{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263362,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20263362,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"26.3362","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"La Svizzera, Stato ospite digitale. Sicurezza dei dati e garanzia dei buoni uffici","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di esaminare la possibilit\u00e0 di intavolare trattative con gli Stati Uniti in vista di un accordo bilaterale sull\u2019accesso ai dati nel quadro del CLOUD Act. L\u2019obiettivo \u00e8 garantire la sicurezza dei centri di elaborazione dati e delle infrastrutture cloud per la Svizzera, affinch\u00e9 essa resti uno Stato ospite digitale moderno. In base all\u2019esito di questo esame, il Consiglio federale elaborer\u00e0 un mandato negoziale e lo sottoporr\u00e0 alle Commissioni della politica estera.</p>","ReasonText":"<span><p><span>La Svizzera \u00e8 un polo importante per le organizzazioni internazionali e una piattaforma rilevante per la cooperazione umanitaria. Per continuare a svolgere questo ruolo in modo affidabile, deve indispensabilmente compiere progressi nell\u2019ambito dell\u2019infrastruttura tecnica, della resilienza informatica e della sicurezza dei dati. Nel 2018 gli Stati Uniti, che ospitano in particolare la sede principale dell\u2019ONU, hanno posto in vigore il CLOUD Act, che consente alle autorit\u00e0 inquirenti statunitensi di accedere a dati al di fuori del territorio americano per prevenire, indagare, chiarire e perseguire reati gravi. Questa politica crea incertezza giuridica per la Svizzera, quale Stato ospite, e aumenta il rischio di una perdita di fiducia, in particolare per quanto riguarda la cooperazione digitale con organizzazioni partner globali, anche in ambito umanitario. Il CLOUD Act prevede che i Paesi negozino con gli Stati Uniti un accordo bilaterale sull\u2019accesso ai dati (</span><span><em>executive agreement</em></span><span>) adeguato alle loro esigenze. Tramite accordi di questo tipo, Paesi quali il Regno Unito e l\u2019Australia hanno tutelato l\u2019accesso ai dati del settore pubblico da qualsiasi intrusione estera e hanno disciplinato l\u2019assistenza giudiziaria. Il Consiglio federale ha gi\u00e0 affermato a pi\u00f9 riprese che un potenziale accordo sarebbe vantaggioso, ma non si \u00e8 ancora impegnato a concluderlo (cfr. in particolare</span><span>&nbsp;</span><a href=\"https://www.bj.admin.ch/bj/de/home/publiservice/publikationen/berichte-gutachten/2021-09-17.html\"><span><u>il parere dell\u2019UFG del 2021</u></span></a><span>, disponibile in tedesco e francese). La questione \u00e8 urgente: nell\u2019attuale contesto geopolitico \u00e8 fondamentale che la Svizzera possa posizionarsi come \u00abporto sicuro\u00bb per i dati sensibili. Ne trarranno vantaggio anche i buoni uffici della Svizzera.</span><span>&nbsp;</span><span> </span><span>&nbsp;</span></p></span>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<span><p>Anche il Consiglio federale ritiene importante proteggere in maniera efficace la piazza digitale svizzera sia tutelandola da accessi esteri non autorizzati ai dati sia garantendo un perseguimento penale transfrontaliero efficiente nel ciberspazio. Il 9&nbsp;aprile 2025 ha pertanto incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di esaminare l\u2019opportunit\u00e0 di creare una pertinente base legale e di collaborare pi\u00f9 strettamente con l\u2019Unione europea (UE) in questo settore (https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=105595).</p><p>In collaborazione con altri dipartimenti e un gruppo di lavoro esterno all\u2019Amministrazione in cui sono rappresentati fornitori di servizi informatici, autorit\u00e0 di perseguimento penale, societ\u00e0 civile, associazioni e mondo scientifico, il DFGP sta elaborando un avamprogetto di legge federale in materia, che costituir\u00e0 la base per accordi con altri Stati. In una prima fase la Svizzera si ispirer\u00e0 a \u00abe-Evidence\u00bb, la legislazione europea corrispondente al CLOUD Act statunitense.</p><p>Stando a un\u2019analisi dell\u2019Ufficio federale di giustizia (UFG) sul CLOUD Act del 17&nbsp;settembre 2021, un accordo bilaterale con gli Stati Uniti all\u2019insegna del CLOUD Act sarebbe difficilmente compatibile con gli standard normativi svizzeri in materia di diritti fondamentali e protezione dei dati. Le procedure previste dal CLOUD Act, ancorate nel sistema anglosassone della <em>\u00abcommon law\u00bb</em>, funzionano in maniera diversa da quelle della <em>\u00abcivil law\u00bb </em>svizzera e dell\u2019Europa continentale. Ecco perch\u00e9 finora nessun altro Paese, a parte la Gran Bretagna e l\u2019Australia, dotate di sistemi giuridici simili a quello statunitense, hanno concluso accordi di questo tipo con gli Stati Uniti. Al momento un accordo bilaterale con gli Stati Uniti non solo isolerebbe la Svizzera complicando notevolmente la collaborazione giudiziaria nello spazio Schengen, ma comporterebbe pure un considerevole rischio per la tutela della sovranit\u00e0 svizzera e della sfera privata garantita dalla Costituzione, in quanto legittimerebbe in linea di massima gli Stati Uniti ad accedere a dati personali in Svizzera. L\u2019UE potrebbe di conseguenza considerare di revocare il riconoscimento dell\u2019adeguatezza della protezione dei dati offerta dalla Svizzera. Inoltre, un tale accesso ai dati viola l\u2019attuale diritto svizzero in materia di protezione dei dati e la disposizione a tutela della sovranit\u00e0 svizzera (art.&nbsp;271 del Codice penale [CP; RS&nbsp;311.0], atti compiuti senza autorizzazione per contro di uno Stato estero).</p><p>Il Consiglio federale ha riconosciuto l\u2019urgenza della questione e i dipartimenti coinvolti stanno elaborando una soluzione. In un primo momento ha deciso di dare la priorit\u00e0 a colloqui esplorativi con la Commissione europea in vista di un possibile accordo con l\u2019UE in materia e di ispirarsi al sistema europeo nel definire il quadro normativo nazionale. Questi colloqui, coordinati con gli altri Stati associati a Schengen (Norvegia, Islanda, Liechtenstein), stanno procedendo con esiti promettenti. L\u2019orientamento al sistema europeo crea la necessaria certezza del diritto e permette di preservare gli standard svizzeri ed europei in materia di protezione dei dati e di diritti fondamentali. Un successivo accordo con gli Stati Uniti non \u00e8 escluso. Tuttavia la Svizzera non intende perseguire tale accordo in solitaria, bens\u00ec soltanto una volta chiarita l\u2019interazione di massima tra i sistemi europei e angloamericani in materia di accesso transfrontaliero a dati a fini penali.</p></span><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":45,"FederalCouncilProposalText":"Respingere","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1779235200000)\/","SubmittedBy":"Bally Maya","BusinessStatus":203,"BusinessStatusText":"La dichiarazione sull\u2019intervento \u00e8 disponibile","BusinessStatusDate":"\/Date(1779270255000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|34|1236","Category":null,"Modified":"\/Date(1779356667790)\/","SubmissionDate":"\/Date(1773964800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5212,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Media e comunicazione|Diritti umani"}}