{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233550,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20233550,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"23.3550","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Necessit\u00e0 di un aereo da trasporto per la Svizzera. Ieri Kabul, oggi Khartoum, e domani?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Ormai da diversi anni assistiamo a un deterioramento della situazione geopolitica internazionale. Ne consegue che oggi molti Stati sono diventati instabili ed esposti al rischio di stravolgimenti politici significativi, che sfociano spesso nella violenza. Ieri si trattava dell'Afghanistan, oggi del Sudan. A quale Paese toccher\u00e0 domani?</p><p>Le guerre fratricide e i colpi di stato costituiscono una minaccia per le popolazioni e determinano condizioni di vita, o di sopravvivenza, particolarmente difficili per le persone intrappolate nelle zone colpite.</p><p>In tutti questi Paesi, oltre al personale delle ambasciate vivono cittadine e cittadini svizzeri costretti a fuggire in fretta e furia a seguito di questi tragici avvenimenti.</p><p>La comunit\u00e0 internazionale si mobilita organizzando operazioni di soccorso e la maggior parte dei Paesi occidentali crea ponti aerei impiegando mezzi di trasporto adeguati. La Svizzera, invece, dipende ogni volta dalla buona volont\u00e0 degli altri Stati.</p><p>Nel caso del Sudan \u00e8 stato reso noto che il personale dell'Ambasciata di Svizzera \u00e8 atterrato a Belp a bordo dell'aereo del Consiglio federale il 25 aprile, mentre diverse decine di concittadine e concittadini erano ancora bloccati nel Paese. Il 30 aprile il DFAE ha comunicato che quel giorno una sessantina di cittadine e cittadini svizzeri aveva lasciato il Sudan con voli predisposti da Stati terzi come Arabia Saudita, Canada, Francia, Germania, Giordania, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia. Le evacuazioni si sono palesemente svolte nella confusione, utilizzando i pochi posti liberi che ogni Paese era pronto a mettere a disposizione. </p><p>Il DFAE ha inoltre indicato che il 30 aprile aveva identificato altri 25 concittadini e concittadine bloccati in loco che desideravano lasciare il Paese, precisando che stava facendo tutto il possibile per assistere le persone di nazionalit\u00e0 svizzera in Sudan.</p><p>Questa situazione \u00e8 evidentemente problematica e potrebbe ripetersi nel prossimo futuro. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Il Consiglio federale \u00e8 consapevole della mancanza di professionalit\u00e0 dimostrata dalla Svizzera nella gestione di emergenze di questo tipo?</p><p>- Ci sono concittadine e concittadini che sono stati abbandonati al loro destino?</p><p>- L'acquisto, pi\u00f9 volte rimandato, di un aereo da trasporto multiruolo (trasporto di persone, promozione della pace, aiuto in caso di catastrofe, aiuto umanitario) non sarebbe forse una soluzione logica?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. La gestione delle crisi all\u2019estero che interessano le cittadine e i cittadini svizzeri nonch\u00e9 le rappresentanze \u00e8 affidata al Centro di gestione delle crisi (KMZ) del DFAE, che dispone di una struttura professionale, di processi collaudati e di risorse adeguate. Il KMZ raggruppa le unit\u00e0 competenti dell\u2019Amministrazione federale e tiene conto della responsabilit\u00e0 del datore di lavoro per il personale all\u2019estero. Per le cittadine e i cittadini svizzeri si applicano la legge federale del 26&nbsp;settembre&nbsp;2014 concernente persone e istituzioni svizzere all\u2019estero (legge sugli Svizzeri all\u2019estero,<strong>&nbsp;</strong>LSEst) e la relativa ordinanza (ordinanza sugli Svizzeri all\u2019estero, OSEst).</p><p>&nbsp;</p><p>2. Circa 80&nbsp;cittadine e cittadini svizzeri hanno potuto lasciare il Sudan con l\u2019aiuto della Confederazione e hanno ricevuto l\u2019assistenza della Svizzera conformemente alla LSEst, che disciplina la protezione consolare per le persone svizzere all\u2019estero e per le persone per le quali la Svizzera assume funzioni di protezione, come pure l\u2019aiuto in caso di crisi e catastrofi.&nbsp;Non sussiste alcun diritto alla protezione consolare. La Confederazione si aspetta che coloro che soggiornano o lavorano all\u2019estero si assumano le proprie responsabilit\u00e0 e adottino comportamenti adeguati ai rischi e alle potenziali difficolt\u00e0.</p><p>&nbsp;</p><p>3. Nell\u2019ambito del programma di armamento 2004, il Consiglio federale ha richiesto l\u2019acquisto di due aerei da trasporto militari e nel 2015 ha sostenuto due mozioni (14.4061, 14.4060) in tal senso. In entrambi i casi, il Parlamento si \u00e8 opposto. Di fronte alla recrudescenza di crisi simultanee e alla crescente instabilit\u00e0 internazionale, il Consiglio federale resta del parere che la Svizzera debba disporre di una capacit\u00e0 di trasporto aereo sufficiente, compresa quella fornita da aerei da trasporto militari multiruolo. Queste capacit\u00e0 possono essere raggiunte con l\u2019acquisizione di aeromobili o mediante accordi di cooperazione. Il trasporto aereo \u00e8 necessario nelle seguenti aree: promozione militare della pace, operazioni di aiuto umanitario e soccorso in caso di catastrofe, evacuazione di personale della Confederazione all\u2019estero, rimpatrio di cittadine e cittadini svizzeri bloccati all\u2019estero e rimpatrio di richiedenti l\u2019asilo respinti. Il suo ambito di impiego potrebbe anche essere esteso in vista di sfide future. Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport sta attualmente conducendo colloqui di cooperazione con partner europei. 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