{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240079,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20240079,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"24.079","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"\u00abPer una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)\u00bb. Iniziativa popolare","Description":"Messaggio del 16 ottobre 2024 concernente l'iniziativa popolare \u00abPer una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)\u00bb","InitialSituation":"<p><strong>L\u2019iniziativa popolare \u00abPer una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)\u00bb \u00e8 stata depositata il 26 ottobre 2023. L\u2019iniziativa prevede che tutte le persone con cittadinanza svizzera prestino un servizio a beneficio della collettivit\u00e0 e dell\u2019ambiente. Questo servizio dovrebbe essere prestato sotto forma di servizio militare o di un altro servizio di milizia equivalente riconosciuto dalla legge.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>Nella sua seduta del 16 ottobre 2024 il Consiglio federale ha approvato il messaggio concernente l\u2019iniziativa popolare \u00abPer una Svizzera che si impegna\u00bb (Iniziativa Servizio civico)\u00bb e raccomanda alle Camere federali di respingere l\u2019iniziativa senza controprogetto.&nbsp;La popolazione deve essere obbligata a prestare servizio solo se vi \u00e8 un fabbisogno in tal senso in termini di prestazioni di sicurezza.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>L\u2019idea alla base dell\u2019iniziativa, ossia rafforzare l\u2019impegno della popolazione a favore della societ\u00e0, piace a molti parlamentari; l\u2019attuazione dell\u2019iniziativa non \u00e8 per\u00f2 risultata convincente e le due Camere hanno dunque raccomandato di respingerne il testo, malgrado la proposta di un controprogetto in Consiglio nazionale.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>Situazione iniziale</strong></p><p>Il 23 ottobre 2023 il comitato d\u2019iniziativa \u00abPer una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)\u00bb presenta ufficialmente l\u2019iniziativa in forma di progetto elaborato, con 107 613 firme valide. L\u2019obiettivo dell\u2019iniziativa \u00e8 garantire l\u2019impegno di milizia in Svizzera, modernizzando il sistema attuale.</p><p>L\u2019iniziativa popolare chiede, in forma di progetto elaborato, di modificare la Costituzione federale (art.&nbsp;59, 61 cpv.&nbsp;3\u20135 e&nbsp;197 n.&nbsp;15 Cost.) introducendo l\u2019obbligo, per tutte le persone con cittadinanza svizzera, di prestare un servizio a beneficio della collettivit\u00e0 e dell\u2019ambiente. Questo servizio deve essere prestato sotto forma di servizio militare o di un altro servizio di milizia equivalente riconosciuto dalla legge. L\u2019effettivo regolamentare dell\u2019esercito e della protezione civile continuerebbe a essere garantito. In base al testo dell\u2019iniziativa, il legislatore pu\u00f2 inoltre prevedere che anche persone prive della cittadinanza svizzera siano tenute a prestare tale servizio.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 consapevole che l\u2019iniziativa comporta diversi vantaggi.&nbsp;Il servizio civico proposto potrebbe rafforzare l\u2019impegno dei cittadini svizzeri a favore della societ\u00e0. L\u2019introduzione dell\u2019obbligo, sia per gli uomini che per le donne con cittadinanza svizzera, di prestare un \u00abservizio a beneficio della collettivit\u00e0 e dell\u2019ambiente\u00bb potrebbe inoltre servire a realizzare l\u2019uguaglianza tra donna e uomo (art.&nbsp;8 cpv.&nbsp;3 Cost.).</p><p>Il Consiglio federale ritiene tuttavia che il sistema attuale debba innanzitutto continuare a garantire gli effettivi dell\u2019esercito e della protezione civile, contribuendo in questo modo a preservare la sicurezza del Paese. Un\u2019estensione dell\u2019obbligo di prestare servizio a tutta la popolazione non \u00e8 giustificata, soprattutto considerando che l\u2019iniziativa prevede il reclutamento di un numero elevato di persone che non sono necessarie per l\u2019adempimento dei compiti degli organi di sicurezza.</p><p>In caso di introduzione di un servizio civico come quello previsto dall\u2019iniziativa, la quota di personale sottratta al mercato del lavoro raddoppierebbe rispetto a oggi e, inoltre, andrebbe potenzialmente a sostituire, almeno in parte, manodopera poco qualificata (p.&nbsp;es. personale addetto alle pulizie o all\u2019assistenza ai malati).</p><p>Rispetto all\u2019attuale sistema dell\u2019obbligo di prestare servizio, si porrebbe la questione della compatibilit\u00e0 con il divieto del lavoro forzato sancito dal diritto internazionale.</p><p>Diverse argomentazioni sono state riprese durante i dibattiti nella Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) e del Consiglio degli Stati (CPS-S), come pure nelle due Camere. In Consiglio nazionale, una minoranza (Zryd) intenderebbe rinviare l\u2019oggetto alla Commissione, incaricandola di elaborare un controprogetto indiretto all\u2019iniziativa volto a ridurre il numero di ore di lavoro settimanali affinch\u00e9 i lavoratori possano disporre di maggiore tempo libero per impegnarsi in varie associazioni.</p><p>(Fonti:&nbsp;<a href=\"https://www.fedlex.admin.ch/eli/fga/2024/2741/it\">Messaggio</a> e&nbsp;<a href=\"https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=102805\">comunicato stampa</a> del Consiglio federale del 16 ottobre 2024)</p>","Proceedings":"<p>I dibattiti in <strong>Consiglio nazionale</strong> si sono svolti l\u201911 e il 12 marzo 2025. Oltre ai rappresentanti della CPS-N e dei gruppi parlamentari, una trentina di deputati hanno preso la parola.</p><p>Per la Commissione, Linda de Ventura (S, SH) ha sottolineato che la maggior parte delle associazioni sentite dubitava dell\u2019effetto di rafforzamento dell\u2019impegno sociale perseguito dall\u2019iniziativa. Solo una minoranza vi vedeva una possibilit\u00e0 di modernizzare l\u2019esercito e la societ\u00e0. La CPS-N ha anche consultato un professore di diritto costituzionale secondo il quale, per quanto concerne il divieto del lavoro forzato, non vi \u00e8 da temere alcuna violazione della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo (CEDU). La Commissione ha raccomandato di respingere l\u2019iniziativa, senza controprogetto, con 21 voti contro 3.</p><p>Le argomentazioni sono state le seguenti: assenza di una reale necessit\u00e0, rischio di carenza di manodopera e di dumping salariale, regressione nell\u2019ambito dell\u2019uguaglianza tra donna e uomo \u2013ancor prima che sia raggiunta \u2013 se le donne avessero l\u2019obbligo di prestare servizio. Per la maggioranza dei membri della CPS-N, la priorit\u00e0 era garantire gli effettivi dell\u2019esercito e della protezione civile.&nbsp;</p><p>Jean-Luc Addor (V, VS) ha illustrato la posizione minoritaria di alcuni membri della CPS-N, favorevoli all\u2019iniziativa o a un controprogetto, volta a estendere la nozione di sicurezza (includendo l\u2019ambiente) e l\u2019uguaglianza tra donna e uomo. La maggioranza della Commissione ha tuttavia ritenuto che il lavoro non retribuito svolto dalle donne ne giustifica l\u2019esenzione dall\u2019obbligo di prestare servizio.</p><p>Sia il controprogetto diretto che quello indiretto proposti dalla Commissione sono stati respinti. Il controprogetto indiretto, che mirava a ridurre il numero di ore di lavoro settimanali (senza riduzione salariale), \u00e8 stato successivamente presentato al Consiglio nazionale dalla minoranza Zryd. La maggioranza dei membri della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) riteneva che il legame tra le ore lavorative e l\u2019impegno volontario in associazioni fosse molto discutibile; la Commissione ha quindi raccomandato di respingere il controprogetto.&nbsp;</p><p>Andrea Zryd (S, BE) si \u00e8 espressa a nome della minoranza, secondo cui il controprogetto puntava sul volontariato e sulla flessibilit\u00e0 dei cittadini, i quali avrebbero avuto pi\u00f9 spazio e tempo per impegnarsi a livello sociale, contrariamente all\u2019iniziativa, volta a introdurre l\u2019obbligo di prestare servizio per tutte le persone con cittadinanza svizzera.</p><p>Il Gruppo verde liberale, rappresentato da Patrick H\u00e4ssig (GL, ZH), \u00e8 stato l\u2019unico a sostenere l\u2019iniziativa, considerandola un modo per mettere tutti sullo stesso piano nonch\u00e9 un modello attrattivo per la popolazione.</p><p>Fabien Fivaz (G, NE) e Balthasar Gl\u00e4tti (G, ZH) si sono espressi per il Gruppo dei Verdi; hanno criticato l\u2019abolizione del servizio civile e i rischi di violazione del divieto del lavoro forzato, schierandosi dunque con la minoranza Zryd.</p><p>Il Centro, rappresentato da Isabelle Chappuis (M-E, VD), ha sottolineato i costi elevati derivanti dall\u2019eventuale accettazione dell\u2019iniziativa (pagamento delle indennit\u00e0 di perdita di guadagno e costi amministrativi e logistici).</p><p>Thomas Hurter (V, SH) del Gruppo UDC ha ribadito che il servizio civile deve essere riservato esclusivamente agli obiettori di coscienza e che l\u2019esercito deve disporre di effettivi a sufficienza. Il Gruppo UDC ha respinto l\u2019iniziativa e il controprogetto.</p><p>Anche il Gruppo PLR ha respinto l\u2019iniziativa, ritenuta un\u2019idea interessante, ma irrealizzabile e dannosa per l\u2019economia. Heinz Theiler (RL, ZH) ha segnalato che al mercato del lavoro verrebbero a mancare numerosi lavoratori.</p><p>Infine, Fabian Molina (S, ZH), a nome del Gruppo socialista, ha criticato il carattere discriminatorio dell\u2019iniziativa e l\u2019incompatibilit\u00e0 di quest\u2019ultima con la CEDU per quanto riguarda il divieto del lavoro forzato.</p><p>Il dibattito si \u00e8 concluso con il voto a favore della maggioranza \u2013&nbsp;ossia adesione al disegno di decreto del Consiglio federale e dunque raccomandazione di respingere l\u2019iniziativa \u2013 con 199 voti contro 19 e 3 astensioni.</p><p>Le deliberazioni nel <strong>Consiglio degli Stati</strong> si sono tenute il 18 giugno 2025. Anche in questo caso, l\u2019idea alla base dell\u2019iniziativa \u00e8 stata apprezzata e ben accolta, ma la sua attuazione \u00e8 stata oggetto di discussione.</p><p>Andrea Gm\u00fcr-Sch\u00f6nenberger (M-E, LU) si \u00e8 espressa a nome della CPS-S che, al pari della sua omologa, aveva sentito il comitato d\u2019iniziativa prima di dare inizio al dibattito. La CPS-S ha incaricato l\u2019Amministrazione federale di elaborare un controprogetto volto a introdurre il modello dell\u2019obbligo di prestare servizio di sicurezza presentato nel rapporto del DDPS \u2013 disposto dal Consiglio federale nel 2022 e pubblicato nel gennaio 2025 \u2013&nbsp;concernente l\u2019ulteriore sviluppo del sistema dell\u2019obbligo di prestare servizio. A seguito della pubblicazione di tale rapporto sono state depositate due mozioni di tenore identico dalle due CPS (<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20253420\">25.3420</a> e&nbsp;<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20253015\">25.3015</a>).</p><p>La consigliera agli Stati di Lucerna ha dunque spiegato che la maggioranza della Commissione ha considerato prioritarie la revisione della legge sul servizio civile e quella della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile, nonch\u00e9 l\u2019introduzione, il prima possibile, di un obbligo di prestare servizio di sicurezza, come richiesto dalle due mozioni.&nbsp;</p><p>In assenza di sostegno, il controprogetto proposto dall\u2019Amministrazione federale \u00e8 stato abbandonato. La maggioranza della CPS-S ha raccomandato di respingere l\u2019iniziativa.</p><p>Il consigliere agli Stati Werner Salzmann (V, BE) ha riconosciuto le buone intenzioni dell\u2019iniziativa, pur sottolineandone vari punti deboli. Il numero di persone coinvolte e i costi sarebbero troppo significativi, e il problema relativo all\u2019apporto di personale all\u2019esercito non si risolverebbe.</p><p>Charles Juillard (M-E, JU), esponente della minoranza favorevole a un servizio civico, ha sostenuto l\u2019iniziativa. A suo parere l\u2019iniziativa permetterebbe di limitare la concorrenza tra i giovani sul mercato del lavoro poich\u00e9 tutti sarebbero obbligati a prestare servizio, nonch\u00e9 di modernizzare il concetto di servizio di sicurezza, garantendo al contempo gli effettivi necessari alle forze d\u2019intervento.</p><p>Anche Daniel Jositsch (S, ZH) si \u00e8 detto favorevole all\u2019introduzione di un servizio civico; ha criticato il fatto che nel 2025 \u00e8 difficile giustificare che il servizio militare non sia obbligatorio per le donne, considerato il loro ruolo nella societ\u00e0, equivalente a quello degli uomini. Ha inoltre proposto di adeguare la durata del servizio qualora le persone coinvolte risultassero troppe.</p><p>L\u2019esponente del PLR Josef Dittli (RL, UR) temeva soprattutto che la libera scelta del servizio sarebbe stata di nuovo in concorrenza con il servizio militare, e che l\u2019iniziativa avrebbe generato una burocrazia eccessiva e ostacolato il volontariato. Anche il suo collega di partito, Thierry Burkart (RL, AG), pur esprimendo una certa solidariet\u00e0 per l\u2019iniziativa, ha raccomandato di respingerla, considerata la complessit\u00e0 della sua realizzazione.</p><p>Altri due parlamentari, Matthias Michel (RL, ZG) e Johanna Gapany (RL, FR), hanno sostenuto il testo degli autori dell\u2019iniziativa, vedendovi un\u2019opportunit\u00e0. Hanno sottolineato che il servizio civico non costituirebbe una minaccia per il volontariato e che l\u2019apporto di personale all\u2019esercito continuerebbe a essere garantito.</p><p>Secondo Mathilde Crevoisier Crelier (S, JU) il lavoro svolto dalle donne \u00e8 gi\u00e0 notevole; seppur non retribuito, \u00e8 fondamentale per la societ\u00e0. Imporre loro anche l\u2019obbligo di prestare servizio sarebbe dunque stato inimmaginabile.</p><p>La proposta della maggioranza, ossia aderire alla decisione del Consiglio nazionale di respingere l\u2019iniziativa, \u00e8 stata approvata con 34 voti contro 9.&nbsp;</p><p><strong>Al voto finale</strong>, il decreto federale concernente l\u2019iniziativa popolare \u00abPer una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)\u00bb, che raccomanda di respingerla, \u00e8 stato adottato dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati, rispettivamente con 173 voti contro 18 e 6 astensioni, e 34 voti contro 8 e 1 astensione.</p><p>(Fonti:&nbsp;<a href=\"https://www.fedlex.admin.ch/eli/fga/2024/2741/it\">Messaggio</a>,<a href=\"https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=102805\">comunicato stampa</a> del Consiglio federale del 16 ottobre 2024&nbsp;e&nbsp;<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-amtliches-bulletin#k=PdAffairId:20240079\">bollettino ufficiale</a>)</p><p>&nbsp;</p><p><strong>L'iniziativa popolare \u00e8 stata respinta nella votazione popolare del 30 novembre 2025 dal 84,15 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (20 Cantoni che dispongono di un voto e 6 Cantoni che dispongono di un mezzo voto).&nbsp;</strong></p><p>&nbsp;</p><p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 11.03.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio nazional ha incominciato l'esame dell'iniziativa popolare per un servizio civico. A parte i Verdi liberali e qualche deputato isolato, tutti gli altri partiti sono contrari a un testo che metterebbe in pericolo la difesa del Paese in un periodo geopolitico teso come quello attuale. Il dibattito \u00e8 stato interrotto alle 13.00 e proseguir\u00e0 mercoled\u00ec 19 marzo con gli interventi degli oratori rimasti (se ne sono annunciati 38 in tutto). Oltre all'iniziativa, il plenum dovrebbe anche respingere l'idea di un controprogetto indiretto accarezzata dal campo rosso-verde con cui si chiede di ridurre il tempo di lavoro a 38 ore settimanali in alcuni settori economici - come la vendita - affinch\u00e9 il tempo libero guadagnato possa venir utilizzato per il volontariato.</p><p>&nbsp;</p><p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 19.03.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Servizio civico, iniziativa da bocciare senza controprogetto</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>L'iniziativa popolare per un servizio civico va respinta poich\u00e9, oltre a costare troppo, metterebbe in pericolo la difesa del Paese in un periodo geopolitico teso come quello attuale.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Ne \u00e8 convinto il Consiglio nazionale che ha respinto la proposta di modifica della Costituzione federale per 166 voti a 19 e 3 astenuti. Il dossier va agli Stati.</p><p class=\"Standard_d\">L'esito del dibattito era scontato: solo una manciata di deputati - dai ranghi dei Verdi liberali e qualche socialista sparso - hanno sostenuto l'iniziativa. Oltre all'iniziativa, il plenum ha rigettato (126 voti a 56) anche l'idea di un controprogetto indiretto, idea accarezzata dal campo rosso-verde, con cui si chiedeva di ridurre il tempo di lavoro a 38 ore settimanali in alcuni settori economici - come la vendita - affinch\u00e9 il tempo libero guadagnato potesse venir utilizzato per il volontariato.</p><p class=\"Standard_d\">L'iniziativa \"Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)\", promossa da un comitato interpartitico, ha raccolto 107'613 firme valide. Nell'opinione dei promotori, l'iniziativa d\u00e0 espressione concreta all'uguaglianza di genere nel servizio comunitario e riconosce le forme di servizio civile come equivalenti al servizio militare. La Svizzera passerebbe cos\u00ec da un obbligo di servizio esclusivamente militare e maschile a un impegno di milizia per tutti. Tuttavia, gli effettivi destinati all'esercito e alla protezione civile dovrebbero essere garantiti. La tassa d'esenzione, l'indennit\u00e0 per perdita di guadagno e le altre disposizioni esistenti rimarrebbero invariate. L'impiego di stranieri sarebbe regolato per legge.</p><p class=\"Standard_d\">Il dibattito ha visto sfilare alla tribuna una quarantina di oratori, con i contrari che hanno ripetuto, con accenti diversi, le argomentazioni addotte dal Consiglio federale per motivare la propria contrariet\u00e0 all'iniziativa. Quest'ultima, nonostante il nobile intento come affermato in aula da Simone Gianini (PLR/TI), va respinta poich\u00e9, anche in futuro, lo scopo fondamentale dell'obbligo di prestare servizio deve rimanere quello di garantire l'apporto di personale all'esercito e alla protezione civile.</p><p class=\"Standard_d\">La libera scelta auspicata dall'iniziativa rischia di sottrarre effettivi alla difesa e alla protezione civile, gi\u00e0 alle prese con una carenza di militi, ha sostenuto Gianini, secondo cui la priorit\u00e0 in un momento geopolitico come questo va alla difesa, gi\u00e0 carente di effettivi. Con la libert\u00e0 di scelta propugnata dall'iniziativa. \"si rischia di assistere a un fuggi fuggi dall'esercito\", ha rincarato Lorenzo Quadri (Lega-UDC/TI), secondo cui l'iniziativa rappresenta un \"attacco diretto\" all'esercito.</p><p class=\"Standard_d\">Inoltre, imponendo ai cittadini l'adempimento di compiti a favore della collettivit\u00e0 e dell'ambiente si svilisce l'impegno volontario prestato da molti concittadini nei contesti pi\u00f9 diversi e, secondo il PS, si violano disposizioni internazionali contro il lavoro forzato. Per la maggioranza del plenum, in caso di accettazione dell'iniziativa, al mercato del lavoro sarebbe inoltre sottratto un numero doppio di lavoratori rispetto ad oggi.</p><p class=\"Standard_d\">Ci\u00f2 graverebbe in modo sproporzionato sull'economia con ripercussioni negative sulla competitivit\u00e0 della Svizzera e sulle finanze della Confederazione, per non parlare del rischio di dumping salariale e quindi di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che non possono o non vogliono impiegare personale a buon mercato, ha sottolineato Quadri.</p><p class=\"Standard_d\">Inoltre, non ci sarebbero abbastanza strutture per accogliere tutte le persone obbligate a prestare un servizio civico, stimate in 70 mila all'anno come indicato in aula dalla \"ministra\" Viola Amherd. Sarebbe insomma difficile difficile trovargli qualcosa da fargli fare, ha spiegato Quadri davanti al plenum.</p><p class=\"Standard_d\">I sostenitori dell'iniziativa, invece, credono che sia giunto il momento di pensare il servizio alla collettivit\u00e0 in senso pi\u00f9 ampio, e non solo limitato alla difesa militare del paese, come affermato in aula da Gerhard Andreay (Verdi/FR).</p><p class=\"Standard_d\">Vi sono altre sfide a livello ambientale e sociale altrettanto importanti: un servizio civico prestato dai giovani non farebbe che aiutarli nel loro sviluppo, accrescendo nel contempo la coesione nazionale, ha sottolineato il deputato friburghese.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.06.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Iniziativa servizio civico va bocciata</strong><br><strong>Troppo costosa, pessima per l'economia e pericolosa per la difesa del Paese. \u00c8 quanto pensa il Consiglio degli Stati dell'iniziativa popolare per un servizio civico, bocciata oggi in aula per 34 voti a 9.</strong></p><p class=\"Standard_d\">L'esito del dibattito non era particolarmente incerto. A marzo, gi\u00e0 il Nazionale aveva respinto sonoramente il testo e pure dalla discussione in sede di commissione (dove era tra l'altro stata scartata la possibilit\u00e0 di presentare un controprogetto) erano emersi numeri che lasciavano poco spazio a uno scenario diverso da un no. Sostegno \u00e8 giunto solo da qualche \"senatore\" centrista, di sinistra e del PLR.</p><p class=\"Standard_d\">L'iniziativa \"Per una Svizzera che si impegna\" (Iniziativa Servizio civico), questa la sua esatta denominazione, \u00e8 stata presentata nell'ottobre 2023 da un comitato interpartitico. Secondo quanto prevede, le persone di cittadinanza svizzera dovrebbero prestare un \"servizio a beneficio della collettivit\u00e0 e dell'ambiente\", che sia sotto forma di servizio militare o di un altro equivalente riconosciuto dalla legge.</p><p class=\"Standard_d\">In nome dell'uguaglianza di genere, la Svizzera passerebbe cos\u00ec da un obbligo di servizio esclusivamente militare e maschile a un impegno di milizia generalizzato. Tuttavia, gli effettivi destinati all'esercito e alla protezione civile dovrebbero essere garantiti. La tassa d'esenzione, l'indennit\u00e0 per perdita di guadagno e le altre disposizioni esistenti rimarrebbero invariate. L'impiego di stranieri sarebbe regolato per legge.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">L'esercito ha la priorit\u00e0</p><p class=\"Standard_d\">Stando alla maggioranza del plenum, in futuro l'obiettivo centrale dell'obbligo di prestare servizio deve rimanere quello di garantire l'apporto di personale a favore della sicurezza - esercito e protezione civile - e non quello di obbligare i cittadini a prodigarsi in nome della collettivit\u00e0 e dell'ambiente.</p><p class=\"Standard_d\">\"La preoccupazione deve essere che l'esercito abbia abbastanza persone, mentre l'iniziativa permette una libera scelta riguardo al modo in cui impegnarsi\", ha riassunto Josef Dittli (PLR/UR). Non bisogna dimenticare che la priorit\u00e0 va data alle forze armate, lo ha supportato Werner Salzmann (UDC/BE).</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Anche governo contrario</p><p class=\"Standard_d\">Vi \u00e8 inoltre il fatto che, in caso di accettazione del testo, si sottrarrebbe al mercato molti lavoratori. \"Ci\u00f2 graverebbe in misura enorme sull'economia\", ha detto Andrea Gm\u00fcr-Sch\u00f6nenberger (Centro/LU), sintetizzando quanto emerso all'interno della commissione preparatoria.</p><p class=\"Standard_d\">Un'argomentazione sollevata anche dal governo, che, pur applaudendo gli obiettivi degli iniziativisti ad esempio in materia di promozione della responsabilit\u00e0 individuale e collettiva o per la difesa dell'ambiente, raccomandava la bocciatura. \"Ogni anno il numero delle persone reclutate per prestare servizio raddoppierebbe: non vi \u00e8 un bisogno da parte della societ\u00e0 in questo senso\", ha dichiarato il consigliere federale Martin Pfister, che oggi tra l'altro indossava ai panni della \"matricola\", essendo al suo esordio alla Camera dei cantoni.</p><p class=\"Standard_d\">Gm\u00fcr-Sch\u00f6nenberger ha inoltre evidenziato gli elevati costi finanziari in svariati ambiti che si andrebbero a generare. Infine, la \"senatrice\" lucernese ha fatto notare il rischio di \"svalutare il volontariato\".</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Favorire coesione sociale</p><p class=\"Standard_d\">Una minoranza a favore dell'iniziativa ha tentato invano di far attecchire le proprie ragioni. Per Charles Juillard (Centro/JU), \"il sentimento di appartenenza sta scemando e la societ\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 divisa\". L'iniziativa aiuterebbe invece la coesione, obbligando i giovani a uscire dalla propria bolla. \"In molti presterebbero servizio militare, ne sono convinto\", ha affermato il giurassiano.</p><p class=\"Standard_d\">Considerate le minacce multidimensionali, il concetto di sicurezza verrebbe ampliato. Pur ammettendo che \"non si tratta di un progetto perfetto\", ha proseguito Juillard, \"rafforzerebbe il principio costituzionale stando al quale ognuno deve contribuire secondo le proprie possibilit\u00e0 ai compiti dello Stato\". \"Vedo l'iniziativa come un'opportunit\u00e0 di rendere partecipi tutti e di fortificare la resilienza di questo Paese\", lo ha appoggiato Johanna Gapany (PLR/FR).</p><p class=\"Standard_d\">Riguardo al tema del servizio femminile, Daniel Jositsch (PS/ZH) ha messo in luce come le donne abbiano ormai la stessa importanza nella difesa che gli uomini, citando in tal proposito l'esempio \"di successo e collaborazione\" dell'esercito israeliano. \"Ovviamente si tratta di una situazione totalmente diversa, ma il punto \u00e8 che il sostegno della popolazione \u00e8 maggiore quando entrambi i sessi sono coinvolti\". Una motivazione che per\u00f2 ha fatto pochi proseliti.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1750413921000)\/","ResponsibleDepartment":6,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DDPS","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|9|28","Category":"I/IIIa","Modified":"\/Date(1764667831420)\/","SubmissionDate":"\/Date(1729036800000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5206,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Politica di sicurezza|Questioni sociali"}}