{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20224559,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20224559,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"22.4559","BusinessType":6,"BusinessTypeName":"Postulato","BusinessTypeAbbreviation":"Po.","Title":"Vietare il velo alle bambine nelle scuole e negli asili. Una questione di parit\u00e0 di trattamento e di protezione dei minori, non di religione","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di redigere un rapporto che illustri in che misura \u00e8 possibile, in virt\u00f9 degli articoli 8 capoversi 1-3, 10 capoverso 2, 11 capoverso 1, 19 nonch\u00e9 41 capoverso 1 lettera g della Costituzione federale, creare una base legale che assicuri a tutti i bambini negli asili e nelle scuole del nostro Paese uguali diritti e libert\u00e0 e garantisca la protezione dei minori. Nei nostri istituti formativi deve essere garantita a tutte le bambine la possibilit\u00e0 di svilupparsi liberamente senza velo.</p><p>I capi di vestiario che esprimono la sottomissione e la discriminazione delle ragazze musulmane violano i summenzionati articoli della Costituzione. In base al principio secondo cui il diritto religioso \u00e8 subordinato a quello statale, occorre anche chiarire il rango dell'articolo 8 rispetto all'articolo 15. Appellarsi alla libert\u00e0 di credo e di coscienza per giustificare una sottomissione non pu\u00f2 essere nello spirito della Costituzione.</p><p>Le nostre scuole costituiscono uno spazio di libert\u00e0 in cui gli ideali dello Stato di diritto (libert\u00e0 e uguali diritti per tutti) devono essere rispettati. Tutti i bambini devono poter godere allo stesso modo di questi diritti, che vanno tutelati. Non si pu\u00f2 dunque ammettere che le ragazze musulmane siano obbligate a portare il velo, un capo di vestiario con carattere sessualizzante e discriminatorio. Il porto del velo ostacola lo sviluppo e la libert\u00e0 di movimento delle ragazze in questione ed \u00e8 contrario all'obiettivo pedagogico della parit\u00e0 di trattamento e di opportunit\u00e0. Rende evidenti la sottomissione e la sessualizzazione e, con l'argomentazione ingannevole della libert\u00e0 religiosa, stigmatizza e priva della libert\u00e0 una minoranza di ragazze.</p><p>Questa minoranza - per quanto esigua possa essere - non pu\u00f2 essere ignorata nelle nostre societ\u00e0 occidentali, che rientrano tra quelle pi\u00f9 progressiste in materia di emancipazione femminile. Non si chiede una normativa speciale contro una minoranza, ma un diritto per una piccola minoranza di bambine.</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il tenore del presente postulato \u00e8 identico al postulato 20.4728 (\"Vietare il velo alle bambine nelle scuole e negli asili. Una questione di parit\u00e0 di trattamento e di protezione dei minori, non di religione\"), depositato dall'autrice il 18 dicembre 2020. La posizione sostenuta dal Consiglio federale nel suo parere del 17 febbraio \u00e8 rimasta invariata.</p><p>Nel suo rapporto del 9 giugno 2017 su segni e simboli religiosi indossati e affissi negli edifici pubblici, stilato in adempimento del postulato Aeschi Thomas 13.3672, il Consiglio federale si \u00e8 gi\u00e0 chinato sulla questione dei simboli religiosi indossati a scuola, tra cui anche il velo. A tal fine si \u00e8 fondato su un'analisi della legislazione e della giurisprudenza a livello federale, sugli interventi politici presentati nei Cantoni, su studi empirici e su uno studio di diritto comparato. Nel suo rapporto non ha ravvisato alcuna necessit\u00e0 di legiferare a livello federale. Ha in particolare rammentato che in virt\u00f9 della Costituzione (Cost.; RS 101) la competenza di legiferare in ambito religioso spetta ai Cantoni (art. 3 e 72 cpv. 1 Cost.) e il settore scolastico compete ai Cantoni (art. 62 Cost.). Sia questo approccio federalistico sia la considerazione delle peculiarit\u00e0 cantonali sono profondamente radicati in Svizzera e si sono dimostrati buone opzioni. Questa ripartizione delle competenze consente anche di trovare risposte mirate a situazioni concrete. Le competenti autorit\u00e0 cantonali e comunali dispongono comunque gi\u00e0 dell'arsenale giuridico necessario a proteggere un minore e i suoi interessi se il suo bene \u00e8 minacciato o se rischia di non avere gli stessi diritti dei suoi compagni. Secondo il Consiglio federale, queste soluzioni individuali e locali sono pi\u00f9 appropriate rispetto a un divieto di indossare il velo a scuola valido per tutta la Svizzera.</p><p>Conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, un divieto generale di indossare il velo islamico nelle scuole pubbliche sarebbe inoltre anticostituzionale. \u00c8 vero che nel 1997 il Tribunale federale ha confermato, in considerazione della neutralit\u00e0 confessionale della scuola, il licenziamento nel Canton Ginevra di un'insegnante di scuola elementare che si era rifiutata di togliersi il velo durante le lezioni (DTF 123 I 296). Nel 2015, tuttavia, in una causa concernente il Canton San Gallo (DTF 142 I 49), ha considerato che un divieto generale di indossare il velo nelle scuole pubbliche costituisce un'ingerenza grave e sproporzionata nella libert\u00e0 religiosa ai sensi dell'articolo 15 Cost., nonostante l'esistenza di una base legale sufficiente. Dal punto di vista degli interessi pubblici da considerare (tra cui l'esercizio scolastico senza interferenze, la funzione integrativa della scuola, la neutralit\u00e0 statale in materia religiosa, l'uguaglianza fra uomo e donna), il Tribunale federale non ha ritenuto necessario stabilire la rinuncia a indossare un simbolo religioso come condizione affinch\u00e9 l'allieva possa continuare a frequentare le lezioni. Ha osservato in particolare che un divieto di indossare il velo non \u00e8 la condizione sine qua non per trasmettere i contenuti didattici, tanto importanti per garantire le pari opportunit\u00e0, o per mantenere un esercizio scolastico efficiente. Il Tribunale federale non ha invece escluso un divieto mirato, fondato su un interesse pubblico preponderante. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene necessario redigere un nuovo rapporto sulla questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposal":20,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1676419200000)\/","SubmittedBy":"Binder-Keller Marianne","BusinessStatus":216,"BusinessStatusText":"Proposta di stralcio \u00e8 disponibile","BusinessStatusDate":"\/Date(1775001600000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"28|32|1236|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1779310920783)\/","SubmissionDate":"\/Date(1671148800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5117,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Questioni sociali|Formazione|Diritti umani|Cultura"}}