{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20220083,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20220083,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"22.083","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Introduzione di un freno alla regolamentazione","Description":"Messaggio del 9 dicembre 2022 sull\u2019introduzione di un freno alla regolamentazione (modifica dell\u2019art. 159 cpv. 3 della Costituzione federale e modifica della legge sul Parlamento)","InitialSituation":"<h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 09.12.2022</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>Il Consiglio federale vuole ridurre l'onere amministrativo a carico delle imprese</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Il Consiglio federale vuole ridurre l'onere normativo a carico delle imprese. Allo stesso tempo, desidera promuovere ed espandere ulteriormente la digitalizzazione dei servizi delle autorit\u00e0. Il 9 dicembre 2022 ha adottato il messaggio relativo a una legge sullo sgravio delle imprese. Inoltre l'Esecutivo, pur respingendo l'idea di un un freno alla regolamentazione, ha ugualmente adottato il messaggio sulla sua introduzione. Con ci\u00f2 il Consiglio federale adempie a un mandato del Parlamento.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Una normativa efficiente e misurata \u00e8 fondamentale per garantire l'attrattiva delle condizioni quadro della piazza economica. Con la legge sullo sgravio delle imprese (LSgrI), che mira in particolare a promuovere la digitalizzazione dei servizi delle autorit\u00e0 a disposizione delle imprese sulla piattaforma elettronica centrale \"Easygov\", il Consiglio federale propone una serie di misure specifiche volte allo sgravio amministrativo. Con il messaggio relativo alla LSgrI, il Consiglio federale adempie al mandato parlamentare espresso con la mozione 16.3388 Sollberger.</p><p class=\"Standard_d\">Anche l'introduzione di un freno alla regolamentazione ha l'obiettivo di contenere l'onere normativo a carico delle imprese. Stando al mandato parlamentare, in futuro una normativa che implica costi notevoli per le imprese dovr\u00e0 ottenere una maggioranza qualificata in Parlamento, aspetto che rende necessaria una modifica costituzionale. Fin dall'inizio, il Consiglio federale ha guardato con occhio critico questo strumento, che \u00e8 stato oggetto di controversie anche in fase di consultazione. Tuttavia, il 4 marzo 2022 ha deciso di redigere un messaggio e di adempiere al mandato parlamentare (mozione 16.3360 PLR-Gruppo liberale radicale), rinunciando a chiedere l'approvazione del disegno di legge.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale propone una legge sullo sgravio delle imprese</p><p class=\"Standard_d\">L'ancoraggio giuridico di principi e di obblighi di verifica intende contribuire a garantire che la nuova normativa venga concepita in modo efficiente e snello, soprattutto per le piccole e medie imprese. Sar\u00e0 inoltre garantita una maggiore trasparenza in termini di costi normativi a carico delle imprese, che potranno quindi essere inclusi nelle basi decisionali del Consiglio federale e del Parlamento. La normativa gi\u00e0 in vigore dovr\u00e0 essere verificata, andando a indagare in modo mirato il suo potenziale di sgravio attraverso studi settoriali. Nel complesso, l'Amministrazione federale dovr\u00e0 identificare e sfruttare in modo pi\u00f9 coerente le possibilit\u00e0 di sgravio previste dalla normativa esistente e da quella nuova.</p><p class=\"Standard_d\">Anche processi elettronici efficienti che permettono la comunicazione tra imprese e autorit\u00e0 rientrano tra le possibilit\u00e0 di sgravio diretto delle aziende. Le disposizioni relative a una piattaforma elettronica centralizzata per servizi delle autorit\u00e0 destinati alle imprese consentono di offrire uno sportello unico (one stop shop) a livello nazionale. Le autorit\u00e0 saranno obbligate a rendere accessibili alle imprese attraverso la piattaforma elettronica centralizzata i servizi legati all'esecuzione del diritto federale. Le imprese potranno gestire tutti i servizi delle autorit\u00e0 attraverso un unico account. Tutti i processi diventeranno cos\u00ec pi\u00f9 rapidi, efficienti e intuitivi.</p><p class=\"Standard_d\">Il disegno di legge nel suo complesso e le singole misure hanno ricevuto un ampio consenso in fase di consultazione. La stragrande maggioranza dei partecipanti vede la necessit\u00e0 di intervenire per intensificare l'impegno volto allo sgravio delle imprese.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Consiglio federale: freno alla regolamentazione poco adeguato</p><p class=\"Standard_d\">Secondo il messaggio sul freno alla regolamentazione, per ridurre l'aumento dei costi normativi a carico delle imprese gli atti legislativi che comportano un onere considerevole dovranno ottenere una maggioranza qualificata in Parlamento. Vengono proposti due valori soglia, ossia pi\u00f9 di 10 000 aziende interessate dall'aumento dei costi normativi o un aumento complessivo di pi\u00f9 di 100 milioni di franchi di tali costi per tutte le aziende su un periodo di dieci anni. Questo secondo valore soglia implica che anche gli atti legislativi che riguardano meno di 10 000 imprese, ma che sono comunque associati a costi normativi complessivamente elevati, sono soggetti al freno alla regolamentazione.</p><p class=\"Standard_d\">Durante la consultazione, i sostenitori hanno sottolineato il fatto che questo strumento potrebbe attirare la necessaria attenzione da parte dell'Amministrazione federale e del Parlamento sull'onere a carico delle imprese. Gli oppositori hanno invece criticato in particolare il trattamento preferenziale degli interessi delle imprese associato a questo strumento nel processo legislativo, mettendo in luce le possibili difficolt\u00e0 di applicazione. Anche per il Consiglio federale gli aspetti critici sono preponderanti. La mancata approvazione della legge si deve in particolare agli effetti collaterali di politica nazionale che ne derivano, non giustificati da un effettivo sgravio delle imprese.</p><p class=\"Standard_d\">Un simile effetto di sgravio pu\u00f2 infatti essere ottenuto anche grazie alla LSgrI e quindi senza restrizioni da parte del Parlamento.</p>","Proceedings":"<h4 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia ATS</h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.06.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>No a freno regolamentazione</strong></p><p class=\"Standard_d\">In seguito, i \"senatori\" si sono occupati di un progetto dai contenuti simili, pensato per far s\u00ec che, analogamente al freno alle spese, gli atti legislativi con notevoli ricadute per le imprese debbano essere approvati dalla maggioranza dei membri di ciascuna Camera, aspetto che rende necessaria una modifica costituzionale. Il plenum ha per\u00f2 deciso, per 24 a 18, di non entrare in materia. A favore si sono espressi i rappresentanti dell'UDC e parte del PLR.</p><p class=\"Standard_d\">Gi\u00e0 il governo, adempiendo a un mandato parlamentare, aveva redatto e adottato il messaggio controvoglia, dicendosi critico nei riguardi di questo strumento e respingendo l'idea di un freno alla regolamentazione. Aveva fissato due valori soglia per la sua applicazione: pi\u00f9 di 10'000 aziende interessate dall'aumento dei costi normativi o un incremento complessivo di oltre 100 milioni di franchi di tali oneri per tutte le imprese su un periodo di dieci anni.</p><p class=\"Standard_d\">Nella pratica, ha affermato a nome della commissione preparatoria Hans St\u00f6ckli (PS/BE), questo strumento sarebbe di difficile applicazione, oltre che poco democratico. L'efficacia \u00e8 dubbia e potrebbero sorgere incertezze giuridiche, ha aggiunto Parmelin.</p><p>&nbsp;</p><h4 class=\"SDA_Meldung_d\"><span style=\"color:black;\">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><span style=\"color:black;\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale,&nbsp;</strong></span><strong>13.09.2023</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Burocrazia, affossata idea di freno alla regolamentazione</strong><br><strong>Non convince l'idea di introdurre un freno alla regolamentazione per ridurre l'onere amministrativo a carico delle imprese. Dopo il Consiglio degli Stati, stamane anche il Nazionale ha deciso con 96 voti a 89 di non entrare in materia in un progetto in tal senso, elaborato peraltro controvoglia dal Consiglio federale su mandato del Parlamento. L'oggetto \u00e8 pertanto liquidato.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Prevedeva un meccanismo simile a quello applicato al freno alla spesa: gli atti legislativi che comportano oneri significativi per le imprese avrebbero dovuto essere adottati da una maggioranza qualificata (101 voti al Nazionale e 24 voti agli Stati) anzich\u00e9 dalla maggioranza dei votanti.</p><p class=\"Standard_d\">In aula il ministro dell'economia, Guy Parmelin, ha rilevato che il Consiglio federale riconosce la necessit\u00e0 di agire sull'onere amministrativo delle aziende, ma ritiene che questo freno alla regolamentazione non sia lo strumento adeguato. La commissione preparatoria era peraltro giunta alla conclusione che una simile normativa sarebbe stata insostenibile in termini di politica statale.</p><p class=\"Standard_d\">La bozza prevedeva valori soglia per il ricorso a questo nuovo strumento: pi\u00f9 di 10'000 aziende interessate dall'aumento dei costi normativi o un incremento complessivo di oltre 100 milioni di franchi di tali oneri per tutte le imprese su un periodo di dieci anni.</p><p class=\"Standard_d\">\u00c8 inaccettabile che gli atti del Parlamento siano soggetti a requisiti di maggioranza diversi a seconda del loro contenuto, ha sostenuto Marco Romano (Centro/TI), a nome della commissione preparatoria. Da un punto di vista democratico, il messaggio \u00e8 indifendibile, ha proseguito, paventato oltretutto incertezza nel diritto e maggiori costi, il contrario di quanto auspicato.</p><p class=\"Standard_d\">Per Tiana Moser (PVL/ZH) il progetto avrebbe aumentato i blocchi politici. Natalie Imboden (Verdi/BE) ha aggiunto che la proposta darebbe priorit\u00e0 agli interessi delle imprese rispetto ad altri interessi sociali che potrebbero essere altrettanto legittimi. \"Questo crea un sistema a due livelli\", ha sostenuto Parmelin.</p><p class=\"Standard_d\">Secondo Piero Marchesi (UDC/TI) il tema \u00e8 di attualit\u00e0 in particolare per le piccole medie imprese, che hanno meno risorse. Egli ha poi sottolineato la necessit\u00e0 di porre un freno alla regolamentazione per rendere le societ\u00e0 elvetiche pi\u00f9 competitive anche a livello internazionale. Anche Damien Cottier (PLR/NE) ha sottolineato invano l'onere che grava sulle imprese.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1694602480000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|12|15|34","Category":null,"Modified":"\/Date(1770754554467)\/","SubmissionDate":"\/Date(1670544000000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5117,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Diritto generale|Economia|Media e comunicazione"}}