839190167)\/","SubmissionDate":"\/Date(1652832000000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5115,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Occupazione e lavoro"}}