{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263185,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20263185,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"26.3185","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Trasferire in Albania i casi Dublino italiani","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di:<br><br>1. avviare negoziati bilaterali con l\u2019Italia affinch\u00e9 quest\u2019ultima riprenda in carico i casi di sua competenza in virt\u00f9 del regolamento Dublino;</p><p>2. proporre che le persone che devono essere trasferite dalla Svizzera all\u2019Italia in virt\u00f9 del regolamento Dublino siano collocate nei centri di accoglienza che l\u2019Italia gestisce in Albania;</p><p>3. valutare la possibilit\u00e0 di concludere con l\u2019Italia un accordo che preveda che i centri gestiti da quest\u2019ultima in Albania possano essere utilizzati, dietro adeguato indennizzo finanziario, anche per alloggiare le persone respinte dalla Svizzera.</p>","ReasonText":"<p>Da tempo il Governo italiano si rifiuta di riprendere in carico i suoi richiedenti l\u2019asilo entrati in Svizzera. Nuovi dati mostrano che negli ultimi tre anni le autorit\u00e0 svizzere hanno dovuto svolgere una procedura d\u2019asilo per 2540&nbsp;persone, nonostante la competenza fosse in realt\u00e0 dell\u2019Italia. Di queste persone, 838 hanno potuto restare in Svizzera poich\u00e9 hanno ottenuto asilo o l\u2019ammissione provvisoria. Da soli, questi 838 richiedenti l\u2019asilo costano circa 60&nbsp;milioni di franchi alla Confederazione, a cui si aggiungono le spese per le persone respinte che devono lasciare il nostro Paese.</p><p>&nbsp;</p><p>Nel novembre 2023 l\u2019Italia e l\u2019Albania hanno firmato un protocollo che consente a Roma di utilizzare due centri migranti in territorio albanese sotto la giurisdizione italiana:</p><p>&nbsp;</p><p>Sh\u00ebngjin: centro di accoglienza e registrazione;</p><p>&nbsp;</p><p>Gjad\u00ebr: centro principale per la detenzione e il trattamento dei casi.</p><p>&nbsp;</p><p>L\u2019obiettivo era ridurre la pressione sul sistema italiano trasferendo determinati migranti intercettati in mare in questi centri, dove esaminare la loro domanda d\u2019asilo oppure organizzare il loro allontanamento. Diversi tribunali italiani ed europei hanno contestato la legittimit\u00e0 di questo sistema, il che ha provocato il blocco o la sospensione dei trasferimenti. A seguito di decisioni giudiziarie, alcuni migranti trasferiti in Albania hanno dovuto fare ritorno in Italia. Per molti mesi questi centri hanno dunque accolto solo pochissime persone. Ciononostante, hanno potuto essere utilizzati per casi specifici:&nbsp;</p><ul><li>ad aprile 2025 una quarantina di migranti la cui domanda d\u2019asilo era stata respinta sono stati trasferiti in Albania, dove sono stati incarcerati in vista dell\u2019allontanamento;</li><li>a febbraio 2026 \u00e8 stato trasferito un piccolo gruppo (ca. 30-40 persone), il che rappresenta un primo recente utilizzo della struttura.<br>&nbsp;</li></ul><p>Queste cifre sono tuttavia ben al di sotto della capacit\u00e0 prevista (fino a diverse migliaia di persone). La Svizzera potrebbe quindi chiedere di utilizzare questi centri per collocare alcuni suoi richiedenti respinti.</p><p>&nbsp;</p><p>Considerati gli ostacoli giuridici, il Governo italiano ha in parte modificato la propria prassi. Sembra che questi centri non siano pi\u00f9 utilizzati per esaminare domande d\u2019asilo, ma piuttosto per detenere richiedenti l\u2019asilo respinti prima della loro espulsione (centri di rimpatrio).</p><p>&nbsp;</p><p>Per incentivare la ripresa in carico dei casi Dublino da parte dell\u2019Italia, il Consiglio federale \u00e8 invitato a negoziare con quest\u2019ultima un accordo che permetta alla Svizzera di trasferire i casi Dublino italiani non in Italia, bens\u00ec nei centri italiani in Albania, dove svolgere la procedura d\u2019asilo o preparare l\u2019allontanamento. La Svizzera proporr\u00e0 di partecipare ai costi di gestione di questi centri.</p><p>&nbsp;</p><p>Chieder\u00e0 inoltre all\u2019Italia di poter utilizzare questi centri per allontanare persone a partire dall\u2019Albania. Anche in questo caso la Svizzera parteciper\u00e0 in maniera sostanziale ai costi di gestione di questo tipo di centri.</p><p>&nbsp;</p><p>Queste due proposte dovrebbero permettere all\u2019Italia di riprendere i casi Dublino di sua competenza sostenendo i due centri da essa istituiti in Albania.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<ol><li>La sospensione dei trasferimenti decisa dall\u2019Italia concerne tutti gli Stati Dublino. La Svizzera si impegna attivamente a livello bilaterale e multilaterale affinch\u00e9 il sistema Dublino funzioni anche con l\u2019Italia. Ad esempio, ha a pi\u00f9 riprese esortato vivamente il Governo italiano a riprendere quanto prima i trasferimenti Dublino. Insieme ad altri Stati Dublino ha pertanto in pi\u00f9 occasioni sollecitato la Commissione europea a intervenire presso l\u2019Italia affinch\u00e9 quest\u2019ultima riprenda immediatamente i trasferimenti. Unitamente a tali Stati, la Svizzera si aspetta che l\u2019Italia riprenda i trasferimenti Dublino non appena il Patto UE sar\u00e0 attuato nell\u2019estate 2026.</li></ol><p>&nbsp;</p><ol start=\"2\"><li>Le persone che rientrano nel campo di applicazione del regolamento Dublino non possono essere trasferite in Paesi che non applicano l\u2019acquis di Dublino. Nemmeno il regolamento europeo sulla gestione dell\u2019asilo e della migrazione, che a giugno 2026 sostituir\u00e0 il regolamento Dublino, modificher\u00e0 questo principio. La Svizzera non dispone dunque di nessuna base legale per trasferire in Albania i \u00abcasi Dublino\u00bb. Inoltre, l\u2019accordo concluso tra l\u2019Italia e l\u2019Albania prevede che nei centri albanesi possano essere esaminate solo domande d\u2019asilo di persone provenienti da Stati terzi sicuri e trasferite in Albania dalle autorit\u00e0 italiane. Non \u00e8 dunque applicabile alle persone che ricadono sotto il regolamento Dublino e si trovano gi\u00e0 in Svizzera. L\u2019Italia stessa non trasferisce casi Dublino in Albania, bens\u00ec solo persone che devono essere allontanate verso un Paese terzo. Inoltre, l\u2019Italia ha incontrato molti ostacoli giuridici e pratici che le hanno impedito di utilizzare in maniera efficace i centri, il che ne spiega l\u2019attuale sottoccupazione. Nonostante gli importanti investimenti finanziari, il progetto non funziona ancora come inizialmente previsto.</li></ol><p>&nbsp;</p><ol start=\"3\"><li><p>L\u2019accordo tra l\u2019Italia e l\u2019Albania non pu\u00f2 essere modificato da un nuovo accordo tra la Svizzera e l\u2019Italia. Qualsiasi modifica dovrebbe infatti essere approvata dall\u2019Albania. Inoltre, prima di prendere in considerazione un accordo con l\u2019Italia sarebbe necessario istituire le basi legali necessarie per la delocalizzazione delle procedure d\u2019asilo e di ritorno. Gli Stati membri dell\u2019UE stanno negoziando l\u2019introduzione dei centri di rimpatrio nel nuovo regolamento europeo sui rimpatri. Eventuali nuove basi legali in questo ambito costituirebbero uno sviluppo dell\u2019acquis di Schengen, che la Svizzera sarebbe obbligata a recepire. Nel suo rapporto del 15&nbsp;aprile 2026 in adempimento del <a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20234490\"><u>postulato Caroni 23.4490</u></a>, il Consiglio federale ha analizzato la situazione all\u2019estero in materia di procedure d\u2019asilo ed esecuzione degli allontanamenti. Ha esaminato gli attuali approcci, soprattutto a livello europeo, volti a delocalizzare all\u2019estero le procedure d\u2019asilo e l\u2019esecuzione degli allontanamenti, e la loro compatibilit\u00e0 con il diritto nazionale e internazionale. I progetti di delocalizzazione finora avviati a livello europeo non sono stati implementati oppure si sono rivelati inefficaci.</p><p>Qualora dovessero concretizzarsi modelli di delocalizzazione che possano essere attuati rispettando il quadro giuridico nel suo complesso, il Consiglio federale riesaminer\u00e0 la possibilit\u00e0 per la Svizzera di parteciparvi a fianco di partner europei o di attuarli autonomamente.</p></li></ol><p><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>","FederalCouncilProposal":45,"FederalCouncilProposalText":"Respingere","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1778630400000)\/","SubmittedBy":"M\u00fcller Damian","BusinessStatus":204,"BusinessStatusText":"Assegnato alla commissione competente","BusinessStatusDate":"\/Date(1782205882000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1782379204400)\/","SubmissionDate":"\/Date(1773792000000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":5212,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Migrazione"}}