{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253604,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20253604,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"25.3604","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Situazione in Sudan. Contributo svizzero all'aiuto umanitario, alla promozione della pace e al rispetto dei diritti umani","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<ol><li>Come valuta il Consiglio federale l\u2019attuale situazione in Sudan per quanto riguarda la situazione umanitaria, le violazioni dei diritti umani e il potenziale collasso dello Stato?</li><li>Quale contributo sta fornendo la Svizzera sul piano diplomatico, umanitario e politico per sostenere la popolazione civile sudanese?</li><li>Il Consiglio federale \u00e8 disposto ad aumentare il suo aiuto umanitario per il Sudan e i Paesi di accoglienza confinanti? In caso di risposta negativa, perch\u00e9 no?</li><li>Quale ruolo svolge la Svizzera nell\u2019impegno internazionale a favore della ripresa del dialogo politico tra le parti in conflitto?</li><li>Di quali informazioni dispone il Consiglio federale in merito a possibili esportazioni indirette di armi in Sudan, per esempio tramite Stati terzi, e in che modo si assicura che nessun prodotto svizzero finisca nel Paese per fini bellici?</li><li>In che misura si sta valutando la possibilit\u00e0 di garantire protezione in Svizzera alle persone sudanesi pi\u00f9 vulnerabili, soprattutto donne, minori e attiviste e attivisti per i diritti umani, attraverso visti umanitari o programmi di reinsediamento?</li></ol>","ReasonText":"<span><p><span>Dall\u2019aprile del 2023 il Sudan \u00e8 attanagliato da un\u2019escalation di violenza tra le Forze armate sudanesi (SAF) e le milizie paramilitari delle \u00abRapid Support Forces\u00bb (RSF). Secondo fonti dell\u2019ONU, la guerra civile ha gi\u00e0 causato oltre 12</span><span>&nbsp;</span><span>milioni di profughi e decine di migliaia di vittime. I dati sulla violenza mirata contro i civili, sui massacri a sfondo etnico, sugli abusi sessuali, sulla distruzione di ospedali e sul peggioramento della carestia sono fonte di grande preoccupazione. </span></p><p><span>Finora la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 rimasta perlopi\u00f9 inerte. Alla luce della sua tradizione umanitaria e del suo ruolo di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera ha tuttavia una responsabilit\u00e0 particolare. Inoltre, in passato ha coltivato buone relazioni con gli attori della societ\u00e0 civile sudanese e si \u00e8 impegnata in qualit\u00e0 di mediatrice nel Paese.</span></p><p><span>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande menzionate.</span></p></span>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<span><p><span>1.-3. Il Consiglio federale \u00e8 preoccupato per la difficile situazione umanitaria in Sudan. Dall\u2019inizio del conflitto nel 2023, la Svizzera ha notevolmente ampliato le sue attivit\u00e0 nel Paese e nella regione circostante. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) aveva inizialmente stanziato circa 10</span><span>&nbsp;</span><span>milioni di franchi all\u2019anno per l\u2019aiuto umanitario nel periodo 2022\u20132025. In risposta al conflitto, ha in seguito destinato oltre 128</span><span>&nbsp;</span><span>milioni di franchi alla protezione della popolazione civile, alla fornitura di alimenti e acqua potabile e all\u2019allestimento di servizi igienico-sanitari e alloggi. Per il periodo 2026\u20132029 prevede di erogare aiuti umanitari per un totale di 25</span><span>&nbsp;</span><span>milioni di franchi all\u2019anno.</span></p><p><span>&nbsp;</span></p><p><span>4. La Svizzera si adopera anche sul piano politico per la risoluzione del conflitto e, mediante il \u00abprocesso di Nyon\u00bb, sostiene una piattaforma di dialogo per gli attori politici civili. Nell\u2019ambito dei suoi buoni uffici, nel 2024 ha facilitato i colloqui tra le parti in conflitto, per esempio sotto la guida dell\u2019inviato delle Nazioni Unite Ramtane Lamamra e mediante i colloqui per il cessate il fuoco organizzati con gli Stati Uniti. Questi ultimi sono sfociati nella formazione del gruppo internazionale ALPS (Aligned for Advancing Lifesaving and Peace in Sudan), che si adopera per migliorare l\u2019accesso umanitario e proteggere la popolazione civile.</span></p><p><span>&nbsp;</span></p><p><span>5. Il Consiglio federale non \u00e8 a conoscenza di esportazioni di merci svizzere in Sudan attraverso Paesi terzi. Inoltre, il 25</span><span>&nbsp;</span><span>maggio</span><span>&nbsp;</span><span>2005 ha adottato l\u2019ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti del Sudan (RS</span><span>&nbsp;</span><em><span>946.231.18</span></em><span>) per attuare in Svizzera le misure adottate dal Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU a seguito dell\u2019escalation del conflitto nel Darfur. Questa ordinanza vieta la fornitura, la vendita e la mediazione di materiale d\u2019armamento di ogni genere a destinazione del Sudan.</span></p><p><span>&nbsp;</span></p><p><span>6. Lo strumento del visto umanitario \u00e8 stato sviluppato per rispondere a esigenze di protezione specifiche e urgenti di singole persone. Le condizioni sono sempre esaminate caso per caso e si tiene quindi conto delle circostanze individuali (cfr. risposta del Consiglio federale del 30</span><span>&nbsp;</span><span>agosto</span><span>&nbsp;</span><span>2023 all\u2019interpellanza Fluri </span><a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20233922\"><u><span>23.3922</span></u></a><span>). Il 30</span><span>&nbsp;</span><span>aprile</span><span>&nbsp;</span><span>2025 l\u2019Esecutivo ha deciso di prorogare il programma di reinsediamento 2024\u20132025 fino alla fine del 2027. In una prima fase la Svizzera intende accogliere, nella seconda met\u00e0 del 2025, una cinquantina di profughi sudanesi e sud-sudanesi che si trovano in Egitto. Per il 2026 e il 2027 \u00e8 prevista l\u2019accoglienza di un massimo di 400</span><span>&nbsp;</span><span>persone all\u2019anno. Attualmente sono in corso valutazioni per decidere se continuare a considerare il contesto del Sudan come prioritario anche nel 2026 e nel 2027. Dal 2013 la Svizzera ha reinsediato circa 260</span><span>&nbsp;</span><span>cittadine e cittadini sudanesi e 75</span><span>&nbsp;</span><span>cittadine e cittadini sud-sudanesi.</span></p></span>","FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1755648000000)\/","SubmittedBy":"Friedl Claudia","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1780591037000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|9|2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1780591054100)\/","SubmissionDate":"\/Date(1749772800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5209,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica di sicurezza|Migrazione"}}