{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250026,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20250026,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"25.026","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"\u00abNo a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilit\u00e0)\u00bb. Iniziativa popolare ","Description":"Messaggio del 21 marzo 2025 concernente l\u2019iniziativa popolare \u00abNo a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilit\u00e0)\u00bb","InitialSituation":"<p>&nbsp;</p><p><strong>Risultato della votazione popolare:</strong></p><p>L'iniziativa popolare \u00e8 stata respinta nella votazione popolare del 14 giugno 2026, dal 54,79 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (12 Cantoni che dispongono di un voto e 2 Cantoni che dispongono di un mezzo voto).</p><h2 class=\"Titel_d\">&nbsp;</h2><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.03.2025</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>Il Consiglio federale intende preservare la prosperit\u00e0 e la sicurezza</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Il Consiglio federale propone al Parlamento di sottoporre l'iniziativa popolare \u00abNo a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilit\u00e0)\u00bb al voto del Popolo svizzero senza controprogetto diretto o indiretto e con la raccomandazione di respingerla. A suo avviso, l\u2019iniziativa mette a rischio la prosperit\u00e0, lo sviluppo economico sostenibile e la sicurezza della Svizzera e mette fondamentalmente in questione la via bilaterale con l'UE. Il Consiglio federale intende affrontare le sfide legate all'immigrazione, laddove \u00e8 ancora necessario intervenire, con misure nei settori del mercato del lavoro, dell\u2019alloggio e dell'asilo. Inoltre, in futuro, la clausola di salvaguardia negoziata con l'UE potrebbe permettere di adottare misure di protezione.&nbsp;</strong></p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale ritiene che, se accettata, l\u2019iniziativa per la sostenibilit\u00e0 avrebbe ripercussioni negative per l\u2019economia e il buon funzionamento della societ\u00e0. Se la popolazione della Svizzera superasse i 10 milioni di abitanti e se non fosse possibile negoziare una clausola d\u2019eccezione o di salvaguardia pi\u00f9 efficace, la Svizzera dovrebbe denunciare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) con l'UE. In questo modo, la collaudata via bilaterale con l'UE sarebbe messa a repentaglio, perch\u00e9 la denuncia dell\u2019ALC implica l\u2019abbandono degli Accordi bilaterali I e quindi anche la fine dell'accesso privilegiato al mercato interno europeo. Ci\u00f2 metterebbe a rischio posti di lavoro e la prosperit\u00e0 della Svizzera.</p><p class=\"Standard_d\">La Svizzera rischierebbe inoltre l\u2019esclusione dal sistema Schengen e Dublino, il che potrebbe incrementare la migrazione irregolare e il numero di richiedenti l\u2019asilo in Svizzera. Renderebbe altres\u00ec pi\u00f9 difficile lottare contro la criminalit\u00e0 e comprometterebbe la sicurezza interna, perch\u00e9 la Svizzera non avrebbe pi\u00f9 accesso alla banca dati europea di ricerca.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Misure aggiuntive nel settore dell\u2019alloggio e nel mercato del lavoro</p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale non intende presentare un controprogetto diretto o indiretto all\u2019iniziativa. Per limitare l'immigrazione a lungo termine, la Svizzera dovrebbe adottare misure nocive per la prosperit\u00e0 e incompatibili con gli impegni internazionali assunti dalla Svizzera. Inoltre, l'obiettivo centrale dell'iniziativa si scontra con quello di combattere la crescente penuria di lavoratori e di manodopera qualificata.</p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale riconosce tuttavia che l\u2019immigrazione in Svizzera e la crescita demografica pongono delle sfide. Oltre ai lavori in corso ha adottato, a gennaio 2025, una serie di misure aggiuntive per valorizzare ulteriormente il potenziale di manodopera indigena. In particolare, occorre integrare meglio nel mercato del lavoro le persone immigrate nel quadro del ricongiungimento familiare e le persone di et\u00e0 avanzata in cerca d\u2019impiego. Ciononostante, anche in futuro le aziende svizzere continueranno a dipendere dalla manodopera straniera per rimanere competitive e innovative e quindi garantire la prosperit\u00e0 e lo sviluppo economico sostenibile della Svizzera. Inoltre, i settori della sanit\u00e0, dell'agricoltura, del turismo e della ristorazione, ad esempio, dipendono dalla manodopera straniera qualificata.</p><p class=\"Standard_d\">L\u2019immigrazione in Svizzera confluisce in primo luogo nel mercato del lavoro. La conseguente crescita demografica comporta sfide anche per il mercato dell\u2019alloggio. Il Consiglio federale ha quindi deciso di adottare ulteriori misure per contrastare la crescente carenza di alloggi. Nei negoziati con l'UE \u00e8 stato inoltre possibile negoziare un efficace dispositivo di protezione corredato da deroghe e garanzie, nonch\u00e9 una clausola di salvaguardia che potrebbe consentire alla Svizzera di adottare misure di protezione temporanee o, in casi giustificati, di limitare l'immigrazione dall'UE senza mettere a rischio l'ALC e la via bilaterale.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Prevenire gli abusi nel settore dell\u2019asilo</p><p class=\"Standard_d\">Inoltre, la Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) sta gi\u00e0 collaborando con i Cantoni, le citt\u00e0 e i Comuni per elaborare e attuare una serie di nuove misure volte a ridurre ulteriormente il numero di domande d\u2019asilo infondate e prevenire gli abusi nel settore dell'asilo.</p><p class=\"Standard_d\">L\u2019iniziativa popolare \u00abNo a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilit\u00e0)\u00bb, depositata in Cancelleria federale il 3&nbsp;aprile 2024, mira a tenere la popolazione residente permanente della Svizzera al di sotto di dieci&nbsp;milioni fino al 2050. In caso di accettazione dell\u2019iniziativa, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero prendere immediatamente provvedimenti mirati per uno sviluppo \u00absostenibile\u00bb della popolazione. Il Consiglio federale propone alle Camere federali di sottoporre l\u2019iniziativa popolare all\u2019elettorato svizzero senza controprogetto e di raccomandarne il rifiuto.</p>","Proceedings":"<h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Iniziativa 10 milioni, si va verso bocciatura</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>UDC contro tutti. Cos\u00ec si possono riassumere le prime tre ore di dibattito tenutosi oggi al Consiglio nazionale - le discussioni e i voti finali sono attesi per gioved\u00ec - sull'iniziativa democentrista \"No a una Svizzera da 10 milioni\". Tutti i gruppi parlamentari sotto il \"Cupolone\" raccomandano la bocciatura di un testo che, se accolto, non risolver\u00e0 affatto i problemi legati all'immigrazione, ma porter\u00e0 alla disdetta degli accordi bilaterali con l'Ue, con ripercussioni negative sulla prosperit\u00e0 della Svizzera.</strong></p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">L'iniziativa</p><p class=\"Standard_d\">Secondo l'iniziativa, prima del 2050 la popolazione residente permanente della Svizzera non pu\u00f2 superare i 10 milioni di abitanti. Se la popolazione superasse i nove milioni e mezzo di abitanti prima del 2050, per garantire il rispetto del limite di 10 milioni il Consiglio federale e l'Assemblea federale dovrebbero prendere provvedimenti a livello legislativo, riguardanti in particolare il settore dell'asilo e del ricongiungimento familiare. Alle persone ammesse provvisoriamente non sarebbe pi\u00f9 accordato il diritto di soggiorno duraturo.</p><p class=\"Standard_d\">Se la popolazione residente permanente superasse il limite di 10 milioni prima o dopo il 2050, sarebbero necessarie altre misure di carattere legislativo. L'iniziativa chiede, per esempio, di denunciare diversi trattati internazionali che promuovono la crescita demografica: l'Accordo con l'UE e i suoi Stati membri sulla libera circolazione delle persone (ALC) dovrebbe essere denunciato dopo due anni dal primo superamento del limite se non fosse possibile negoziare o invocare alcuna clausola di eccezione o di salvaguardia.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Prosperit\u00e0 in pericolo</p><p class=\"Standard_d\">Ma sia per la commissione, che ha respinto il testo nettamente, sia per gli altri gruppi parlamentari, fissare tetti rigidi all'immigrazione nella Costituzione federale non risolver\u00e0 i problemi denunciati dall'iniziativa, come la scarsit\u00e0 di alloggi, e il rincaro di quelli esistenti, la pressione sulla infrastrutture o gli ingorghi sulle strade, sui bus, nelle stazioni.</p><p class=\"Standard_d\">Tutte preoccupazioni legittime, per carit\u00e0, hanno sottolineato diversi deputati, alla cui soluzione l'iniziativa d\u00e0 per\u00f2 una risposta semplicistica, come sostenuto in aula da Greta Gysin (Verdi/TI), secondo cui l'iniziativa - isolazionista, xenofoba e retrograda a suo avviso - far\u00e0 senz'altro guadagnare qualche voto all'UDC, ma non risolve nulla.</p><p class=\"Standard_d\">Per l'ecologista ticinese, al pari dei colleghi di altri partiti, l'iniziativa democentrista mette soprattutto in grave pericolo le relazioni della Svizzera con l'Ue in un momento di incertezza come quello che stiamo vivendo. Che piaccia o meno, la libera circolazione delle persone consente alle imprese di occupare quei posti di lavoro che rimarrebbero scoperti a causa della scarsit\u00e0 di manodopera in loco, per non parlare dell'importanza che gli stranieri rivestono nel sistema sanitario elvetico e senza i quali tutto di bloccherebbe. I bilaterali, \u00e8 stato ricordato, sono fondamentali per la prosperit\u00e0 del Paese e il benessere della popolazione.</p><p class=\"Standard_d\">Una disdetta dell'Accordo sulla libera circolazione, inoltre, avrebbe come conseguenza la fine degli altri accordi bilaterali, come quelli di Schengen e Dublino. Non solo \u00e8 in gioco la sicurezza del Paese, ma senza Dublino, per esempio, non potremmo pi\u00f9 riconsegnare i richiedenti asilo che hanno gi\u00e0 inoltrato domanda di protezione in uno stato europeo.</p><p class=\"Standard_d\">Ma che cosa fare di fronte ai legittimi problemi sollevati dalla proposta UDC? Per la maggioranza esistono gi\u00e0 a livello legislativo misure per arginare l'immigrazione, come la preferenza indigena, o gli sforzi esperiti per sfruttare al massimo la forza lavoro, specie donne, interna al paese. Oltre a ci\u00f2 si potrebbero incitare i lavoratori anziani a rimanere pi\u00f9 a lungo attivi.</p><p class=\"Standard_d\">Fra l'altro, non bisogna dimenticare la clausola di salvaguardia negoziata presente nei bilaterali III, ora in consultazione, che dovrebbe proteggerci dalle ripercussioni negative di un'eccessiva immigrazione.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Siamo in troppi</p><p class=\"Standard_d\">Ma per l'UDC \u00e8 giunto il momento di prendere di petto i problemi generati dalla sostenuta immigrazione degli ultimi 25 anni, ossia dall'entrata in vigore dei bilaterali I e della libera circolazione, con una popolazione passata nel giro di poco pi\u00f9 di due decenni da 7,2 milioni a 9,5 milioni di residenti.</p><p class=\"Standard_d\">Abbiamo senz'altro bisogno di immigrazione, hanno affermato diversi esponenti democentristi, ma dev'essere di qualit\u00e0 e moderata per consentire alle infrastrutture di tenere il passo. Invece i problemi sono sotto gli occhi di tutti: scarsit\u00e0 di alloggi, strade, trasporti pubblici e scuole intasate, pressione sui salari, per non parlare della criminalit\u00e0 importata e delle difficolt\u00e0 di integrazione per questa massa crescente di stranieri. Tutto ci\u00f2 richieder\u00e0 sempre pi\u00f9 alloggi, ospedali, scuole, strada, energia, con buona pace degli ecologisti e dello sviluppo sostenibile da loro propugnato, ha affermato Lars Guggisberg (BE).</p><p class=\"Standard_d\">A causa di questa massiccia presenza, molti Svizzeri si sentono stranieri nel proprio paese, ha aggiunto dal canto suo il turgoviese Pascal Schmid. La popolazione, si \u00e8 detto convinto il banchiere zurighese Thomas Matter, vuole che \"la Svizzera rimanga Svizzera\".</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Evitare il disastro</p><p class=\"Standard_d\">Come detto, tutti i gruppi parlamentari voteranno contro la modifica costituzionale auspicata dall'UDC. Ci\u00f2 vale anche per l'Alleanza del Centro che vorrebbe per\u00f2 opporre all'iniziativa un controprogetto diretto a livello costituzionale. In commissione la maggioranza si \u00e8 opposta sostenendo che la controproposta presenta gli stessi difetti dell'iniziativa, fissando tetti massimi (9,5 milioni e 10 milioni di abitanti) del tutto arbitrari.</p><p class=\"Standard_d\">Per Gerhard Pfister (ZG) e Giorgio Fonio (TI), l'iniziativa UDC solleva quesiti legittimi ma d\u00e0 risposte sbagliate. Tuttavia \u00e8 importante dare agli elettori un'alternativa costruttiva e realistica al fine di rispondere ai crucci della popolazione, evitando per\u00f2 di disdire gli accordi bilaterali con l'Ue, ma obbligando almeno il Consiglio federale a cercare soluzioni con Bruxelles.</p><p class=\"Standard_d\">Pi\u00f9 diretto invece Nicol\u00f2 Paganini nelle riflessioni consegnate al plenum: senza un controprogetto rischiamo un brutto risveglio alle urne, ha messo in guardia. A parere del sangallese, bisogna evitare un disastro, tanto pi\u00f9 probabile se in parlamento non si far\u00e0 nulla.</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 25.09.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Iniziativa 10 milioni va respinta, idem controprogetto</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Senza sorprese, alla conclusione di un dibattito fiume incominciato luned\u00ec, il Consiglio nazionale ha respinto oggi sia l'iniziativa dell'UDC \"No a una Svizzera da 10 milioni\" per 121 voti a 64 e 6 astenuti, sia il controprogetto diretto del Centro per 161 voti a 30.</strong></p><p class=\"Standard_d\">L'esito del voto era scontato: ad eccezione dell'UDC, tutti i gruppi parlamentari sotto il \"Cupolone\" hanno sostenuto che il testo dei democentristi, conosciuto anche come \"iniziativa per la sostenibilit\u00e0\", non risolver\u00e0 affatto i problemi legati all'immigrazione se accolto alle urne, ma porter\u00e0 alla disdetta degli accordi bilaterali con l'Ue, con ripercussioni negative sul benessere della Svizzera e la sua sicurezza.</p><p class=\"Standard_d\">Quanto al controprogetto dell'Alleanza del Centro, seppur meno estremo dell'iniziativa, presenta gli stessi difetti dell'iniziativa, fissando un tetto massimo per la popolazione residente del tutto arbitrario, stando alla maggioranza del plenum.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Che cosa chiede l'iniziativa</p><p class=\"Standard_d\">Secondo l'iniziativa, prima del 2050 la popolazione residente permanente della Svizzera non pu\u00f2 superare i 10 milioni di abitanti. Se la popolazione superasse i nove milioni e mezzo di abitanti prima del 2050, per garantire il rispetto del limite di 10 milioni il Consiglio federale e l'Assemblea federale dovrebbero prendere provvedimenti a livello legislativo, riguardanti in particolare il settore dell'asilo e del ricongiungimento familiare. Alle persone ammesse provvisoriamente non sarebbe pi\u00f9 accordato il diritto di soggiorno duraturo.</p><p class=\"Standard_d\">Se la popolazione residente permanente superasse il limite di 10 milioni prima o dopo il 2050, sarebbero necessarie altre misure di carattere legislativo. L'iniziativa chiede, per esempio, di denunciare diversi trattati internazionali che promuovono la crescita demografica: l'Accordo con l'UE e i suoi Stati membri sulla libera circolazione delle persone (ALC) dovrebbe essere denunciato dopo due anni dal primo superamento del limite se non fosse possibile negoziare o invocare alcuna clausola di eccezione o di salvaguardia</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Iniziativa semplicistica e xenofoba</p><p class=\"Standard_d\">Ma per la maggioranza del plenum, fissare tetti rigidi all'immigrazione nella Costituzione federale non risolver\u00e0 i problemi denunciati dai promotori dell'iniziativa, come la scarsit\u00e0 di alloggi, e il rincaro di quelli esistenti, la pressione sulle infrastrutture o gli ingorghi sulle strade, sui bus, nelle stazioni.</p><p class=\"Standard_d\">Tutte preoccupazioni legittime, per carit\u00e0, hanno sottolineato diversi deputati, alla cui soluzione l'iniziativa d\u00e0 per\u00f2 una risposta semplicistica, come sostenuto in aula da Greta Gysin (Verdi/TI), secondo cui l'iniziativa - isolazionista, xenofoba giacch\u00e9 se la prende con i richiedenti asilo facendone un facile capro espiatorio per i problemi del Paese e retrograda, a suo avviso - far\u00e0 senz'altro guadagnare qualche voto all'UDC, ma non risolve nulla.</p><p class=\"Standard_d\">Soprattutto dal campo-rosso verde non sono mancate le critiche alla cosiddetta \"sostenibilit\u00e0\" strombazzata dall'UDC, da un partito insomma che nel recente passato ha chiesto la realizzazione di nuove autostrade e non si distingue certo per una politica a favore del clima.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Prosperit\u00e0 e sicurezza in pericolo</p><p class=\"Standard_d\">Per l'ecologista ticinese, al pari dei colleghi di altri partiti, l'iniziativa democentrista mette soprattutto in grave pericolo le relazioni della Svizzera con l'Ue in un momento di incertezza come quello che stiamo vivendo. In un mondo dove il \"trumpismo\" fa proseliti, il diritto internazionale viene bistrattato, non possiamo isolarci dai nostri vicini, ha affermato Benjamin Roduit (Centro/VS). Tagliare i legami con l'Europa sarebbe un suicidio diplomatico ed economico, in un mondo dove Stati come la Svizzera hanno sempre meno voce in capitolo.</p><p class=\"Standard_d\">A causa della clausola ghigliottina, una disdetta dell'Accordo sulla libera circolazione, come ventilato dall'iniziativa, avrebbe come conseguenza la fine degli altri accordi bilaterali, compresi quelli di Schengen e Dublino, che ci hanno assicurato finora relazioni stabili con Bruxelles. La Svizzera, ha affermato Simone Gianini (PLR/TI), perderebbe il diritto di respingere chi vi chiede asilo pur essendo gi\u00e0 stato rifiutato in un altro Stato dell'Unione europea, subendo quindi in modo molto maggiore rispetto ad oggi la pressione migratoria\". Sarebbe insomma un caos, ha spiegato il ticinese.</p><p class=\"Standard_d\">Che piaccia o meno, hanno poi rammentato numerosi deputati e deputate, la libera circolazione delle persone consente alle imprese di occupare quei posti di lavoro che rimarrebbero scoperti a causa della scarsit\u00e0 di manodopera in loco e del suo invecchiamento, specie nel sistema sanitario, per non parlare dell'importanza che i lavoratori stranieri rivestono per le assicurazioni sociali, come l'AVS. L'immigrazione che abbiamo vissuto negli ultimi anni \u00e8 lo specchio dell'attrattiva del nostro Paese e la chiave del suo successo: bloccare tutto con limiti fissi come chiede l'iniziativa significa mettere in pericolo la nostra prosperit\u00e0. Tornare al passato, magari reintroducendo il famigerato statuto di stagionale, non \u00e8 un opzione, hanno sostenuto diversi esponenti di sinistra.</p><p class=\"Standard_d\">Ma che cosa fare di fronte ai legittimi problemi sollevati dalla proposta UDC? Per la maggioranza esistono gi\u00e0 a livello legislativo misure per arginare l'immigrazione, come la preferenza indigena, o gli sforzi esperiti per sfruttare al massimo la forza lavoro, specie donne, interna al paese. Oltre a ci\u00f2 si potrebbero incitare i lavoratori anziani a rimanere pi\u00f9 a lungo attivi.</p><p class=\"Standard_d\">Fra l'altro, non bisogna dimenticare la clausola di salvaguardia negoziata presente nei bilaterali III, ora in consultazione, che dovrebbe proteggerci dalle ripercussioni negative di un'eccessiva immigrazione.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Iniziativa poco svizzera</p><p class=\"Standard_d\">Quest'ultimo aspetto \u00e8 stato ripreso anche dal Consigliere federale Beat Jans, secondo cui nel pacchetto dei bilaterali III il Consiglio federale \u00e8 riuscito a negoziare una clausola di salvaguardia che tiene conto delle preoccupazioni della popolazione in materia di immigrazione. Inoltre, a tale clausola si aggiungono le misure presentate lo scorso inverno a livello di procedure di asilo, che si vogliono accelerare, e di mercato del lavoro, in particolare per quanto attiene all'integrazione delle donne.</p><p class=\"Standard_d\">Per il \"ministro\" di giustizia e polizia, anche se accolta, l'iniziativa democentrista non far\u00e0 diminuire l'immigrazione, come insegna la \"Brexit\". In Gran Bretagna, ha sottolineato, il numero dei migranti \u00e8 cresciuto e la situazione economica \u00e8 peggiorata. Ci\u00f2 potrebbe accadere anche da noi se dovessimo disdire l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, ha messo in guardia il consigliere federale basilese, e i bilaterali I dovessero decadere a causa della clausola ghigliottina. Schengen e Dublino potrebbero anche essere disdetti dall'Ue, poich\u00e9 legati politicamente ai bilaterali I, con ripercussioni sulla sicurezza del Paese.</p><p class=\"Standard_d\">In un frangente storico caratterizzato da incertezza e guerra abbiamo bisogno come il pane di relazioni stabili con i nostri vicini, ha spiegato l'esponente socialista in governo, come anche dell'immigrazione di forza lavoro per rispondere ai bisogni delle imprese e all'invecchiamento della popolazione. Fissare tetti massimi nella Costituzione, ci togliere quella flessibilit\u00e0 che ci caratterizza nelle nostre relazioni con l'estero, pregiudicando il futuro delle generazioni a venire, ha chiosato Jans. Per tutti questi motivi, l'iniziativa UDC \u00e8 \"poco svizzera\" stando a Jans, e va respinta senza controprogetto, n\u00e9 diretto n\u00e9 indiretto.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Una Svizzera a misura d'individuo</p><p class=\"Standard_d\">Ma per l'UDC \u00e8 giunto il momento di prendere di petto i problemi e di scelte fondamentali: \"Vogliamo una Svizzera sostenibile a misura d'uomo, oppure una metropoli anonima in cui i cittadini diventano comparse?, ha affermato Piero Marchesi (UDC/TI) rivolto al plenum.</p><p class=\"Standard_d\">A causa dell'immigrazione la Svizzera cresce ogni anno di 80 mila persone, ha aggiunto, pari alla popolazione della citt\u00e0 di San Gallo. Le conseguenze, secondo il deputato ticinese, sono infrastrutture al collasso, ospedali sovraccarichi, premi di cassa malati che aumentano, alloggi sempre pi\u00f9 cari. Le scuole, poi, sono sotto pressione per la difficolt\u00e0 di assimilare un'immigrazione massiccia, con bambini di culture e lingue diverse che obbligano i comuni ad assumere docenti di appoggio e docenti speciali, ha sottolineato.</p><p class=\"Standard_d\">In Ticino, ha aggiunto Marchesi, il fenomeno \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatico con i lavoratori frontalieri che in vent'anni sono passati da 30 mila a 80 mila unit\u00e0. Le conseguenze sono dumping salariale e l'emigrazione dei giovani ticinesi per andare a lavorare in Svizzera interna in cerca di lavori meglio retribuiti.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Immigrazione s\u00ec, ma sostenibile</p><p class=\"Standard_d\">Abbiamo senz'altro bisogno di immigrazione, hanno affermato diversi esponenti democentristi, fra cui Paolo Pamini (UDC/TI), a causa del pensionamento dei baby-boomers, ma dev'essere di qualit\u00e0 e moderata per consentire alle infrastrutture di tenere il passo. Invece gli effetti negativi dell'immigrazione incontrollata sono sotto gli occhi di tutti, secondo Lorenzo Quadri (Lega/TI): sicurezza, stato sociale, costi della salute, mercato dell'alloggio, traffico, inquinamento, fabbisogno energetico. Se non si fa nulla, in futuro avremo bisogno di sempre pi\u00f9 alloggi, ospedali, scuole, strade, ed energia, con buona pace degli ecologisti e dello sviluppo sostenibile da loro propugnato, ha affermato Lars Guggisberg (UDC/BE).</p><p class=\"Standard_d\">La nostra iniziativa, ha aggiunto Pamini, vuole proprio una Svizzera sostenibile, come indica il titolo della nostra proposta, ed \u00e8 contro la cementificazione del Paese. \u00c8 inutile sforzarsi di tagliare le emissioni dannose, quando poi questi sforzi vengono annullati dall'immigrazione, ha spiegato il consigliere nazionale ticinese. Per quanto attiene poi alla crescita economica vantata dai contrari all'iniziativa dovuta ai bilaterali, se si calcola pro capite si constata invece un rallentamento, non un'espansione, come si vuole far credere tirando in ballo le cifre assolute, quelle s\u00ec \"meravigliose\".</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Identit\u00e0 in pericolo</p><p class=\"Standard_d\">A causa di questa massiccia presenza di stranieri, molti Svizzeri si sentono stranieri nel proprio paese, ha aggiunto dal canto suo il turgoviese Pascal Schmid. La popolazione, si \u00e8 detto convinto il banchiere zurighese Thomas Matter, vuole che \"la Svizzera rimanga Svizzera\".</p><p class=\"Standard_d\">Per Michel Graber (UDC/VS), l'immigrazione di massa non cade dal cielo, ma \u00e8 voluta da voi, ha affermato rivolgendosi ai banchi dei contrari all'iniziativa e a quelli seduti nei loro palazzi di vetro a Bruxelles, per i quali la libera circolazione delle persone \u00e8 oramai diventata una sorta di vacca sacra intoccabile. Ma il vento l\u00e0 fuori, ha sottolineato Graber, sta cambiando</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Evitare il disastro</p><p class=\"Standard_d\">Come accennato, tutti i gruppi parlamentari hanno votato contro la modifica costituzionale auspicata dall'UDC. Ci\u00f2 vale anche per il Centro che avrebbe voluto opporre all'iniziativa un controprogetto diretto a livello costituzionale. In commissione la maggioranza si era opposta sostenendo che la controproposta presenta gli stessi difetti dell'iniziativa, fissando tetti massimi (9,5 milioni e 10 milioni di abitanti) del tutto arbitrari.</p><p class=\"Standard_d\">Per Gerhard Pfister (ZG) e Giorgio Fonio (TI), l'iniziativa UDC solleva quesiti legittimi ma d\u00e0 risposte sbagliate. Tuttavia \u00e8 importante dare agli elettori un'alternativa costruttiva e realistica al fine di rispondere ai crucci della popolazione, evitando per\u00f2 di disdire gli accordi bilaterali con l'Ue, ma obbligando almeno il Consiglio federale a cercare soluzioni con Bruxelles.</p><p class=\"Standard_d\">Pi\u00f9 diretto invece Nicolo Paganini nelle riflessioni consegnate al plenum: senza un controprogetto rischiamo un brutto risveglio alle urne, ha messo in guardia. A parere del sangallese, bisogna evitare un disastro, tanto pi\u00f9 probabile se in parlamento non si far\u00e0 nulla.</p><p class=\"Standard_d\">Nonostante questi avvertimenti, il plenum non \u00e8 nemmeno entrato nel merito della proposta del Centro, respingendo il progetto per 161 voti a 30.</p><p>&nbsp;</p><p>Notizia&nbsp;ATS</p><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.12.2025</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Iniziativa 10 milioni va respinta senza controprogetto</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Senza sorprese, alla conclusione di un dibattito meno lungo rispetto a quello tenutosi al Nazionale nel settembre scorso, anche il Consiglio degli Stati ha respinto oggi l'iniziativa dell'UDC \"No a una Svizzera da 10 milioni\" per 29 voti a 9 e 6 astenuti.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Al pari della Camera del popolo, anche quella degli Stati non ha voluto saperne di controprogetti vari, non entrando nemmeno in materia - 29 voti a 15 - sulle proposte difese in aula da Petra G\u00f6ssi (PLR/SZ), Daniel F\u00e4ssler (Centro/AI) e Heidi Z'Graggen (Centro/UR).</p><p class=\"Standard_d\">Per quest'ultimi era importante dare un'alternativa all'iniziativa visto il carattere estremamente emotivo del problema migratorio che trova orecchie sempre attente fra la popolazione. Nonostante l'appello di F\u00e4ssler di non \"giocare col fuoco\", la maggioranza ha considerato il controprogetto troppo vicino all'iniziativa e quindi portatore degli stessi difetti di fondo.</p><p class=\"Standard_d\">L'esito del voto odierno sull'iniziativa era scontato: ad eccezione dell'UDC, tutti i gruppi parlamentari sotto il \"Cupolone\" hanno sostenuto che il testo dei democentristi, conosciuto anche come \"iniziativa per la sostenibilit\u00e0\", non risolver\u00e0 affatto i problemi legati all'immigrazione ponendo un tetto massimo alla popolazione residente: se accolto alle urne, invece, condurr\u00e0 dritti dritti alla disdetta degli accordi bilaterali con l'Ue, con ripercussioni negative sul benessere della Svizzera, dovuto in larga parte alla manodopera estera, e la sua sicurezza.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Apriamo gli occhi</p><p class=\"Standard_d\">Ma per Marco Chiesa (UDC/TI) \u00e8 invece giunto il momento di aprire gli occhi. L'attuale immigrazione non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile a suo avviso, tanto a livello di infrastrutture, che a livello sociale ed ambientale. Ogni anno, ha spiegato il ticinese, la Svizzera cresce in popolazione di una citt\u00e0 grande come Lugano. A questi ritmi, il tetto di dieci milioni verr\u00e0 raggiunto ben prima del 2050 come propone la nostra iniziativa: se solo nel 2000 eravamo poco pi\u00f9 di 7 milioni, ora abbiamo superato quota nove milioni.</p><p class=\"Standard_d\">Le conseguenze, come fatto rimarcare anche da altri democentristi, si riassumo in crisi degli alloggi a prezzi accessibili, difficolt\u00e0 per i giovani nella ricerca di un impiego, strade intasate, pressione sui salari. Insomma, in questo paese non funziona pi\u00f9 niente, ha tuonato Werner Salzmann (UDC/BE).</p><p class=\"Standard_d\">Per Mauro Poggia (MCG-UDC/GE), contrariamente agli avversari dell'iniziativa, quest'ultima non \u00e8 affatto estrema perch\u00e9 propone n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di applicare l'articolo 121 della Costituzione sull'immigrazione di massa approvato dal popolo nel 2014 e mai applicato. Qui non si tratta, fra l'altro, hanno sottolineato diversi esponenti UDC, di non consentire l'immigrazione, bens\u00ec di prendere in mano la chiavi del nostro paese decidendo chi pu\u00f2 venire e chi no.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Non cos\u00ec</p><p class=\"Standard_d\">Per i contrari i problemi sollevati dai democentrsiti sono senz'altro in parte reali, ma non possono essere risolti semplicemente fissando un tetto massimo alla popolazione, che non far\u00e0 che crearci solo pi\u00f9 problemi di quanti promette di risolvere, tanto pi\u00f9 che esistono gi\u00e0 a livello legislativo misure per arginare l'immigrazione, come la preferenza indigena, o gli sforzi esperiti per sfruttare al massimo la forza lavoro, specie donne, interna al paese. Fra l'altro, non bisogna dimenticare la clausola di salvaguardia negoziata presente nei bilaterali III, ora in consultazione, che dovrebbe proteggerci dalle ripercussioni negative di un'eccessiva immigrazione.</p><p class=\"Standard_d\">Se per Daniel Jositsch (PS/ZH) non bisogna inoltre ipotecare il futuro dei giovani, restringendo il loro margine di azione, per Pierre Yves-Maillard (PS/VD) la Svizzera sta vivendo come altri Stati una crisi demografica profonda: senza immigrazione diventeremo un Paese di anziani. I problemi che l'UDC vorrebbe risolvere possono essere affrontati costruendo alloggi a pigione moderata, secondo Maillard, oppure garantendo per tutti salari dignitosi e buone condizioni di alloggio.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Un paese felice, nonostante tutto</p><p class=\"Standard_d\">Ultimo a parlare prima dei voti finali, il consigliere federale Beat Jans, rispondendo a Salzamann, ha rammentato che in tutti sondaggi gli Svizzeri risultano essere il popolo pi\u00f9 benestante, pacifico, e sicuro al mondo. Non sembra, a dirla tutta, che da noi non funzioni nulla, ha sottolineato il consigliere federale basilese.</p><p class=\"Standard_d\">Per il \"ministro\" socialista di giustizia e polizia, anche se accolta, l'iniziativa democentrista non far\u00e0 diminuire l'immigrazione, come insegna la \"Brexit\". Nel Regno Unito, ha sottolineato, il numero dei migranti \u00e8 cresciuto e la situazione economica \u00e8 peggiorata. I britannici stanno pagando un caro prezzo per l'uscita dall'Ue, ha chiosato Jans.</p><p class=\"Standard_d\">Ci\u00f2 potrebbe accadere anche da noi se dovessimo disdire l'Accordo sulla libera circolazione delle persone - conseguenza logica a suo avviso di un s\u00ec all'iniziativa - ha messo in guardia il consigliere federale, e i bilaterali I dovessero decadere a causa della clausola ghigliottina. Schengen e Dublino potrebbero anche essere disdetti dall'Ue, poich\u00e9 legati politicamente ai bilaterali I, con ripercussioni sulla sicurezza del Paese e un'esplosione dei costi nel settore dell'asilo perch\u00e9 non potremmo pi\u00f9 allontanare quegli asilanti che hanno gi\u00e0 inoltrato domanda di protezione in uno Stato Ue.</p><p class=\"Standard_d\">In un frangente storico come quello che stiamo vivendo, abbiamo bisogno come il pane di relazioni stabili con i nostri vicini, ha spiegato l'esponente socialista in governo, come anche dell'immigrazione di forza lavoro per rispondere ai bisogni delle imprese e all'invecchiamento della popolazione. Fissare tetti massimi nella Costituzione, ci toglierebbe quella flessibilit\u00e0 che caratterizza le nostre relazioni con l'estero, pregiudicando il futuro delle generazioni a venire, ha concluso Jans.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1766139627000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"10|28|2811","Category":"I/IIIa","Modified":"\/Date(1781619219990)\/","SubmissionDate":"\/Date(1740096000000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5207,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica europea|Questioni sociali|Migrazione"}}