{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20253616,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20253616,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"25.3616","BusinessType":6,"BusinessTypeName":"Postulato","BusinessTypeAbbreviation":"Po.","Title":"Collaborare con i Paesi europei per sviluppare e costruire sistemi di difesa utili alla Svizzera","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di prendere in esame, in collaborazione con le associazioni professionali svizzere e gli organi europei competenti, le possibilit\u00e0 di collaborazione industriale in materia di sviluppo e di produzione di materiale di difesa e di sicurezza per rilanciare il settore degli armamenti in Svizzera e consentire all\u2019esercito di disporre di una base tecnica che gli consenta di continuare a operare in caso di necessit\u00e0. Il Consiglio federale rediger\u00e0 un rapporto e, nel caso, proporr\u00e0 al Parlamento le eventuali modifiche legislative necessarie.</p>","ReasonText":"<span><p><span>L\u2019industria svizzera della difesa sta attraversando un periodo molto difficile. Il nostro Paese \u00e8 stato inserito in una lista nera dalla Germania, dalla Danimarca e dai Paesi Bassi, che dichiarano apertamente che non si riforniranno pi\u00f9 da aziende svizzere. Altri Paesi stanno facendo lo stesso senza dichiararlo pubblicamente. Va ricordato che senza esportazioni le aziende svizzere del settore della difesa non possono sopravvivere. Le delocalizzazioni della produzione all\u2019estero si moltiplicano. Una volta che il know-how industriale si \u00e8 trasferito, non torna pi\u00f9 indietro. Oltre all\u2019industria della difesa, anche molte aziende duali sono allo stesso modo vittime della perdita di fiducia dei clienti stranieri.</span></p><p><span>&nbsp;</span></p><p><span>La collaborazione a livello industriale tra imprese svizzere ed europee non comporta alcuna adesione alla NATO o all\u2019UE. Non \u00e8 nemmeno contraria alla neutralit\u00e0. L\u2019UE sta valutando la possibilit\u00e0 di effettuare acquisti collettivi che potrebbero aumentare il ritmo di produzione e ridurrei costi. Potr\u00e0 anche scegliere i propri clienti. La Svizzera ha quindi un interesse certo a far parte delle catene di approvvigionamento europee, affinch\u00e9 il suo esercito possa importare il proprio materiale e mantenerlo in stato di prontezza. E in secondo luogo, che la sua industria possa esportare, poich\u00e9 gli ordini interni dell\u2019esercito non sono sufficienti a garantire una produzione a costi ragionevoli. La neutralit\u00e0 armata non sar\u00e0 nient\u2019altro che un concetto privo di significato se il nostro Paese non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di armarsi adeguatamente.</span></p><p><span>L\u2019industria svizzera della difesa e dei beni a duplice uso, che secondo l\u2019UFC raggruppa oltre 3000</span><span>&nbsp;</span><span>aziende e 140</span><span>&nbsp;</span><span>000</span><span>&nbsp;</span><span>posti di lavoro, non \u00e8 sufficientemente sostenuta. A seguito della guerra in Ucraina, tutti i Paesi europei si sono posti degli interrogativi sulle capacit\u00e0 della propria industria. Non \u00e8 il caso della Svizzera, che ha perseguito un approccio puramente liberale in questo settore come negli altri. \u00c8 tempo di riflettere in modo globale e di compiere progressi concreti in tutti i settori interessati dell\u2019economia della difesa: la cooperazione europea, ma anche le esportazioni, gli affari di compensazione e gli ordini diretti dell\u2019Esercito svizzero. Questo approccio globale deve trovare espressione anche a livello dell\u2019Amministrazione federale, ad esempio con una task force DDPS-DFAE-DEFR incaricata di coordinare le riflessioni attualmente disperse e talvolta contraddittorie. \u00c8 necessario agire con urgenza, non soltanto a causa della guerra in Ucraina, ma anche per la situazione pericolosa in cui si trovano diverse centinaia di aziende svizzere importanti per la sicurezza del Paese.</span></p></span>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<span><p><span>Il Consiglio federale accoglie con favore le richieste principali formulate nel postulato. Queste ultime sono in linea con gli orientamenti principali contenuti nella strategia in materia di politica d\u2019armamento del Consiglio federale (</span><a href=\"https://www.fedlex.admin.ch/eli/fga/2025/2151/it\"><u><span>FF</span></u><u><span>&nbsp;</span></u><u><span>2025</span></u><u><span>&nbsp;</span></u><u><span>2151</span></u></a><span>) approvata il 20</span><span>&nbsp;</span><span>giugno</span><span>&nbsp;</span><span>2025 e quindi poco dopo la presentazione del postulato. La strategia individua in modo chiaro le sfide per l\u2019industria svizzera degli armamenti in relazione alla perdita di fiducia di determinati Stati europei acquirenti di materiale bellico svizzero. Di conseguenza la strategia illustra che la base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB) e la base industriale critica per la difesa (VIB) come suo nucleo fondamentale debbano essere conservate e rafforzate. Da un lato si tratta di aumentare la capacit\u00e0 d\u2019impiego e di resistenza dell\u2019Esercito svizzero e dall\u2019altro di poter mettere a disposizione in modo mirato nelle cooperazioni in materia di armamenti quelle tecnologie e capacit\u00e0 industriali che generano grande domanda degli Stati partner. La necessit\u00e0 di intensificare le cooperazioni in materia di armamenti in particolare con i Paesi confinanti della Svizzera e con altri Stati europei viene individuata come campo d\u2019azione fondamentale all\u2019interno della strategia. Il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di attuare la strategia del Consiglio federale in materia di politica d\u2019armamento in collaborazione con altri dipartimenti. A tale scopo verr\u00e0 istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale composto da DDPS, DFAE, DFF e DEFR. Al fine di assicurare la trasparenza in sede di attuazione della strategia, di norma verr\u00e0 presentato un rapporto annuale al Consiglio federale.</span></p><p><span>&nbsp;</span></p><p><span>In sintesi, il Consiglio federale ritiene che le richieste formulate nel postulato siano quindi soddisfatte con la strategia in materia di politica d\u2019armamento del Consiglio federale e con la sua futura attuazione. </span></p></span><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposal":45,"FederalCouncilProposalText":"Respingere","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1756857600000)\/","SubmittedBy":"Juillard Charles","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1758108635000)\/","ResponsibleDepartment":6,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DDPS","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9|10|15","Category":null,"Modified":"\/Date(1763088580923)\/","SubmissionDate":"\/Date(1750032000000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":5209,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza|Politica europea|Economia"}}