{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20264045,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20264045,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"26.4045","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera. Che dire della prevenzione dei conflitti, della promozione civile della pace e del rispetto dei diritti umani?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<span><p><span>Il nostro Paese dispone di una vasta gamma di strumenti per garantire la sicurezza dei cittadini svizzeri. Tuttavia la nuova strategia sulla sicurezza si basa essenzialmente sulle forze armate per proteggere e reagire alle minacce, in particolare quelle provenienti dall\u2019esterno.</span></p><p><span>Il documento fa certamente riferimento alla resilienza e alla cooperazione internazionale, ma questi aspetti rimangono limitati a dimensioni puramente legate alla difesa. Per\u00f2 la Svizzera ha una credibilit\u00e0 internazionale e un ruolo chiave da svolgere per quanto riguarda la prevenzione dei conflitti, la promozione della pace e il rispetto dei diritti umani, elementi che non sono menzionati e articolati esplicitamente nella strategia, bench\u00e9 si tratti di mandati costituzionali. La prevenzione dei conflitti armati \u00e8 parte integrante di un concetto di sicurezza globale. I benefici derivanti dal lavoro sulle cause profonde all\u2019origine delle crisi, in particolare in materia di diritti umani, sono gi\u00e0 ben noti</span><span><sup>1</sup></span><span>.</span><span>&nbsp;</span><span>Questo lavoro a monte di ogni crisi consente di conseguire risultati pi\u00f9 duraturi e garantisce la coerenza e l\u2019influenza internazionale del nostro Paese. Si tratta di un impegno che oggi \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario, in un mondo scosso da un numero di conflitti armati senza precedenti dal</span><span>&nbsp;</span><span>1945, da un calo significativo della cooperazione allo sviluppo e da una regressione generale per quanto concerne il rispetto dei diritti umani. In questo contesto, il valore aggiunto fornito dalla Svizzera rimane quello di un interlocutore neutrale e affidabile, in grado di fungere da mediatore e di difendere i diritti umani.</span><span>&nbsp;</span><br><span>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</span><span>&nbsp;</span></p><p><span>1. In che modo il Consiglio federale intende integrare in maniera esplicita la prevenzione dei conflitti armati come elemento indispensabile per la sicurezza della Svizzera?</span><span>&nbsp;</span></p><p><span>2. In che modo intende articolare all\u2019interno della strategia e del concetto di sicurezza globale la promozione civile della pace, andando oltre le operazioni di mantenimento della pace?</span><span>&nbsp;</span></p><p><span>3. In che modo intende integrare nella strategia di sicurezza le azioni bilaterali e multilaterali del nostro Paese in materia di rispetto dei diritti umani come elemento della prevenzione dei conflitti e della loro recrudescenza?</span><span>&nbsp;</span></p><p><span>4. Per quanto riguarda il finanziamento della strategia di sicurezza globale, non ritiene indispensabile dedicare una parte delle risorse alla prevenzione dei conflitti, alla promozione della pace e al rispetto dei diritti umani, ossia ad attivit\u00e0 fondamentali per la sicurezza del Paese?</span><span>&nbsp;</span></p><p><span>5. Il Consiglio federale non ritiene ragionevole, alla luce dell\u2019attuale contesto internazionale instabile, aumentare le risorse finanziarie destinate alla prevenzione dei conflitti, alla promozione della pace e al rispetto dei diritti umani?</span></p><p><span>&nbsp;</span></p><p><span><sup>1</sup></span><span>&nbsp;</span><span>Ogni dollaro investito nella prevenzione dei conflitti e nella promozione della pace consente di risparmiare 16</span><span>&nbsp;</span><span>dollari (2018 UN and World Bank report)</span></p></span>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>In merito alle domande 1 e 2:</p><p>la prevenzione dei conflitti \u00e8 una questione importante per il Consiglio federale ed \u00e8 parte integrante della politica di sicurezza. La promozione della pace con mezzi civili e militari \u00e8 sancita dalla legge e rientra tra le priorit\u00e0 della politica estera svizzera. Nel <a href=\"https://www.fedlex.admin.ch/filestore/fedlex.data.admin.ch/eli/dl/proj/2025/83/cons_1/doc_1/it/pdf-a/fedlex-data-admin-ch-eli-dl-proj-2025-83-cons_1-doc_1-it-pdf-a.pdf\">progetto posto in consultazione della Strategia in materia di politica di sicurezza 2026</a>, essa \u00e8 integrata nell\u2019obiettivo 6 \u00abContributi efficaci alla stabilit\u00e0 e Stato di diritto\u00bb, che comprende anche la cooperazione allo sviluppo, l\u2019aiuto umanitario e la promozione civile della pace. Secondo la strategia, il promovimento militare della pace deve essere potenziato ed \u00e8 complementare alla promozione civile della pace e alla prevenzione dei conflitti. La strategia \u00e8 coordinata con la <a href=\"https://www.eda.admin.ch/it/strategia-di-politica-estera-2024-2027\">Strategia di politica estera 2024-2027</a>, che illustra gli strumenti della promozione civile della pace: buoni uffici e mediazione, sostegno alla facilitazione e al dialogo, elaborazione del passato, rafforzamento delle istituzioni dello Stato di diritto, promozione dei diritti umani e coinvolgimento delle donne nei processi di pace e sicurezza. Nell\u2019attuazione di questa strategia la Svizzera fa riferimento, tra gli altri, a un pool di esperti di promozione civile della pace e al loro impegno a favore dell\u2019OSCE, del Consiglio d\u2019Europa e dell\u2019ONU.</p><p><br></p><p>In merito alla domanda 3:&nbsp;<br>i diritti umani rientrano tra le priorit\u00e0 della politica estera svizzera. Le <a href=\"https://www.eda.admin.ch/it/publication?id=BCfOmATVnx5h\">Linee guida sui diritti umani 2026-2029</a> stabiliscono che la diplomazia dei diritti umani produce pienamente i suoi effetti quando agisce coerentemente e di concerto con la diplomazia di pace. La Divisione Pace e diritti umani (DPDU) del DFAE opera in circa 20 contesti di conflitto; l\u2019evoluzione della situazione dei diritti umani confluisce in questa attivit\u00e0 e nella valutazione della situazione in materia di politica estera. Inoltre, le rappresentanze svizzere all\u2019estero dispongono di un vademecum per la prevenzione delle atrocit\u00e0, che ha lo scopo di agevolarle nella gestione dell\u2019escalation di situazioni, nell\u2019ottica di un\u2019individuazione tempestiva. Occorre distinguere da ci\u00f2 l\u2019individuazione tempestiva in materia di politica di sicurezza della Confederazione (obiettivo 2 nel progetto posto in consultazione della Strategia in materia di politica di sicurezza 2026), che si concentra sulle minacce e sui pericoli rilevanti per la Svizzera dal punto di vista della politica di sicurezza.</p><p><br></p><p>In merito alle domande 4 e 5:</p><p>la Strategia in materia di politica di sicurezza 2026 \u00e8 una strategia quadro e non assegna risorse ai singoli settori politici. \u00c8 previsto che gli organi competenti richiedano le risorse necessarie per l\u2019attuazione in vista delle decisioni politiche. La Confederazione finanzia la prevenzione dei conflitti, la promozione della pace e le misure a favore del rispetto dei diritti umani attraverso gli strumenti esistenti. Gli uffici competenti dispongono a tal fine di crediti d\u2019impegno che il Parlamento stanzia ogni quattro anni con il messaggio concernente la cooperazione internazionale (attualmente la <a href=\"https://www.deza.eda.admin.ch/it/strategia-di-cooperazione-internazionale-della-svizzera-2025-2028\">Strategia di cooperazione internazionale 2025-2028</a>). Questi fondi contribuiscono alla sicurezza della Svizzera. Il Parlamento decide in merito ai futuri stanziamenti nell\u2019ambito della strategia di cooperazione internazionale nonch\u00e9 del processo di preventivazione ordinario e della pianificazione finanziaria. Il 24 giugno 2026 il Consiglio federale ha deciso la definizione pi\u00f9 mirata e il riorientamento della cooperazione internazionale (CI), nonch\u00e9 i parametri strategici per il periodo 2029-2032. Questi prevedono, a fronte di un quadro globale praticamente invariato, un rafforzamento dell\u2019aiuto umanitario a scapito della cooperazione allo sviluppo. Il DFAE e il DEFR sono stati incaricati di elaborare, su questa base, un progetto da porre in consultazione sulla strategia CI 2029-2032, compresi i relativi crediti d\u2019impegno. In tale contesto verr\u00e0 definita la ripartizione dei fondi tra i singoli strumenti, compresi quelli della Divisione Pace e diritti umani. Per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo e le conseguenze di questa decisione su tale settore, il Consiglio federale rimanda alla sua risposta all\u2019Ip. Schneider-Schneiter 26.3791 \u00abRipercussioni dei tagli al bilancio sulla cooperazione bilaterale allo sviluppo della DSC e della SECO\u00bb.</p>","FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1786492800000)\/","SubmittedBy":"Sommaruga Carlo","BusinessStatus":203,"BusinessStatusText":"La dichiarazione sull\u2019intervento \u00e8 disponibile","BusinessStatusDate":"\/Date(1786531112000)\/","ResponsibleDepartment":6,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DDPS","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9|24|1231","Category":null,"Modified":"\/Date(1786617524317)\/","SubmissionDate":"\/Date(1781827200000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":5214,"SubmissionLegislativePeriod":52,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza|Finanze|Diritto internazionale"}}