{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253047,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20253047,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"25.3047","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Ennesima adozione automatica delle sanzioni UE nei confronti della Russia. La Svizzera ritorni alla neutralit\u00e0!","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Dipartimento DEFR ha annunciato che la Svizzera ha deciso di adottare il 16\u00b0 pacchetto di sanzioni dell'UE nei confronti della Russia. Tale decisione segue una linea politica ormai consolidata, per cui il nostro Paese si limita ad accodarsi alle scelte dell'UE senza un'autonoma valutazione dell'opportunit\u00e0 e delle conseguenze di tali misure per la Svizzera.</p><p>&nbsp;</p><p>Il Consiglio federale, pur ribadendo a parole la neutralit\u00e0 svizzera, nei fatti ha ormai assunto un atteggiamento di totale allineamento alle posizioni dell'UE. Il principio di neutralit\u00e0 non \u00e8 solo una questione simbolica, bens\u00ec un pilastro della politica estera svizzera che ha garantito stabilit\u00e0, credibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di mediazione nei conflitti internazionali. Con l'adozione sistematica delle sanzioni europee, la Svizzera - che \u00e8 stata classificata dalla Russia come \"Paese ostile\"- si pone sempre pi\u00f9 come parte di un blocco, minando la propria autonomia decisionale e la sua tradizionale posizione di terziet\u00e0.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Ora, con il riposizionamento della nuova amministrazione Trump, che sta rivedendo il proprio impegno nei confronti del conflitto in Ucraina, si apre uno spazio di riflessione e di riadattamento anche per la Svizzera. Continuare a seguire acriticamente le decisioni di Bruxelles rischia di precludere qualsiasi possibilit\u00e0 di un ruolo attivo della Confederazione nel favorire il dialogo e la pace.</p><p>&nbsp;</p><p>Alla luce di quanto sopra, si chiede al Consiglio federale:</p><ol><li>Per quale motivo la Svizzera continua ad adottare automaticamente le sanzioni UE invece di sfruttare l\u2019attuale contesto internazionale per rivedere la propria posizione e recuperare un profilo pi\u00f9 neutrale?</li><li>Come giustifica la sua politica di allineamento con l\u2019UE, considerando il mutato atteggiamento degli Stati Uniti e il rischio di compromettere il ruolo storico della Svizzera come mediatore?</li><li>Quali passi concreti intende intraprendere per recuperare la credibilit\u00e0 della Svizzera come paese neutrale e promotore della pace?</li><li>Ha valutato le ripercussioni di questa politica sulla capacit\u00e0 della Svizzera di offrire i propri buoni uffici in futuro?</li><li>La Svizzera intende sviluppare criteri indipendenti per l\u2019adozione di sanzioni o continuer\u00e0 a seguire automaticamente le decisioni di Bruxelles senza un\u2019autonoma analisi?</li><li>Non crede che questa decisione possa, in qualche modo, compromettere le relazioni economiche che la Svizzera intrattiene con gli USA?</li></ol>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. e 5.</p><p>Secondo la legge sugli embarghi (LEmb, RS&nbsp;<i>946.231</i>), la Confederazione pu\u00f2 disporre misure coercitive per applicare sanzioni volte a far rispettare il diritto internazionale pubblico, in particolare i diritti dell\u2019uomo, adottate dall\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), dall\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) o dai principali partner commerciali della Svizzera, in pratica dall\u2019Unione europea (UE). Come membro dell\u2019ONU, la Svizzera \u00e8 tenuta ad applicare le sanzioni decretate dal Consiglio di Sicurezza. Il Consiglio federale decide invece caso per caso se la Svizzera debba adottare in toto, in parte o per niente le sanzioni imposte dall\u2019UE. La sua valutazione tiene conto della politica estera, della politica economica esterna e di criteri giuridici. L\u2019adozione delle sanzioni dell\u2019UE si basa su un\u2019analisi approfondita delle misure e del loro impatto. Non si tratta in alcun modo di un automatismo. Vengono presi in considerazione anche aspetti come il ruolo di mediazione della Svizzera e il fatto che le sanzioni possono essere efficaci solo se adottate congiuntamente.</p><p>&nbsp;</p><p>2., 3. e 4.</p><p>La Svizzera ha condannato con forza fin dall\u2019inizio l\u2019aggressione della Russia contro l\u2019Ucraina, che viola il diritto internazionale. In generale, e in quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera si impegna a rispettare, rafforzare e promuovere il diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario. Le azioni della Russia rappresentano inoltre una violazione dell\u2019architettura di sicurezza europea, che \u00e8 basata sulla cooperazione e alla quale ha contribuito anche il nostro Paese. La Svizzera \u00e8 uno Stato permanentemente neutrale. Secondo il diritto in materia, gli Stati neutrali non possono aderire ad alcuna alleanza militare e non possono fornire supporto militare agli Stati belligeranti. Neutralit\u00e0 non significa tuttavia indifferenza. L\u2019imposizione di sanzioni economiche di fronte a palesi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani \u00e8 compatibile con la neutralit\u00e0. La credibilit\u00e0 della Svizzera come Paese neutrale e promotore di pace non risente delle sue prese di posizione quando i valori fondamentali che sostiene vengono violati. Dall\u2019inizio dell\u2019aggressione militare della Russia contro l\u2019Ucraina, la Svizzera ha offerto i suoi buoni uffici a entrambe le parti e resta pronta a mettere a disposizione le sue competenze. La Svizzera vede anche la sua presidenza dell\u2019OSCE nel 2026 come un\u2019opportunit\u00e0 per lavorare alla stabilit\u00e0 in Europa e fungere da ponte. Questo ruolo non solo riflette il suo impegno per la pace, ma \u00e8 anche funzionale ai suoi interessi di sicurezza date le attuali sfide geopolitiche.</p><p>&nbsp;</p><p>6.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 convinto che le relazioni economiche con i Paesi affini subirebbero un danno duraturo se la Svizzera non sostenesse le sanzioni contro la Russia. Infatti, qualora agisse da sola, ci\u00f2 potrebbe suscitare incomprensioni tra i suoi principali partner e avere un impatto potenzialmente negativo sulle sue relazioni commerciali. La Svizzera continuer\u00e0 a portare avanti i suoi partenariati con un atteggiamento costruttivo all\u2019insegna di valori condivisi.</p>","FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1747180800000)\/","SubmittedBy":"Marchesi Piero","BusinessStatus":203,"BusinessStatusText":"La dichiarazione sull\u2019intervento \u00e8 disponibile","BusinessStatusDate":"\/Date(1747242644220)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|8|9|15","Category":null,"Modified":"\/Date(1763090678957)\/","SubmissionDate":"\/Date(1741132800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5207,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Politica internazionale|Politica di sicurezza|Economia"}}