{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20260027,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20260027,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"26.027","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Legge sulle banche (copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica). Modifica","Description":"Messaggio del 22 aprile 2026 concernente la modifica della legge sulle banche e dell\u2019ordinanza sui fondi propri (copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica)","InitialSituation":"<h2 class=\"Titel_d\"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.04.2026</strong></h2><p class=\"Standard_d\"><strong>Regolamentazione \u00abtoo big to fail\u00bb: il Consiglio federale adotta messaggio e ordinanza sui fondi propri</strong></p><p class=\"Standard_d\">Durante la seduta del 22 aprile 2026 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge sulle banche. In futuro, le banche di rilevanza sistemica in Svizzera saranno tenute a coprire interamente le loro partecipazioni in filiali estere con fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria. Si tratta di una misura mirata fondamentale per rafforzare la stabilit\u00e0 finanziaria. A partire dall\u2019estate 2026 il Parlamento potr\u00e0 deliberare sul disegno di legge. Contestualmente alla legge, il Consiglio federale ha adeguato l\u2019ordinanza sui fondi propri. Gli adeguamenti, che entreranno in vigore il 1\u00b0 gennaio 2027, riguardano la copertura con fondi propri di determinate posizioni di bilancio, in particolare il software. In questo contesto, alla luce dei risultati emersi dalla consultazione, la soluzione del Consiglio federale \u00e8 pi\u00f9 moderata di quanto inizialmente proposto. Per quanto riguarda le esigenze in materia di fondi propri, ne risulta complessivamente un pacchetto di misure equilibrato che tiene conto dei pareri espressi.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Attualmente le partecipazioni estere delle banche di rilevanza sistemica non sono sufficientemente coperte con fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria. Questo \u00e8 quanto emerso nel 2023 dalla crisi di Credit Suisse e ha sostanzialmente contribuito al fatto che la banca non sia stata in grado di stabilizzarsi con le proprie forze. In definitiva, oltre all\u2019acquisizione da parte di UBS, \u00e8 stato necessario un intervento dello Stato per evitare una crisi finanziaria. Questa lacuna nel dispositivo \u00abtoo big to fail\u00bb dovr\u00e0 quindi essere colmata con una copertura integrale delle partecipazioni estere con fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria.</p><p class=\"Standard_d\">Nella fase di stabilizzazione di una crisi, in cui le banche di rilevanza sistemica possono ancora operare in autonomia, tali banche devono avere la possibilit\u00e0 di alienare tutte le filiali estere o parti di esse senza conseguenze negative sulle quote di capitale della casa madre. Si vuole in tal modo ridurre le probabilit\u00e0 di liquidazione di tali banche, contribuendo cos\u00ec a rafforzare la stabilit\u00e0 delle banche di rilevanza sistemica attive a livello internazionale e quindi anche della piazza finanziaria svizzera. Viene, inoltre, limitato il possibile danno per i contribuenti.</p><p class=\"Standard_d\">Il progetto concernente la modifica della legge sulle banche tiene conto delle raccomandazioni formulate dalla Commissione parlamentare d\u2019inchiesta.</p><p class=\"Standard_d\">Nell\u2019ambito della procedura di consultazione, i partecipanti hanno sostanzialmente approvato l\u2019obiettivo del progetto di rafforzare ulteriormente la stabilit\u00e0 finanziaria. Circa un terzo dei partecipanti ha sostenuto la proposta del Consiglio federale. Altri l\u2019hanno appoggiata nella sostanza, chiedendo tuttavia degli adeguamenti. La maggioranza dei partiti, in particolare, si suddivide tra queste due posizioni. I rimanenti partecipanti, tra cui diverse associazioni del settore bancario ed economico, alcuni Cantoni e due partiti (UDC e pvl), hanno respinto l\u2019avamprogetto.</p><p class=\"Standard_d\">La proposta presentata ora alle Camere federali prevede che in futuro le banche di rilevanza sistemica siano tenute a coprire il valore contabile delle loro partecipazioni nelle filiali estere della casa madre svizzera interamente con fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria. Allo stato attuale, invece, circa la met\u00e0 delle partecipazioni pu\u00f2 essere finanziata con capitale di terzi. Oggi ogni perdita di valore registrata sulle filiali estere comporta una diminuzione delle quote di capitale della casa madre svizzera gi\u00e0 a partire dal primo franco. La nuova soluzione evita questo problema, contribuendo a ridurre le probabilit\u00e0 di una liquidazione o la necessit\u00e0 di un intervento dello Stato e facendo s\u00ec che il rischio venga assunto dagli azionisti e non dai contribuenti. A condizione che il Parlamento esamini il progetto nei tempi previsti, il Consiglio federale intende introdurre la nuova regolamentazione su un arco di sette anni. La soluzione proposta \u00e8 appoggiata anche dalla Banca nazionale svizzera (BNS) e dall\u2019Autorit\u00e0 federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).</p><p class=\"Standard_d\">A seguito dei pareri formulati dal PS e dall\u2019UDC nell\u2019ambito della consultazione, il Consiglio federale ha vagliato anche altre soluzioni. Ritiene, tuttavia, sproporzionate misure alternative come un aumento generale delle esigenze in materia di fondi propri (ad es. attraverso un \u00ableverage ratio\u00bb del 15 %) o adeguamenti strutturali come uno scorporo dell\u2019attivit\u00e0 statunitense, e altrettanto inefficace una copertura soltanto parziale delle filiali con fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria. Il Consiglio federale reputa pertanto la soluzione proposta un compromesso equilibrato.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Adeguamenti nell\u2019ambito dell\u2019ordinanza sui fondi propri (OFoP)</p><p class=\"Standard_d\">Nel quadro dell\u2019OFoP, una maggioranza dei partecipanti alla consultazione ha respinto le proposte del Consiglio federale relative alle attivit\u00e0 fiscali differite e al software. Anche le Commissioni parlamentari dell\u2019economia e dei tributi hanno raccomandato al Consiglio federale di orientare tali misure maggiormente agli standard internazionali. Il Consiglio federale rinuncia pertanto all\u2019esigenza di coprire interamente le attivit\u00e0 fiscali differite e il software con fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria. Ha invece stabilito, analogamente alla normativa dell\u2019UE, una durata massima per l\u2019ammortamento del software di tre anni. La nuova regolamentazione \u00e8 inoltre circoscritta alle banche di rilevanza sistemica. Per il momento si rinuncia alla modifica proposta nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 fiscali differite. Pur contribuendo a rafforzare la stabilit\u00e0 finanziaria, rappresenterebbe un\u2019eccezione a livello internazionale. Inoltre, la riduzione del rischio perseguita con questa misura pu\u00f2 essere perlopi\u00f9 raggiunta anche attraverso la copertura delle partecipazioni estere con fondi propri proposta nella legge sulle banche. Se quest\u2019ultima non dovesse essere attuata in misura sufficiente, il Consiglio federale si riserva il diritto di rivalutare la copertura delle attivit\u00e0 fiscali differite con fondi propri.</p><p class=\"Standard_d\">Infine, il Consiglio federale ha deciso di non portare avanti per il momento nemmeno gli adeguamenti proposti nell\u2019ambito degli strumenti di capitale AT1, ed attendere gli sviluppi internazionali in corso in questo ambito. Per quanto riguarda l\u2019ordinanza sulla liquidit\u00e0, il Consiglio federale circoscrive le nuove esigenze relative alla messa a disposizione delle informazioni in caso di carenza di liquidit\u00e0 alle banche di rilevanza sistemica. Le ordinanze entreranno in vigore il 1\u00b0 gennaio 2027; al trattamento prudenziale del software si applica un termine transitorio di due anni. A tal riguardo non \u00e8 necessaria una decisione del Parlamento.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Ripercussioni</p><p class=\"Standard_d\">Le nuove norme previste da legge e ordinanza interessano, con una sola eccezione, soltanto le banche di rilevanza sistemica. Unicamente riguardo alle posizioni di bilancio di difficile valutazione dovranno adempiere requisiti pi\u00f9 severi anche alcune grandi banche che non hanno rilevanza sistemica.</p><p class=\"Standard_d\">Attualmente la regolamentazione interessa in misura significativa soltanto UBS. La costituzione di fondi propri in virt\u00f9 dell\u2019ordinanza copre gi\u00e0 una parte delle esigenze in materia di fondi propri prescritte dalla legge per le partecipazioni estere. Sia le esigenze supplementari in materia di fondi propri sia l\u2019ulteriore fabbisogno di fondi propri dipendono dagli sviluppi futuri e dalle decisioni strategiche della banca, per esempio da vari cuscinetti e limiti stabiliti dalla direzione, dalle dimensioni e dalla struttura di UBS, dal modello aziendale, dalla futura estensione dell\u2019attivit\u00e0 estera, dalla valutazione delle partecipazioni in filiali estere o dal fabbisogno di capitale di queste ultime. Secondo le stime delle autorit\u00e0 e in base alla situazione attuale, la nuova regolamentazione comporterebbe nel caso di UBS complessivamente un rafforzamento sostanziale e mirato dei fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria (CET1) della casa madre pari a circa 20 miliardi di dollari americani. Se la normativa fosse stata introdotta il 1\u00b0 gennaio 2026, la carenza di capitale effettiva CET1 sarebbe ammontata a circa 9 miliardi di dollari americani.</p><p class=\"Standard_d\">Se trasferiti secondo il principio di causalit\u00e0, i costi di finanziamento non dovrebbero essere sostenuti dai clienti in Svizzera. Un sovvenzionamento trasversale dell\u2019attivit\u00e0 delle filiali estere con entrate derivanti dall\u2019attivit\u00e0 creditizia in Svizzera contraddirebbe l\u2019assunto di un mercato creditizio svizzero efficiente e competitivo.</p><p class=\"Standard_d\">Sulla base del calcolo pro forma, una volta attuate tutte le misure, la possibile quota CET1 futura del gruppo UBS si situa, con il 15,5 per cento, nell\u2019ordine delle quote di capitale attualmente detenute dagli istituti omologhi internazionali. Tale valore corrisponde, a livello di gruppo, a un incremento dei fondi propri di base di qualit\u00e0 primaria rispetto al 4\u00b0 trimestre 2025 di circa 1,1 punti percentuali.</p><p class=\"Standard_d\">Il Consiglio federale, la BNS e la FINMA concordano sul fatto che il pacchetto di misure proposto sia utile, necessario, mirato e sostenibile per UBS.</p>","Proceedings":"<h3 class=\"SDA_Meldung_d\">Notizia&nbsp;ATS</h3><h3 class=\"Debatte_sda_linksb\u00fcndig_d\"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.09.2026</strong></h3><p class=\"Standard_d\"><strong>\"Lex UBS\", decisione rinviata alla settimana prossima</strong></p><p class=\"Standard_d\"><strong>Non sono bastate oltre tre ore di dibattito stamane al Consiglio degli Stati per terminare l'esame del progetto governativo volto a rafforzare le banche sistemiche, in particolare UBS, in caso di difficolt\u00e0. Il dibattito proseguir\u00e0 mercoled\u00ec prossimo con la presa di posizione della \"ministra\" delle finanze, Karin Keller-Sutter.</strong></p><p class=\"Standard_d\">Come noto, per evitare il ripetersi di una crisi come quella del Credit Suisse (CS) risalente al 2023, il Consiglio federale auspica che le banche sistemiche coprano interamente con capitale proprio le filiali estere. Ci\u00f2 dovrebbe costare a UBS 20 miliardi di franchi.</p><p class=\"Standard_d\">Giudicando questa soluzione troppo cara per UBS, e capace di pregiudicarne la concorrenzialit\u00e0 a livello internazionale, la commissione preparatoria ha presentato una soluzione di compromesso che prevede una copertura delle filiali estere per il 50% con capitale di base di prima classe (CET1) e per il 50% con obbligazioni AT1 (Additional Tier 1). Attualmente vige la regola del 45% di capitale di base pi\u00f9 il 17% in obbligazioni AT1.</p><p class=\"Standard_d\">Le obbligazioni AT1 sono titoli ad alto rendimento che, in caso di gravi difficolt\u00e0 finanziarie della banca, vengono convertiti in capitale proprio oppure dichiarati privi di valore (come capitato col CS, ci\u00f2 che ha dato luogo a una vertenza giuridica che deve ancora essere risolta dal Tribunale federale). Se si profila una situazione di crisi, secondo la proposta della commissione le obbligazioni AT1 dovrebbero contribuire in modo significativo alla stabilizzazione gi\u00e0 in una fase precoce.</p><p class=\"Standard_d\">Nel corso del dibattito d'entrata, questa proposta \u00e8 stata fortemente contestata, soprattutto da sinistra, ma anche dal Centro, poich\u00e9 giudicata insufficiente in caso di crisi finanziaria maggiore. Il rischio \u00e8 che i contribuenti, attraverso lo Stato, vengano chiamati in soccorso delle banche, come capitato in passato per UBS e CS.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Una soluzione equilibrata</p><p class=\"Standard_d\">Oggi in aula, diversi oratori si sono battuti per la soluzione della commissione. Tiana Moser (PS/ZH) ha parlato di un inasprimento equilibrato, un tipico compromesso elvetico. La piazza finanziaria deve senz'altro diventare pi\u00f9 resistente alle crisi, ma nel contempo una grande banca deve rimanere competitiva a livello internazionale, ha dichiarato.</p><p class=\"Standard_d\">Ragionamenti simili sono stati espressi anche dal \"senatore\" del Centro ticinese, Fabio Regazzi, sia in qualit\u00e0 di rappresentante del Ticino che di presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM).</p><p class=\"Standard_d\">Per l'imprenditore locarnese, un inasprimento delle norme come auspicato dal Governo rischia di costare troppo alla piazza finanziaria, col rischio che quest'ultima - ossia UBS - ne faccia pagare il prezzo alle aziende che hanno bisogno di crediti a prezzi ragionevoli per i propri affari e alle famiglie.</p><p class=\"Standard_d\">Il settore assicurativo e bancario, ha aggiunto Regazzi, contribuisce per il 7% del PIL ticinese e genera oltre il 10% delle imposte versate al canton Ticino. Per questo \u00e8 necessaria una soluzione equilibrata che consenta alla banca di essere maggiormente resiliente in caso di crisi, mantenendola per\u00f2 concorrenziale sui mercati.</p><p class=\"Standard_d\">Con la soluzione della commissione, UBS dovrebbe costituire 13 miliardi di franchi di capitale AT1 aggiuntivo, secondo Thierry Burkart (PLR/AG). La proposta di compromesso della maggioranza si allinea alle realt\u00e0 internazionali e l'AT1 \u00e8 uno strumento ben noto, ha spiegato.</p><p class=\"Standard_d\">Per Regazzi, come anche per altri suoi colleghi, la soluzione governativa \u00e8 punitiva per UBS: essa non tiene conto di quanto fatto da questo istituto nel 2023 quando \u00e8 venuto in soccorso della piazza finanziaria elvetica acquisendo il CS ed evitando cos\u00ec una crisi catastrofica sui mercati finanziari mondiali.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Una via di mezzo</p><p class=\"Standard_d\">Ai difensori della proposta della commissione, ha ribattuto una forte minoranza guidata da Peter Hegglin secondo cui le partecipazioni estere dovrebbero essere coperte al 90% da capitale di base di prima classe, proprio in virt\u00f9 delle esperienze maturate durante la crisi del Credit Suisse. Una quota pi\u00f9 elevata di questo capitale darebbe un segnale di sicurezza e affidabilit\u00e0 per la piazza finanziaria, ha affermato.</p><p class=\"Standard_d\">Per Pirmin Bischof (Centro/SO), i titoli AT1 generano incertezza giuridica in caso di crisi. \"Se la situazione precipita, non \u00e8 chiaro cosa succeder\u00e0\", ha sottolineato. Una maggiore copertura patrimoniale non \u00e8 uno svantaggio, ma parte integrante di una piazza finanziaria di cui andare fieri, ha affermato dal canto suo Heidi Z'graggen (Centro/UR), secondo cui UBS potrebbe vantarsi in futuro di essere la banca pi\u00f9 solida al mondo. Insomma, si tratterebbe per Z'graggen di una buona pubblicit\u00e0 per la grande banca.</p><p class=\"Standard_d\">Anche Isabelle Chassot (Centro/FR), gi\u00e0 presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sul tracollo del CS, ha sostenuto questa linea: \"La popolazione si aspetta che traiamo insegnamenti dalla crisi del CS\", ha spiegato, sottolineando che le obbligazioni AT1 comportano rischi giuridici.</p><p>&nbsp;</p><p class=\"Standard_d\">Responsabilit\u00e0 per il futuro</p><p class=\"Standard_d\">Un'altra minoranza coagulatasi attorno a Eva Herzog (PS/BS) ha sostenuto la posizione del Consiglio federale. A parere della \"senatrice\" basilese, le obbligazioni AT1 non sono adatte ad assorbire le perdite in caso di difficolt\u00e0 maggiori.</p><p class=\"Standard_d\">\"Di recente la Confederazione ha dovuto salvare due volte una banca ricorrendo alla legislazione di emergenza e mettendo a disposizione ingenti somme\", ha ammonito Pierre-Yves Maillard (PS/VD). Sono necessarie disposizioni di legge per prevenire ulteriori crisi, ha avvertito, aggiungendo che come parlamentari \"abbiamo una responsabilit\u00e0 nei confronti del futuro e i rischi sono reali\".</p><p class=\"Standard_d\">Per Maillard, visto il modo egregio con quale sia il Consiglio federale sia la Banca nazionale hanno agito durante la crisi del CS, il plenum dovrebbe dare loro fiducia accogliendo la proposta governativa cos\u00ec com'\u00e8, lasciando perdere le obbligazioni AT1 non adeguate in caso di crisi importante, come sostenuto tra l'altro dalla BNS, dalla FINMA e da numerosi esperti del ramo.</p><p class=\"Standard_d\">Maillard si \u00e8 anche lamentato delle pressioni esercitate da UBS, cui ha rinfacciato una certa arroganza contro i sostenitori della linea governativa. In questo frangente, ha concluso, dobbiamo \"mostrare autorit\u00e0\" e avere fiducia nel Consiglio federale.</p><p class=\"Standard_d\">&nbsp;</p><h2 class=\"Titel_d\"><strong>Informazioni</strong></h2><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\">Segreteria della Commissione dell'economia e dei tributi (CET)</p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"mailto:wak.cer@parl.admin.ch\">wak.cer@parl.admin.ch</a></p><p class=\"Ausk\u00fcnfte_d\"><a href=\"https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cet\">Commissione dell\u2019economia e dei tributi (CET)</a></p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":207,"BusinessStatusText":"Pianificato nel Consiglio degli Stati","BusinessStatusDate":"\/Date(1788272794000)\/","ResponsibleDepartment":7,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento delle Finanze","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFF","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"24","Category":"IIIa/IV","Modified":"\/Date(1789741635310)\/","SubmissionDate":"\/Date(1776816000000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5213,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Finanze"}}