{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20240301,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20240301,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"24.301","BusinessType":3,"BusinessTypeName":"Iniziativa cantonale","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. ct.","Title":"Affinch\u00e9 i Cantoni siano liberi di istituire un congedo parentale","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,</p><p>visto l\u2019articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;</p><p>visto l\u2019articolo 115 della legge federale del 13 dicembre 2002 sull\u2019Assemblea federale;</p><p>visto l\u2019articolo 156 della legge del 13 dicembre 1985 concernente il regolamento del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,</p><p>considerato</p><p>- che la met\u00e0 dei Paesi dell\u2019OCSE prevede un congedo di maternit\u00e0 o un congedo parentale di almeno 43 settimane, per una media di 53 settimane, mentre la Svizzera non offre alcun congedo (di paternit\u00e0 o parentale) legale e remunerato in aggiunta al congedo di maternit\u00e0;</p><p>- che la grande maggioranza dei padri desidera essere pi\u00f9 presente a fianco della madre e del loro bambino, e che ci\u00f2 \u00e8 necessario per garantire un\u2019assistenza di qualit\u00e0 al bambino;</p><p>- che il congedo parentale permette di meglio conciliare vita familiare e vita professionale e crea condizioni migliori affinch\u00e9 i genitori possano suddividersi in modo pi\u00f9 equo la cura dei figli, le incombenze domestiche e il lavoro retribuito;</p><p>- che numerosi studi dimostrano che il congedo parentale non nuoce all\u2019economia, tutt\u2019altro;</p><p>- che il Codice delle obbligazioni, che disciplina il diritto al congedo nell\u2019ambito dei contratti di lavoro di diritto privato, si limita ad accordare al padre il congedo usualmente previsto in caso di nascita di un figlio, la cui durata non \u00e8 stabilita e che talvolta si riduce, all\u2019atto pratico, a un solo e unico giorno;</p><p>- che la Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari&nbsp;(COFF) raccomanda l\u2019istituzione di un congedo parentale di 38 settimane;</p><p>- che le Camere federali si rifiutano di entrare in materia sull\u2019introduzione di un congedo parentale, che respingono l\u2019iniziativa federale, depositata nel luglio 2017, che propone un congedo di paternit\u00e0 di quattro settimane e a cui vogliono contrapporre un controprogetto indiretto ancor meno favorevole;</p><p>- che Ginevra ha svolto un ruolo precursore, introducendo un congedo di maternit\u00e0 coperto dalle indennit\u00e0 di perdita di guadagno e che ci\u00f2 \u00e8 stato di esempio e ha funto da traino per perseguire questo obiettivo a livello federale;</p><p>- che il diritto federale non concede attualmente ai Cantoni alcun margine di manovra per introdurre a livello cantonale un periodo di congedo per i padri a seguito della nascita di un figlio, n\u00e9 un\u2019indennit\u00e0 di perdita di guadagno durante tale congedo,</p><p>chiede all\u2019Assemblea federale di istituire un congedo parentale.</p>","ReasonText":"<p>La Svizzera \u00e8 in ritardo per quanto riguarda il congedo parentale e il congedo di paternit\u00e0. La met\u00e0 dei Paesi dell\u2019OCSE prevede infatti un congedo di maternit\u00e0 o un congedo parentale di almeno 43 settimane, per una media di 53 settimane, mentre la Svizzera non offre alcun congedo (di paternit\u00e0 o parentale) legale e remunerato in aggiunta al congedo di maternit\u00e0. Nel rapporto sul congedo parentale, pubblicato dal Consiglio federale nel 2013, si spiega che \u00abla direttiva 2010/18/UE [dell\u2019Unione europea] prevede un diritto individuale a un congedo parentale di almeno quattro mesi, accordato ai lavoratori di ambo i sessi per la nascita o l\u2019adozione di un figlio, affinch\u00e9 possano averne cura fino a una determinata et\u00e0, non superiore a otto anni.</p><p>( ... ) La direttiva non esige che il congedo parentale sia remunerato. Gli Stati membri disciplinano la questione a livello nazionale, ma devono tenere conto del fatto che il reddito percepito durante il congedo parentale e il livello di tale reddito sono tra i fattori presi in considerazione dai genitori quando decidono di prendere tale congedo\u00bb.</p><p>Oggi la grande maggioranza dei padri desidera essere pi\u00f9 presente a fianco della madre e del bambino nel periodo successivo alla sua nascita.</p><p>Ci\u00f2 \u00e8 d\u2019altronde necessario per garantire un\u2019assistenza di qualit\u00e0 al bambino, per imparare ad accudirlo e per creare un sano e solido legame affettivo. Questo investimento nel periodo successivo alla nascita \u00e8 determinante per instaurare una condivisione a lungo termine delle incombenze familiari. Rinunciare a uno dei due impieghi, o perlomeno ridurre il tasso di occupazione di uno dei due genitori - di solito la madre - alla nascita di un figlio, \u00e8 oggi una scelta assai frequente. In Svizzera, fra i padri attivi \u00abl\u201989,1 per cento lavora a tempo pieno, l\u20198 per cento a tempo parziale. Il 2,9 per cento dei padri che vivono in coppia non esercita alcuna attivit\u00e0 lucrativa\u00bb. Fra le madri attive, \u00abil 13,8 per cento lavora a tempo pieno, il 61,2 per cento a tempo parziale ( ... ). Un quarto delle madri che vivono in coppia non esercita alcuna attivit\u00e0 lucrativa\u00bb. \u00abQuanto pi\u00f9 aumenta l\u2019et\u00e0 dei figli, tanto maggiore \u00e8 la presenza delle madri nel mercato del lavoro: la percentuale di madri che non esercitano alcuna attivit\u00e0 lucrativa diminuisce, il tasso di occupazione delle madri che lavorano a tempo parziale aumenta, cos\u00ec come la percentuale di donne che lavorano a tempo pieno. ( ... ) Per quanto riguarda i padri che esercitano un\u2019attivit\u00e0 lucrativa, non \u00e8 possibile stabilire alcun rapporto fra l\u2019attivit\u00e0 professionale e l\u2019et\u00e0 dei figli\u00bb. Il congedo parentale consentirebbe di superare pi\u00f9 facilmente il periodo della prima infanzia del figlio e, di conseguenza, permetterebbe ai genitori di rimanere attivi professionalmente o di evitare di diminuire il loro tasso di occupazione. Permetterebbe insomma di meglio conciliare vita familiare e vita professionale e di suddividere in modo pi\u00f9 equo la cura dei figli, le incombenze domestiche e il lavoro retribuito.</p><p>Nello studio intitolato \u00abConnaissances scientifiquement fond\u00e9es sur les effets du cong\u00e9 maternit\u00e9, du cong\u00e9 parental et du cong\u00e9 paternit\u00e9\u00bb, pubblicato nel 2017 dalla Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari (COFF), si rileva come numerose ricerche dimostrino che il congedo parentale non nuoce all\u2019economia, tutt\u2019altro. Esso permette alle donne di rimanere pi\u00f9 a lungo attive professionalmente senza che debbano rinunciare ad avere figli e contribuisce a combattere la penuria di manodopera qualificata. Le imprese osservano un aumento della motivazione e della produttivit\u00e0, cui fa riscontro una diminuzione della fluttuazione della manodopera. La COFF calcola che \u00abdal punto di vista economico, un aumento anche solo dell\u20191 per cento del tasso di occupazione femminile genererebbe un gettito fiscale sufficiente a compensare un congedo parentale completamente pagato della durata di 18-20 settimane\u00bb.</p><p>Il rapporto del Consiglio federale rileva che&nbsp;\u00abper l\u2019OCSE, le misure per la conciliabilit\u00e0 tra vita familiare e vita professionale sono necessarie soprattutto perch\u00e9 agevolano l\u2019integrazione delle donne nel mercato del lavoro, contribuendo in tal modo alla crescita economica. Migliorare la situazione delle donne nel mercato del lavoro \u00e8 essenziale per garantire una crescita economica futura forte, duratura ed equilibrata. Secondo l\u2019OCSE, il potenziale pi\u00f9 grande non ancora sfruttato \u00e8 quello delle madri. ( ... ) Il lavoro a tempo parziale permette loro di conciliare pi\u00f9 facilmente la vita familiare con l\u2019attivit\u00e0 professionale, ma d\u2019altro canto ostacola le loro possibilit\u00e0 nel mercato del lavoro per quanto riguarda l\u2019assunzione, il salario, la formazione continua e le promozioni. Per queste ragioni, l\u2019OCSE ritiene essenziale che le donne non abbandonino il loro posto di lavoro dopo la nascita di un figlio e che non riducano, o riducano solo temporaneamente, il loro tasso di occupazione dopo il congedo. Per l\u2019OCSE, l\u2019introduzione nella legge di un congedo parentale \u00e8 una misura fra le altre per raggiungere questo obiettivo\u00bb.</p><p>Il Codice delle obbligazioni, che disciplina il diritto al congedo nell\u2019ambito dei contratti di lavoro di diritto privato, si limita in caso di nascita di un figlio ad accordare al padre il congedo usuale, la cui durata non \u00e8 peraltro specificata. All\u2019atto pratico pu\u00f2 trattarsi anche di un solo e unico giorno, qualora un contratto collettivo di lavoro o un'altra norma vincolante non imponga un numero minimo di giorni. Questa situazione non tiene conto delle esigenze attuali delle famiglie e crea una situazione di forte disuguaglianza fra i dipendenti del settore pubblico (p. es. lo Stato di Ginevra prevede 10 giorni, la Citt\u00e0 di Ginevra 4 settimane), coloro che sono tutelati da un contratto collettivo di lavoro, che stabilisce una durata molto variabile da caso a caso, e coloro che sono soggetti alle disposizioni del Codice delle obbligazioni.</p><p>A conclusione delle sue ricerche sulla situazione internazionale relativa alla durata e alle ripercussioni del congedo parentale, la COFF ha raccomandato l'istituzione in Svizzera di un congedo parentale di 38 settimane. Dal canto loro, le Camere federali si rifiutano di entrare in materia sull\u2019introduzione di un congedo parentale e respingono l\u2019iniziativa federale, depositata nel luglio 2017, che propone un congedo di paternit\u00e0 di quattro settimane. A questa iniziativa vogliono contrapporre un controprogetto indiretto ancor meno favorevole.</p><p>Ci vorr\u00e0 dunque ancora molto tempo prima che in Svizzera venga istituito un congedo parentale. A Ginevra invece, qualora si confermassero gli intendimenti espressi dai partiti in occasione delle ultime elezioni cantonali, potrebbe esserci una maggioranza favorevole all\u2019introduzione di un tale congedo.</p><p>Purtroppo, il diritto federale non consente attualmente ai Cantoni di istituire un'assicurazione contro la perdita di guadagno in caso di congedo parentale, n\u00e9 di istituire un congedo parentale per i dipendenti del settore privato. \u00abL'introduzione di un congedo di paternit\u00e0 o di un congedo parentale per le persone il cui rapporto di lavoro \u00e8 disciplinato dal diritto privato \u00e8 di esclusiva competenza della Confederazione. A tal fine, \u00e8 necessaria una modifica del CO o eventualmente della legge sul lavoro (LL).</p><p>I Cantoni non hanno la competenza di legiferare in materia di congedi e di vacanze per i rapporti di lavoro di diritto privato. Non possono decidere di concedere un congedo supplementare riservato ai soli padri o ai genitori.</p><p>Soltanto una riserva in favore del diritto privato cantonale, da prevedere nella forma di un\u2019esplicita disposizione iscritta nel CO, che autorizzi i Cantoni a prescrivere un congedo di paternit\u00e0 o un congedo parentale consentirebbe ai Cantoni di intervenire in questo settore attraverso norme di diritto privato (art. 5 cpv. 1 CC)\u00bb. Per quanto riguarda l\u2019istituzione di una nuova assicurazione cantonale, la situazione giuridica \u00e8 pi\u00f9 favorevole ai Cantoni, anche se la questione \u00e8 oggetto di pareri controversi. \u00abA priori, non vi \u00e8 alcun ostacolo costituzionale che si frapponga al finanziamento di un congedo di paternit\u00e0 o di un congedo parentale attraverso contributi paritetici istituiti da una normativa cantonale. Ci\u00f2 solleva tuttavia alcuni problemi di natura giuridica. Infatti, in assenza di una disposizione nel CO che riconosca il diritto a un congedo di paternit\u00e0 o a un congedo parentale, il dipendente di un Cantone ove vigesse un tale regime di contributi paritetici non sarebbe certo di ottenere effettivamente il congedo da lui richiesto. Infatti, il datore di lavoro non sarebbe tenuto in alcun modo a concedergli il congedo, a meno che non fosse obbligato a farlo in virt\u00f9 di un CCL o di un contratto individuale di lavoro. Gli assicurati (= i dipendenti) e i datori di lavoro verserebbero quindi un contributo certo per una prestazione incerta\u00bb.</p><p>Se le Camere federali accordassero ai Cantoni la possibilit\u00e0 di istituire un congedo, Ginevra e altri Cantoni potrebbero svolgere un ruolo precursore, come fu il caso per il congedo di maternit\u00e0. Questo passo \u00e8 senz\u2019altro necessario, sia per una questione di fondo sia per migliorare la percezione negativa che si ha in Svizzera del congedo parentale.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Ginevra","BusinessStatus":206,"BusinessStatusText":"Nella Commissione del Consiglio degli Stati","BusinessStatusDate":"\/Date(1767256788000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|28|44|2836","Category":null,"Modified":"\/Date(1772440881830)\/","SubmissionDate":"\/Date(1706832000000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5202,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Questioni sociali|Occupazione e lavoro|Protezione sociale"}}