{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233242,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20233242,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"23.3242","BusinessType":6,"BusinessTypeName":"Postulato","BusinessTypeAbbreviation":"Po.","Title":"Quali strategie per rafforzare la prevenzione delle malattie correlate al lavoro?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Poich\u00e9 la definizione legale di malattia professionale, essendo molto restrittiva, non permette sempre la presa a carico dei casi di esaurimento sul posto di lavoro e di determinate conseguenze fisiche sulla salute, come una serie di disturbi muscolo-scheletrici, incarico il Consiglio federale di presentare un rapporto che faccia il punto della situazione in Svizzera in confronto alla situazione in Europa e delinei una strategia specifica per la prevenzione delle malattie dovute ai rischi psicosociali sul lavoro. Il rapporto dovr\u00e0 rispondere in particolare alle seguenti domande:</p><p>- Quanti casi di malattie correlate al lavoro come l'esaurimento, lo stress, la depressione o altri disturbi mentali sono stati dichiarati come malattie professionali nel 2022 e quanti di questi non sono stati riconosciuti come tali? A titolo di confronto, quanti casi in cui erano fatte valere malattie figuranti sull'elenco delle malattie professionali sono stati respinti?</p><p>- Quali sono le misure che il Governo considera appropriate per incentivare le persone professionalmente attive a parlare con pi\u00f9 coraggio della propria malattia correlata al lavoro e a farla dichiarare, oltre che per migliorare la loro presa a carico?</p><p>- Perch\u00e9 nella presentazione della sua Strategia di prevenzione delle malattie non trasmissibili l'UFSP non considera il lavoro e la reiterata esposizione a compiti o ritmi che presuppongono un'alta produttivit\u00e0 come fattori di rischio per le malattie mentali e la demenza? \u00c8 possibile prendere in considerazione una riflessione in questa prospettiva?</p><p>- Che cosa impedisce ai datori di lavoro e ai medici curanti di riconoscere che determinate patologie sono dovute al lavoro e di dichiararle come malattie professionali? Come abbattere questi ostacoli?</p><p>- Pi\u00f9 in generale, quali strumenti possono essere messi in campo per rafforzare la prevenzione delle malattie correlate al lavoro come l'esaurimento professionale (stress, burnout) e i disturbi mentali potenzialmente riconducibili all'attivit\u00e0 lavorativa (depressione ecc.)?</p>","ReasonText":"<p>Un percorso di guerra. Ecco come si potrebbe definire il riconoscimento come malattie professionali di tutte le malattie correlate al lavoro, in particolare i disturbi mentali, lo stress e il burn out. Di fatto, anche se l'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni (OAINF) permette di capire meglio il nesso causale necessario per il riconoscimento di una malattia quale malattia professionale, non si pu\u00f2 non constatare che molte varianti di una stessa categoria di malattia non sono tuttora riconosciute come problematiche e che altre categorie di malattie correlate al lavoro, per esempio l'esaurimento, non sono nemmeno prese in considerazione dall'ordinanza.</p><p>Per quanto concerne il primo dei due problemi citati, ricordiamo, per esempio, che se l'OAINF riconosce ben tre tipi di disturbi muscolo-scheletrici (DMS), cio\u00e8 le borsiti croniche causate da pressione continua, le paralisi dei nervi cagionate da pressione e le tendovaginiti, la situazione non \u00e8 nemmeno lontanamente la stessa per molti altri tipi di DMS per i quali il nesso causale del 75 per cento non \u00e8 sempre facile da dimostrare, spesso in ragione delle loro origini potenzialmente multiple (si pensi, ad esempio, ai dolori alla schiena).</p><p>Tuttavia, se si possono riconoscere gli sforzi della Confederazione in questo campo - ha infatti inserito i DMS nella Strategia di prevenzione delle malattie non trasmissibili -, la situazione \u00e8 ben diversa per chi soffre di disturbi riconducibili a fattori psicosociali, come lo stress e la depressione, o dovuti al deterioramento del rapporto soggettivo col lavoro, come il burn out. Del resto, quest'ultimo \u00e8 purtroppo sempre fonte di controversie sul nesso causale tra la sua comparsa e l'attivit\u00e0 professionale. Senza voler qui insistere oltre sull'importanza di classificarlo tra le malattie professionali, come per altro i disturbi mentali, sembra quanto meno appropriato, in un momento in cui attorno a questo flagello \u00e8 tutto un lampeggiare di allarmi rossi (1), fare chiarezza, mediante un punto della situazione esaustivo, sulla copertura delle malattie correlate al lavoro, ma non riconosciute come malattie professionali, e sulle politiche considerate adeguate per rafforzarne la prevenzione e migliorarne la presa a carico.</p><p>(1): STECK Albert, \"Burnout: Arbeitsausf\u00e4lle steigen auf Rekordhoch\", NZZ Magazin 11.01.2020</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 consapevole dei problemi causati dalla sofferenza sul posto di lavoro e condivide la preoccupazione dell'autore del postulato per le persone interessate.</p><p>Non vede tuttavia alcun motivo di redigere un rapporto che faccia il punto della situazione sui casi di esaurimento sul posto di lavoro e su determinati problemi di salute mentale in Svizzera. Un rapporto difficilmente fornirebbe nuove conoscenze, poich\u00e9 vi sono gi\u00e0 una sensibilit\u00e0 per i disagi psicosociali sul posto di lavoro e una collaborazione consolidata tra la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), Promozione Salute Svizzera, l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA), l'Associazione svizzera d'assicurazioni (ASA), gli assicuratori privati, la Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (CFSL) e le parti sociali (cfr. risposta all'interpellanza Berberat 15.3219). Il Consiglio federale risponde alle domande 1-5 come segue:</p><p>1. Il Servizio centrale delle statistiche dell'assicurazione contro gli infortuni (SSAINF) non dispone ancora di dati per il 2022. Tra il 2016 e il 2020 agli assicuratori contro gli infortuni sono stati notificati in media 12 casi all'anno di problemi mentali dichiarati come malattie professionali. In media nove casi all'anno sono stati respinti. La quota di riconoscimento di una malattia compresa nell'elenco delle malattie professionali di cui all'allegato 1 dell'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS 832.202) \u00e8 pari al 78 per cento e quindi pi\u00f9 elevata, in quanto per provare il nesso di causalit\u00e0 \u00e8 necessario che la malattia sia causata esclusivamente o prevalentemente da un'attivit\u00e0 professionale (art. 9 cpv. 1 della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni, LAINF; RS 832.20). Nel caso di malattie non elencate nell'allegato 1 OAINF la difficolt\u00e0 \u00e8 maggiore, poich\u00e9 deve essere provato che siano causate esclusivamente o in modo affatto preponderante dall'esercizio dell'attivit\u00e0 professionale (art. 9 cpv. 2 LAINF). In questo caso la quota di riconoscimento si attesta al 48 per cento.</p><p>2. Per quanto concerne la protezione della salute dei lavoratori, la responsabilit\u00e0 principale in ambito legale ricade inequivocabilmente sul datore di lavoro, che \u00e8 dunque l'interlocutore privilegiato per discutere di eventuali problemi. Se per qualche ragione ci\u00f2 non \u00e8 possibile o non ha esito positivo, occorre fare appello all'autorit\u00e0 esecutiva. La CFSL, composta da rappresentanti di tutti gli organi interessati, sta esaminando la necessit\u00e0 di chiarire il sistema attuale e di precisare la ripartizione dei compiti.</p><p>3. La Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili (Strategia MNT) si articola su fattori di rischio e di protezione quali l'alimentazione, l'attivit\u00e0 fisica, l'alcol e il tabacco. Il lavoro non \u00e8 considerato in s\u00e9 un fattore di rischio. Tuttavia, l'ambito lavorativo \u00e8 rilevante per la promozione della salute e la prevenzione. Nel quadro della Strategia MNT, la fondazione Promozione Salute Svizzera si adopera gi\u00e0 per la promozione della salute mentale con l'implementazione di misure volontarie di gestione della salute in azienda.</p><p>4. Le malattie professionali sono riportate in un elenco esaustivo (cfr. all. 1 OAINF). Le malattie professionali elencate sono quelle causate esclusivamente o prevalentemente da sostanze nocive o da determinati lavori nell'esercizio dell'attivit\u00e0 professionale (art. 9 cpv. 1 LAINF). Possono essere considerate professionali anche altre malattie, come i disturbi psichici, di cui \u00e8 provato siano state causate esclusivamente o in modo affatto preponderante (oltre il 75 %) dall'esercizio dell'attivit\u00e0 professionale (art. 9 cpv. 2 LAINF). Per il medico curante \u00e8 difficile provare questo nesso di causalit\u00e0. Tuttavia, tentare di integrare lo \"stato di esaurimento sul posto di lavoro\" nell'elenco delle malattie professionali di cui all'allegato 1 OAINF non sarebbe una soluzione adeguata, perch\u00e9 tali problemi di salute rappresentano regolarmente un quadro clinico multifattoriale e si andrebbe dunque a violare il principio di causalit\u00e0 della LAINF.</p><p>5. La SECO, incaricata di esercitare l'alta vigilanza sull'esecuzione della legge sul lavoro (RS 822.11), svolge gi\u00e0 un'attivit\u00e0 di prevenzione e mette a disposizione diversi strumenti, quali ausili all'esecuzione utili nel quadro delle ispezioni sul lavoro e documenti specifici destinati ai datori di lavoro e ai lavoratori (p. es. SECO &gt; Servizi e pubblicazioni &gt; Pubblicazioni &gt; Lavoro &gt; Condizioni di lavoro &gt; Opuscoli e volantini &gt; \"Tutela dai rischi psicosociali sul posto di lavoro\" o \"Prevenire il burnout\"). Inoltre, in collaborazione con i Cantoni, svolge regolarmente programmi prioritari come quello sui rischi psicosociali condotto nel periodo 2014-2018. I fondi disponibili per queste attivit\u00e0 di prevenzione sono tuttavia limitati, poich\u00e9 sono finanziati con i budget amministrativi generali di Confederazione e Cantoni e non attraverso premi supplementari come quelli per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali secondo l'articolo 87 LAINF. Per questo motivo anche la CFSL sta attualmente discutendo la questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposal":20,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1684886400000)\/","SubmittedBy":"Hurni Baptiste","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1726048612000)\/","ResponsibleDepartment":4,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'interno","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFI","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"44|2841","Category":null,"Modified":"\/Date(1763106248237)\/","SubmissionDate":"\/Date(1678924800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5118,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Occupazione e lavoro|Salute"}}