{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20233590,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20233590,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"23.3590","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Esportazione di beni svizzeri in Russia. Cosa intende fare il Consiglio federale per impedire l'aggiramento delle sanzioni? ","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Alcune banche dati doganali e alcuni documenti datati marzo-agosto 2022 analizzati dalla RSI attestano l\u2019esportazione di prodotti tecnologici svizzeri verso imprese russe a partire dal mese di febbraio 2022, in particolare tramite spedizionieri con sede in Turchia o in Cina, nonostante il divieto imposto dalla Confederazione dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina (Fal\u00f2, 23&nbsp;marzo 2023). Inoltre, il 17&nbsp;marzo 2023 il giornale The Insider ha rivelato che le aziende svizzere E-tec Interconnect&nbsp;AG e Sipavag AG hanno continuato a fornire prodotti altamente tecnologici al complesso militare-industriale russo.</p><p>Come dichiarato dal Ministero pubblico della Confederazione, dall\u2019inizio della guerra non vi \u00e8 stata alcuna denuncia per violazione delle sanzioni nei confronti della Russia. Come se lo spiega il Governo? Siamo di fronte a una mancanza di controlli? Secondo il Consiglio federale il sistema di sorveglianza e di controllo messo in piedi dalla SECO \u00e8 sufficiente? Se s\u00ec, prevede di rinforzare e aumentare i mezzi a sua disposizione per individuare coloro che violano le sanzioni?</p><p>Pur sottolineando che l\u2019aggiramento delle sanzioni rappresenta una sfida, la SECO (responsabile dei controlli alle esportazioni) ha dichiarato che spetta alle imprese svizzere informarsi sul destinatario finale e assicurarsi che i loro prodotti non finiscano nelle mani sbagliate. Il Consiglio federale ha intenzione di estendere le sanzioni contro gli spedizionieri, in particolare sotto forma di sanzioni secondarie?</p><p>Oggi la due diligence delle aziende del settore tecnologico \u00e8 davvero sufficiente?</p><p>Non si possono creare marchi di qualit\u00e0 e istituire garanzie per questo tipo di prodotti? Ad esempio, per le batterie delle principali case automobilistiche sono previsti diversi controlli interni, addirittura certificati, volti a garantire che il materiale non provenga da miniere pericolose (ovviamente non si pu\u00f2 avere la certezza assoluta che sia tutto in ordine, ma \u00e8 comunque un passo nella giusta direzione). Non sarebbe possibile introdurre misure del genere nelle aziende del settore tecnologico, cos\u00ec importanti per la nostra vita?</p><p>Oltre a fare affidamento sulla responsabilit\u00e0 dell\u2019esportatore, quali misure intende adottare il Consiglio federale per affrontare questo problema, che affligge da mesi milioni di ucraini?</p>","ReasonText":"<p>La tecnologia svizzera \u00e8 finita all\u2019interno delle armi russe: ad esempio, alcuni prodotti di Traco Power, un\u2019azienda di elettronica con sede a Baar, sono stati esportati da intermediari cinesi e turchi e consegnati a una societ\u00e0 russa chiamata Ural Telecom Systems e registrata con il nome di Power Telecom. In particolare, nelle armi russe sono stati trovati alcuni semiconduttori dell\u2019azienda svizzera, come rivelato dai rapporti di vari think tank internazionali.</p><p>Anche i semiconduttori di STMicroelectronics, un\u2019altra impresa svizzera con sede a Ginevra, sono stati importati in Russia attraverso Paesi terzi, aggirando cos\u00ec il divieto imposto dalla Confederazione. I prodotti di STMicroelectronics sono stati ritrovati all\u2019interno di diversi armamenti russi, compresi i missili in grado di trasportare ogive nucleari. Il maggiore importatore di questi prodotti in Russia \u00e8 sempre Ural Telecom System, ma non si tratta dell\u2019unica azienda sanzionata dalla Svizzera che \u00e8 riuscita a importare i prodotti di STMicroelectronics.</p><p>Nonostante la messa a punto di un programma di conformit\u00e0 commerciale, i prodotti di STMicroelectronics sono comunque finiti nelle mani di societ\u00e0 russe soggette a sanzioni, come per esempio Vest-Ost, un\u2019azienda iscritta nella lista nera del Bureau of Industry and Security degli Stati Uniti per aver cercato di aggirare i controlli alle esportazioni e acquistato o tentato di acquistare articoli di origine americana per sostenere l\u2019industria militare russa. Infine, anche i prodotti della NVS Technologies, con sede a San Gallo, sono stati inviati in Russia tramite Paesi terzi e alcuni sono stati impiegati per missili e droni russi.</p><p>L\u2019aggiramento delle sanzioni da parte di aziende di Paesi terzi che non hanno aderito alle misure dell\u2019Occidente \u00e8 un problema di rilievo. Gli Stati Uniti hanno reagito adottando nuove misure dette \u00absanzioni secondarie\u00bb volte a colpire le aziende che sostengono le societ\u00e0 russe soggette a sanzioni. Molte altre imprese turche e cinesi, tra cui la King-Pai Technology di Hong Kong, sono state iscritte nella lista del dipartimento del commercio americano per aver fornito materiale a diverse filiali del complesso militare-industriale russo, tra cui Radioavtomatika.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il 28&nbsp;febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di aderire alle sanzioni dell\u2019Unione europea (UE) contro la Russia al fine di potenziarne gli effetti. Le misure adottate dalla Svizzera, basate sul diritto internazionale e sostenute da altri Paesi oltre che dall\u2019UE, puntano a evitare che i beni esportati dalla Svizzera e che i beni industriali venduti per il tramite della Svizzera vengano utilizzati per sviluppare e fabbricare armi destinate alla Russia. Per il Consiglio federale l\u2019attuazione completa ed efficace di queste sanzioni rappresenta una priorit\u00e0. L\u2019ordinanza del 4&nbsp;marzo 2022 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS&nbsp;<i>946.231.176.72</i>) proibisce la vendita, la consegna, l\u2019esportazione, il transito e il trasporto, nonch\u00e9 la fornitura di servizi di ogni genere, compresi i servizi finanziari, l\u2019intermediazione e la consulenza tecnica, cos\u00ec come la concessione di mezzi finanziari in relazione con la vendita, la fornitura, l\u2019esportazione, il transito, il trasporto, la messa a disposizione, la fabbricazione, la manutenzione o l\u2019impiego di alcune categorie di beni, tra cui il materiale d\u2019armamento, i beni utilizzabili a fini civili e militari e i beni per il rafforzamento militare e tecnologico o per lo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza.&nbsp;<br>Questo divieto prevede alcune deroghe molto limitate e molto restrittive, ad esempio a scopi medici o farmaceutici o per il materiale da impiegare in operazioni di sminamento a fini umanitari. I beni non coperti da sanzioni sono inoltre sottoposti a divieti nel caso in cui siano destinati allo sviluppo, alla produzione, all\u2019utilizzo, alla trasmissione o all\u2019impiego di esplosivi nucleari, di armi chimiche e biologiche (armi NBC) e dei loro vettori.&nbsp;</p><p>L\u2019ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI; RS&nbsp;<i>946.202.1</i>) contempla alcuni divieti riguardanti l\u2019esportazione, il transito e la mediazione in questo contesto.&nbsp;</p><p>I servizi incaricati di applicare le norme concernenti le sanzioni e i controlli alle esportazioni all\u2019interno della SECO, dell\u2019Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e del Servizio delle attivit\u00e0 informative della Confederazione (SIC) eseguono i controlli e adottano misure in funzione dei rischi. Inoltre, non bisogna dimenticare i frequenti contatti e l\u2019intensa attivit\u00e0 di collaborazione con le autorit\u00e0 straniere per contrastare l\u2019aggiramento delle sanzioni e il fatto che la SECO e il SIC provvedono a informare gli operatori economici sui rischi di aggiramento.&nbsp;</p><p>Le presunte violazioni della legge sugli embarghi (LEmb; RS&nbsp;<i>946.231</i>) sono perseguite e sanzionate dalla SECO. In caso di violazione della legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI; RS&nbsp;<i>946.202</i>) viene invece presentata una denuncia al Ministero pubblico della Confederazione. Dopo l\u2019entrata in vigore delle sanzioni del 4&nbsp;marzo 2022 e l\u2019adozione dei 10&nbsp;pacchetti di sanzioni europee, l\u2019attenzione si sta concentrando sempre di pi\u00f9 sulle operazioni di aggiramento che riguardano beni sottoposti a sanzioni da parte di aziende sensibili in Paesi terzi che non hanno aderito alle sanzioni internazionali. Sono stati infatti compiuti dei tentativi per far arrivare questi beni a destinatari militari russi o a imprese russe impegnate nella produzione di armi. La Svizzera segue da vicino le discussioni internazionali su queste vicende e collabora intensamente con i partner europei, ad esempio tramite la partecipazione al \u00abSanctions Coordinators Forum\u00bb, tenutosi nel febbraio 2023 a Bruxelles, in cui l\u2019aggiramento delle sanzioni \u00e8 stato fra i temi all\u2019ordine del giorno.&nbsp;<br>La SECO ha gi\u00e0 adottato misure appropriate per impedire operazioni di aggiramento ed \u00e8 riuscita a bloccare in Svizzera alcuni macchinari destinati alla fabbricazione di armi. Le autorit\u00e0 competenti esaminano tutte le informazioni relative a eventuali violazioni delle norme in materia di sanzioni e di controlli alle esportazioni. Le imprese coinvolte sono tenute a spiegare per quale motivo i loro prodotti si trovano all\u2019interno di sistemi d\u2019arma russi. Tuttavia, finora dalle verifiche della SECO \u00e8 emerso che molti componenti non sono stati esportati dalla Svizzera verso la Russia, bens\u00ec sono stati ottenuti dalla Russia da stabilimenti produttivi all\u2019estero attraverso distributori attivi sul mercato mondiale. Le aziende svizzere coinvolte sono tenute a rafforzare i propri controlli interni su vari fronti, tra cui la vendita e la fornitura da stabilimenti stranieri. Nell\u2019ambito della legislazione sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego gli esportatori hanno gi\u00e0 l\u2019obbligo di fornire la prova di aver svolto controlli interni attendibili (<i>Internal Compliance Programme</i> o ICP).</p>","FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1692144000000)\/","SubmittedBy":"Prezioso Batou Stefania","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1750411981000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|9|15","Category":null,"Modified":"\/Date(1750411991150)\/","SubmissionDate":"\/Date(1685404800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5121,"SubmissionLegislativePeriod":51,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica di sicurezza|Economia"}}