{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240021,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20240021,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"24.021","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"\u00abPer un\u2019economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per la responsabilit\u00e0 ambientale)\u00bb. Iniziativa popolare ","Description":"Messaggio del 10 gennaio 2024 concernente l\u2019iniziativa popolare \u00abPer un\u2019economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per la responsabilit\u00e0 ambientale)\u00bb","InitialSituation":"<p class=\"Standard_d\"><strong>L\u2019iniziativa popolare&nbsp;\u00abPer un\u2019economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per la responsabilit\u00e0 ambientale)\u00bb intende sancire nella Costituzione il principio secondo cui le attivit\u00e0 economiche in Svizzera possono consumare risorse ed emettere sostanze nocive soltanto nella misura in cui le basi naturali della vita siano conservate. Ritenendone eccessivi i costi economici e sociali, il Consiglio federale ha respinto l\u2019iniziativa senza opporle un controprogetto. Le due Camere dell\u2019Assemblea federale si sono allineate con la posizione del Consiglio federale e delle rispettive commissioni, raccomandando al Popolo e ai Cantoni di respingere l\u2019iniziativa.</strong>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Situazione iniziale</p><p class=\"Standard_d\">Nella seduta del 10 gennaio 2024, il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio concernente l\u2019iniziativa popolare \u00abPer un\u2019economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per la responsabilit\u00e0 ambientale)\u00bb. Dal momento che l\u2019iniziativa comporterebbe costi economici e sociali ingenti, il Consiglio federale raccomanda di respingerla senza alcun controprogetto. Per preservare le risorse naturali intende puntare piuttosto sulle disposizioni esistenti e i lavori legislativi in corso.</p><p class=\"Standard_d\">L\u2019iniziativa presentata a febbraio 2023 dal comitato \u00abAllianz f\u00fcr Umweltverantwortung\u00bb chiede che le attivit\u00e0 economiche consumino risorse ed emettano sostanze nocive soltanto nella misura in cui le basi naturali della vita siano conservate. Accogliendo l\u2019iniziativa, entro dieci anni la Svizzera dovrebbe ridurre notevolmente il carico ambientale dei consumi nazionali. La riduzione dovrebbe avvenire in modo tale da rispettare i limiti del pianeta relativamente al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversit\u00e0, al consumo d\u2019acqua, all\u2019utilizzazione del suolo e all\u2019immissione di azoto e fosforo.&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale propone al Parlamento di respingere l'iniziativa popolare senza opporle un controprogetto diretto o indiretto.</p><p class=\"Standard_d\">Per rispettare questa scadenza cos\u00ec breve e rigida, la Svizzera dovrebbe adottare rigorose misure di regolamentazione e incentivazione, che avrebbero conseguenze sociali ed economiche di ampia portata. Rispetto a quelli destinati al mercato estero, i prodotti e i servizi per il mercato svizzero dovrebbero soddisfare condizioni pi\u00f9 rigorose. Ci\u00f2 si ripercuoterebbe su numerosi settori, in particolare sull\u2019alimentazione, sull\u2019agricoltura, sull\u2019approvvigionamento energetico, sulla mobilit\u00e0 nonch\u00e9 sull\u2019abbigliamento e sull\u2019alloggio. Inoltre, l\u2019attuazione dell\u2019iniziativa comporterebbe ulteriori costi di esecuzione.</p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale punta invece sulle disposizioni esistenti, ad esempio su quelle relative allo sviluppo sostenibile gi\u00e0 sancite nella Costituzione federale. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno gi\u00e0 fissato diversi obiettivi e introdotto misure volte a garantire un uso parsimonioso delle risorse naturali, soprattutto negli ambiti dell\u2019economia circolare, della politica climatica, agricola e dello sviluppo sostenibile. Il Consiglio federale reputa pi\u00f9 proficuo mantenere questi processi legislativi e strategici. (Fonte: comunicato stampa del Consiglio federale, 10.1.2024)</p>","Proceedings":"<p class=\"Standard_d\">Camera prioritaria, il <strong>Consiglio nazionale</strong> ha esaminato l\u2019iniziativa durante la sessione estiva 2024.</p><p class=\"Standard_d\">Le <strong>relatrici della Commissione</strong>,&nbsp;Christine Bulliard-Marbach&nbsp;(M-E, FR) e Monika R\u00fcegger&nbsp; (V, OW), hanno presentato la proposta della maggioranza della CAPTE-N di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l\u2019iniziativa, allineandosi con la posizione del Consiglio federale. Tra gli argomenti a sostegno di questa proposta, le relatrici hanno menzionato la violazione della libert\u00e0 economica, le probabili gravi conseguenze economiche e sociali, l\u2019impatto sulla concorrenzialit\u00e0 della Svizzera a livello internazionale, il termine di 10 anni considerato troppo breve e rigido, nonch\u00e9 l\u2019esistenza di diversi obiettivi e misure gi\u00e0 in linea con quanto richiesto dall\u2019iniziativa.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">La <strong>minoranza II</strong> <strong>della Commissione</strong>, rappresentata da Christophe Clivaz (G, VS), si \u00e8 espressa a favore dell\u2019iniziativa. Il consigliere nazionale ha infatti spiegato che nel 2024 avremo superato o saremo prossimi al superamento di sei dei nove limiti del pianeta: riscaldamento climatico, perdita di biodiversit\u00e0, utilizzo del suolo, consumo di acqua dolce, ciclo dell\u2019azoto e del fosforo nell\u2019agricoltura e nuove forme di inquinamento chimico. Il livello di vita svizzero \u00e8 dunque possibile solo grazie a uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e a un superamento della capacit\u00e0 biologica del pianeta. Egli ritiene che, senza questa iniziativa, il passaggio a stili di vita compatibili con i limiti del pianeta non avverr\u00e0 abbastanza rapidamente.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">La <strong>minoranza I</strong>, rappresentata da Aline Trede (G, BE), ha proposto un controprogetto diretto all\u2019iniziativa che eliminerebbe dalle disposizioni transitorie il termine di 10 anni proposto. Ritenuto che una parte consistente delle discussioni e delle resistenze riguardavano il termine di 10 anni, la sua eliminazione consentirebbe di sancire comunque il principio di un\u2019economia sostenibile nella Costituzione, per gli stessi motivi indicati dalla minoranza II. Il modo in cui questo obiettivo pu\u00f2 essere raggiunto sarebbe stabilito in un secondo momento nell\u2019ambito del processo legislativo.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Allineandosi con la maggioranza della Commissione e il Consiglio federale, la maggioranza dei <strong>gruppi parlamentari</strong> \u2013 segnatamente il Gruppo del Centro, il Gruppo UDC, il Gruppo liberale radicale e il Gruppo verde liberali \u2013 si sono espressi sia contro l\u2019iniziativa sia contro la proposta di controprogetto diretto. L\u2019iniziativa popolare ha invece ottenuto il sostegno del Gruppo dei Verdi e il controprogetto diretto quello del Gruppo dei Verdi e del Gruppo socialista.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\"><strong>A favore dell\u2019iniziativa</strong>, Delphine Klopfenstein Broggini (G, GE) ha ricordato che gli avvertimenti degli scienziati e delle organizzazioni internazionali in merito all\u2019urgenza di agire per frenare il riscaldamento climatico sono seri e non fantasticherie. Ha altres\u00ec affermato che la Svizzera \u00e8 un Paese ricco e innovatore che possiede le risorse per tracciare nuove vie. \u00abSe non ce la facciamo noi, chi potr\u00e0 mai farcela?\u00bb ha detto la consigliera. A nome del Gruppo dei Verdi ha poi sottolineato che il termine di 10 anni \u00e8 fondamentale per evitare di arrivare al punto di non ritorno, come indicato dagli scienziati. Jon Pult (S, GR) ha rilevato come nessuno abbia mai contestato la necessit\u00e0 che la nostra economia limiti il proprio consumo di risorse per garantire prosperit\u00e0 economica alle generazioni future. A suo parere, anzich\u00e9 deridere questa iniziativa, dovremmo prendere seriamente la richiesta in quanto giustificata e legittima, iscrivendola nella Costituzione, ma fissando un termine di attuazione pi\u00f9 realistico. A nome del Gruppo socialista ha dunque raccomandato l\u2019adozione del controprogetto diretto. Secondo Franziska Ryser (G, SG), inoltre, quanto prima saranno stabiliti gli obiettivi e le condizioni quadro politiche, tanto meglio gli attori economici potranno prepararsi e adattarsi agli stessi. Per Martina Munz (S, SH) si tratta di essere responsabili; la consigliera ha criticato il messaggio del Consiglio federale definendolo poco equilibrato: il capitolo \u00abContesto scientifico\u00bb e quello sull\u2019impatto ambientale dell\u2019iniziativa sono stati troppo poco sviluppati rispetto a quello sugli effetti economici. Manuela Weichelt&nbsp;(G, ZG) ha inoltre affermato che basandosi sul principio dei limiti del pianeta si ha il vantaggio di poter prendere in considerazione, oltre al cambiamento climatico, altri aspetti ambientali che hanno un impatto sulla salute della popolazione come l\u2019inquinamento dell\u2019aria e del suolo. Marionna Schlatter (G, ZH) ha da parte sua ricordato che, secondo uno studio del Politecnico federale di Zurigo, se la temperatura media aumenter\u00e0 di 3 gradi, il PIL mondiale subir\u00e0 una diminuzione del 10 per&nbsp;cento. A suo parere l\u2019iniziativa non costituisce dunque un rischio, ma una risorsa per la prosperit\u00e0 economica del Paese. Sempre in merito alla questione dell\u2019impatto economico, Gerhard Andrey (G, FR) ha sottolineato il fatto che la mancata considerazione dei costi esterni delle attivit\u00e0 economiche mina il successo delle imprese innovatrici e progressiste che s\u2019impegnano per il bene comune. L\u2019attuazione di condizioni quadro permetterebbe dunque di offrire a queste imprese una via percorribile.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\"><strong>Per i contrari</strong>, Nicol\u00f2 Paganini (M-E, SG) ha spiegato che, secondo il Gruppo del Centro, la questione non \u00e8 tanto se proteggere l\u2019ambiente, ma piuttosto se lo si vuole fare \u00aballa maniera svizzera\u00bb \u2013 ossia con un ampio sostegno e a un ritmo realistico \u2013 oppure nel modo proposto dall\u2019iniziativa, distruggendo cos\u00ec la prosperit\u00e0 del Paese come probabilmente non \u00e8 mai stato fatto prima d\u2019ora nella storia della Svizzera moderna. L\u2019iniziativa comporterebbe infatti dei costi economici e sociali enormi a causa, ad esempio, della necessit\u00e0 di rinnovare prematuramente le infrastrutture di trasporto ed energetiche, di attuare un programma di rieducazione alimentare, di imporre per legge una superficie abitabile pro capite, di limitare fortemente la mobilit\u00e0, nonch\u00e9 a causa dei notevoli svantaggi concorrenziali che subirebbero le imprese svizzere esportatrici e della chiusura degli impianti di produzione prima del loro ammortamento. Paganini ha altres\u00ec rammentato l\u2019esistenza di varie disposizioni costituzionali (art. 73 e 74 Cost.) che sanciscono il principio della sostenibilit\u00e0, nonch\u00e9 il successo degli sforzi profusi dal Parlamento per trovare soluzioni legislative volte a proteggere l\u2019ambiente, soluzioni a cui il Gruppo del Centro ha contribuito. Per il Gruppo UDC, rappresentato da Mike Egger (V, SG), l\u2019iniziativa condurrebbe a una minore prosperit\u00e0 della Svizzera, che si ritroverebbe al livello di Paesi quali l\u2019Eritrea o l\u2019Afghanistan. Inoltre, l\u2019iniziativa comporterebbe oneri considerevoli per le imprese e le assoggetterebbe a condizioni di produzione molto pi\u00f9 rigide, con una conseguente diminuzione della loro competitivit\u00e0. Essa porterebbe anche a delocalizzazioni e dunque alla perdita di posti di lavoro, oltre a creare un \u00abmostro burocratico\u00bb che richiederebbe molto tempo e risorse. In generale, l\u2019iniziativa provocherebbe un aumento dei costi per la societ\u00e0. La competitivit\u00e0 delle imprese svizzere sarebbe fortemente pregiudicata a livello internazionale. Il gruppo considera questa iniziativa illiberale poich\u00e9 punta sulla regolamentazione piuttosto che sugli incentivi. Infine, la sua attuazione sarebbe problematica, in particolare nell\u2019ambito di alcuni accordi internazionali come il GATT. A nome del Gruppo liberale radicale, Simone de Montmollin (RL, GE) ha ricordato che il principio di sostenibilit\u00e0 \u00e8 presente in diversi articoli costituzionali e che esistono numerose misure di ampia portata volte a limitare l\u2019impatto delle nostre attivit\u00e0 sugli ecosistemi, in diversi ambiti politici. Nonostante l\u2019obiettivo dell\u2019iniziativa sia lodevole, i mezzi utilizzati devono essere equilibrati e includere la promozione dell\u2019innovazione, politiche d\u2019incentivazione e la cooperazione internazionale. Per il Gruppo liberale radicale la sostenibilit\u00e0 sociale non pu\u00f2 prescindere dalla sostenibilit\u00e0 economica, e quest\u2019ultima non \u00e8 tenuta in considerazione dall\u2019iniziativa. Il controprogetto \u00e8 ritenuto incoerente con l\u2019obiettivo fondamentale dell\u2019iniziativa, ossia l\u2019urgenza dei problemi causati dallo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Per il Gruppo dei Verdi liberali, rappresentati da C\u00e9line Weber (GL, VD), il termine di 10 anni non \u00e8 realistico. Inoltre, il capoverso 2, che chiede alla Confederazione e ai Cantoni di tenere in considerazione la sostenibilit\u00e0 sociale in Svizzera e all\u2019estero, imporrebbe alla Confederazione di adottare misure che vanno oltre le sue prerogative. L\u2019iniziativa potrebbe comportare una perdita d\u2019innovazione in Svizzera, con ripercussioni negative sull\u2019obiettivo di abbandonare le energie fossili. Infine, Weber ha ricordato l\u2019articolo 73 della Costituzione, che sarebbe gi\u00e0 in linea con gli obiettivi dell\u2019iniziativa. Per quanto attiene al controprogetto diretto, il gruppo ritiene che un voto contrario del Popolo potrebbe essere interpretato come una sua opposizione alle misure di protezione dell\u2019ambiente, causandone l\u2019indebolimento.</p><p class=\"Standard_d\"><strong>Il progetto del Consiglio federale \u00e8 stato accolto</strong> con 129 voti contro 60 e 2 astensioni. Con 125 voti contro 63 e 1 astensione, il Consiglio nazionale ha altres\u00ec deciso <strong>di non entrare in materia sulla proposta della minoranza I</strong> (controprogetto diretto).</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Il <strong>Consiglio degli Stati</strong> ha esaminato l\u2019oggetto nella sessione autunnale 2024.</p><p class=\"Standard_d\">Il <strong>relatore della CAPTE-S</strong>, Thierry Burkart (RL, AG), ha presentato la posizione della maggioranza della Commissione la quale, come la CAPTE-N e il Consiglio federale, ha chiesto alla propria Camera di raccomandare al Popolo la reiezione dell\u2019iniziativa lanciata dai Giovani Verdi. Per le medesime ragioni citate sopra, l\u2019iniziativa \u00e8 ritenuta troppo estrema per quanto attiene ai costi economici e sociali che comporterebbe per la Svizzera.&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Come al Consiglio nazionale, la <strong>minoranza II</strong> della Commissione ha raccomandato di sostenere l\u2019iniziativa e la <strong>minoranza I&nbsp;</strong>di adottare un controprogetto diretto in cui verrebbe eliminato il termine di 10 anni.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\"><strong>A nome della minoranza della Commissione</strong>, C\u00e9line Vara (G, NE) ha difeso l\u2019iniziativa e il controprogetto diretto. Per la consigliera, l\u2019adozione dell\u2019iniziativa e la sua attuazione ci permetterebbe di essere pi\u00f9 resilienti alla perdita di biodiversit\u00e0, all\u2019erosione del suolo, ai problemi di approvvigionamento idrico e agli eventi metereologici estremi, pi\u00f9 frequenti e intensi a causa del riscaldamento climatico. Qualora poi il termine fosse considerato troppo breve, bisognerebbe adottare il controprogetto diretto che accorda un margine di manovra pi\u00f9 ampio.</p><p class=\"Standard_d\"><strong>Albert R\u00f6sti ha presentato la posizione del Consiglio federale</strong>. In proposito C\u00e9line Vara (G, NE) ha chiesto chiarimenti in merito all\u2019affermazione che tale iniziativa necessiterebbe di una riduzione dei nostri consumi del 66 per&nbsp;cento. A suo avviso questa cifra sarebbe errata e non terrebbe in considerazione il costo causato dall\u2019inazione, superiore al costo dell\u2019azione. Il consigliere federale ha risposto che la cifra indicata si fonda sul fatto che l\u2019attuale impronta ecologica della Svizzera \u00e8 pari a 2,5 \u2013 3 pianeti Terra. In merito ai costi causati dall\u2019inazione, ha rilevato che dipendono in misura determinante da quanto intrapreso dagli altri Paesi. Ha inoltre aggiunto che a suo parere sarebbe difficile far accettare i tagli agli investimenti e al consumo di risorse richiesti dall\u2019iniziativa, considerate le opposizioni avanzate dopo l\u2019annuncio del Consiglio federale di voler ridurre le spese del 3 \u2013 5 per&nbsp;cento.</p><p class=\"Standard_d\">Con 33 voti contro 11, <strong>il Consiglio degli Stati ha respinto il controprogetto diretto</strong> e, con 34 voti contro 9 e 1 astensione, <strong>ha accolto il progetto del Consiglio federale</strong>.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\"><strong>La votazione finale delle due Camere</strong> si \u00e8 tenuta l\u2019ultimo giorno della sessione autunnale 2024 e ha riconfermato le decisioni precedenti: il Consiglio degli Stati ha adottato il decreto con 31 voti contro 11 e il Consiglio nazionale con 133 voti contro 61 e 1 astensione.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\"><strong>Il Parlamento ha dunque raccomandato al Popolo e ai Cantoni di respingere l\u2019iniziativa.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>Il 9 febbraio 2025 l'iniziativa popolare \u00e8 stata respinta dal 69,75% dei voti e da tutti i Cantoni.</strong></p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1727432811000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|52|2446","Category":"I/IIIa","Modified":"\/Date(1763097891030)\/","SubmissionDate":"\/Date(1704844800000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5202,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Ambiente|Imposte"}}