{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224183,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20224183,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"22.4183","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Uso dei patrimoni congelati delle persone sanzionate per le riparazioni di guerra in Ucraina","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Gli effetti della guerra vanno ben oltre i confini dell'Ucraina. I prezzi dei generi alimentari di base stanno aumentando, la penuria di energia elettrica \u00e8 imminente e in alcuni Paesi il rischio di carestia \u00e8 molto elevato. Alcuni chiedono che sia la Russia a doversi fare carico delle riparazioni. Anche il presidente ucraino e diversi parlamentari lo hanno ripetutamente affermato in Svizzera in occasione di visite e interventi vari. </p><p>Si moltiplicano le richieste di destinare alla ricostruzione dell'Ucraina i patrimoni congelati dei cittadini russi sanzionati. Questo dovr\u00e0 avvenire con un processo ben regolamentato, come affermato a inizio dello scorso luglio dal presidente della Confederazione Cassis in occasione della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina (URC) tenutasi a Lugano.</p><p>La Svizzera \u00e8 nota per il suo Stato di diritto. A maggior ragione dovrebbe sostenere presso gli organismi internazionali una procedura adeguata basata su questo principio. Sarebbe estremamente problematico se agli attori interessati non venisse garantita la possibilit\u00e0 di difendersi in una procedura ordinaria o se, peggio ancora, non fosse loro riconosciuto il diritto di audizione. </p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Il diritto internazionale fornisce una base per imporre alla Russia di farsi carico delle riparazioni? </p><p>2. Il Consiglio federale vede una base giuridica per la confisca agevolata dei beni privati nel regolamento (UE) n. 2022/1273, il quale impone alle persone sanzionate di dichiarare alle autorit\u00e0 i beni di cui dispongono nella giurisdizione dello Stato?</p><p>3. La Svizzera intende ugualmente attuare questo regolamento? </p><p>4 In riferimento a quanto chiesto nell'ora delle domande (22.7649, interrogazione B\u00fcchel), il Consiglio federale \u00e8 disposto a concedere alle persone sanzionate la possibilit\u00e0 di discolpa in una procedura disciplinata dallo Stato di diritto? In caso affermativo, \u00e8 disposto a impegnarsi a livello internazionale per garantire il rispetto dei principi dello Stato di diritto?</p><p>5. Il Consiglio federale aveva l'obiettivo di intaccare l'economia russa ricorrendo a sanzioni contro singoli individui? Sono stati ottenuti risultati misurabili e in che modo?</p><p>6. Esistono prove valide che gli individui sanzionati abbiano fornito un sostegno (finanziario) alla Russia e alla sua leadership?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Ogni atto internazionalmente illecito di uno Stato comporta la sua responsabilit\u00e0 internazionale. Una delle conseguenze per lo Stato responsabile \u00e8 l'obbligo di riparare integralmente i danni, materiali e immateriali, causati dall'atto internazionalmente illecito. La riparazione assume la forma di un risarcimento (compensazione) se la restituzione non \u00e8 possibile. Sul piano dell'attuazione di una tale riparazione sorgono per\u00f2 numerose questioni di diritto nazionale e internazionale.</p><p>2, 3. Il 21 luglio 2022 l'UE ha deciso di estendere l'obbligo di notifica previsto dalle sanzioni contro la Russia e di imporre alle persone o alle entit\u00e0 sanzionate di notificare i beni che detengono in uno Stato membro dell'UE. Il 3 agosto 2022 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), in collaborazione con il DFAE, il DFF e il DFGP, di valutare di quali beni si trattasse e di presentargli eventuali opzioni di intervento. Nel corso delle discussioni tra gli organi responsabili dei suddetti Dipartimenti sono stati chiariti diversi aspetti politici e giuridici. Il 30 settembre 2022 il DEFR ha informato il Consiglio federale che l'estensione dell'obbligo di notifica alla Svizzera avrebbe sollevato questioni legali e politiche. D'altronde non \u00e8 ancora chiaro come gli Stati membri dell'UE intendano estendere tale obbligo. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, non \u00e8 quindi possibile dire chiaramente se anche la Svizzera debba allinearsi. Il DEFR continuer\u00e0 a monitorare l'evoluzione della situazione.</p><p>4. Le persone, le societ\u00e0 e le organizzazioni sanzionate hanno la possibilit\u00e0 di far valere i propri diritti in Svizzera presentando al DEFR una domanda di cancellazione dall'elenco delle sanzioni (il cosiddetto \"delisting\"). Dopo un esame della domanda, il DEFR emette una decisione impugnabile davanti al Tribunale amministrativo federale e, successivamente, al Tribunale federale. Seguendo il principio dello Stato di diritto, \u00e8 il Consiglio federale a valutare un'eventuale cancellazione dall'elenco delle sanzioni. Questa prassi \u00e8 stata confermata pi\u00f9 volte dal Tribunale federale e si \u00e8 dimostrata valida nella pratica. Ne \u00e8 una chiara dimostrazione il fatto che il DEFR abbia ricevuto finora cinque domande di cancellazione in relazione alla situazione in Ucraina.</p><p>5. Le sanzioni si sono rivelate uno strumento importante (e spesso necessario) di politica estera, economica e commerciale. Attuate in uno sforzo comune con i partner internazionali, queste intendono spingere la Russia ad adottare un cambiamento di paradigma nella sua politica e ad attenersi al diritto internazionale, e costituiscono inoltre un segnale di solidariet\u00e0 verso l'Ucraina. Quelle contro gli individui rappresentano solo una piccola parte delle misure adottate. Ve ne sono altre che riguardano i beni, ed esistono ugualmente importanti sanzioni finanziarie di particolare efficacia nel breve termine che mirano a ostacolare il finanziamento della guerra e a intaccare fortemente il sistema finanziario russo. Alcune sanzioni commerciali hanno poi lo scopo di impedire all'economia russa di accaparrarsi beni utili a vincere la guerra. Sul medio e lungo termine, i controlli sulle esportazioni bloccheranno anche l'accesso alle tecnologie e ai pezzi di ricambio, con il risultato di frenare l'industria russa, soprattutto in ambito militare.</p><p>5, 6. Le sanzioni sono rivolte anche agli individui che sostengono le politiche della Russia o ne traggono benefici, e hanno lo scopo di penalizzarli e spingerli a cambiare attitudine. Queste sanzioni si rivolgono in particolare a importanti rappresentanti del Governo e a membri del Parlamento russo.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1669161600000)\/","SubmittedBy":"B\u00fcchel Roland Rino","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1727430906000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|9|10|15","Category":null,"Modified":"\/Date(1745523021300)\/","SubmissionDate":"\/Date(1664409600000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5116,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica di sicurezza|Politica europea|Economia"}}