{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20263665,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20263665,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"26.3665","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Il Consiglio federale intende vietare il gruppo paramilitare Rapid Support Forces (RSF) inserendolo nell'elenco delle organizzazioni terroristiche?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<span><p><span>Le gravi atrocit\u00e0 commesse dalle RSF (Rapid Support Forces) in Sudan sono una realt\u00e0 riconosciuta dall\u2019ONU e sono sistematicamente rivolte contro i civili, massacrati a migliaia. Non si pu\u00f2 seriamente intravedere alcuna speranza di pace in Sudan finch\u00e9 questo gruppo paramilitare non sar\u00e0 stato vietato dalla comunit\u00e0 internazionale in quanto organizzazione terroristica. La Svizzera deve indicare la strada e dare l\u2019esempio.</span></p></span>","ReasonText":"<p>Il conflitto in Sudan \u00e8 iniziato il 15&nbsp;aprile 2023 tra le Forze armate sudanesi (SAF), guidate dal generale Burhan, e un gruppo paramilitare (Rapid Support Forces, RSF), guidato dal generale \u00abHemeti\u00bb, che intende prendere il potere. Questo conflitto ha causato migliaia di morti, milioni di sfollati e una grave crisi umanitaria, senza che nessuna delle due parti sia finora riuscita a prendere il sopravvento, n\u00e9 si intraveda alcuna prospettiva di pace.</p><p>Le RSF sono accusate dall\u2019ONU, dalle ONG e da numerosi testimoni di aver commesso gravi e sistematiche atrocit\u00e0 contro i civili a partire dal 2023. In particolare, sono coinvolte in massacri su larga scala, come quello di El Geneina, dove sono state uccise tra le 10&nbsp;000 e le 15&nbsp;000 persone, spesso nel corso di attacchi mirati a comunit\u00e0 specifiche (in particolare i Masalit), con esecuzioni sommarie, sparatorie contro civili in fuga e fosse comuni. Le RSF sono inoltre accusate di aver condotto una campagna di violenze sessuali sistematiche, tra cui stupri individuali e di gruppo, rapimenti e schiavit\u00f9 sessuale, pratiche utilizzate come armi di terrore. Hanno altres\u00ec compiuto saccheggi massicci e organizzati (case, ospedali, magazzini umanitari) e distrutto infrastrutture civili, aggravando la crisi.</p><p>Sono anche coinvolte in sfollamenti forzati di massa, appiccando incendi in quartieri o villaggi, nonch\u00e9 in rapimenti, detenzioni arbitrarie e reclutamenti forzati. A El Fasher, i combattimenti hanno causato un numero stimato di vittime dirette che arriva fino a qualche migliaio, ma l\u2019assedio e il deterioramento delle condizioni di vita hanno provocato una mortalit\u00e0 complessiva che potrebbe raggiungere circa 60&nbsp;000 vittime.</p><p>A livello internazionale, gli Stati Uniti hanno sanzionato il capo delle RSF, Mohamed Hamdan Dagalo (\u00abHemeti\u00bb), per il suo ruolo in tali violenze; Washington accusa infatti le RSF di atrocit\u00e0 di massa, tra cui atti che potrebbero configurarsi come crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e pulizia etnica, e talvolta descritti come potenzialmente equiparabili al genocidio.</p><p>Nel complesso, il conflitto ha un impatto ben pi\u00f9 ampio rispetto al solo numero di morti confermati (da 10&nbsp;000 a 15&nbsp;000). Stime pi\u00f9 realistiche, come quella dell\u2019ex inviato speciale statunitense Tom Perriello, parlano di circa 150&nbsp;000 morti nel 2024, includendo gli effetti indiretti, quali la carestia o le malattie, mentre oltre 8&nbsp;milioni di persone sono state sfollate.</p><p>&nbsp;</p><p>La Svizzera ha tentato una mediazione che si \u00e8 rivelata un fallimento. Cos\u00ec, nell\u2019agosto 2024, a Villars-sur-Ollon (VD) si sono tenuti dei colloqui sul Sudan, avviati e coordinati dagli Stati Uniti, con la partecipazione di attori internazionali coinvolti nella questione sudanese.</p><p>All\u2019epoca la Svizzera non era il mediatore principale, ma il Paese ospitante e il mediatore dal punto di vista logistico e diplomatico.</p><p>Tali discussioni miravano in particolare a sbloccare i negoziati, rimasti in stallo dopo Jeddah, a coordinare le posizioni internazionali (soprattutto occidentali e regionali) e a esplorare possibili vie per un cessate il fuoco o per l\u2019istituzione di meccanismi umanitari. Quest\u2019incontro \u00e8 fallito perch\u00e9 le Forze armate sudanesi (SAF) non si sono recate in Svizzera.</p><p>La Svizzera (DFAE / Divisione Pace e diritti umani (DPDU)) ha quindi avviato il \u00abprocesso di Nyon\u00bb, che consiste in incontri riservati volti a discutere del conflitto in Sudan con le forze politiche sudanesi. La Svizzera svolge in questo contesto soprattutto il ruolo di ospite e di mediatore, consentendo a queste forze politiche di dialogare in un contesto neutrale. L\u2019idea non \u00e8 quella di negoziare direttamente la pace tra le parti sudanesi, ma piuttosto di mantenere aperto il dialogo e di proporre alcune linee guida preliminari, come ad esempio tregue o aiuti umanitari.</p><p>Alla fine, ci\u00f2 ha permesso di mantenere i contatti e di riflettere su alcune soluzioni, ma senza risultati concreti sul campo n\u00e9 un accordo di pace.</p><p>Ad oggi, quindi, non \u00e8 stato ottenuto alcun risultato e le RSF continuano a commettere violazioni, in totale mancanza di rispetto del diritto internazionale.</p><p>La nostra neutralit\u00e0 impone di agire con cautela nell\u2019individuare i responsabili di crimini di guerra o di crimini contro l\u2019umanit\u00e0, fintantoch\u00e9 la missione del nostro Paese, volta a contribuire alla pace, rimane concreta. Oggi non c\u2019\u00e8 alcuna speranza concreta di portare le due parti al tavolo dei negoziati, e solo una forte pressione da parte della comunit\u00e0 internazionale su una delle parti in conflitto - che non si pone alcun limite nell\u2019uso del terrore contro la popolazione civile \u2014 riuscir\u00e0 a porre fine a questo conflitto. Il ruolo della Svizzera, in qualit\u00e0 di depositaria delle Convenzioni di Ginevra, \u00e8 quindi quello di designare le RSF come organizzazione terroristica, cos\u00ec come ha fatto recentemente con altre entit\u00e0 non governative.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Poggia Mauro","BusinessStatus":202,"BusinessStatusText":"Depositato","BusinessStatusDate":"\/Date(1781568000000)\/","ResponsibleDepartment":6,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DDPS","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|9|1231","Category":null,"Modified":"\/Date(1783352180760)\/","SubmissionDate":"\/Date(1781568000000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":5214,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica di sicurezza|Diritto internazionale"}}