{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20230073,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20230073,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"23.073","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Legge federale sul mezzo d\u2019identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici","Description":" Messaggio del 22 novembre 2023 concernente la legge federale sul mezzo d\u2019identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici","InitialSituation":"<p><strong>Il 20 dicembre 2024 le Camere hanno adottato la legge federale sul mezzo d\u2019identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (legge sull\u2019Id-e, LIdE). Grazie al nuovo mezzo di identificazione elettronico (Id-e), gratuito e facoltativo, in futuro gli utenti potranno identificarsi elettronicamente in modo semplice, sicuro e veloce. L\u2019Id-e sar\u00e0 emesso dalla Confederazione e garantir\u00e0 la massima protezione possibile dei dati personali. \u00c8 inoltre previsto che gli utenti abbiano il massimo controllo possibile sui loro dati. L\u2019infrastruttura statale di fiducia appositamente creata per l\u2019Id-e potr\u00e0 essere utilizzata anche da altre autorit\u00e0 e dai privati che desiderano emettere e verificare mezzi di autenticazione elettronici. Contro la nuova legge hanno promosso con successo il referendum, tra gli altri, il Comitato \u00abNo alla legge sull\u2019Id-e\u00bb, gli Amici della Costituzione, MASS-VOLL e il Partito Pirata. Sul progetto \u00e8 stato dunque chiamato a esprimersi il Popolo il 28 settembre 2025.&nbsp;</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>Una prima legge sull\u2019Id-e era stata respinta dal Popolo il 7 marzo 2021. Contrariamente al nuovo progetto, la prima legge prevedeva che l\u2019Id-e non fosse emesso dalla Confederazione, ma da privati.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>Situazione iniziale</strong></p><p>Nella seduta del 22 novembre 2023 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la nuova legge federale sul mezzo d\u2019identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (legge sull'Id-e, LIdE). La Confederazione non solo sar\u00e0 responsabile dell'emissione dell'Id-e, ma offrir\u00e0 anche l'infrastruttura necessaria per gestirlo, oltre a mettere a disposizione degli utenti l'applicazione necessaria per salvarlo sullo smartphone. L'applicazione sar\u00e0 completamente accessibile anche alle persone con disabilit\u00e0. La Confederazione fornir\u00e0 altres\u00ec il supporto tecnico agli utenti.&nbsp;</p><p>Il Consiglio federale propone inoltre che l'infrastruttura statale per l'emissione dell'Id-e possa essere uti-lizzata anche dalle autorit\u00e0 cantonali e comunali e dai privati (ecosistema). Documenti come certificati di domicilio, estratti del registro delle esecuzioni, diplomi, biglietti per manifestazioni o tessere associative, attualmente emessi per lo pi\u00f9 in forma fisica o eventualmente come documenti PDF, in futuro potranno essere gestiti sullo smartphone anche come mezzi di autenticazione elettronici. In questo modo la Con-federazione crea le basi per la trasformazione digitale della Svizzera.</p><p>Gli utenti del futuro Id-e statale avranno il massimo controllo possibile sui loro dati (\u00abself-sovereign identity\u00bb). La protezione dei dati sar\u00e0 garantita in primo luogo dal sistema stesso (principio della protezione dei dati fin dalla progettazione), in secondo luogo dalla limitazione dei flussi necessari di dati (principio della minimizzazione dei dati) e in terzo luogo dal salvataggio dell'Id-e esclusivamente sullo smartphone dell'utente (salvataggio decentralizzato dei dati). Per sottolineare l\u2019importanza del principio della minimizzazione dei dati, saranno resi noti i casi in cui un verificatore chiede pi\u00f9 dati dell'Id-e di quanti siano necessari nel caso specifico.</p><p>Per poter reagire agli sviluppi tecnici e sociali, la legge \u00e8 formulata in modo neutro sotto il profilo tecnico. Infine, il sistema svizzero di identificazione elettronica rispetter\u00e0 gli standard internazionali affinch\u00e9 l'Id-e possa in futuro essere riconosciuto e impiegato anche all'estero.</p>","Proceedings":"<p>Il <strong>Consiglio nazionale</strong> ha trattato il progetto dell\u2019Id-e per la prima volta nella sessione primaverile 2024. Non erano state presentate proposte di minoranza o individuali, sicch\u00e9 la Camera bassa aveva accolto tutte le proposte della Commissione senza opposizioni.</p><p>La Commissione aveva proposto alla propria Camera, tra le altre cose, di ampliare l\u2019architettura al fine di garantire la possibilit\u00e0 di un\u2019identificazione anonima, ad esempio per provare in forma anonima la propria et\u00e0 su Internet. Auspicava inoltre che il codice sorgente del software dell\u2019infrastruttura di fiducia fosse reso interamente pubblico e che l\u2019Ufficio federale dell\u2019informatica e della telecomunicazione (UFIT) pubblicasse direttive per la divulgazione e svolgesse test di sicurezza. Per rafforzare ulteriormente la protezione dei dati personali, la Commissione suggeriva altres\u00ec la revoca immediata dell\u2019Id-e qualora la sicurezza del sistema non avesse pi\u00f9 potuto essere garantita.&nbsp;</p><p>Dopo un breve dibattito, nella votazione sul complesso il Consiglio nazionale ha accolto il progetto rielaborato con 175 voti contro 24 e 1 astensione. I voti contrari sono stati espressi da membri del gruppo UDC. In linea di principio si era concordi nel ritenere che il nuovo progetto fosse decisamente migliore del precedente.&nbsp;</p><p>Il <strong>Consiglio degli Stati</strong> ha esaminato il progetto nella sessione autunnale 2024. Erano state presentate una proposta individuale \u2013 che includeva le modifiche proposte dall\u2019Amministrazione dopo la seduta della Commissione \u2013 e alcune proposte di minoranza (Schwander). Le proposte di maggioranza e la proposta individuale sono state accolte, mentre le proposte di minoranza sono state respinte.&nbsp;</p><p>La maggioranza della Commissione chiedeva di riprendere la maggior parte delle modifiche decise dal Consiglio nazionale. Proponeva inoltre che il confronto delle immagini del viso fosse possibile anche con l\u2019ausilio di appositi dispositivi al momento della creazione di un\u2019Id-e in loco e che fosse vietato pubblica-re il codice sorgente del software dell\u2019infrastruttura di fiducia se ci\u00f2 avesse messo a rischio la sicurezza dei dati o i diritti di terzi. Oltre a ci\u00f2, le autorit\u00e0 avrebbero dovuto in ogni caso adottare l\u2019Id-e come mezzo di identificazione e quindi come alternativa ai mezzi di autenticazione analogici. La Commissione si era occupata anche della conservazione e presentazione dell\u2019Id-e, attribuendo grande importanza alla sicurezza dei dati. Essa aveva dunque proposto che immediatamente dopo l\u2019introduzione dell\u2019Id-e i dati fossero conservati in un \u00abportafoglio federale\u00bb, ossia in un\u2019applicazione concepita specificamente a questo scopo. Ciononostante, secondo la sua proposta, in futuro anche i fornitori privati avrebbero dovuto essere autorizzati a offrire una simile applicazione, a condizione tuttavia che rispettassero severe prescrizioni emanate dal Consiglio federale.</p><p>La minoranza Schwander aveva tra l\u2019altro proposto che, per motivi di sicurezza, le persone dovessero recarsi fisicamente presso un ufficio passaporti per richiedere l\u2019Id-e. Questa proposta \u00e8 tuttavia stata respinta con 35 voti contro 7.&nbsp;</p><p>La Camera alta ha approvato il disegno nella votazione sul complesso con 44 voti contro 1.&nbsp;</p><p>La procedura di appianamento delle divergenze si \u00e8 svolta nella sessione invernale 2024. La Commissione del<strong> Consiglio nazionale</strong> ha proposto alla propria Camera di allinearsi essenzialmente alla propo-sta del Consiglio degli Stati, adeguando tuttavia la modifica relativa al codice sorgente in modo tale che questo codice non potesse essere pubblicato in presenza di diritti di terzi o motivi di sicurezza contrari a tale pubblicazione. L\u2019Amministrazione federale avrebbe dunque dovuto verificare periodicamente il persistere di motivi contrari alla pubblicazione del codice sorgente.</p><p>Al fine di accrescere ulteriormente la flessibilit\u00e0 e lo spazio per le innovazioni, la Commissione del Consiglio nazionale aveva inoltre proposto di introdurre la possibilit\u00e0 di emettere l\u2019Id-e anche in altri portafogli \u2013 e non solo in quello federale \u2013 quando il legame con il titolare poteva essere garantito, consentendo cos\u00ec la libera scelta del portafoglio.&nbsp;</p><p>La Camera bassa si \u00e8 allineata alle proposte della sua Commissione senza opposizioni.&nbsp;</p><p>In seguito, il <strong>Consiglio degli Stat</strong>i ha approvato tutte le modifiche del Consiglio nazionale. La minoranza Schwander aveva proposto di adottare la prima versione del Consiglio degli Stati, in quanto temeva che la soluzione del Consiglio nazionale andasse esattamente nella direzione che aveva portato il Popolo a respingere il progetto nel 2021 per motivi di sicurezza, ossia il fatto che l\u2019Id-e potesse essere offerta dai privati. Il relatore della Commissione ha per\u00f2 ribattuto che, contrariamente al precedente progetto in cui sarebbero stati i privati a emettere l\u2019Id-e, nell\u2019attuale progetto l\u2019Id-e \u00e8 emesso da fedpol, responsabile anche della verifica dell\u2019identit\u00e0. Infatti, secondo il nuovo testo del Consiglio nazionale, i privati potranno mettere a disposizione unicamente il portafoglio, ossia \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 la cassaforte in cui l\u2019utente con-serva l\u2019Id-e al suo domicilio. La proposta di minoranza \u00e8 stata respinta con 26 voti contro 14.</p><p>Nella votazione finale il progetto \u00e8 stato approvato dal Consiglio nazionale con 170 voti contro 25 e 1 astensione e dal Consiglio degli Stati con 43 voti contro 1. Contro il progetto si sono espressi nuova-mente membri del gruppo UDC.</p><p>&nbsp;</p><p>(Fonti: comunicati stampa del Consiglio federale e delle Commissioni nonch\u00e9 Bollettino ufficiale)</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Il 28&nbsp;settembre&nbsp;2025 il progetto \u00e8 stato accolto in votazione popolare dal 50,39&nbsp;% dei votanti.</strong></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.03.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Identit\u00e0 elettronica: \"s\u00ec\" convinto alla sua introduzione</strong><br><strong>Un s\u00ec convinto all'introduzione della nuova identit\u00e0 elettronica. \u00c8 quello espresso oggi dal Consiglio nazionale che ha approvato le relative basi legali con 175 voti contro 12 e 2 astenuti.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Dopo il secco rifiuto alle urne il 7 marzo 2021 di un primo progetto, il Consiglio federale ha formulato una nuova proposta, denominata Legge federale sul mezzo d'identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione. Diversamente dal progetto precedente, il nuovo disegno prevede che, anzich\u00e9 fornitori privati, sar\u00e0 la Confederazione a emettere gli Id-e e a gestire l'infrastruttura necessaria, che dovrebbe essere disponibile dal 2026.</p><p class=\"Standard_d\">Il documento d'identit\u00e0 sar\u00e0 gratuito e facoltativo: la Confederazione sar\u00e0 responsabile dell'emissione dell'Id-e, creer\u00e0 l'infrastruttura necessaria per gestirlo, nonch\u00e9 l'applicazione che permetter\u00e0 agli utenti di poterlo avere sui propri dispositivi \"smart\".</p><p class=\"Standard_d\">L'Id-e - che potr\u00e0 essere fornita gratuitamente a chiunque sia in possesso di una carta d'identit\u00e0 o di un passaporto validi - potr\u00e0 essere utilizzata dalle autorit\u00e0 e anche da privati e consentir\u00e0 di gestire in tutta sicurezza in un'applicazione fornita dalla Confederazione documenti ufficiali, quali i certificati di domicilio o gli estratti del registro delle esecuzioni, ma anche diplomi, biglietti o tessere di membro. Potr\u00e0 anche essere utilizzata per visitare determinati siti web che richiedono il raggiungimento di un'et\u00e0 specifica, ha spiegato il consigliere federale Beat Jans.</p><p class=\"Standard_d\">Per la sua introduzione \u00e8 prevista una spesa di all'incirca 182 milioni di franchi per lo sviluppo e la gestione dell'infrastruttura, nonch\u00e9 per l'emissione degli Id-e e i relativi progetti pilota. I costi operativi che subentreranno in un secondo momenti sono stimati a circa 25 milioni di franchi l'anno.</p><p class=\"Standard_d\">Nell'esaminare il disegno di legge proposto dal governo, oggi il Nazionale vi ha aggiunto alcune precisazioni, come l'ampliamento dell'architettura al fine di garantire la possibilit\u00e0 di un'identificazione anonima, ad esempio per provare anonimamente la propria et\u00e0 su Internet.</p><p class=\"Standard_d\">Il cosiddetto \"codice sorgente del software\" dovr\u00e0 inoltre essere reso interamente pubblico e l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) dovr\u00e0 pubblicare le direttive per la divulgazione e svolgere test di sicurezza. Per rafforzare ulteriormente la protezione dei dati personali, la camera del popolo ha anche deciso che l'Id-e potr\u00e0 essere revocata senza indugio qualora la sicurezza del sistema non dovesse essere pi\u00f9 essere garantita.</p><p>&nbsp;</p><p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.09.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Ok a un'identit\u00e0 elettronica (e-ID) svizzera</strong><br><strong>Gli Svizzeri dovrebbero poter beneficiare di un'identit\u00e0 elettronica (e-ID) a partire dal 2026. Seguendo il Consiglio nazionale, oggi quello degli Stati ha sostenuto, quasi senza eccezioni, il progetto governativo, sottolineando comunque l'importanza di garantire la sicurezza dei dati. Il dossier ritorna al Nazionale per le divergenze.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Chiunque sia in possesso di una carta d'identit\u00e0 o di un passaporto svizzero, o di un permesso di soggiorno per stranieri, potr\u00e0 richiedere una e-ID, sia online che presso l'ufficio passaporti.</p><p class=\"Standard_d\">La sicurezza dei dati deve essere garantita, ha dichiarato a nome della commissione Matthias Michel (PLR/ZG). A differenza del progetto precedente, bocciato alle urne nel 2021, la nuova e-ID sar\u00e0 interamente in mano pubblica e consentir\u00e0 ai titolari di mantenere il massimo controllo sui propri dati.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Protezione dei dati</p><p class=\"Standard_d\">La Camera dei Cantoni ha apportato al disegno del Consiglio federale una serie di modifiche. In particolare, vuole che l'e-ID sia memorizzata esclusivamente in un'applicazione della Confederazione appositamente concepita (portafoglio elettronico).</p><p class=\"Standard_d\">In linea di principio, anche i fornitori privati di tali applicazioni dovrebbero essere autorizzati a memorizzare e presentare l'e-ID in futuro, ma solo a condizione che rispettino le rigide norme emanate dal governo.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Dal 2026</p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale crede che l'e-ID potrebbe essere disponibile a partire dal 2026. \"Sar\u00e0 facoltativa, gratuita e facile da usare per tutti\", ha assicurato il \"ministro\" di giustizia e polizia, Beat Jans.</p><p class=\"Standard_d\">Sar\u00e0 possibile utilizzarla su Internet per richiedere un estratto del casellario giudiziale o della patente di guida. Ma sar\u00e0 anche possibile utilizzarla tramite un'applicazione per smartphone, ad esempio per dimostrare la propria et\u00e0 quando si fa un acquisto. Un cantone o un comune potr\u00e0 far capo all'identit\u00e0 elettronica anche per rilasciare, ad esempio, una licenza di caccia o un certificato di residenza.</p><p class=\"Standard_d\">Tutti i rapporti con la Confederazione che possono essere svolti virtualmente potranno in ogni caso essere sbrigati di persona. Allo stesso tempo, tutte le autorit\u00e0 svizzere saranno obbligate ad accettare l'e-ID come documento d'identit\u00e0 valido se accettano il principio della prova elettronica dell'identit\u00e0. Infine, questi sistemi saranno conformi agli standard internazionali, in modo che l'e-ID possa essere utilizzata anche all'estero.</p><p class=\"Standard_d\">I costi di realizzazione - fino al 2028 - dovrebbero ammontare a 182 milioni di franchi. I costi operativi a partire dal 2029 sono stimati in circa 25 milioni all'anno.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Richieste a Fedpol</p><p class=\"Standard_d\">In concreto, chi desidera ottenere una e-ID dovr\u00e0 scaricare un'applicazione, che funziona come un portafoglio. Solo in seguito potr\u00e0 richiedere l'e-ID all'Ufficio federale di polizia (Fedpol), scannerizzando la propria carta d'identit\u00e0, il passaporto o il permesso di soggiorno. Fedpol eseguir\u00e0 una verifica filmata in tempo reale, rilasciando poi l'e-ID: una procedura quest'ultima che dovrebbe richiedere pochi minuti. I dati sono gli stessi della carta d'identit\u00e0, gi\u00e0 in possesso di Fedpol, pi\u00f9 il numero AVS.</p><p class=\"Standard_d\">Voce fuori dal coro, il \"senatore\" Pirmin Schwander (UDC/SZ) ha sostenuto invano che l'unico modo per ottenere una e-ID dovrebbe essere di persona, rivolgendosi a un apposito sportello. A suo parere, infatti, \"il livello di protezione necessario per garantire una sicurezza ottimale nella condivisione di dati personali online non \u00e8 attualmente sufficiente\".</p><p>&nbsp;</p><p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 02.12.2024</strong></h3><p><strong>Nuovo mezzo d'identificazione elettronico sempre pi\u00f9 vicino</strong><br><strong>Si sta concretizzando l'introduzione in Svizzera di un'identit\u00e0 elettronica (Id-e) a partire dal 2026. Facendo seguito a quanto proposto dalla sua Commissione degli affari giuridici (CAG-N), oggi il Consiglio nazionale ha apportato al testo alcune precisazioni tecniche. Il dossier ritorna ora agli Stati.</strong></p><p>Durante il primo giorno di sessione, il Consiglio nazionale si \u00e8 nuovamente espresso sul disegno di legge inerente il nuovo mezzo d'identificazione elettronico (Id-e), accolto favorevolmente da entrambe le Camere.</p><p>Chiunque sia in possesso di una carta d'identit\u00e0 o di un passaporto svizzero, o di un permesso di soggiorno per stranieri, potr\u00e0 richiedere l'Id-e, sia online che presso l'ufficio passaporti. Il documento virtuale sar\u00e0 gratuito e facoltativo e garantir\u00e0 la massima protezione dei dati e la sicurezza.</p><p>E proprio per garantire una maggiore riservatezza e assicurare la protezione assoluta dei dati sono state proposte alcune modifiche agli articoli che ancora richiedevano un appianamento delle divergenze.</p><p>La Camera dei Cantoni aveva precedentemente inserito nel disegno di legge la memorizzazione esclusiva dell'id-e in un'applicazione della Confederazione appositamente concepita (portafoglio elettronico). Questa soluzione sar\u00e0 per\u00f2 temporanea, ha spiegato Gerhard Andrey (FR/Verdi).</p><p>In futuro, anche i fornitori privati di tali applicazioni (cosiddette Wallet) potranno essere autorizzati a memorizzare i documenti d'identit\u00e0 virtuali. Per il Consiglio nazionale, i portafogli elettronici dovranno in questo caso essere riconosciuti dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Una tra le questioni sulle quali dovr\u00e0 ritorner\u00e0 a discutere il Consiglio degli Stati.</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.12.2024</strong></h3><p class=\"Standard_d\">Adesione</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1734684562000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|28|34|1236","Category":"IIIa/IV","Modified":"\/Date(1763627350550)\/","SubmissionDate":"\/Date(1700611200000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5201,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Questioni sociali|Media e comunicazione|Diritti umani"}}