{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20250068,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20250068,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"25.068","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"\u00abEnergia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\u00bb. Iniziativa popolare e controprogetto indiretto ","Description":"Messaggio del 13 agosto 2025 concernente l\u2019iniziativa popolare \u00abEnergia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\u00bb e il controprogetto indiretto (Modifica della legge federale sull\u2019energia nucleare)","InitialSituation":"<h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 13.08.2025</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>Iniziativa \u00abStop al blackout\u00bb \u2013 il Consiglio federale adotta il messaggio concernente il controprogetto indiretto</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Il 13 agosto 2025 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente il controprogetto indiretto all\u2019iniziativa popolare \u00abEnergia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\u00bb. Il Collegio respinge l\u2019iniziativa, ma con il controprogetto intende adeguare la legge federale sull\u2019energia nucleare affinch\u00e9 in Svizzera possano nuovamente essere autorizzate nuove centrali nucleari. In tal modo l\u2019energia nucleare rimane un\u2019opzione attuabile per garantire la sicurezza a lungo termine dell\u2019approvvigionamento energetico della Svizzera.</strong></p><p class=\"Standard_d\">L\u2019iniziativa popolare federale \u00abEnergia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\u00bb chiede di sancire nella Costituzione federale che l\u2019approvvigionamento di energia elettrica sia garantito in ogni tempo e che la Confederazione definisca le relative responsabilit\u00e0. Tuttavia, ci\u00f2 rappresenterebbe un cambiamento radicale rispetto all\u2019attuale ripartizione dei compiti e delle responsabilit\u00e0 in materia di approvvigionamento energetico tra Comuni, Cantoni e Confederazione. Per questo motivo il Consiglio federale respinge l\u2019iniziativa.&nbsp;<br><br>L\u2019iniziativa chiede inoltre che siano ammissibili tutti i tipi di produzione di energia elettrica rispettosi del clima. Indirettamente chiede pertanto la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari. Il Consiglio federale sostiene questo punto fondamentale, cos\u00ec da mantenere aperte tutte le opzioni per l\u2019approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Tuttavia, non \u00e8 necessaria alcuna modifica costituzionale, ma \u00e8 sufficiente un adeguamento della legge federale sull\u2019energia nucleare. Il Consiglio federale propone pertanto un controprogetto indiretto, che \u00e8 stato posto in consultazione tra dicembre 2024 e aprile 2025.</p><p class=\"Standard_d\">Reazioni contrastanti nella consultazione</p><p class=\"Standard_d\">Tra i partiti politici, UDF, PLR e UDC accolgono il controprogetto indiretto, mentre Il Centro, PEV, pvl, I Verdi e PS lo respingono cos\u00ec come le organizzazioni ambientaliste. La larga maggioranza delle organizzazioni economiche lo sostiene. L\u2019Associazione dei fornitori di energia elettrica (AES) e i grandi fornitori di energia BKW, Alpiq e Axpo sono favorevoli al controprogetto, mentre la maggioranza dei Cantoni lo respinge e chiede di procedere a una valutazione tecnica e strategica prima di un\u2019eventuale revoca del divieto di rilasciare nuove autorizzazioni di massima. Inoltre occorre definire le condizioni quadro quali il finanziamento e le procedure di autorizzazione di nuove centrali nucleari e garantire la dotazione di fonti rinnovabili.</p><p class=\"Standard_d\">Contenuto del controprogetto indiretto</p><p class=\"Standard_d\">Le due disposizioni sul divieto di autorizzazioni di massima per le nuove centrali nucleari e per eventuali modifiche a centrali nucleari esistenti, contenute nella legge federale sull\u2019energia nucleare, devono essere abrogate senza essere sostituite. Questo consentir\u00e0, in futuro, di ripristinare il rilascio di nuove autorizzazioni di massima per le centrali nucleari. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di definire la politica energetica svizzera in modo che sia aperta a tutte le tecnologie, compresa l\u2019energia nucleare, creando cos\u00ec una garanzia effettiva dell\u2019approvvigionamento elettrico nel caso il potenziamento delle energie rinnovabili non possa avvenire nella misura desiderata, i progressi nello stoccaggio stagionale di elettricit\u00e0 siano troppo limitati e non siano disponibili ulteriori alternative rispettose del clima per la produzione di energia elettrica.&nbsp;<br><br>Nel messaggio il Consiglio federale non ha apportato adeguamenti di contenuto rispetto al progetto posto in consultazione, ma tiene conto delle richieste formulate durante la procedura di consultazione.<br><br>- Nel controprogetto indiretto non si tratta di decidere in merito alla costruzione di nuove centrali nucleari visto che al momento non sono previsti progetti concreti in tal senso. Il finanziamento, le questioni specifiche relative ai progetti o gli adeguamenti delle procedure di autorizzazione non sono pertanto oggetto del controprogetto.<br><br>- L\u2019incremento della produzione di elettricit\u00e0 da fonti rinnovabili deve continuare a essere perseguito con coerenza. Le energie rinnovabili e le nuove centrali nucleari non si escludono a vicenda. Il Consiglio federale \u00e8 convinto che il controprogetto non comprometta in alcun modo il clima degli investimenti e la sicurezza della pianificazione per quanto riguarda il potenziamento delle energie rinnovabili. Per le tecnologie di produzione di energia elettrica rinnovabile continuano a essere disponibili i contributi di promozione sanciti nella legge federale sull\u2019energia.&nbsp;<br><br>- Le nuove Prospettive energetiche, che saranno disponibili entro la fine del 2027, rappresentano una valutazione tecnica e strategica per la futura politica energetica. In esse vengono presi in esame diversi scenari di sviluppo fino al 2060. Per la produzione di energia elettrica si tiene conto anche del possibile impiego futuro di centrali nucleari rispettose del clima e in grado di non gravare sullo sfruttamento del suolo, grazie alla loro elevata densit\u00e0 energetica. Come molte altre tecnologie, anche l'energia nucleare comporta dei rischi che devono essere ridotti al minimo.</p>","Proceedings":"<h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.03.2026</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Centrali nucleari, dev'essere possibile costruirne di nuove</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>In futuro, potrebbero venir realizzate in Svizzera nuove centrali nucleari, malgrado il divieto introdotto dopo la catastrofe di Fukushima. Il Consiglio degli Stati ha accolto oggi il controprogetto all'iniziativa \"Stop al blackout\" con 26 voti a 12 e 3 astenuti.</strong></p><p class=\"Standard_d\">L'iniziativa \u00e8 stata invece respinta (33 voti contro 8 e una astensione). Il dossier passa ora al Consiglio nazionale che, tenuto conto delle forze in campo, dovrebbe seguire gli Stati. Ad ogni modo, gi\u00e0 al momento della presentazione del controprogetto indiretto da parte del Consiglio federale, gli ambienti ecologisti - cui dovrebbero aggiungersi PS e Verdi - hanno minacciato il referendum.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Il progetto governativo</p><p class=\"Standard_d\">In seguito all'incidente nucleare di Fukushima, cui quest'anno cade il 15esimo anniversario, nel 2011 la Svizzera ha deciso di abbandonare progressivamente l'energia atomica; nel 2017, la popolazione ha votato a favore di questa strategia e per vietare l'edificazione di nuove centrali.</p><p class=\"Standard_d\">L'iniziativa popolare federale \"Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\" chiede di rivedere tale divieto, anche se nella proposta di modifica costituzionale gli impianti nucleari non sono esplicitamente menzionati. L'iniziativa prevede in primo luogo che l'energia elettrica venga prodotta nel rispetto dell'ambiente e del clima. Pertanto, sarebbero ammissibili tutti i tipi di produzione di energia elettrica rispettosi dell'ambiente.</p><p class=\"Standard_d\">Nella modifica costituzionale - lanciata dal Club Energia Svizzera, un'alleanza di ambienti borghesi - il Consiglio federale intravvede per\u00f2 l'eventuale revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari, un punto ritenuto fondamentale per l'Esecutivo, il quale intende mantenere aperte tutte le opzioni per l'approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Poich\u00e9 a tale proposito non sarebbe necessaria alcuna modifica costituzionale, il Governo propone invece un adeguamento della legge federale sull'energia nucleare sotto forma di controprogetto indiretto.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Basta ideologia, i tempi sono cambiati</p><p class=\"Standard_d\">In aula, UDC, Centro e PLR, con qualche defezione, hanno fatto quadrato attorno alla proposta del Consiglio federale di abrogare l'attuale divieto iscritto all'articolo 12a della Legge sull'energia nucleare.</p><p class=\"Standard_d\">Nel suo intervento, Marco Chiesa (UDC/TI) ha precisato che il controprogetto non istituisce l'obbligo di realizzare nuove centrali, come temono i contrari, bens\u00ec non proibisce alcuna tecnologia. L'attuale situazione non lascia alcun margine di manovra al governo, ha spiegato il ticinese, mentre la situazione \u00e8 profondamente cambiata rispetto al recente passato.</p><p class=\"Standard_d\">Le attuali tecnologie pulite, come il solare e l'eolico alle quali sono personalmente favorevole, non bastano per\u00f2 per assicurare un approvvigionamento sicuro di energia, specie alla luce dei consumi crescenti di corrente, ha precisato Chiesa. Un problema che si accentua in inverno, ha aggiunto il democentrista, quando l'intero sistema diventa pi\u00f9 fragile. Assicurare l'approvvigionamento \u00e8 una nostra responsabilit\u00e0 politica, ha sottolineato il ticinese, che riduce anche la nostra dipendenza dall'estero.</p><p class=\"Standard_d\">La questione di un approvvigionamento sicuro \u00e8 stata evocata anche dal \"senatore\" Fabio Regazzi (Centro/TI), soprattutto in caso di crisi, al fine di garantire la stabilit\u00e0 del sistema. Oltre ad essere un'energia a basse emissioni, il nucleare rappresenta un'occasione per l'economia, specie per le piccole e medie imprese attive nella costruzione e nella fornitura di componenti con alto contenuto tecnologico, tanto che in Svizzera vi sono aziende attive in questo settore molto richieste all'estero.</p><p class=\"Standard_d\">Per la maggioranza, la svolta energetica in vista della totale decarbonizzazione entro il 2050, non permetter\u00e0 di sostituire il bisogno crescente di corrente (basti pensare all'intelligenza artificiale, \u00e8 stato detto in aula) a prezzi convenienti, come il nucleare. Quanto alla dipendenza dall'estero per l'uranio, anche per le energie pulite, come il solare, dipendiamo da fornitori che stanno in Cina, hanno affermato diversi oratori, per non parlare dell'acquisto all'estero di corrente prodotta dalle centrali nucleari in Francia o da quelle a gas in Germania.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Non apriamo il vaso di Pandora</p><p class=\"Standard_d\">Per il campo rosso-verde, Verdi-liberali inclusi, il nucleare \u00e8 molto meno ecologico di quanto si voglia far credere. Mathilde Crevoisier-Crelier (PS/JU) ha rispolverato l'annoso problema delle scorie altamente radioattive, un aspetto che la Svizzera non ha ancora risolto con la costruzione di un deposito sotterraneo.</p><p class=\"Standard_d\">Vi \u00e8 poi il problema degli enormi costi di questi impianti, che si calcolano in miliardi, e dei rischi, come insegna la catastrofe di Fukushima, hanno ricordato in molti, di cui quest'anno cade il 15esimo anniversario e le cui conseguenze affliggono tutt'oggi la popolazione del luogo.</p><p class=\"Standard_d\">Per Crevosier Crelier dobbiamo evitare di aprire il vaso di Pandora di una tecnologia costosa e rischiosa che rischia solo di rallentare la svolta verso le energie pulite. \u00c8 proprio perch\u00e9 siamo in ritardo con i nostri obiettivi ambientali che dobbiamo rafforzare le energie verdi, invece che affidarci a un concorrente come il nucleare che rischia di rallentare il tutto, ha dichiarato dal canto suo Tiana Angelina-Moser (PVL/ZH), secondo cui la realizzazione di impianti atomici \u00e8 possibile solo con iniezioni massicce di capitali pubblici dell'ordine dei miliardi di franchi.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Cambio di rotta</p><p class=\"Standard_d\">Nel suo intervento, il \"ministro\" dell'energia Albert R\u00f6sti ha ribadito l'importanza della svolta energetica, possibile per\u00f2 anche grazie al sostegno della mano pubblica. Non c'\u00e8 forma di energia che non venga sostenuta da Confederazione o Cantoni, ha sottolineato il consigliere federale democentrista.</p><p class=\"Standard_d\">Tuttavia, rispetto al 2017, quando la strategia 2050 \u00e8 stata approvata, la situazione, soprattutto a livello geopolitico, \u00e8 cambiata di molto, come dimostra l'attuale guerra in medio Oriente e i conseguenti problemi di approvvigionamento. Tutto ci\u00f2 non fa renderci sempre pi\u00f9 dipendenti dall'estero per i nostri consumi.</p><p class=\"Standard_d\">Oltre a ci\u00f2, alla luce della crescente fame di corrente, entro il 2050 sar\u00e0 molto difficile sostituire con fonti rinnovabili le attuali centrali nucleari che coprono ancora il 27% del nostro bisogno. Se non facciamo nulla, ha sottolineato il \"ministro\" bernese, dovremo produrre o importare elettricit\u00e0 dall'estero proveniente da centrali a gas, un controsenso se pensiamo al nostro obiettivo di ridurre le fonti di energie fossili.</p><p class=\"Standard_d\">L'opzione che rimane sul tavolo \u00e8 rappresentata dall'energia atomica, un elemento, ha aggiunto R\u00f6sti, che sta tornando in auge come ho potuto constatare durante le due conferenze internazionali sul tema cui ho partecipato a Parigi. Si tratta, secondo il rappresentante UDC in governo, di un \"totale cambio di rotta\", tanto che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito \"un errore strategico\" l'abbandono del nucleare da parte del vecchio continente.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2026</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Verso costruzione nuove centrali nucleari, dibattito acceso</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>\u00c8 iniziato oggi in Consiglio nazionale il lungo dibattito sull'Iniziativa popolare \"Stop al blackout\" e sul relativo controprogetto, destinato a segnare il futuro dell'energia atomica in Svizzera. Le discussioni riprenderanno domani, ma la Camera del popolo sembra incline ad allinearsi al Consiglio degli Stati e, quindi, a consentire la costruzione di nuove centrali nucleari nel Paese.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Durante la Sessione primaverile, i \"senatori\" hanno respinto l'iniziativa popolare \"Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\", ma accolto il controprogetto proposto dal Consiglio federale, che apre la strada a nuovi reattori per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico a lungo termine, malgrado nel 2017 il popolo elvetico abbia approvato (con il 58,2% di consensi) la graduale uscita dal nucleare.</p><p class=\"Standard_d\">Anche la maggioranza della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) della Camera del popolo raccomanda al plenum di bocciare l'iniziativa e di accogliere il controprogetto indiretto proposto dall'Esecutivo. Quest'ultimo prevede un adeguamento della legge federale sull'energia nucleare anzich\u00e9 della Costituzione ed \u00e8 considerato il mezzo pi\u00f9 efficace per eliminare il divieto di costruire nuovi impianti.</p><p class=\"Standard_d\">L'iniziativa popolare \"Stop al blackout\", lanciata dal Club Energia Svizzera, un'alleanza di ambienti borghesi, prevede in primo luogo di ancorare nella Costituzione tutti i tipi di produzione di energia rispettosi del clima. Il Consiglio federale intende invece mantenere aperte tutte le opzioni per l'approvvigionamento energetico dei prossimi anni e ritiene la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari un punto fondamentale.</p><p class=\"Standard_d\">Dello stesso avviso anche la maggioranza della Commissione, la quale oggi in aula ha sostenuto che la Svizzera deve mantenere aperte tutte le opzioni e diversificare i vettori energetici. \"Se gli obiettivi di potenziamento delle energie rinnovabili non saranno raggiunti, a partire dal 2050 nuove centrali nucleari potrebbero contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento\", ha evidenziato Simone de Montmollin (PLR/GE).</p><p class=\"Standard_d\">L'abolizione del divieto di costruzione di nuovi reattori \u00e8 urgentemente necessaria per garantire un fabbisogno energetico sicuro, indipendente e a basse emissioni, ha ribadito Mike Egger (UDC/SG), che ha specificato come le centrali nucleari siano indispensabili soprattutto per evitare una penuria di elettricit\u00e0 nei mesi invernali. La crescente domanda di corrente legata alla decarbonizzazione, alla digitalizzazione e alla \"massiccia crescita demografica\" richiede una politica energetica aperta a tutte le tecnologie, ha aggiunto.</p><p class=\"Standard_d\">Christian Imark (UDC/SO) - sollecitato da un collega in aula - ha richiamato il recente lungo fermo della centrale solettese di G\u00f6sgen (l'interruzione \u00e8 durata 10 mesi, ndr.), sostenendo che la Svizzera debba disporre di maggiori capacit\u00e0 produttive per garantire l'approvvigionamento anche in caso di simili guasti prolungati.</p><p class=\"Standard_d\">L'approvvigionamento di energia elettrica si trova di fronte a grosse sfide, soprattutto in inverno, gli ha fatto eco Christian Wasserfallen (PLR/BE), pur sottolineando che le energie rinnovabili rimangono un pilastro fondamentale. Secondo il bernese la domanda di corrente continuer\u00e0 ad aumentare e il controprogetto permette di correggere gli errori della Strategia energetica.</p><p class=\"Standard_d\">Durante il dibattito, una minoranza della commissione ha proposto di non entrare in materia proponendo il rinvio al Consiglio federale con l'incarico di fare innanzitutto chiarezza sulle ripercussioni finanziarie di eventuali nuovi reattori, in particolare per i conti pubblici. Oltre all'aspetto legato alle sovvenzioni - dell'ordine di miliardi di franchi - sono state sollevate dai contrari anche le questioni della sicurezza, dello smaltimento dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo delle energie rinnovabili.</p><p class=\"Standard_d\">\"L'iniziativa 'Stop al blackout' \u00e8 un progetto del passato, guarda indietro mentre le sfide della politica energetica sono chiaramente davanti a noi\", ha detto Greta Gysin (Verdi/TI). \"La Svizzera deve sviluppare energie rinnovabili ridurre le proprie dipendenze e rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento. Per nessuno di questi obiettivi le nuove centrali nucleari rappresentano una risposta giusta\", ha sottolineato la ticinese.</p><p class=\"Standard_d\">Stando alla maggioranza della CAPTE-N, da un punto di vista tecnico, nell'area di ubicazione L\u00e4gern Nord (a cavallo tra i cantoni di Argovia e Zurigo) vi \u00e8 sufficiente capacit\u00e0 per le scorie di nuovi impianti. Eppure, la Svizzera non dispone neppure oggi di una soluzione concreta per lo stoccaggio degli attuali rifiuti radioattivi (destinati a durare centinaia di migliaia di anni), ha evidenziato Marionna Schlatter (Verdi/ZH).</p><p class=\"Standard_d\">Dal canto suo, Martin B\u00e4umle (PVL/ZH) ha sottolineato che il controprogetto indiretto del Consiglio federale deve essere analizzato anche sotto il profilo della politica finanziaria e il suo trattamento non pu\u00f2 limitarsi a una mera decisione di principio. Considerati gli elevati costi di investimento e i significativi tempi di realizzazione, la costruzione di nuove centrali richiederebbe inevitabilmente un sostegno finanziario da parte dello Stato, ha ribadito Nadine Masshardt (PS/BE).</p><p class=\"Standard_d\">In aula sono state inoltre evocate da pi\u00f9 oratori le catastrofi di Chernobyl e Fukushima, come pure la crisi energetica scaturita dalla guerra di aggressione russa in Ucraina. Ma anche il fattore della sicurezza e dei rischi di attacchi militari, cibernetici o ibridi e la \"dubbia\" provenienza dell'uranio (la Russia \u00e8 uno dei maggiori produttori, ndr.) sono stati menzionati a pi\u00f9 riprese, soprattutto per quanto riguarda i legami con enti che operano nell'ambito delle armi nucleari. Hasan Candan (PS/LU) ha ricordato al plenum che, per alimentare le sue centrali, la Svizzera deve fare affidamento a Stati che non rispettano gli standard in materia ambientale n\u00e9 di diritti umani.</p><p class=\"Standard_d\">\"Non dobbiamo decidere se costruire nuove centrali nucleari, bens\u00ec stabilire quali opzioni abbiamo a disposizione\", ha riassunto Nicol\u00f2 Paganini (Centro/SG), rammentando che va comunque rispettata la volont\u00e0 popolare, espressa nella votazione del 2017 sull'attuazione della Strategia energetica 2050.</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2026</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Nuove centrali nucleari, il dibattito riprender\u00e0 luned\u00ec</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Non si \u00e8 ancora concluso il lungo dibattito in Consiglio nazionale sull'iniziativa popolare \"Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\" e il relativo controprogetto che prevede l'abolizione del divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera. Le discussioni riprenderanno luned\u00ec prossimo, quando alla Camera del popolo sono previste le ultime prese di posizione di singoli oratori, l'intervento del consigliere federale incaricato Albert R\u00f6sti e le votazioni finali.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Durante le prime due giornate di dibattito UDC e PLR si sono schierati a favore del controprogetto proposto dall'Esecutivo, mentre PS, Verdi e PVL hanno ribadito la loro ferma opposizione alla possibilit\u00e0 di edificare nuovi impianti. Gli esponenti del Centro appaiono invece divisi sulla questione, e gli equilibri interni potrebbero rivelarsi decisivi per l'esito, atteso il 15 giugno.</p><p class=\"Standard_d\">\"La maggioranza del nostro gruppo voter\u00e0 probabilmente a favore dell'entrata in materia, ma una consistente minoranza si opporr\u00e0\", ha dichiarato la consigliera nazionale Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR). Di diverso avviso il collega di partito Nicol\u00f2 Paganini (Centro/SG), secondo cui \"ci\u00f2 che conta \u00e8 che dalle prese esca elettricit\u00e0\".</p><p class=\"Standard_d\">In sede preparatoria, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha approvato il testo con un solo voto di scarto (13 contro 12). Durante la sessione primaverile, i \"senatori\" hanno respinto l'iniziativa popolare (33 voti contro 8) e accolto a larga maggioranza (26 voti a 12 e 3 astenuti) il controprogetto proposto dal Consiglio federale, il quale intende spianare la strada a nuove centrali nucleari in modo da garantire nel Paese la sicurezza dell'approvvigionamento energetico a lungo termine.</p><p class=\"Standard_d\">Per dire la loro si sono annunciati una novantina di oratori, tra cui tutti i ticinesi ad eccezione di Giorgio Fonio (Centro). Unico a non aver potuto prendere la parola per motivi di tempo \u00e8 stato Bruno Storni (PS).</p><p class=\"Standard_d\">Nel corso del dibattito, i sostenitori del controprogetto hanno insistito sulla necessit\u00e0 di mantenere aperte tutte le opzioni per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sempre pi\u00f9 sotto pressione dagli eventi geopolitici. \"Oggi non decidiamo di costruire una centrale, decidiamo se la Svizzera deve continuare a precludersi una possibilit\u00e0\", ha affermato Alex Farinelli (PLR/TI). Piero Marchesi (UDC/TI) ha dal canto suo ricordato al plenum che la graduale uscita dal nucleare approvata dal popolo nel 2017 \u00e8 stata una scelta presa sotto la pressione generata dalla catastrofe di Fukushima, sostenendo che il Paese abbia perso un decennio rinunciando a sviluppare le proprie competenze nel settore nucleare.</p><p class=\"Standard_d\">Gli oppositori hanno dal canto loro ribadito che il futuro energetico della Svizzera debba puntare sulle fonti rinnovabili. \"L'iniziativa 'Stop al blackout' \u00e8 un progetto del passato\", ha dichiarato Greta Gysin (Verdi/TI), secondo cui nuove centrali nucleari non rappresentano una risposta adeguata alle sfide future. Analoghe riserve sono state espresse da una minoranza della commissione, che teme costi elevati nonch\u00e9 un aumento delle scorie radioattive per le quali la Svizzera ancora non dispone di soluzioni concrete e definitive.</p><p class=\"Standard_d\">L'uscita graduale dal nucleare era stata approvata dal popolo nel 2017 con il 58,2% dei voti. Consiglio federale e Consiglio degli Stati intendono ora rendere nuovamente possibile il rilascio di autorizzazioni di massima per nuovi impianti. I Verdi hanno gi\u00e0 annunciato il lancio di un referendum qualora il Parlamento dovesse abolire il divieto di costruzione.</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.06.2026</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Nucleare, CF formuli proposte finanziamento nuove centrali</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Dopo oltre dieci ore di discussioni sul ritorno dell'energia nucleare - iniziate gi\u00e0 una settimana fa - il Consiglio nazionale ha deciso di non decidere: con 100 voti a 97 e 2 astenuti ha chiesto di rispedire il dossier al Consiglio federale. Se domani gli Stati daranno il loro benestare, l'esecutivo dovr\u00e0 formulare una nuova proposta che chiarisca le conseguenze finanziarie della costruzione di una nuova centrale. La decisione rappresenta un successo parziale per gli oppositori all'atomo.</strong></p><p class=\"Standard_d\">La Camera del popolo era chiamata a pronunciarsi sul controprogetto indiretto all'iniziativa popolare \"Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\". Entrambi i testi prevedono la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari. Il tema resta molto controverso.</p><p class=\"Standard_d\">Al voto la sinistra ha approvato la proposta di rinvio, sostenuta da una maggioranza di deputati del Centro. L'UDC, il PLR e sei centristi avrebbero invece preferito discutere subito il controprogetto, che aprirebbe un nuovo capitolo per il nucleare, posizione condivisa anche dal consigliere federale Albert R\u00f6sti.</p><p class=\"Standard_d\">La maggioranza, risicata, della commissione preparatoria aveva sostenuto il controprogetto ritenendo che il Paese necessita di un approvvigionamento elettrico affidabile, a basse emissioni di CO2 e sostenibile dal punto di vista economico, mantenendo aperte tutte le opzioni, soprattutto se gli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili non dovessero essere raggiunti.</p><p class=\"Standard_d\">Benjamin Giezendanner (UDC/AG) ha ricordato che le attuali centrali saranno progressivamente dismesse e che la Svizzera avr\u00e0 bisogno, soprattutto in inverno, di elettricit\u00e0 abbondante, a basse emissioni e a prezzi accessibili. Per raggiungere questo obiettivo, nuove centrali nucleari potrebbero rivelarsi necessarie. \"La digitalizzazione e la transizione energetica richiedono molta elettricit\u00e0\", ha osservato da parte sua Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG).</p><p class=\"Standard_d\">Gli oppositori temono invece che la sola prospettiva di nuove centrali nucleari possa compromettere la sicurezza degli investimenti nelle energie rinnovabili. Durante il dibattito, diversi parlamentari hanno sottolineato che la costruzione di un nuovo impianto richiederebbe con ogni probabilit\u00e0 sussidi pubblici, un rischio che andrebbe chiarito meglio prima di procedere \"alla cieca\", ha affermato Priska Wismer-Felder (Centro/LU).</p><p class=\"Standard_d\">Secondo Benjamin Roduit (Centro/VS), \u00e8 giusto riaprire al nucleare, considerato potenzialmente una fonte pulita e sicura, ma senza concedere \"assegni in bianco\" che potrebbero penalizzare le energie rinnovabili. Yvonne B\u00fcrgin (Centro/ZH) ha stimato il costo di un nuovo reattore in circa 13 miliardi di franchi.</p><p class=\"Standard_d\">Anche Marie-France Roth Pasquier (Centro/FR) ha espresso dubbi sulla redditivit\u00e0, sottolineando che gli eventuali sussidi pubblici andrebbero a scapito dell'energia idroelettrica e avrebbero conseguenze significative sulla sicurezza dell'approvvigionamento e sulle regioni di montagna. Particolarmente colpiti sarebbero il Vallese, il Ticino e i Grigioni, ha sottolineato la friburghese.</p><p class=\"Standard_d\">Ma per il consigliere federale Albert R\u00f6sti la questione finanziaria \u00e8 prematura: prima bisogna chiedere alla popolazione se sia possibile considerare l'opzione nucleare; solo allora un'azienda potr\u00e0 elaborare un progetto concreto. \"Se in seguito dovesse emergere la necessit\u00e0 di un sostegno statale - ha proseguito il ministro dell'energia e dell'ambiente -, il Governo presenterebbe una proposta al Parlamento, che deciderebbe a sua volta\". Non si tratta quindi di decidere ora se costruire o meno una centrale nucleare, ha aggiunto, invano.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.06.2026</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Ritorno del nucleare, dossier non va rinviato al CF</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Il ritorno all'energia nucleare va deciso ora, senza attendere ulteriori chiarimenti sulle conseguenze finanziarie della costruzione di nuove centrali. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati, respingendo con 28 voti contro 16 (una astensione) la proposta di rinviare il dossier al governo formulata ieri dal Nazionale.</strong></p><p class=\"Standard_d\">La decisione odierna della Camera dei Cantoni non costituisce una sorpresa, poich\u00e9 lo scorso marzo, in prima lettura, i \"senatori\" avevano nettamente approvato - con 26 voti contro 12 - il controprogetto all'iniziativa \"Stop al blackout\", che prevede la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari.</p><p class=\"Standard_d\">Come spiegato in aula dal relatore commissionale Thierry Burkart (PLR/AG) oggi non si tratta di approvare un progetto specifico, ma solo di lasciare aperte tutte le possibilit\u00e0 qualora in futuro ci fosse l'opzione di costruire una nuova centrale nucleare. Attualmente sul tavolo non c'\u00e8 infatti alcun progetto concreto.</p><p class=\"Standard_d\">In ogni caso, anche se il divieto venisse revocato, ci\u00f2 non corrisponderebbe a un assegno in bianco per l'energia nucleare. Un eventuale progetto di nuova centrale dovrebbe infatti prima ottenere una licenza di massima, anch'essa soggetta a referendum, ha spiegato l'argoviese. Successivamente andrebbe elaborata una legge che dovr\u00e0 definire, tra l'altro, il finanziamento; anche questa sarebbe sottoposta a referendum.</p><p class=\"Standard_d\">Per Burkart, inoltre, valutare il finanziamento di una centrale che sar\u00e0 costruita tra 40 anni \u00e8 praticamente impossibile. Anche perch\u00e9 il progresso tecnologico e tecnico in corso rende molto difficile effettuare oggi una valutazione adeguata dei costi.</p><p class=\"Standard_d\">Rinviando il dossier al Consiglio federale, il Consiglio nazionale ha in sostanza riconosciuto la fondatezza delle preoccupazioni espresse riguardo alle modalit\u00e0 di finanziamento di eventuali nuove centrali nucleari, ha replicato Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU). Di fatto, si chiede di approvare una decisione di principio, una sorta di assegno in bianco, confidando che soltanto in una fase successiva vengano definiti i dettagli operativi e le tappe concrete.</p><p class=\"Standard_d\">Alla luce di queste considerazioni, Maya Graf (Verdi/BL) ha richiamato l'attenzione sugli esempi internazionali, che mostrano come la costruzione di nuove centrali non sia possibile senza un forte sostegno pubblico. In questo contesto, ha aggiunto Crevoisier Crelier, il Consiglio nazionale ha anche evidenziato il rischio che il dietrofront sul nucleare finisca per compromettere la priorit\u00e0 finora attribuita alle energie rinnovabili. La giurassiana ha infine ricordato il problema irrisolto dello smaltimento delle scorie radioattive, che aumenteranno se verranno costruite nuove centrali.</p><p class=\"Standard_d\">Il dossier torna ora alla Camera del popolo. Qualora quest'ultima dovesse confermare la richiesta di rinvio, l'incarto sar\u00e0 trasmesso al governo nonostante l'opposizione degli Stati, con l'incarico di verificare le implicazioni finanziarie del ritorno dell'atomo.</p><p>&nbsp;</p><h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.06.2026</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>Centrali nucleari, dev'essere possibile costruirne di nuove</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>A quindici anni dall'incidente di Fukushima in Giappone, l'attuale divieto di costruire nuove centrali atomiche in Svizzera va abrogato.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Dopo gli Stati in marzo, oggi anche il Consiglio nazionale ha approvato - con 108 voti contro 87 e 2 astenuti - il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare \"Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)\". Il popolo avr\u00e0 probabilmente l'ultima parola, visto che i Verdi hanno gi\u00e0 annunciato un referendum.</p><p class=\"Standard_d\">La revisione della legge proposta dal Consiglio federale, cos\u00ec come l'iniziativa (che \u00e8 stata bocciata stamane anche dal Nazionale con 129 voti contro 66 e 2 astenuti), prevede di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Mantenere opzione del nucleare</p><p class=\"Standard_d\">Stamane, l'UDC, il PLR e diversi esponenti del Centro hanno votato a favore del controprogetto. Il ministro dell'Energia Albert R\u00f6sti non ha smesso, durante tutto il lungo dibattito iniziato luned\u00ec, di ripetere la necessit\u00e0 di mantenere l'opzione del nucleare per garantire l'approvvigionamento del Paese a lungo termine. La sinistra, i Verdi liberali e diversi rappresentanti del Centro vi si sono opposti.</p><p class=\"Standard_d\">Nell'esame di dettaglio il Nazionale non ha modificato la revisione proposta dal Governo. \u00c8 stato d'accordo con il Consiglio degli Stati affinch\u00e9 un'autorizzazione a costruire una nuova centrale nucleare venga concessa solo se il finanziamento \u00e8 assicurato. La Camera del popolo ha inoltre respinto una dozzina di emendamenti del campo rosso-verde e del Centro volti a porre condizioni al rilascio di un'autorizzazione per una centrale nucleare.</p><p class=\"Standard_d\">Non ha ad esempio voluto una moratoria fino al 2036, n\u00e9 limitarsi ai reattori di 4a generazione, e neppure che un nuovo sito possa essere realizzato solo con l'accordo di tutti i comuni situati nella zona di protezione d'emergenza.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">No a sorpresa al rinvio</p><p class=\"Standard_d\">Dopo che luned\u00ec in prima lettura, il plenum aveva approvato (con 100 voti contro 97 e 2 astenuti) il rinvio dell'incarto al Consiglio federale, con l'incarico di elaborare un nuovo disegno che regolamenti anche il finanziamento della costruzione di centrali nucleari, oggi si \u00e8 assistito a una sorpresa. Con 100 voti contro 98, la Camera del popolo ha bocciato la proposta di rinviare il dossier al Governo. Rispetto ad inizio settimana Vincent Ma\u00eetre (Centro/GE) ha cambiato idea, mentre Christian Lohr (Centro/TG) era assente. Ci\u00f2 ha fatto pendere la bilancia contro il rinvio.</p><p class=\"Standard_d\">La loro collega Priska Wismer-Felder (Centro/LU) non \u00e8 riuscita a convincere il plenum che la richiesta di rinvio non avrebbe ritardato il progetto. \"Al contrario, nessuna azienda pianificher\u00e0 un progetto da 100 milioni senza chiarezza finanziaria\", ha sostenuto. Secondo Martin B\u00e4umle (PVL/ZH) \u00e8 inoltre essenziale conoscere l'entit\u00e0 del sostegno statale necessario - 60, 70 o 80% - per prendere una decisione ragionata.</p><p class=\"Standard_d\">Ma la destra (UDC e PLR) non si \u00e8 lasciata impressionare. \"Oggi si tratta solo di togliere un divieto su una tecnologia e un divieto di riflettere, per non compromettere l'opzione dell'energia nucleare\", ha dichiarato Christian Imark (UDC/SO), per il quale la proposta di rinvio era soltanto una manovra per affossare il controprogetto.</p><p class=\"Standard_d\">Alla fine, una maggioranza - seppur risicata - del Nazionale ha deciso che il ritorno all'energia nucleare va deciso ora, senza attendere ulteriori chiarimenti sulle conseguenze finanziarie della costruzione di nuove centrali. Superato questo scoglio, il dibattito \u00e8 proseguito con l'esame di dettaglio, sfociato nell'approvazione della legge. Visto che gli Stati avevano fatto altrettanto in marzo, l'esame del progetto ha potuto concludersi oggi.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Rapporto entro la fine dell'anno</p><p class=\"Standard_d\">La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) ha comunque commissionato al Dipartimento del ministro dell'energia Albert R\u00f6sti un rapporto - atteso entro fine anno - che delineer\u00e0 le conseguenze finanziarie di tali progetti di nuove centrali nucleari.</p><p class=\"Standard_d\">Questo documento dovrebbe quindi essere disponibile prima che si tenga un'eventuale votazione popolare. Ci\u00f2 ha forse convinto Ma\u00eetre a votare oggi in modo diverso rispetto a luned\u00ec. Il progetto \u00e8 quindi pronto per le votazioni finali di domani.</p><p class=\"Standard_d\">Qualora fosse confermata, la decisione del Parlamento di aprire un nuovo capitolo nucleare costituisce una svolta nella politica energetica della Svizzera. L'uscita dall'atomo era stata avviata su impulso dell'allora consigliera federale PPD (oggi Centro) Doris Leuthard in seguito alla catastrofe di Fukushima nel 2011.</p><p class=\"Standard_d\">Nel 2017 il popolo aveva approvato con oltre il 58% la Strategia energetica 2050 che vietava nuove centrali mantenendo quelle esistenti.</p><p>&nbsp;</p><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Informazioni</strong></h2><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">Segreteria della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE)</p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"mailto:urek.ceate@parl.admin.ch\">urek.ceate@parl.admin.ch</a></p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-capte\">Commissione dell\u2019ambiente, della pianificazione del territorio e dell\u2019energia (CAPTE)</a></p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1781863125000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|52|66","Category":"I/IIIa","Modified":"\/Date(1783090268603)\/","SubmissionDate":"\/Date(1755043200000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5210,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Ambiente|Energia"}}